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dal Fronte Nazionale Democratico Filippino

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Il NDFP denuncia la lista di organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea


Luis G. Jalandoni
(Membro del Comitato Esecutivo Nazionale e Presidente del Tavolo di Negoziazione del Fronte Nazionale Democratico delle Filippine)
13 Dicembre 2005

Il Fronte Nazionale Democratico delle Filippine (NDFP acronimo in inglese) denuncia con fermezza l’inclusione del Nuovo Esercito del Paese (NPA), del Capo del NDFP e del Partito Comunista delle Filippine (CPP) nella cosiddetta “lista nera delle organizzazioni terroristiche” dell’Unione Europea.

Questa lista è contraria ai principi fondamentali della Democrazia e agli accordi internazionali, compreso il Protocollo del 1977, aggiuntivo agli Accordi di Ginevra del 1949, alla Dichiarazione Universale dei Diritti umani del 1948 e all’Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR). Viola sfacciatamente la Convenzione Europea del 1950 su Protezione dei Diritti umani e Libertà Fondamentali, l’Accordo sui Rifugiati del 1951 e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 2000.

Accordi internazionali, risoluzioni e commenti di studiosi avevano stabilito che i movimenti di liberazione nazionale e l’uso che questi fanno della forza, hanno acquisito legittimità nella legislazione internazionale, pertanto erano riconosciuti come  impegnati in una lotta legittima. Conseguentemente le lotte di liberazione ed i movimenti che aderiscono e rispettano la legislazione umanitaria internazionale, non possono né devono essere considerate come terroristi. La lista del Consiglio dell’Europa, con arroganza, ignora questo statuto di legittimità, qualificando come “terroristiche” le lotte di liberazione nazionale ed ostruendo in tal modo la soluzione politica dei conflitti armati a ciò legati.

Il CPP ed il NPA che compongono il NDFP, sono forze fondamentali nella giusta lotta che conduce il Movimento di Liberazione Nazionale delle Filippine. Sono debitamente riconosciuti dalla comunità internazionale. L’atteggiamento unilaterale dei governi stranieri non può pregiudicare il loro status nella legislazione internazionale. È evidente che l’Unione Europea, ha utilizzato la lotta contro il terrorismo come pretesto per presentare come criminali comuni movimenti e individui coinvolti nella lotta di liberazione sociale e nazionale.

Una recente relazione del Programma delle nazioni unite per lo Sviluppo (PNUD) conferma categoricamente che il CPP ed il NPA non possono essere catalogati come gruppi terroristici, e che non commettono atti terroristici. La relazione rileva senza ombra di dubbi, che il suo storico record di lotta armata prova che non esercitano né una politica né pratiche che deliberatamente abbiano come oggetto la popolazione civile. D’altra parte, il NPA non è stato mai compromesso in atti di violenza contro i suoi avversari oltre le frontiere delle Filippine.

Organizzazioni internazionali per i Diritti umani come Amnesty International, Human Rights Watch, la Commissione Internazionale di Giuristi e lo Statewatch, che monitorano le libertà civili nell’Unione Europea, rivelano e dichiarano che la lista delle organizzazioni terroristiche è
“arbitraria, riservata ed ingiusta e “aumenta gravemente la preoccupazione per i Diritti Umani” perché elaborata sulla base di rapporti dei servizi segreti e senza un normale processo giudiziale in risposta ad accuse gravi .”

Indica che simili liste non tengono conto di gruppi e individui impegnati in azioni di resistenza all’occupazione o la tirannia, come diritto legittimo di autodifesa e determinazione, e rilevano che chi lotta per la libertà e quelli chi li appoggia stanno per essere criminalizzati. Amnesty International è dell’opinione che questa cosiddetta “iniziativa controterroristica” della UE, compresa la sua “lista nera di terroristi”, è una minaccia per i Diritti umani.
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Per mezzo della “lista dei terroristi”, i governi dell'Unione Europea impudentemente accondiscendono ai desideri del Governo nordamericano e al suo subordinato neocoloniale, il Governo della Repubblica delle Filippine (GRP). Simile lista viola la Carta e lo spirito della Dichiarazione Unita dell’Aja (THJD) del 1992 e l’Accordo Unito su Garanzie di Sicurezza ed Immunità, del 1995, (JASIG), l’Accordo Globale sul Rispetto dei Diritti Umani e la Legge Umanitaria Internazionale (CARRIL), del 1998 e le Dichiarazioni Congiunte di Oslo (I e II) del 2004. Di conseguenza, i colloqui di pace tra il GRP ed il NDFP sono stati bloccati.

