www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 08-01-04

NO ad una rete di campi da golf nella provincia di Reggio C.


NO ALLA “RETE DI CAMPI DA GOLF” PROPOSTA DALLA GIUNTA FUDA. GRAVISSIMO L’IMPATTO SOCIALE, ECONOMICO E AMBIENTALE. UN APPELLO A TUTTE LE FORZE DI OPPOSIZIONE.

Semplicemente assurda e del tutto avulsa dai problemi reali che vive quotidianamente questo territorio e la sua gente, è la decisione dell’Amministrazione Fuda di istituire nella nostra provincia una Rete di campi da golf.

Un’idea programmatica e progettuale in tal senso è stata approvata dalla Giunta provinciale lo scorso 19 dicembre, giustificata dalla volontà di creare un’accoppiata “golf-turismo” al fine di “intercettare flussi turistici in tutto l’arco dell’anno, con provenienze globali”. Nei progetti di Fuda vi è la costruzione di un totale di 25 campi su tutto il territorio della Provincia., suddivisi per ogni Distretto, tenendo conto della “necessità di localizzare un numero minimo di 3, 4 o 5 campi da golf nell’arco di 50 chilometri”. Costruzione che toccherebbe, secondo le diverse ipotesi esaminate, ad un Consorzio esclusivamente pubblico, ad una società mista di capitali pubblica-privata o direttamente a imprese private.

Nel progetto di massima presentato dal settore “Attività produttive e sviluppo locale” già si individuano le zone che potrebbero essere oggetto di interventi. Tra queste spiccano: Scilla, Palmi, Melito Porto Salvo, Palizzi Marina, Bianco, Locri, Siderno e Roccella. Insomma, secondo la visione di Fuda e della sua Giunta, la provincia reggina avrebbe tutti i presupposti per diventare una sorta di oasi per i patiti del “green” e gli emuli di Tiger Woods.

Ma ciò con cui non ha fatto i conti
Fuda è il gravissimo impatto sociale, economico e ambientale che comporta la costruzione di ogni campo da golf. Figuriamoci di una ventina!! Fuda forse non ha mai sentito parlare delle proteste esplose in ogni parte del mondo, Italia compresa, e dei comitati di cittadini sorti spontaneamente contro la creazione di strutture di questo tipo. Né è venuto a conoscenza degli studi effettuati in varie zone del Paese da associazioni ambientaliste e di agricoltori, o delle posizioni assunte da altre Province e Comuni o dalla stessa Commissione Europea.

Chi pensa di trasformare il Reggino in un paradiso del turismo attraverso il golf, senza dubbio non è a conoscenza
delle problematiche relative all’enorme sottrazione di risorse idriche. Basti pensare che ogni campo da golf medio, a 18 buche, secondo stime dell’Associazione europea del golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno. Ovvero, ogni 24 ore un percorso si “beve” la stessa quantità d’acqua consumata da un paese di 8 mila persone. Immaginatevi l’effetto di ben 25 campi in un territorio dove l’emergenza idrica e il rischio desertificazione sono all’ordine del giorno…

Inoltre, ogni campo da golf, sia esso situato in zona costiera, collinare o montagnosa, rappresenta una bomba ad orologeria nei confronti dell’ambiente circostante. Decine sono i casi segnalati di salinizzazione delle falde acquifere in seguito alle trivellazioni, di inquinamento per via del forte uso di pesticidi, di frane e smottamenti causate dal disboscamento di intere aree, di distruzione di pascoli e aree coltivate, di operazioni di speculazione immobiliare intrinsecamente legate ai progetti. Contro la costruzione di simili strutture si è schierata persino un’agenzia delle Nazioni Unite, non sospettabile di simpatie “no-global”: l’Organizzazione mondiale del lavoro, secondo la quale “la realizzazione di percorsi golfistici è stata un disastro in molti paesi, accentuando la penuria d’acqua”. Guarda caso, nessuno di questi rischi è presente nella valutazione redatta dall’Amministrazione provinciale!

Da non sottovalutare, infine, è l’impatto economico. L’investimento necessario per la realizzazione di un nuovo campo da golf si aggira intono agli 8-10 miliardi di vecchie lire e molto spesso la gestione da sola non è in grado di coprire le spese di manutenzione. E molto spesso i circoli e le società proponenti un progetto, che si muovono come vere e proprie lobby di pressione, sono alla ricerca dei grimaldelli giusti per poter attingere da un finanziamento pubblico a fondo perduto. Che andrebbe sottratto da altri capitoli di spesa più utili e necessari alla collettività.

La “Rete di campi da golf” è un progetto da respingere in toto, senza se e senza ma. Un progetto contro il quale devono esprimersi tutte le forze di opposizione presenti in Consiglio provinciale, congiuntamente alle altre forze politiche e sociali e alle associazioni ambientaliste reggine. E’ necessario sin da subito mettere in piedi un vasto movimento di opinione e di lotta, simile a quello che negli anni passati si è coalizzato sul “no” al campo di Montechiarello, per battere sul tempo la Giunta Fuda, che è, come si vede, perfettamente in linea con le altre amministrazioni di centro-destra sul tema dell’ambiente.

Reggio Calabria, 7 gennaio 2004
Il consigliere provinciale del PRC,
Omar MINNITI