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Fonte: Granma Internacional Digital 16/12/03
Trad. Flavio Rossi

Nuovi ordigni USA provati a due passi da Cuba


Miguel Angel Untoria Pedroso

Il Pentagono sta mettendo a punto un ordigno adeguato alle sue strategie di sterminio.
Alla fine di novembre, l’aviazione degli USA ha reso noto il test realizzato in Florida con una bomba del tipo GBU- 43 da 21.700 libbre.
L’ordigno è stato lanciato nei poligoni della base aerea di Eglin da un aereo MC-130.

La GBU- 43, dal momento in cui lascia l’apparecchio che la trasporta, sostenuta da uno speciale paracadute, è guidata via satellite fino all’obbiettivo. Tale bomba di nuova creazione è stata definita “Massiva Ordinance Air Blast” (MOAB). Da queste iniziali nasce il nomignolo “madre di tutte le bombe” utilizzato dal pentagono per pubblicizzare la sua potenza distruttiva.

La MOAB sprigiona una sostanza infiammabile sull’area dell’obiettivo, che incendiandosi produce un’esplosione ancora più distruttiva.
Si tratta, secondo quanto dichiarato dai militari statunitensi, di una variante modernizzata della vecchia BLU- 82, quella che risultò inefficace nella guerra del Vietnam e nelle successive occasioni d’impiego. Ideata inizialmente per creare all’istante zone di atterraggio per gli elicotteri in piena giungla, nel Vietnam, ed in seguito impiegata con altri scopi.

Durante la liberazione della nave Mayaguez bombardarono una zona della selva cambogiana, con intento propagandistico. In occasione della guerra del Golfo nel ’91, l’utilizzarono con compiti di sminamento, ma con esiti insoddisfacenti, sicché decisero di impiegarla come arma psicologica, per terrorizzare le truppe irachene. In Afghanistan le Blu-82 sono state impiegate nei tunnel in cui si trovavano, secondo l’intelligence, i membri di Al Qaeda ed i talibani, ma anche in questo caso non diedero i risultati attesi.
Le Blu-82 costavano circa 30.000 dollari all’epoca della guerra del Vietnam, in totale ne furono fabbricate circa 225.

In vista del nuovo impiego della versione modernizzata nell’aggressione dell’Iraq, nel mese di marzo di quest’anno si è svolta una prima prova, ma non è stata completata in tempo. L’esplosione produsse una nube a forma di fungo di circa tre chilometri di altitudine.
Secondo l’agenzia Reuters i comandi nordamericani hanno usato in tutti i recenti conflitti la Blu- 82 per gli effetti deterrenti della sua esplosione.

Della variante modernizzata, ne sono state detonate solo due senza carica esplosiva e due inerti. L’ultima prova stata posticipata per via delle condizioni meteorologiche e per problemi a carico del computer di bordo del C-130 che la trasportava.

Nella variante iniziale, quella per creare dal nulla zone di atterraggio per elicotteri in piena giungla, si evidenziarono alcuni limiti: la necessità di zone di atterraggio risponde a necessità tattiche che non coincidono con il dispiegamento operativo che richiede l’uso di tale bomba, la giungla neutralizza gli effetti in poco tempo, inoltre, il costo è così elevato che non permette un impiego massiccio. Questo tipo di bomba è poi inadeguato per penetrare in profondità nel terreno. Tutti gli usi della Blu-82 hanno dimostrato che non danno risultati proporzionati alla sua potenza. La resistenza che le truppe USA stanno affrontando in Iraq sta mettendole a dura prova, e le bombe che usano i resistenti iracheni sono piccole, e stanno dando risultati.