www.resistenze.org
- associazione e dintorni - nuovi partigiani della pace - 06-03-08 - n. 218
Foibe e Giornata del ricordo
Si ricominci a fare formazione!
Da poche settimane si è concluso il rituale mediatico che ogni anno ci viene riproposto più o meno nel medesimo modo: film, documentari di dubbia qualità, dibattiti, dichiarazioni, qualche intervista al solito esperto di turno, sul tema ormai celeberrimo della “Giornata del Ricordo”.
Le foibe, l’esodo dei giuliano-dalmati, la guerra mondiale combattuta nei territori dell’ex-Jugoslavia: una parte di storia importante, fondamentale, che giustamente è terreno di indagine di chiunque voglia farsi un’idea su cosa accadde e perché accadde in quei territori, durante una fase del II Conflitto che di sicuro va analizzata con criteri di indagine il più possibile chiari e precisi: ciò significa lasciare da parte le impostazioni puramente ideologiche rimanendo però ben radicati su un punto, troppe volte messo in discussione: oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, non possono essere paragonati, non si può utilizzare lo stesso metro di giudizio per valutare le azioni degli uni e degli altri. Su questo, non si transige. Ci pare invece che giornali e TV, gruppi politici di destra e “di sinistra”, liberi pensatori o presunti tali, spesso laureati con ottimi voti presso l’Accademia del Revisionismo Storico, non partano da questo presupposto ed anzi, siano incentivati a produrre materiale di scarsissima qualità, documentato come può esserlo un tema da prima elementare ma ben sovvenzionato da Stato, enti e associazioni… A fattore raccolto ed evidenziato troviamo il solito menù: un po’ di anticomunismo, condito con del sano sentimentalismo tutto italiano e per dessert la favoletta secondo cui alla fin fine noi del Bel Paese eravamo troppo buoni per far del male a quei mascalzoni jugoslavi guidati dal malvagio Tito… Fonti? Nomi? Cognomi? Materiale su cui approfondire l’argomento? Numeri? Qui l’argomento si fa interessante, perché, gira e rigira, si finisce sempre a citare i soliti noti, ovvero ex-criminali di guerra fascisti, riciclati più o meno bene, oppure figli, nipoti o pronipoti di infoibati veri o presunti… Proprio così, “presunti” infoibati: perché non si può negare il fatto che nelle foibe ci siano finiti ANCHE degli innocenti (e ciò come in ogni contesto bellico), ma nel balletto di cifre ufficiali ed ufficiose, vengono spesso aggiunti personaggi vivi e vegeti, che scaramanticamente ringraziano di non essere finiti sotto terra.
Il problema è che, troppo spesso chi parla di foibe non sa di cosa parla: scrittori e militanti politici che per motivi più o meno chiari si inventano improbabili massacri di matrice etnica, anti-italiana. Così che quando questi signori si presentano nelle scuole, a discutere dell’argomento, molte volte tutto ciò che dicono viene preso per buono… Il solito discorso “italiani brava gente”, cacciati dal despota jugoslavo e dai suoi accoliti inferociti dalla propria terra…
Se è vero che il processo di revisione storica è veleno che annebbia le menti, è necessario rispondere, reagire, smontandone le tesi di fondo e replicando con metodi e strumenti efficaci; ed è necessario farlo proprio laddove questo percorso nasce e si sviluppa: LE SCUOLE.
E’ nata così l’idea di organizzare una serata di formazione storica, con i Nuovi Partigiani della Pace, Idea Sherwood, il gruppo studentesco Exit. La riunione, alla quale erano presenti circa venticinque persone, ha sicuramente chiarito molte idee sull’argomento, poco discusso anche in ambiti meno permeabili alle teorie revisioniste del momento.
L’introduzione ha visto la presentazione da parte dell’autore, Enrico Vigna, del libro “Pagine di Storia rimosse” (vedi www.resistenze.org/sito/se/li/seli5c09.htm), interessante raccolta di materiali sul tema, molto ben documentata. Conclusa l’introduzione si è aperto il dibattito, durato oltre un’ora. Finalmente i problemi sono stati affrontati uno per uno, smontate le tesi più diffuse e fasulle (l’odio anti-italiano dei partigiani titini, i numeri, che ogni anno vengono gonfiati, degli infoibati, le tesi riduzionistiche sul ruolo e sulle responsabilità dell’esercito italiano in quel periodo nel territorio jugoslavo…).
Una serata pienamente riuscita, che ha iniziato a far luce almeno parzialmente sulle molte questioni aperte. Una perfetta inaugurazione del ciclo di iniziative a carattere formativo che intendiamo portare avanti.
Associaz. Idea Sherwood – Exit