La “lista dei terroristi” viola il principio di sovranità nazionale della Dichiarazione Congiunta dell’Aia, interferendo sulle questioni interne delle Filippine ed usurpano la giurisdizione sulle azioni del CPP ed il NPA. Si noti a che il CPP ed il NPA non sono mai stati coinvolti in atti che possano essere considerati come terroristici, né nelle Filippine, né al di fuori delle Filippine. Altra violazione del THDJ ed i suoi principi di non capitolazione, è il fatto che la “lista di terroristi” sia utilizzata dal GRP per spingere il NDFP a capitolare.

Né gli USA, né l’Unione Europea godono di prerogativa alcuna per violare la sovranità nazionale del popolo filippino o l’integrità territoriale delle Filippine, usurpando ufficiosamente la giurisdizione delle entità ed attività rivoluzionarie delle Filippine. È davvero arrogante che governi stranieri che invocano la propria sovranità, calpestino quella di altri paesi. Il Consiglio d’Europa, designando arbitrariamente come terroristi persone, gruppi o entità, in una decisione sommaria, ha agito illegittimamente come una supercorpo giudiziale.

La lista di terroristi viola l’Accordo Unito sulle Garanzie di Sicurezza ed Immunità, priva il Capo di Assessori Politici del NDFP, professore José María Sisón, di quelle garanzie, pur non esistendo basi per accusarlo di nessun tipo di offesa criminale né nelle Filippine, né in nessuna altra parte del mondo. Il mancato rispetto di queste garanzie, dimostra che la “lista di terroristi” mette  a rischio e ha un effetto di congelamento di tutti i consulenti, funzionari ed altro personale autorizzato nei lavori di negoziazione del NDFP, compresi quelli della sezione nominata del NDFP nel Segretariato Unito del Comitato Congiunto di Monitoraggio del CARHRIHL a Manila.

Nel caso del professor José María Sisón, tra l’altro, la lista dell’Unione Europea è contraria ad un processo che includa la presunzione d’innocenza, il diritto alla difesa, ad un processo giusto e pubblico, ad essere informato puntualmente della natura e la causa delle accuse ed ad interrogare i testimoni a carico. Il Consiglio dell’Unione Europea lo accusa arbitrariamente del crimine atroce di terrorismo, gli applica sanzioni punitive che includono i mezzi essenziali per l’esistenza umana, lo sottomette a tortura mentale e ad un trattamento disumano e degradante, definendo tutto ciò come “adeguate misure amministrative restrittive.”

A questo riguardo, prestigiosi avvocati ed organizzazioni di avvocati, come l’Associazione Internazionale d’Avvocati Democratici (IADL), l’Associazione Internazionale di Avvocati del Paese (IAPL), la Conferenza di Avvocati di Asia e Pacifico (COLAP) e la US Based National Lawyers hanno fatto severe dichiarazioni e risoluzioni a sostegno del professor Sisón, per opporsi alla sua arbitraria, illegale ed ingiusta inclusione in quella lista. Il NLG ha fatto recentemente un appello per il totale rispetto dei diritti dal professor Sisón, in accordo con la Convenzione sui Rifugiati, la Convenzione Europea sui Diritti umani, il Trattato Europeo ed altri importanti accordi internazionali. L’appello segnala che l’inclusione del professor Sisón è stata portata a termine senza citare nessun atto specifico che giustifichi la sua inclusione in simile lista.

Quella lista viola i diritti elementari e la Hernández political offense doctrine, inclusi l’Accordo Congiunto sul rispetto dei Diritti umani, e la Legge Internazionale Umanitaria. La Hernández political offense doctrine stipula che tutti gli atti che pretendono il rovesciamento con la forza del Governo delle Filippine, basato su di un credo politico, devono essere considerati come casi di ribellione e non possono essere considerati come crimini comuni.

