www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 26-01-04

Da www.rebelion.org - Paesi della Patria Grande
Estratto tradotto dallo spagnolo Bf

Strategia militare USA nell’America Latina


da James Petras

La costruzione dell’impero capitalista del terzo millennio richiede un’elaborata architettura militare per poter espandere, proteggere e consolidare i grandi interessi economici essenziali.
Nell’ultima decade, mentre i teorici della globalizzazione parlano di “una classe dominante mondiale” e di “fine dello stato nazionale”, l’apparato militare dello stato imperiale è cresciuto enormemente e svolge una funzione cruciale nel promuovere e proteggere corporazioni, banche e imprese dell’import-export basato negli US.

Base economica dell’impero militare

Gli architetti della strategia militare nordamericana nell’America Latina conoscono la preponderanza degli interessi imprenditoriali sulle decisioni politiche. Le strategie militari e i programmi per incrementare il potere militare statunitense all’interno degli eserciti latinoamericani è legittimato dagli interessi economici nordamericani: benefici, accesso ai mercati ed alle materie prime strategiche, in particolare alle fonti energetiche. Sono enunciate chiaramente le motivazioni economiche per la strategia militare: “ Più del 39% del nostro commercio si sviluppa nell’Emisfero Occidentale; la metà dei dollari spesi in America Latina vanno in beni e servizi acquisiti negli US. L’America Latina ed i Caraibi  forniscono agli US più petrolio di tutti i paesi del Medio Oriente”.

Nell’Emisfero Occidentale cui si allude è incluso il Canada, che ovviamente non fa parte dell’America Latina ed è il principale socio commerciale degli US. Poi, dicendo che metà della spesa va per importazione di beni, va tenuto presente che Brasile, Argentina e Cile mantengono importanti relazioni commerciali con l’Europa e l’Asia. E può darsi che la cifra riportata includa “il servizio del debito”.

Di fronte dell’aumento dei movimenti antimperialisti e anticolonialisti in tutto il mondo, i poteri imperialisti contemporanei, anche quando assumono la forma più flagrante della dominazione, ammantano la loro politica imperiale di una retorica democratica. Il potere imperiale si esprime con toni moralistici. L’espansionismo militare si giustifica in termini di lotta congiunta contro le attività criminali internazionali, che infettano tanto il centro imperiale come i paesi del sud del continente e considera una vera minaccia le forze militari nazionaliste e i sistemi politici democratici partecipativi che sfidano la dominazione degli US.

I problemi di principio, come sono definiti dagli strateghi militari nordamericani, controllano le ricadute sociali prodotte dalle politiche neoliberali e dalla crisi economica dell’America Latina. Mentre la principale minaccia per la stabilità e l’affermazione della democrazia nella regione sono l’espansione militare statunitense e il rafforzamento degli eserciti latinoamericani. Invece i militari  degli US vedono la maggior minaccia nell’immigrazione illegale, nel traffico di armi, nel crimine, nella corruzione, nel mercato della droga. Ma l’immigrazione illegale è  in diretta relazione con la colonizzazione nordamericana della Colombia; e l’impoverimento del Perù, dell’America Centrale, del Messico sono il portato delle politiche neoliberali. I Contras sono spalleggiati dagli US nell’America Centrale, i Montesinos  sono un espediente della CIA in Perù; Noriega, l’ex uomo forte di Panamà, è un vecchio impiegato della CIA e molti altri militari sono stati attivamente coinvolti nel traffico di armi con la connivenza e l’appoggio degli US. L’aumento dell’emigrazione illegale, antico problema del Messico, è direttamente connesso con gli enormi trasferimenti di benefici, interessi e royalties pagati dal Messico alle banche e alle corporazioni nordamericane. Il fenomeno del ricorso  alla fuga della popolazione della Colombia verso i paesi limitrofi è il risultato di una strategia militare consigliata dagli US.

