COMUNICATO Associazione “SOS Yugoslavia” :
Settembre 2005
Continua proficuamente l’impegno dell’Associazione verso le comunità perseguitate della regione “dimenticata” da tutti.
A luglio si è stabilito un altro accordo per un sostegno all’Associazione Sclerosi Multipla del Kosovo Metohija di Kosovska
Mitrovica, l’obiettivo è la raccolta
di una serie di medicinali introvabili per i loro malati di là, come
richiestoci nella lettera del 17/07/05
del Presidente Ilija Spiric, personalmente conosciuto da Enrico Vigna e
prezioso aiuto per il viaggio di maggio nell’enclave di Orahovac; egli sarà il
nostro referente per il Progetto
Mitrovica.
Ad agosto invece, la delegazione di SOS Yugoslavia ha incontrato la presidente dell’Associazione “ Srecna
Porodica- Per una famiglia felice”, formata da profughi, soprattutto dell’’area
di Pristina, che vivono nei campi profughi di Nis in Serbia e che si occupano
anche di quelle pochissime famiglie ancora rimaste in quell’area.
La realtà in cui opera quest’Associazione è molto difficile e molto devastata,
anche per il numero molto alto di profughi (si parla alcune decine di migliaia
di rifugiati, che vivono quasi esclusivamente di sussidiarietà e ai limiti
della sopravvivenza) dislocati in città e dintorni. Si tratta nella stragrande
maggioranza di famiglie scappate dalla pulizia etnica dei terroristi UCK,
spesso solo con qualche borsa, lasciando tutti i loro averi al saccheggio o
alla distruzione.
Nell’incontro abbiamo sottolineato la nostra impossibilità oggettiva nel
sostenere l’Associazione nel suo complesso, ma abbiamo stabilito di renderci
disponibili su due versanti: uno è
quello di eventuali emergenze contingenti,
che loro ci comunicheranno mano a mano, l’altro
sarà invece il nostro impegno verso i figli degli scomparsi (rapiti e verosimilmente assassinati,
dal giugno ’99 in poi, nel Kosmet dalle
bande terroriste Uck, una cifra che si
aggira, circa sui 5000 casi ).
Su questo, l’impegno della nostra Associazione sarà anche di tipo informativo e di denuncia.
Trattandosi di bambini che spesso non hanno alcuna possibilità di un futuro neanche ipotetico e le cui madri si trovano oggettivamente ai limiti della stessa emarginazione che già vivono le altre famiglie di profughi, abbiamo ritenuto di costruire un progetto che si occupi di solidarizzare nello specifico, con queste famiglie che sono una parte dell’Associazione “Srecna Porodica”. Il primo obiettivo concordato immediato è una raccolta fondi come “Campagna Scuola” in modo da fornire una cifra minima in grado di garantire ai circa 60 bambini figli di scomparsi lì presenti, la possibilità di un minimo kit scolastico; questo come obiettivo immediato, ci sono poi già altre idee, ipotesi per i prossimi mesi, valutate insieme. I nostri referenti saranno Radmila Vulicevic ( Presidente dell’Associazione) e Natasha Sofranac nostra collaboratrice su Belgrado.
Si chiamerà “Progetto figli degli scomparsi del Kosovo”.
Ricordiamo che in questi mesi sono stati raggiunti già i seguenti obiettivi
concreti per il Progetto “SOS Kosovo”:
Gorazdevac: a febbraio ’05, sostegno economico diretto ai bambini, figli dei lavoratori disoccupati Zastava dell’enclave; a luglio ’05, fornitura di un computer con relativi accessori completi, ad uso della comunità dell’enclave, grazie anche all’Associazione Orizzonti di Bolzano, aderente al Progetto Kosovo.
Orahovac : ad aprile ’05, sostegno economico diretto ai bambini dell’enclave; ad agosto ’05 vacanza di nove giorni, in una colonia estiva della Serbia, per tutti i bambini dell’enclave e i maestri, regalata da SOS Yugoslavia.
Ricordiamo a tutti gli amici e aderenti di SOS Yugoslavia, che molti di questi sforzi sono possibili
grazie alla vendita dei libri e video che trattano della questione, in questo
modo facciamo informazione sulla realtà di vita di questa gente dimenticata e
nello stesso tempo raccogliamo i fondi per fare sì che la solidarietà, non sia
su un terreno “intellettuale” ma diventi concreta, seppur minima.
