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Paesi della Patria Grande
Estratto tradotto dallo spagnolo Bf
Strategia militare USA nell’America Latina
da James
Petras
La costruzione dell’impero capitalista del terzo millennio richiede un’elaborata
architettura militare per poter espandere, proteggere e consolidare i grandi
interessi economici essenziali.
Nell’ultima decade, mentre i teorici della globalizzazione parlano di “una
classe dominante mondiale” e di “fine dello stato nazionale”, l’apparato
militare dello stato imperiale è cresciuto enormemente e svolge una funzione
cruciale nel promuovere e proteggere corporazioni, banche e imprese
dell’import-export basato negli US.
Base economica dell’impero militare
Gli architetti della strategia militare nordamericana nell’America Latina
conoscono la preponderanza degli interessi imprenditoriali sulle decisioni
politiche. Le strategie militari e i programmi per incrementare il potere
militare statunitense all’interno degli eserciti latinoamericani è legittimato
dagli interessi economici nordamericani: benefici, accesso ai mercati ed alle
materie prime strategiche, in particolare alle fonti energetiche. Sono
enunciate chiaramente le motivazioni economiche per la strategia militare: “
Più del 39% del nostro commercio si sviluppa nell’Emisfero Occidentale; la metà
dei dollari spesi in America Latina vanno in beni e servizi acquisiti negli US.
L’America Latina ed i Caraibi
forniscono agli US più petrolio di tutti i paesi del Medio Oriente”.
Nell’Emisfero Occidentale cui si allude è incluso il Canada, che ovviamente non
fa parte dell’America Latina ed è il principale socio commerciale degli US.
Poi, dicendo che metà della spesa va per importazione di beni, va tenuto
presente che Brasile, Argentina e Cile mantengono importanti relazioni
commerciali con l’Europa e l’Asia. E può darsi che la cifra riportata includa
“il servizio del debito”.
Di fronte dell’aumento dei movimenti antimperialisti e anticolonialisti in
tutto il mondo, i poteri imperialisti contemporanei, anche quando assumono la
forma più flagrante della dominazione, ammantano la loro politica imperiale di
una retorica democratica. Il potere imperiale si esprime con toni moralistici.
L’espansionismo militare si giustifica in termini di lotta congiunta contro le
attività criminali internazionali, che infettano tanto il centro imperiale come
i paesi del sud del continente e considera una vera minaccia le forze militari
nazionaliste e i sistemi politici democratici partecipativi che sfidano la dominazione
degli US.
I problemi di principio, come sono definiti dagli strateghi militari
nordamericani, controllano le ricadute sociali prodotte dalle politiche
neoliberali e dalla crisi economica dell’America Latina. Mentre la principale
minaccia per la stabilità e l’affermazione della democrazia nella regione sono
l’espansione militare statunitense e il rafforzamento degli eserciti
latinoamericani. Invece i militari
degli US vedono la maggior minaccia nell’immigrazione illegale, nel
traffico di armi, nel crimine, nella corruzione, nel mercato della droga. Ma
l’immigrazione illegale è in diretta
relazione con la colonizzazione nordamericana della Colombia; e l’impoverimento
del Perù, dell’America Centrale, del Messico sono il portato delle politiche
neoliberali. I Contras sono spalleggiati dagli US nell’America Centrale, i
Montesinos sono un espediente della CIA
in Perù; Noriega, l’ex uomo forte di Panamà, è un vecchio impiegato della CIA e
molti altri militari sono stati attivamente coinvolti nel traffico di armi con
la connivenza e l’appoggio degli US. L’aumento dell’emigrazione illegale,
antico problema del Messico, è direttamente connesso con gli enormi
trasferimenti di benefici, interessi e royalties pagati dal Messico alle banche
e alle corporazioni nordamericane. Il fenomeno del ricorso alla fuga della popolazione della Colombia
verso i paesi limitrofi è il risultato di una strategia militare consigliata
dagli US.
L’equipaggiamento e l’addestramento degli squadroni della morte colombiani, le
così dette “unità paramilitari”, sono parte di una strategia generale per
militarizzare la Colombia e assolvere i militari colombiani dai massacri
indiscriminati dei dirigenti civili dei movimenti sociali.