L’equipaggiamento e l’addestramento degli squadroni della morte colombiani, le così dette “unità paramilitari”, sono parte di una strategia generale per militarizzare la Colombia e assolvere i militari colombiani dai massacri indiscriminati dei dirigenti civili dei movimenti sociali.
La vera preoccupazione per il Comando US del Sud America è che i paesi confinanti con la Colombia ( Ecuador, Venezuela, Panamà, Brasile) che stanno soffrendo per i medesimi effetti della stretta neoliberale, si mobilitino politicamente contro la dominazione militare e gli interessi economici degli US. I quali auspicano: “ Molti dei paesi attorno alle Colombia ricorreranno a milizie armate per fermare l’immigrazione illegale”. La militarizzazione della Colombia da parte degli US ed il suo effetto di straripamento nei paesi vicini significa che si sta militarizzando tutta la regione, con l’incremento dell’invio di armi e il controllo da parte di forze armate di tutta la zona. La militarizzazione è ora denominata “Iniziativa andina”

Traffico di armi

Il maggior trafficante di armi della regione non è il cartello della droga ma il Comando Sud degli Stati Uniti. I secondi maggior trafficanti sono gli alleati di Washington, per equipaggiare in particolare i gruppi paramilitari; terzi sono il cartelli della droga che lavorano con l’esercito e la polizia. La guerriglia in Colombia, posto che abbia forze armate, manca di armamento, non ha ne sistemi portatili ne difesa antiaerea; il traffico di armi fatto dagli insorgenti è una realtà minima in confronto a quello realizzato dagli US e dai suoi alleati. E poi i fini e l’utilizzo dell’acquisto di armi sono totalmente diversi: US ed Esercito trafficano in armi per proteggere l’ordine economico esistente e terrorizzare la popolazione, mentre gli insorgenti usano le loro armi leggere e i loro missili “casalinghi” per contrastare quest’ordine e difendere i campesinos.

La corruzione politica dilaga tra i detentori del potere governativo e le alte cariche dell’esercito con i quali gli emissari degli US collaborano attivamente. Ogni grande scandalo di corruzione verificatosi in America Latina nell’ultima decade ha coinvolto politici e ufficiali che portavano avanti la linea neoliberale nordamericana della “difesa dell’emisfero”. Le maggiori banche, Citybank, Bank of America, le principali banche di Miami e di altre città, hanno riciclato dai 250 ai 500 mila milioni annui di $ di denaro sporco. Quanto al commercio della droga, la maggioranza dei proventi finisce nelle banche nordamericane. Il campesino riceve quasi nulla. L’esportazione della coca, vede la partecipazione degli Stati Uniti a tutti i livelli, nella polizia, nelle forze armate, nel sistema politico latinoamericano ed è un pretesto per il controllo in grande scala su tutto l’apparato degli stati della regione.

L’architettura della sfera militare

Il Comando statunitense del Sud è ubicato a Miami, con una sub-sede in Portorico. E’ responsabile della pianificazione, del coordinamento e delle attività militari degli US in tutta l’America Latina e nei Caraibi. Ha installato basi militari con aeroporto a Aruba-Curacao, nelle Antille Olandesi; a Manta, in Ecuador e a Comalapsa, nel Salvador.

Queste basi permettono agli US di operare nello spazio aereo della maggior parte dei paesi dell’America Latina. In più gli US hanno una base operativa militare per il Cono Sud in Honduras, per appoggio agli elicotteri. La facilità con la quale gli Stati Uniti hanno potuto costruire questa rete di strutture al servizio dell’impero è dovuto principalmente all’appoggio della casta militare realizzata dagli stessi nordamericani, che ammettono “Le eccellenti relazioni tra US e El Salvador, rafforzate in un anno di collaborazione tra i militari dei due eserciti, aiutano a raggiungere negoziati favorevoli ad accordi sul collocamento di basi operative aeree avanzate”

Il periodo della fattiva collaborazione risale ali anni 80, quando 75.000 salvadoregni furono
assassinati dai militari. La vittoria dei militari sulla guerriglia fu seguita dal consolidamento del potere US sui suoi lacchè salvadoregni e dall’utilizzazione delle installazioni come base avanzata per l’espansione militare in tutta la regione. La decade della collaborazione con i militari e gli squadroni della morte in Salvador fu proficua: il paese è oggi il luogo chiave per l’espansione del controllo statunitense nella zona.