In questo periodo è attraverso il libro
“ Dalla guerra all’assedio”, il primo libro in Italia, dove a parlare sono
i bambini serbi (e alcuni rom) del Kosovo Metohija; e ora il video “ KOSOVO 2005, viaggio nell’apartheid in
Europa”, curato da E.Vigna e R. Veljovic, una testimonianza del viaggio
fatto con la delegazione del Sindacato Samostalni a febbraio ’05, (durata 54
minuti).
Invitiamo pertanto associazioni, istituzioni sensibili, circoli, scuole ad aiutarci in questo progetto, facendo conoscere, regalando, acquistando e facendo acquistare i materiali, solidarizzando così in modo diretto e concreto, con questi bambini e le loro famiglie.
“...la luna splenderà tutta la notte, la luna chiamerà tutta la notte,
bisogna partire, con essa, partire da soli, partire ed errare, partire e morire, partire e vivere, in questa notte:
che resta quando tutto si dilegua, tutti si
dileguano... “
[da Mesa Selimovic, “Il derviscio e la morte” ]
Chiunque voglia essere parte di questa piccola progettualità, avere ulteriori informazioni, fare serate di presentazione e sensibilizzazione :
email: posta@resistenze.org - 338/1755563,
PROGETTO “ SOS Kosovo Metohija “
Dal marzo 1999 data d’inizio della “ guerra umanitaria” della Nato contro la ex Jugoslavia, seguiamo attraverso la solidarietà e un costante lavoro informativo, il vero e proprio tentativo di genocidio del popolo serbo e delle altre minoranze nel Kosovo Metohija,” perseguitate con la sola colpa di aver creduto ed essere stati leali, verso la convivenza e la multietnicità di ciò che è stata la ex Jugoslavia.
Perché oggi, nel colpevole silenzio di media e apparati mediatici, si sta consumando un crimine contro un intera popolazione, sulla base dell’appartenenza etnica, altroché “ intervento umanitario “del 1999.
Oggi nel cosiddetto “Kosovo liberato” la dimensione esistenziale quotidiana di uomini, donne e bambini serbi, rom, montenegrini, goranci, turchi, egizi e spesso anche albanesi non asserviti alle bande criminali dell’ex UCK, è una dimensione “drammatica”, una vita segnata dall’incubo della persecuzione violenta e della morte, rinchiusi e assediati dentro enclavi e isolati completamente da tutto…. Una non vita.
In seguito all’appello che ci giunse nel marzo scorso dalle enclavi del Kosovo ( che potete leggere nel retro) e con l’aiuto del Ufficio Adozioni Internazionali del Sindacato Samostalni della Zastava di Kragujevac, abbiamo deciso di avviare la costruzione del Progetto SOS KOSOVO METOHIJA, a cui chiediamo di collaborare chiunque voglia affiancare e sostenere la “resistenza”di questo popolo che chiede solo di vivere dove sempre è vissuto e dove ha le proprie radici millenarie.
Il Progetto consisterà, come sempre abbiamo fatto, in un duplice obiettivo :
una Solidarietà concreta, sostenendo economicamente le famiglie più bisognose, cercando di fornire alle comunità, quanto ci verrà richiesto come urgenze e necessità collettive;
un lavoro di Informazione, denuncia e testimonianza di quanto accade ed è accaduto in quella terra martoriata.
Come sempre il principio che ci muove, è che saranno i nostri referenti sul posto a decidere ed a stabilire cosa hanno bisogno e le loro priorità.
Sappiamo che, come sempre saranno gocce nel mare della disperazione, ma sappiamo anche che, rompere il silenzio della disinformazione, portare atti concreti di solidarietà, seppur piccoli, significa nel concreto dei popoli che resistono, rompere l’accerchiamento dell’isolamento sociale e civile e dell’invisibilità della loro situazione, che spesso è letale quanto la violenza subita, perché annichilisce gli animi e il pensiero del futuro.
Per queste genti tutto ciò significa anche tenere viva la fiammella della speranza, significa non sentirsi soli, significa continuare a lottare per vivere esoprattutto continuare a lottare per la libertà.
All’interno del Progetto queste sono le enclavi già interessate : Orahovac, Gorazdevac, Kosovska Mitrovica, oltre al progetto con Nis per l’area di Pristina.
