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Da: www.kke.gr/kke_ru.html
Un movimento europeo di opposizione
Dichiarazione di Aleka Papariga, Segretaria generale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia, al giornale greco “To Vima” (“Tribuna”) in occasione del 50° anniversario della creazione dell’Unione Europea
5/1/2007
Il Trattato di Roma per la creazione della CEE (Comunità Economica Europea) rappresentò una scelta consapevole del capitale europeo occidentale, che rispondeva sia alla necessità di rafforzare il suo ruolo che all’esigenza di blindatura del capitalismo di fronte al sistema socialista. Ciò significa che il carattere di classe della CEE ha rappresentato fin dall’inizio il suo tratto distintivo essenziale.
Questo processo di unificazione capitalistica, all’inizio come CEE, ed oggi sotto forma di Unione Europea, ha come scopo quello di rafforzare e incrementare i monopoli europei occidentali in condizioni di inasprimento dell’antagonismo e delle contraddizioni tra gli imperialismi, attraverso la riduzione del costo della forza lavoro, la limitazione delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, lo sfruttamento di nuovi mercati e ricche fonti di materie prime.
Questo è un processo di unificazione, in cui esistono anche contraddizioni interne, a causa dello sviluppo ineguale dei paesi che vi partecipano. Risultato di tale processo è l’aumento del divario tra ricchezza e povertà, l’inasprimento delle disuguaglianze sociali. La partecipazione del nostro paese alla CEE è stata una scelta della classe borghese, che ha garantito e rafforzato i suoi interessi in contrapposizione al movimento operaio e popolare.
Il processo di integrazione dell’economia greca nelle strutture dell’Unione Europea ha corrisposto alla fase di sviluppo del capitalismo greco, al superamento degli elementi di arretratezza e ad una qualche modernizzazione, al rafforzamento di quella parte del capitale greco, che ha sfruttato, sia all’inizio che in seguito, il processo di restaurazione capitalistica nei paesi balcanici.
A venticinque anni dall’entrata della Grecia nell’UE ha avuto una conferma la falsità dello slogan dei sostenitori politici dell’adesione e della partecipazione ad essa del nostro paese, in merito all’avvicinamento alle economie capitalistiche sviluppate dell’Europa Occidentale e al miglioramento delle condizioni della gente semplice. E’ stato smascherato il mito della possibilità della trasformazione della CEE in una “CEE dei popoli”.
Oggi viene confermata la necessità dell’insubordinazione e della disobbedienza nei confronti della politica dell’Unione Europea. Oggi ai comunisti, ai radicali si presenta il compito di trasformare l’indignazione popolare in lotta per l’abbattimento, l’indebolimento dell’UE mediante, in particolare, la rescissione dei legami del nostro paese con l’UE, quale contributo alla creazione di un movimento su scala europea di resistenza all’UE, che apra la strada a una nuova Europa socialista.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma per www.resistenze.org