Attualmente il Comando US nel Sud America è coinvolto in un progetto analogo con l’esercito Colombiano e i suoi subordinati squadroni della morte, considerati forze “paramilitari”.
Dello stesso tipo l’intervento politico nordamericano in Ecuador per abbattere la giunta popolare nel Gennaio del 2000 e l’imporre il regime di Noboa, che ha facilitato enormemente  il Comando US ad assicurarsi la base militare di Manta.

Gli interventi militari statunitensi per suggerire o imporre i loro clienti in un paese, sono un mezzo per un controllo regionale generalizzato. La formazione di forze militari dipendenti richiede una molteplicità di attività, che comportano operazioni combinate tra esercito, avviamento ed educazione, aiuti in tema di sicurezza e programmi di “assistenza umanitaria”. Sia nella forma sia nei contenuti, gli ufficiali latinoamericani sono addestrati direttamente per servire gli interessi strategici, economici e militari dell’impero. I programmi statunitensi esigono un rafforzamento dei militari e un aumento della loro capacità di reprimere i loro avversari, definiti in ogni regione dagli US stessi. Nei Caraibi, America Centrale e nel resto dell’America Latina il Comando del Sud US ha armato e indottrinato gli eserciti nazionali secondo i suoi interessi basandosi sulla formazione di leaders locali, al fine di risparmiare truppe nordamericane.


Il modello di Washington è dirigere gli eserciti latinoamericani mediante “programmi congiunti” e subcontratti con compagnie private di mercenari che offrono soldati specializzati, infiltrati da tutti gli ufficiali “ritirati” dell’esercito statunitense. La costruzione di questa rete imperiale è descritta con cinico linguaggio sanguinario. Ad esempio la costituzione di stati-clienti nei Caraibi è descritta come “assistenza alla Nazione Alleata per lo sviluppo delle sue forze di sicurezza, con un nuovo equipaggiamento difensivo”. Con questa forma i lacchè approvarono il “Trade Winds 2000, un esercito multinazionale di forze di mare e di terra in risposta alla crisi regionale”

La portata della partecipazione militare degli US nei Caraibi è aumentata enormemente negli ultimi due anni. I guardacoste  nordamericani dirigono operazioni di contenimento e riforniscono di armi  i militari dei Caraibi. il Comando del Sud comprende la DEA (agenzia antidroga), il Dipartimento della Difesa, il servizio doganale degli US, i Guardacoste statunitensi e molte altre agenzie.

Allo stesso modo gli US intendono aumentare l’efficienza degli eserciti nell’America Centrale, perché servano ai loro interessi strategici. Con l’eufemismo di “mantenere la pace” il Comando  US ha organizzato seminari e operazioni per promuovere la subordinazione  ai militari americani e ai loro obiettivi strategici ( ove mantenere la pace significa organizzare gli eserciti dei vari stati dipendenti sotto la sua direzione per assicurare le zone conflittuali e mantenere o restaurare regimi favorevoli). Le esercitazioni congiunte sono considerate un’opportunità eccellente per addestrare il personale. Gli US allenano e indottrinano truppe di terra e di aviazione dell’America Centrale con il programma “Cieli Centrali”, apparentemente per una campagna antidroga, in realtà si tratta di esercitazioni a scopi multipli per consolidare il controllo US, aumentare la vigilanza aerea contro potenziali insurrezioni antimperialiste e per campagne selettive antidroga.