I nostri referenti sono le persone con cui da cinque anni lavoriamo per i progetti su Kragujevac e Belgrado:
Rajka e Miljanka ( Uff.Adozioni Internazionali Sindacato Samostalni) e Gordana ( Decje Istina).
Per Orahovac il referente locale è il maestro Blazo Radic; per Gorazdevac il referente locale è Maksic Milko, per K.Mitrovica è Ilija Spiric, per Pristina è Radmila Vulicevic.
Per l’Italia, coordinatore e responsabile del Progetto verso i referenti di là è Enrico Vigna.
Sono a disposizione di chi vorrà sostenere questo progetto, già da subito, i video appena fatto “ Kosovo 2005, viaggio nell’apartheid” e “I Dannati del Kosovo”; il libro “ Kosovo liberato e il libro con le lettere dei bambini di Orahovac “ Dalla guerra all’assedio” con relativa mostra; oltre ad altri libri, video e materiali, i cui introiti vanno per i progetti.
Gennaio 2005, Enrico Vigna
Il nostro CHE FARE: il PROGETTO “SOS KOSOVO”
La situazione logistica è veramente complessa e molto difficile da tutti i punti di vista, sia per la comunicazione estremamente complicata e discontinua, che per l’impossibilità di fatto di portare cose particolari. Ma soprattutto è la situazione politica stessa, che rende complicata qualsiasi progettualità, in quanto la prospettiva anche di questo precario stato di vita nelle enclavi, non ha oggettivamente e realisticamente un futuro. Tutti coloro incontrati e intervistati in Kosovo, alla domanda cosa pensano degli sviluppi futuri, danno pacificamente per scontato una nuova ondata di violenze nei prossimi mesi per cacciare gli ultimi rimasti, per poi arrivare all’appuntamento finale con il completamento della pulizia etnica, che sarà il momento dell’indipendenza, probabilmente il prossimo anno. Questo è un po’ il pensiero comune di tutti gli abitanti lì, ad altri sviluppi loro non credono; un'altra realtà è quella invece di Mitrovica , dove pur partendo dalle stesse valutazioni di sopra, danno altre valutazioni e scenari, come risposta a quanto accadrà, come descritto nella relazione del viaggio fatta da E. Vigna.
Per questo i nostri Progetti di solidarietà vanno pensati in un ottica di contingenza, che sono indicati nei dettagli del Progetto SOS Kosovo, sulla base degli accordi presi con i nostri referenti del posto.
Un altro aspetto delicato e su cui va fatta una specifica attenzione è proprio quello dei referenti nelle comunità delle enclavi. C’è un rischio molto alto che, se non si è attenti nello stabilire il referente, peccando di superficialità, invece di aiutare, si fanno gravi danni e problemi alla comunità dell’enclave, provocando divisioni e disgregazioni, che già esistono per motivi più generali. Così l’aspetto della solidarietà, invece che avere una funzione positiva e costruttiva, produce un fattore di negatività sociale, con gravissime conseguenze nel loro vivere quotidiano internamente all‘enclave.
Per questo, come Associazione SOS Yugoslavia e nello specifico del Progetto SOS Kosovo, ancora di più, abbiamo chiesto a loro come Associazione pubblicamente, nell’assemblea di indicare il loro referente di fiducia.
Per chi volesse darci una mano o essere informato sui dettagli, le richieste, i percorsi concordati e i progetti di lavoro, contattateci.
I primi obiettivi concreti dei Progetti, su cui cominciare a lavorare sono:
Progetto Orahovac :
- Fornitura due computer per la scuola ( raccolta fondi per l’acquisto in Serbia )
- Raccolta fondi per un sostegno economico diretto entro marzo, alle famiglie dei 60 bambini dell’enclave
- La copertura economica per una vacanza di 10 giorni ad agosto, in una colonia in Serbia per tutti i bambini della scuola dell’enclave
- Raccolta Medicinali
Progetto Gorazdevac :
- Fornitura un computer e un fax per l’utilizzo collettivo nell’enclave
- Acquisto lana in Serbia per la manifattura delle donne che ci daranno i loro prodotti da vendere qui in Italia
- Raccolta fondi per un altro sostegno economico diretto ( il primo è già stato consegnato nel viaggio di Gennaio) alle famiglie più bisognose, attraverso i bambini.
- Raccolta Medicinali
338-1755563 oppure mail: posta@resistenze.org