www.resistenze.org - materiali resistenti in linea - iper-classici - 04-05-12 - n. 408

da Lenin, Opere Complete, vol. 18, Editori Riuniti, Roma, 1966, pp. 75-82
trascrizione per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
in occasione del centenario della fondazione della Pravda (05/05/1912)
 
Lenin
 
Gli operai e la «Pravda»
 
29/08/1912
 
La Pravda ha già tratto alcune conclusioni dal lavoro di sei mesi.
Queste hanno mostrato innanzi tutto e soprattutto che soltanto gli sforzi degli operai stessi, soltanto la grande ripresa del loro entusiasmo, decisione e tenacia nella lotta, soltanto il movimento dell'aprile e del maggio hanno reso possibile l'uscita della Pravda, giornale operaio di Pietroburgo.
 
Nelle sue conclusioni la Pravda si è limitata dapprincipio ai dati sui versamenti dei gruppi operai per il loro quotidiano. Questi dati ci rivelano soltanto una piccola parte del sostegno datoci dagli operai, da essi non risulta il sostegno diretto, che ha molto più valore ed e molto più difficile, il sostegno morale, il sostegno della partecipazione personale, il sostegno per l'orientamento del giornale, il sostegno con i materiali, la discussione, la diffusione, ecc.
 
Ma anche questi dati limitati che la Pravda ha a sua disposizione hanno dimostrato che esiste un numero molto importante di gruppi operai che si sono direttamente legati con essa. Diamo uno sguardo generale alle conclusioni.
 
Numero dei versamenti di gruppi operai per la «Pravda»
 
nel gennaio 1912
14
febbraio
18
marzo
76
aprile
227
maggio
135
giugno
34
luglio
26
agosto (fino al 10)
21
Totale
551
 
Complessivamente cinquecentocinquantun gruppi operai hanno sostenuto la Pravda con i loro versamenti.
 
Sarebbe interessante tirare le somme di tutta una serie di altre sottoscrizioni e altri versamenti degli operai. Nella Pravda abbiamo visto sempre i resoconti dei versamenti fatti per sostenere questo o quello sciopero; abbiamo visto i resoconti delle sottoscrizioni in favore delle vittime delle «repressioni», in favore delle «vittime della Lena», in favore di singoli redattori della Pravda, le sottoscrizioni per la campagna elettorale, per i soccorsi ai contadini colpiti dalla carestia, ecc. ecc.
 
Data l'estrema varietà di queste sottoscrizioni è molto più difficile tirare qui le somme, e non possiamo ancora dire se il calcolo statistico è in grado di dare un quadro soddisfacente del fenomeno. Ma è comunque evidente che queste varie sottoscrizioni abbracciano un notevole settore della vita operaia.
 
Esaminando i resoconti delle sottoscrizioni operaie in base alle lettere di operai e di impiegati di tutti gli angoli della Russia, i lettori della Pravda, nella maggioranza dei casi dispersi e separati dalle dure condizioni esteriori della vita russa, potranno in certo qual modo rappresentarsi come lottano, come si destano per difendere gli interessi della democrazia operaia i proletari di questo o quel mestiere, di questa o quella località.
 
La cronaca della vita operaia comincia soltanto a svilupparsi e a divenire sistematica nella Pravda. Nel futuro, oltre alle lettere sugli abusi commessi nelle fabbriche, sul risveglio di un nuovo strato proletario, sulle sottoscrizioni per questo o quel settore dell'attività operaia, perverranno certamente al giornale operaio notizie sulle idee e gli stati d'animo degli operai, sulla campagna elettorale, sulle elezioni dei delegati operai, su quel che gli operai leggono, sui problemi che particolarmente li interessano, ecc.
 
Il giornale operaio è una tribuna operaia, da cui bisogna porre, di fronte a tutta la Russia, uno dopo l'altro, i problemi della vita operaia in generale e della democrazia operaia in particolare. Gli operai di Pietroburgo hanno cominciato. Il proletariato russo deve alla loro energia il primo quotidiano operaio, dopo i duri anni di stagnazione. Continuiamo dunque la loro opera sostenendo e sviluppando tutti insieme il giornale operaio della capitale, prima rondine della primavera in cui tutta la Russia si coprirà di una rete di organizzazioni operaie, con i loro giornali operai.
 
Noi, operai, dobbiamo ancora crearla questa Russia, e la creeremo.
 
Pravda, n. 103, 29 agosto 1912.
Firmato: St.
 

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