La terza regione coinvolta è il “Cono Sud”, che include Cile, Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay. Negli ultimi anni vi sono stati programmi intensivi di indottrinamento (dialogo) , maggior collaborazioni militari (cooperazione alla difesa), esercitazioni multilaterali di addestramento sotto la direzione nordamericana. Con il forte supporto di Washington  i  governi cileno e brasiliano stanno modernizzando i loro eserciti, con l’aumento delle spese per armamenti, acquistati principalmente dai fabbricanti di armi nordamericani (il Cile sta negoziando con la Loockhed Martin l’acquisto di caccia F16). Dato il grande calo nel livello di vita e i forti esborsi per finanziare il debito estero con le banche nordamericane, i paesi latinoamericani faticano a disporre di fondi per comprare armi per difendere l’impero US.

Il Comando US del Sud ha gestito esercitazioni militari congiunte con i paesi del Cono Sud (detti Cabanas) che si tennero nel 2000 in Argentina, senza che l’opinione pubblica ne fosse messa a conoscenza e senza approvazione legislativa, in contrasto con la Costituzione del paese. Ancora una volta le esercitazioni sono servite a combattere un nemico interno, non invasori stranieri. Sono state fatte per integrare gli eserciti latinoamericani sotto il comando statunitense  per la repressione delle insorgenze interne, e  per prevenire il collasso di qualche regime neoliberale coinvolto nella crisi economica. Nell’esercitazione, controparte marittima a Cabanas, era Unitas, analoga multinazionale militare espressa dai paesi Occidentali, diretta sempre dagli US. L’esercitazione era tesa ad organizzare la struttura di comando, per consolidare il dominio e formare gli ufficiali ai procedimenti tattici dell’esercito nordamericano e rendere più efficienti le priorità politiche degli US.

La quarta regione è il “Sistema Andino”, che include Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia. Durante le rivolte popolari dell’Ecuador del Gennaio 2000, i militari nordamericani istigarono i quadri superiori dell’esercito a far cadere la giunta popolare e ad insediare il nuovo presidente Noboa. Vi è stata una collaborazione stretta tra il Comando statunitense, l’ambasciatore nordamericano, il governo del presidente Noboa e l’esercito ecuadoregno nella gestione della crisi nazionale. L’appoggio al regime di Noboa è stato assicurato dalla base aerea di Manta, sulla costa nordorientale, una piattaforma di lancio ottimale per estendere la vigilanza aerea statunitense in tutta la regione andina, e più specificamente per dare copertura aerea all’esercito colombiano, comprensivo degli squadroni della morte, allenati e diretti dagli US, coinvolti in attività controinsurrezionali.

Da Manta gli Stati Uniti hanno esteso il controllo aereo su tutta l’America del Sud. “Manta è la chiave per riallineare la nostra zona d’influenza e per estendere in avanti la nostra copertura aerea nella zona Fuente ( zona di produzione della droga)”. Il nuovo impero controlla terra mare e aria anche in Colombia e in Perù. A Quito, in Perù, operano forze speciali della Marina US, (Seals). In Colombia gli US, coinvolti a tutti i livelli nelle operazioni colombiane, sono intervenuti con 1.300 milioni di $ di aiuti militari, destinati al Plan Colombia.

Sono stati costituiti tre “battaglioni antidroga” di élite, per operazioni controinsurrezionali e si è formato un equipaggio di elicotteri armati con missili e mitragliatori che opera con i mercenari nordamericani subappaltati dal Pentagono. I quadri superiori delle forze speciali US partecipano attivamente sul campo di battaglia, dirigendo e coordinando operazioni di combattimento, offrendo collaborazione militare agli squadroni della morte, come si è già visto nel Salvador, in Guatemala e, prima, in Vietnam. In Bolivia le forze speciali della DEA (Drug Enforcement Agency) agiscono nel Chapare, installando anche qui nuove basi militari.

Le attività del Comando statunitense sono interattive; le esercitazioni multilaterali preludono a programmi di indottrinamento: “Le esercitazioni sono il motore  del nostro programma di addestramento diretto particolarmente a quei militari latinoamericani che dimostrano una maggior predisposizione” per servire nella rete militare imperiale. Gli ufficiali latinoamericani che completano il programma di indottrinamento, continuano la carriera fino a diventare quadri superiori.

