NO ad una rete di campi da golf nella provincia di Reggio C.
NO ALLA “RETE DI CAMPI DA GOLF” PROPOSTA DALLA GIUNTA FUDA. GRAVISSIMO
L’IMPATTO SOCIALE, ECONOMICO E AMBIENTALE. UN APPELLO A TUTTE LE FORZE DI
OPPOSIZIONE.
Semplicemente assurda e del tutto avulsa dai problemi reali che vive
quotidianamente questo territorio e la sua gente, è la decisione
dell’Amministrazione Fuda di istituire nella nostra provincia una Rete di
campi da golf.
Un’idea programmatica e progettuale in tal senso è stata approvata dalla Giunta
provinciale lo scorso 19 dicembre, giustificata dalla volontà di
creare un’accoppiata “golf-turismo” al fine di “intercettare flussi turistici
in tutto l’arco dell’anno, con provenienze globali”. Nei progetti di Fuda vi
è la costruzione
di un totale di 25 campi su tutto il territorio della Provincia.,
suddivisi per ogni Distretto, tenendo conto della “necessità di localizzare un
numero minimo di 3, 4 o 5 campi da golf nell’arco di 50 chilometri”.
Costruzione che toccherebbe, secondo le diverse ipotesi esaminate, ad un
Consorzio esclusivamente pubblico, ad una società mista di capitali
pubblica-privata o direttamente a imprese private.
Nel progetto di massima presentato dal settore “Attività produttive e sviluppo
locale” già si individuano le zone che potrebbero essere oggetto di interventi.
Tra queste spiccano: Scilla, Palmi, Melito Porto Salvo, Palizzi Marina, Bianco,
Locri, Siderno e Roccella. Insomma, secondo la visione di Fuda e della sua Giunta, la
provincia reggina avrebbe tutti i presupposti per diventare una sorta di oasi
per i patiti del “green” e gli emuli di Tiger Woods.
Ma ciò con cui non ha fatto i conti Fuda è il gravissimo impatto sociale, economico
e ambientale che comporta la costruzione di ogni campo da golf. Figuriamoci di una ventina!! Fuda forse non ha mai sentito parlare delle proteste esplose in
ogni parte del mondo, Italia compresa, e dei comitati di cittadini sorti
spontaneamente contro la creazione di strutture di questo tipo. Né è venuto a
conoscenza degli studi effettuati in varie zone del Paese da associazioni
ambientaliste e di agricoltori, o delle posizioni assunte da altre Province e
Comuni o dalla stessa Commissione Europea.
Chi pensa di trasformare il Reggino in un paradiso del turismo attraverso il
golf, senza dubbio non è a conoscenza delle problematiche
relative all’enorme sottrazione di risorse idriche. Basti pensare che ogni
campo da golf medio, a 18 buche, secondo stime dell’Associazione europea del
golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno. Ovvero, ogni 24 ore
un percorso si “beve” la stessa quantità d’acqua consumata da un paese di 8
mila persone. Immaginatevi l’effetto di ben 25 campi in un
territorio dove l’emergenza idrica e il rischio desertificazione sono
all’ordine del giorno…
Inoltre, ogni campo da golf, sia esso situato in zona costiera, collinare o
montagnosa, rappresenta una bomba ad orologeria nei confronti dell’ambiente
circostante. Decine sono i casi segnalati di salinizzazione delle falde acquifere in
seguito alle trivellazioni, di inquinamento per via del forte uso di pesticidi,
di frane e smottamenti causate dal disboscamento di intere aree, di distruzione
di pascoli e aree coltivate, di operazioni di speculazione immobiliare
intrinsecamente legate ai progetti. Contro la costruzione di simili
strutture si è schierata persino un’agenzia delle Nazioni Unite, non
sospettabile di simpatie “no-global”: l’Organizzazione mondiale del lavoro,
secondo la quale “la realizzazione di percorsi golfistici è stata un disastro
in molti paesi, accentuando la penuria d’acqua”. Guarda caso, nessuno di
questi rischi è presente nella valutazione redatta dall’Amministrazione
provinciale!
Da non sottovalutare, infine, è l’impatto economico. L’investimento
necessario per la realizzazione di un nuovo campo da golf si aggira intono agli
8-10 miliardi di vecchie lire e molto spesso la gestione da sola non è in grado
di coprire le spese di manutenzione. E molto spesso i circoli e le società
proponenti un progetto, che si muovono come vere e proprie lobby di pressione,
sono alla ricerca dei grimaldelli giusti per poter attingere da un
finanziamento pubblico a fondo perduto. Che andrebbe sottratto da altri
capitoli di spesa più utili e necessari alla collettività.
La “Rete
di campi da golf” è un progetto da respingere in toto, senza se e senza ma.
Un progetto contro il quale devono esprimersi tutte le forze di opposizione
presenti in Consiglio provinciale, congiuntamente alle altre forze politiche e
sociali e alle associazioni ambientaliste reggine. E’ necessario sin da subito
mettere in piedi un vasto movimento di opinione e di lotta, simile a quello che
negli anni passati si è coalizzato sul “no” al campo di Montechiarello, per
battere sul tempo la Giunta Fuda, che è, come si vede, perfettamente in linea
con le altre amministrazioni di centro-destra sul tema dell’ambiente.
Reggio Calabria, 7 gennaio 2004
Il consigliere provinciale del PRC,
Omar MINNITI