Nelle Filippine non esiste una legge antiterrorista. Il GRP, in collaborazione col Governo USA, ha fatto frenetici tentativi per ottenere l’approvazione di una legge che lasci fuori dlla sua portata il terrorismo dell’aggressione USA ed i più odiosi atti di terrorismo di Stato del Governo della Repubblica delle Filippine contro il suo popolo. Il progetto “antiterrorista” ora in mira al Movimento Filippino di Liberazione Nazionale, prevedibilmente per violare e negare ancora più i diritti elementari civili e politici del popolo. Pretende di trattare senza considerazioni il popolo filippino ma dare impunità alle autorità dello Stato ed ai militari stranieri, per commettere gravi violazioni delle libertà civili e politiche del paese.

L’ultima lista di “terroristi” del 18 di ottobre del 2005, del Consiglio dell’Unione Europea che include il CPP, il NPA ed il professor José María Sisón, è completamente sprovvista di fatti e basi legali. Ha una forte motivazione malevola, deliberatamente istigata dal Governo della Repubblica delle Filippine e gli USA, col vano proposito di obbligare il NDFP a capitolare davanti al Governo della Repubblica delle Filippine nelle negoziazioni di pace. È ingiusta col NDFP ed ignora totalmente l’impegno di adesione alla Legge Umanitaria Internazionale e ai Diritti Umani firmato dal NDFP, come dimostra la Dichiarazione del NDFP del 1991 in adesione alla Legge Umanitaria Internazionale, la Dichiarazione del NDFP del 1996 di Impegno per l’applicazione degli Accordi ed il Protocollo I di Ginevra, l’Accordo Congiunto del 1998 sul Rispetto dei Diritti Umani e la Legge Internazionale Umanitaria firmati col Governo della Repubblica delle Filippine.

Il Consiglio dell’Unione Europea va contro le risoluzioni del 1997 e 1999 del Parlamento Europeo, di appoggio al mantenimento delle negoziazioni di pace in Europa tra il Governo della Repubblica delle Filippine ed il NDFP, e rende necessaria la ricerca di un altro scenario, esterno, neutrale diverso dall’Europa. Questa ricerca ritarderà indefinitamente le conversazioni formali, o potrà perfino minare del tutto le negoziazioni di pace. Il popolo europeo deve conoscere le condizioni sempre più repressive che convertono l’Europa in un luogo inospitale per le negoziazioni di pace tra il GRP ed il NDFP.

Per mezzo di quella lista, l’Unione Europea sta ingrassando e consentendo ai cani rabbiosi del militarismo, la polizia e l’esercito irregolare al servizio del Governo della Repubblica delle Filippine, affinché continuino ad incitare alla violenza e le violazioni dei Diritti Umani, non solo contro il CPP, il NPA, il NDFP ed il suo capo politico, ma anche contro gli attivisti progressisti ed altri civili che semplicemente sono etichettati o sospetti di essere membri o simpatizzante del movimento rivoluzionario, facendoli oggetto dei più odiosi, barbari e sfrenati attacchi. È profondamente deplorevole che il fascismo si stia estendendo nelle Filippine, in Europa e dappertutto, sotto gli auspici dell’isterica politica di Bush di “guerra al terrore.”

Il Consiglio dell’Unione Europea sta contribuendo alla paralisi delle negoziazioni di pace, convertendosi in un luogo inospitale per queste negoziazioni, oltre che alimentando l’escalation di violazioni dei Diritti Umani nelle Filippine.

Il CPP ed il NDFP ed il suo capo politico, il Movimento rivoluzionario ed il popolo filippino non si spaventano per quella lista delle cosiddette “organizzazioni terroristiche.”
Sono fermamente impegnati nella lotta del popolo per la liberazione nazionale e la democrazia. Sono determinati a continuare la lotta ogni volta con più coraggio e vigore, e hanno fiducia che il popolo delle Filippine e le sue forze rivoluzionarie organizzate prevarranno sui veri terroristi.


Traduzione dallo spagnolo del Ccdp