Nella carta dei programmi di addestramento degli US sono specificati i benefici elargiti: “ il completamento IMET da opportunità di formazione professionale para militare a candidati civili selezionati. Questi programmi elargiscono fondi ai militari ed al personale civile della Nazione Associata per partecipare ai corsi volti all’accesso professionale e alle istituzioni statunitensi. Ad un costo modesto questi programmi consentono a molti degli studenti di intraprendere la carriera per diventare alti quadri dirigenti  nelle loro rispettive istituzioni militari e governative”. Nel 2000 l’IMET gestì 9,8 milioni di $, istruì 2.684 studenti, inclusi 474 civili. Il processo di costruzione dell’impero militare è un processo integrato che comincia con le esercitazioni insieme alle “Nazioni Associate”, durante le quali si selezionano gli elementi promettenti. I quali andranno ad occupare i posti più alti e diverranno funzionali all’impero, amministrando le basi militari in modo che le Forze Armate statunitensi  possano occupare ogni spazio aereo, terrestre, marittimo e fluviale del paese.

L’espansione dello stato imperiale nordamericano in tutta l’America Latina è propiziata militarmente, attraverso infrastrutture di comando, controllo, comunicazione (un’importanza particolare hanno le informazioni satellitari). Al fine di aumentare l’efficacia dell’impero e controllare le popolazioni latinoamericane ribelli, sono considerati prioritari gli apparati di “intelligenza, vigilanza e riconoscimento” che danno ai militari nordamericani e agli ufficiali latonoamericani a tutti i livelli, informazioni sulla situazione e valutazioni per gli scontri.

Questi sistemi sofisticati di riconoscimento sono necessari alla protezione dei militari US che dirigono nei combattimenti le forze armate dipendenti. I generali statunitensi con ciò ammettono la partecipazione in situazioni di combattimento reale, dirigendo forze militari contro insurrezioni popolari in America Latina. La profondità del coinvolgimento dimostra da un lato la ricolonizzazione degli apparati militari sugli stati clienti, dall’altro una diretta presenza militare nel controllo delle rotte aeree, terrestri, marittime e fluviali.

Conclusioni

Il Comando US di Miami e Porto Rico ha costruito una rete di organizzazioni regionali (aeroporti, installazioni navali, basi militari) per controllare e influenzare i  paesi clienti latinoamericani e caraibici. La dominazione è fondata su apparati militari che operano attraverso un gran numero di programmi (178 solo nel 2000), combinando esercitazioni, corsi di formazione, interscambi e finanziamenti. Soprattutto sono state usate pretestuosamente le operazioni antidroga
Attualmente la presenza militare nordamericana ricorda gli imperi coloniali: comandanti bianchi, ufficiali meticci, soldati dalla pelle scura nelle truppe in prima linea. E include Forze Speciali e mercenari subappaltati, squadroni della morte e coscritti, rilevatori elettronici aerei e paramilitari armati di machete sul terreno. L’area di influenza si estende da Miami attraverso i Caraibi, l’America Centrale, i paesi andini fino al Cono Sud. E’ un impero difficile da maneggiare, con sollevamenti militari nazionalisti come in Venezuela e in Ecuador.
Mentre gli US investono migliaia di milioni in armi e inviano migliaia di consulenti per reclutare e addestrare i militari latinoamericani,  gli ufficiali di basso rango e i soldati semplici sono tenuti sotto pressione dalla lotta sociale di massa, mentre scade sempre più il livello di vita del paese. E il Comando US deve intervenire continuamente per prevenire diserzioni maggiori.

Ma se di fronte alle crisi attuali prodotte da nefandezze economiche si sollevassero i popoli in grande scala, che tenuta avrebbero i militari latinoamericani dipendenti? Si contrapporrebbero alle forze nazionali dirette contro l'impero? La lezione dell'Iran del 1979 è chiara: un grande esercito moderno, armato fortemente e addestrato dagli US e dai suoi consiglieri militari può essere vinto.