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- associazione e dintorni - forum di belgrado - italia - 03-03-08 - n. 217
Ieri il Katanga, oggi il Kosovo! Il denaro sempre!
Jorge Luis Herrera del Campo
01/03/2008
Il mondo balcanico è complicato. Per capire bene le cause delle sue attuali circostanze si deve conoscere la sua storia millenaria e la matrice delle forze che hanno influenzato questa parte del mondo, questa penisola che costituisce una frontiera religiosa, etnica, geografica e culturale. Principio e fine di due mondi. Ricchezze naturali. Popoli buoni e laboriosi e dalla presenza millenaria, che risale fino a 40.000 anni di storia. Spazio in cui, quelli che volevano costruirsi una egemonia in Europa, sono arrivati da conquistatori.
Winston Churchill disse che i Balcani producono più storia di quella che possono digerire. Altri gli hanno imposto l’etichetta terribile di “polveriera d’Europa”, senza però mai dire chi era che metteva la polpevere, la miccia e il fiammifero, e che alla fine producono sangue e lacrime.
Viviamo in un mondo molto complesso, che si allontana, un colpo dopo l’altro, da quel mondo bipolare nato dopo la seconda guerra mondiale, quello che volle evitare altri 50 milioni morti.
Ma l’attuale mondo unipolare mina, giorno per giorno e con premeditazionem i principi che sono base e garanzia delle istituzioni internazionali e della convivenza pacifica tra i popoli. Principi stabiliti come espressione di una volontà internazionale di evitare quegli orrori.
Quel mondo è iniziato con Reagan, ma alcuni dicono che è iniziato con Rooswelt, un esempio tipico di come si smontano le società di diritti civili e politici keynesiani all’interno dei paesi sviluppati. Ed era così anche con l’era neoliberale del democratico Clinton.
L’anestetico è la guerra al terrorismo.
La sovranità e l’autodeterminazione degli Stati sul territorio nazionale, il diritto alle risorse all’interno di quel territorio, la non ingerenza nelle questioni interne e l’autodeterminazione, sono come pietre che ostacolano il percorso su cui vogliono portare l’umanità
L’autodichiarata indipendenza del Kosovo, spinta dagli USA con l’appoggio delle principali potenze dell’Unione Europea, tra l’altro, è un’evidente azione di questo smantellamento del diritto che patiscono le istituzioni internazionali.
Stabilire il precedente di imporre alla comunità internazionale un nuovo Stato sulla base dello squartamento del territorio di uno Stato riconosciuto, membro dell’ONU e di altri organismi multilaterlai, usando come giustificazione un criterio etnico e la qualifica di un governo (quello di Slobodan Milosevic), che non era già più al potere, colpisce pericolosamente le basi su cui poggia la configurazione di Stati nazionali sorti come risultato della seconda guerra mondiale, e pone molti paesi alla mercè di interpretazioni casuali, fuori dalla legalità internazionale riconosciuta.
L’indipendenza del Kosovo è un atto di forza, nel senso che si basa sulla reinterpretazione di un accordo del Consiglio di Sicurezza, che avviene a margine dello stesso Consiglio di Sicurezza e che genera azioni contrarie a quanto stabilito senza aver modificato lo stesso Consiglio.
Per maggiore burla, quelli che lo attuano dichiarano che si fa sulla base di quanto accordato precedentemente dall’ONU. Qunidi, si stabilisce che un gruppo di Stati, oppure uno solo, con la forza dell’apparato bellico sufficiente allo scopo, può reinterpretare una risoluzione di un organismo internazionale ed agire contro quanto stabilito in precedenza.
Questo modo di comportarsi dei potenti non è nuovo. Ricordiamo quando l’Europa “civilizzata” si è lanciata con i suoi mercenari e il suo potere economico contro il Congo di Patricio Lumumba, quel promettente leader africano, che si fidava dell’ONU. Lo assassinarono, e crearono, grazie alle manipolazioni dele potenze occidentali, lo stato fantoccio del Katanga, un modo per mettere le mani sule ricchezze minerarie della zona.
Le forze che hanno imposto l’indipendenza del Kosovo sono gli stessi interesi globali che hanno distrutto la Yugoslavia. Sono quelli che vogliono un clima di inimicizia tra l’Europa e la Russia, Quelli che con questo passo corteggiano il mondo islamico, per poter attaccare quei musulmani (avendoli indeboliti) che non accettino i loro diktat.
Evidentemente, le multinazionali non hanno patria, e l’esistenza delle patrie dà loro fastidio, soprattutto se sono difese. Vogliono mano libera.