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fonte www.solidnet.org
dal Ganashakti Newspaper, 4 Ottobre, 2005
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Il tradimento dell'Iran: i costi della partnership India-Stati Uniti


di Prakash Karat
4 Ottobre 2005

Nella Commissione dell'Agenzia dell'Energia Atomica Internazionale (Aiea), l'India ha votato con gli sponsor US ed europei la decisione di accusare l'Iran. Questo apre la strada a ché le questioni nucleari iraniane siano deferite al Consiglio della Sicurezza dell'Onu. L'India non si è astenuta sulla decisione come altri paesi non allineati in via di sviluppo (Brasile, Sud Africa, Messico, Nigeria e Algeria) e come i suoi confinanti dell'Asia Meridionale, Pakistan e Sri Lanka, che hanno rifiutato di fiancheggiare gli Stati Uniti.

Il governo Manmohan Singh si è completamente rivelato in questo episodio. Fino alla vigilia del voto nell'Aiea, l'India proclamava che l'Iran, affermando il proprio diritto a sviluppare la tecnologia nucleare per scopi civili, aderiva agli obblighi internazionali. Tre settimane fa, durante la visita a Teheran di Natwar Singh, venne dichiarato che la questione nucleare dell'Iran si sarebbe risolta nell’ambito dell'Aiea. Ancora di più, si affermò che la questione avrebbe dovuto essere decisa in base al consenso all'interno dell'Aiea.

Tutto ciò si è dimostrato essere solo una falsa posizione. Pochi giorni di sostenuta pressione americana hanno portato il governo Manmohan Singh a cedere. La richiesta di Condoleeza Rice a India, Cina e Russia di allinearsi alla posizione US è stata accolta, almeno dall'India. Il percorso verso la capitolazione è stato aiutato dalla flebile enunciazione della posizione dell'India nelle audizioni Congressuali US. L'atto finale di resa ha poi avuto luogo durante la visita di Manmohan Singh a New York e nel corso del suo incontro con il Presidente Bush.

C'è un altro aspetto inquietante. Il ministro degli esteri aveva ribadito la posizione dell'India sulla questione. L'ultima volta fu prima del suo incontro con Condoleeza Rice a New York, il 20 Settembre. Tre giorni dopo, in una sua conversazione telefonica col Presidente iraniano, il primo ministro è tornato indietro da queste posizioni. Secondo la dichiarazione ufficiale, il primo ministro ha consigliato il Presidente di assumere "una posizione flessibile per evitare lo scontro" e di "fare concessioni a questo fine".

Votando per la risoluzione che chiede all’Iran di porre fine all'arricchimento dell’uranio e di fermare la costruzione di un reattore di ricerca ad acqua pesante, sono stati abbandonati totalmente i tre punti formulati della posizione. Primo, la firma mette fine alla posizione iniziale dell’India che l’Iran, come firmatario del Npt (trattato di non proliferazione), ha diritto a sviluppare la tecnologia nucleare in sicurezza. Secondo, dire che le domande che sorgono sulla questione nucleare dell'Iran sono di competenza del Consiglio di Sicurezza Onu, va contro la posizione dichiarata che ciò dovrebbe invece essere trattato nel quadro dell’Aiea. Terzo, l'adesione al consenso è stata abbandonata quando l’India si è allineata agli US ed ai 3 UE nel votare contro l'Iran.

Non c’è alcun dubbio che il governo Manmohan Singh abbia abbandonato la sua posizione per compiacere gli Stati Uniti. Ha dato risultati il fuoco di fila cui è stata sottoposta l’India, che non può aspettarsi di essere un beneficiario dell'accordo nucleare, a meno di venire incontro agli interessi degli US sull'Iran. Il tema fondamentale della Dichiarazione Congiunta, firmata a Washington a Luglio è ora rimesso in gioco. Ci si aspetta che l’India si conformi al suo ruolo di alleato strategico, che non può ostacolare i piani US di colpire paesi come Iran, Siria o Corea del Nord.

Sembra che il governo Manmohan Singh abbia pensato con questo voto di mandare il messaggio che l’India è un alleato affidabile ed una potenza nucleare responsabile. Ha ignorato deliberatamente la posizione immorale ed illegale degli Stati Uniti e delle potenze occidentali. Proprio queste potenze permettono ad Israele di detenere armi nucleari e sostengono il suo sviluppo nucleare nonostante il fatto che non sia un paese firmatario del Npt. Mentre fanno di tutto per impedire che qualche altro paese mediorientale acquisisca una tecnologia nucleare che lo possa mettere in grado di produrre armi nucleari. Il governo indiano sembra comportarsi come chi, entrato in un vagone affollato, cerca di impedire ad altri di entrarvi. Essere una potenza nucleare responsabile non significa solo tenere fuori gli altri, ma accettare i termini di ingresso senza imbrogli nucleari.

L’India svende la sua politica, assoggettandosi alle regole del gioco che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno imposto, per guadagnare de facto lo status di potenza con armi nucleari.

È il massimo dell'ipocrisia, che l’India privatamente dica agli US di non volere nessun altro stato con armi nucleari nella regione, mentre sostiene di avere diritto a condurre test nucleari e a perseguire il riarmo. Diversamente dall’India, l’Iran è un firmatario del Ntp e non c'è nessuna prova sostanziale di violazioni e nascondigli sotterranei contro di essa, come rivelato nei rapporti rimessi dalle ispezioni dell’Aiea. Questo è stato lucidamente esposto nella serie in tre parti pubblicata ne L'indù di Siddharth Varadarajan.

