www.resistenze.org - popoli resistenti - cina - 30-03-10 - n. 312

da http://chinatibet.people.com.cn/96056/6933800.html
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
28 marzo: pietra miliare nella storia mondiale dei diritti umani
 
29/03/2010
 
Lo scorso anno, la Cina aveva designato il 28 marzo come Giornata dell'emancipazione dalla servitù, per celebrare la data in cui nel 1959 circa un milione di servi della gleba del Tibet, più del 90% della popolazione tibetana, erano stati liberati. La decisione era stata raggiunta nel corso della 2ª sessione del nono Congresso popolare della regione autonoma del Tibet, tenutosi il 19 Gennaio 2009 in modo da rispondere alle pressanti istanze e richieste dei 2,8 milioni di persone di diverse etnie presenti in questa regione.
 
Cerimonie sono state organizzate domenica 28 marzo in tutta la Regione Autonoma del Tibet per la commemorazione del 51º anniversario e quasi 3.000 persone si sono riunite presso palazzo Potala a Lhasa per celebrare il Giorno dell'emancipazione dalla servitù, innalzando le bandiere e suonando gli inni nazionali.
 
La riforma democratica in Tibet di 51 anni fa, sotto la direzione del Partito Comunista Cinese (CPC), tesa all'emancipazione dalla servitù è nobile e giusta, ha dichiarato Padma Chöling, presidente del governo regionale del Tibet Autonomo della Cina sud-occidentale, nel corso di una manifestazione lo scorso 27 marzo.
 
Il 28 Marzo 1959, il Consiglio di Stato emise un decreto per annunciare lo scioglimento del precedente governo locale tibetano. Gli ex-servi della gleba tibetani uscirono così dall'oscurità di una vita miserabile. Con il vibrante appello per una vita democratica, il vasto territorio sull'altipiano celeste tibetano entrava in una nuova era nella quale i tibetani diventavano padroni del proprio destino. Perciò, il 28 marzo non è solo lo spartiacque di una rinnovata e migliore prospettiva di vita per i tibetani, ma una pietra miliare nella storia mondiale dei diritti umani.
 
Il Tibet è stato a lungo in una condizione di servitù feudale che univa teocrazia, dittatura di monaci, nobili, proprietari di schiavi e governi locali da loro monopolizzati, mentre le masse dei servi non avevano il benché minimo diritto politico. I proprietari di schiavi, che costituivano solo il 5% della popolazione tibetana, disponevano di tutti i terreni agricoli e della maggior parte del bestiame, mentre un milione di servi della gleba nullatenenti lottavano per sopravvivere in questo "inferno sulla terra".
 
I proprietari potevano sottoporre i loro servi a punizioni feroci, come strappare gli occhi, tagliare il naso, le mani e i piedi, oppure incatenarli e annegarli; tutte le punizioni erano disumane e sconvolgenti. Inoltre i servi potevano essere arbitrariamente venduti, trasferiti o offerti come doni, legati o vincolati allo scambio di beni o bestie da soma.
 
L'antico Tibet di più di mezzo secolo fa non era affatto lo splendido e meraviglioso "Shangri-La" [la comunità perfetta, NdT], ma era invece molto più tetro, crudele, barbaro e arretrato della servitù feudale sotto la teocrazia medievale in Europa ...
 
E' davvero un evento di grande importanza nella vita politica dei tibetani riconoscere il 28 marzo come Giornata dell'emancipazione dalla servitù. Grazie alla campagna emancipatrice e alla conseguente riforma democratica, si è avuta una grande e storica svolta nella natura del potere politico, della proprietà dei mezzi di produzione, della posizione sociale, economica e giuridica, del credo religioso, del diritto all'istruzione e in altri aspetti della società tibetana. Questo grande cambiamento ha posto termine alla storia di schiavitù dei servi tibetani, che pur costituendo il 95% della popolazione locale non godevano di alcun diritto umano, li ha pienamente emancipati e resi padroni del proprio destino.  
 
La cricca del Dalai Lama e alcune nazioni occidentali, tuttavia, hanno colto l'occasione rappresentata da questa commemorazione per insultare il governo cinese. Intanto i media americani hanno accusato, con "singolare entusiasmo", il governo centrale cinese di distruggere la cultura, la civiltà e la lingua tibetana locale e di perseguire i seguaci del Dalai Lama con misure coercitive. Ogni persona con un minimo di conoscenza storica, tuttavia, può constatare che hanno ribaltato la verità.
 
Inoltre, è noto a tutti che il servaggio feudale teocratico ha seriamente ostacolato lo sviluppo della produttività sociale. I popoli in Europa occidentale hanno liquidato proprio questo sistema già diverse centinaia di anni fa. Oggi, il popolo tibetano, grazie al processo di riforma economica e di apertura, ha accesso al progresso e al benessere sociale, ha conseguito straordinarie conquiste socio-economiche ed effettuato un cambiamento radicale nella propria vita, visibile da chiunque.
 
L'obiezione del Dalai Lama a istituzionalizzare la Giornata dell'emancipazione dalla servitù in Tibet è data proprio perché la riforma democratica ha privato lui e la sua classe della posizione dominante e, ciò nonostante, ancora oggi nutrono molte illusioni e sono sentimentalmente attaccati alla loro vecchia servitù della gleba.
 
Le forze della "indipendenza tibetana" hanno lavorato al fianco delle forze anti-cinesi d'oltremare, nel tentativo di creare caos e disordini in Tibet. Tutto il popolo cinese, compresi tutti i tibetani, nonché i compatrioti di Hong Kong, Macao e Taiwan e i compatrioti cinesi residenti in tutto il mondo, che appartengono tutti ad una unica nazione cinese, uniti con il cuore e per le mani, si assumono congiuntamente le responsabilità e la gloriosa missione di un grande rinnovamento della Cina.
 
Come parte dell'impegno per celebrare il primo anniversario della Giornata dell'emancipazione dalla servitù, il primo gruppo di cinesi d'oltremare ed europei ha programmato di raggiungere la madrepatria per un viaggio di studio a giugno o luglio di quest'anno, che consentirà loro di osservare il "Tibet da sogno", un Tibet dagli scenari meravigliosi e dove c'è gran quantità di prodotti naturali e le persone vivono in serenità.
 
"Abbiamo molto da vedere, ascoltare e sperimentare personalmente in Tibet, vogliamo serbare il ricordo di quanto raccolto durante il viaggio e una volta tornati in Europa procedere quindi alla sua divulgazione in tutto il mondo". Le persone dovrebbero veramente amare e fare tesoro della "pace e stabilità, della prosperità e dello sviluppo così faticosamente conquistati in Tibet".
 
People's Daily Online, con il contributo di un cittadino cinese residente in Europa di nome Zhang Manxin
 

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