Quello che accadde quando fu costruito il falso caso delle "armi di distruzione di massa" contro l'Iraq, si sta ora ripetendo con l'Iran. Votando con gli US, l’India sta divenendo parte in causa in un altro infame esercizio di intimidazione e coercizione, contro un paese con il quale ha relazioni amichevoli e vitali opzioni energetiche.

La spiegazione che ha dato il governo per aver votato la decisione è laboriosa, enigmatica e contraddittoria. Dopo avere concesso che l’India non è d'accordo nel trovare l’Iran "non conforme" al contesto dell’Articolo XII C dello statuto dell'Aiea e che trova ingiustificata la definizione della situazione corrente come "una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale ", non vi era ragione per l'India di votare la decisione. Ma così ha fatto.

Questo afferma che due interessi dell'India sono soddisfatti dalla bozza di risoluzione. Primo, che dovrebbe essere dato più tempo per esplorare tutte le vie per una soluzione soddisfacente dei problemi che sono sorti. Affermando che una decisione potrebbe essere presa nella prossima riunione del Consiglio, si sarebbe trovato il tempo. Secondo, l’India si era opposta a che la questione "a questo punto" fosse demandata al Consiglio della Sicurezza dell'Onu, non essendo giustificato dalle circostanze. La bozza ha tenuto la questione all'interno del dispositivo dell’Aiea.

Entrambi questi motivi sono speciosi. Il tempo dato, prima la prossima riunione del Consiglio a Novembre, è di poche settimane. Inoltre la decisione ha già trovato l'Iran "non conforme" e dichiarato che il caso è idoneo ad essere deferito al Consiglio di Sicurezza Onu. La decisione ha la natura di un ultimatum all’Iran: di rinunciare al suo diritto a sviluppare la tecnologia nucleare o affrontare l’azione attraverso il Consiglio di Sicurezza. Vista che la pretesa era di aiutare l’Iran con la nostra posizione, la forte reazione del governo iraniano ha messo in evidenza la doppiezza dei discorsi.

La verità è che l’India, in un passo inconsulto, si è schierata con gli US e le potenze occidentali e ha rotto le file con i paesi non allineati. Ecco perché Nicholas Burns- Sottosegretario di Stato US e l'uomo che ha negoziato il patto con l'India- ha ringraziato particolarmente, dicendo che il voto dell'India ha messo in rilievo il tentativo dell'Iran di prospettare la cosa come una questione tra i paesi industrializzati e i paesi in sviluppo.

È patetico che il governo indiano cerchi di giustificare la sua posizione dicendo che è in compagnia di paesi come Singapore, Ghana, Ecuador e Perù, nei quali la politica estera non mostra alcun segno di indipendenza.

I principali paesi non allineati sul Consiglio dell'Aiea- SudAfrica, Brasile, Nigeria Algeria e così via- hanno rifiutato di fiancheggiare gli Stati Uniti. Hanno aderito a quello che il rappresentante della Malaysia e Presidente del Nam, Ryma Jama Hussein, ha affermato dopo una riunione dei paesi del Nam, che "tutti i paesi hanno diritto a sviluppare energia nucleare per scopi civili". L’India ha emendato questa posizione, dicendo che il diritto di tutti i paesi è soggetto all’approvazione degli Stati Uniti. La defezione dell’India dalla posizione del Nam ha danneggiato l'immagine dell'India fra i paesi non allineati. Paesi come Brasile e Sud Africa, che sono partner nel gruppo G-20 nel Wto, possono legittimamente interrogarsi sull'affidabilità dell'India. La linea ovvia era coordinarsi con la Russia e la Cina ed adottare un approccio comune.

Quale è la spiegazione di questa svolta? La dichiarazione congiunta India-US firmata all’inizio di Luglio durante la visita del primo ministro e l’Accordo per la Difesa India-US, che lo ha preceduto, sono stati il punto di svolta. Il governo Manmohan Singh si è impegnato in un patto con gli Stati Uniti che ne fa un alleato strategico. Il patto di cooperazione nucleare è parte di un accordo complessivo che ha aspetti politici e strategici. Gli US sono stati abili a richiedere che l’India, in qualità di partner strategico, si ponesse a fianco degli Stati Uniti riguardo i suoi interessi sull'Iran. Mancando di fare ciò, non verrebbe messo in pericolo solamente l'accordo di cooperazione nucleare ma verrebbe anche compromesso l’atteggiamento degli Stati Uniti verso l’India. Accondiscendendo alla pressione americana, nonostante le solenni affermazioni del contrario, anche il progetto del gasdotto India-Pakistan-Iran viene messo a rischio. Il governo Upa ha fatto un passo grande, che colpisce negativamente la politica estera indipendente dell’India e il suo status nel movimento dei non-allineati. Il primo ministro è direttamente responsabile per questo stato di fatto. Il CPI(M) e i partiti della Sinistra non possono approvare questa nuova direzione di politica estera.
 

Il governo indiano dovrà correggere il danno fatto dalla prossima riunione del Consiglio dell’Aiea, a Novembre. L’India dovrebbe affermare chiaramente che la questione nucleare iraniana non è un caso idoneo da deferire al Consiglio di Sicurezza Onu. L’Iran ha diritto a sviluppare la sua tecnologia nucleare nel quadro del Npt e delle salvaguardie dell’Aiea. Affinché il governo indiano adotti tale posizione, è necessario che tutte le forze della Sinistra democratica mobilitino la popolazione in difesa di un politica estera indipendente.

Traduzione dall’inglese Bf