La vera preoccupazione per il Comando US del Sud America è che i paesi
confinanti con la Colombia ( Ecuador, Venezuela, Panamà, Brasile) che stanno
soffrendo per i medesimi effetti della stretta neoliberale, si mobilitino
politicamente contro la dominazione militare e gli interessi economici degli
US. I quali auspicano: “ Molti dei paesi attorno alle Colombia ricorreranno a
milizie armate per fermare l’immigrazione illegale”. La militarizzazione della
Colombia da parte degli US ed il suo effetto di straripamento nei paesi vicini
significa che si sta militarizzando tutta la regione, con l’incremento
dell’invio di armi e il controllo da parte di forze armate di tutta la zona. La
militarizzazione è ora denominata “Iniziativa andina”
Traffico di armi
Il maggior trafficante di armi della regione non è il cartello della droga ma
il Comando Sud degli Stati Uniti. I secondi maggior trafficanti sono gli
alleati di Washington, per equipaggiare in particolare i gruppi paramilitari;
terzi sono il cartelli della droga che lavorano con l’esercito e la polizia. La
guerriglia in Colombia, posto che abbia forze armate, manca di armamento, non
ha ne sistemi portatili ne difesa antiaerea; il traffico di armi fatto dagli
insorgenti è una realtà minima in confronto a quello realizzato dagli US e dai
suoi alleati. E poi i fini e l’utilizzo dell’acquisto di armi sono totalmente
diversi: US ed Esercito trafficano in armi per proteggere l’ordine economico
esistente e terrorizzare la popolazione, mentre gli insorgenti usano le loro
armi leggere e i loro missili “casalinghi” per contrastare quest’ordine e
difendere i campesinos.
La corruzione politica dilaga tra i detentori del potere governativo e le alte
cariche dell’esercito con i quali gli emissari degli US collaborano
attivamente. Ogni grande scandalo di corruzione verificatosi in America Latina
nell’ultima decade ha coinvolto politici e ufficiali che portavano avanti la
linea neoliberale nordamericana della “difesa dell’emisfero”. Le maggiori
banche, Citybank, Bank of America, le principali banche di Miami e di altre
città, hanno riciclato dai 250 ai 500 mila milioni annui di $ di denaro sporco.
Quanto al commercio della droga, la maggioranza dei proventi finisce nelle
banche nordamericane. Il campesino riceve quasi nulla. L’esportazione della
coca, vede la partecipazione degli Stati Uniti a tutti i livelli, nella
polizia, nelle forze armate, nel sistema politico latinoamericano ed è un
pretesto per il controllo in grande scala su tutto l’apparato degli stati della
regione.
L’architettura della sfera militare
Il Comando statunitense del Sud è ubicato a Miami, con una sub-sede
in Portorico. E’ responsabile della pianificazione, del coordinamento e delle
attività militari degli US in tutta l’America Latina e nei Caraibi. Ha
installato basi militari con aeroporto a Aruba-Curacao, nelle Antille Olandesi;
a Manta, in Ecuador e a Comalapsa, nel Salvador.
Queste basi permettono agli US di operare nello spazio aereo della maggior
parte dei paesi dell’America Latina. In più gli US hanno una base operativa
militare per il Cono Sud in Honduras, per appoggio agli elicotteri. La facilità
con la quale gli Stati Uniti hanno potuto costruire questa rete di strutture al
servizio dell’impero è dovuto principalmente all’appoggio della casta militare
realizzata dagli stessi nordamericani, che ammettono “Le eccellenti relazioni
tra US e El Salvador, rafforzate in un anno di collaborazione tra i militari
dei due eserciti, aiutano a raggiungere negoziati favorevoli ad accordi sul
collocamento di basi operative aeree avanzate”
Il periodo della fattiva collaborazione risale ali anni 80, quando 75.000
salvadoregni furono
assassinati dai militari. La vittoria dei militari sulla guerriglia fu seguita
dal consolidamento del potere US sui suoi lacchè salvadoregni e
dall’utilizzazione delle installazioni come base avanzata per l’espansione
militare in tutta la regione. La decade della collaborazione con i militari e
gli squadroni della morte in Salvador fu proficua: il paese è oggi il luogo
chiave per l’espansione del controllo statunitense nella zona.
Attualmente il Comando US nel Sud America è coinvolto in un progetto analogo
con l’esercito Colombiano e i suoi subordinati squadroni della morte,
considerati forze “paramilitari”.
Dello stesso tipo l’intervento politico nordamericano in Ecuador per abbattere
la giunta popolare nel Gennaio del 2000 e l’imporre il regime di Noboa, che ha
facilitato enormemente il Comando US ad
assicurarsi la base militare di Manta.
Gli interventi militari statunitensi per suggerire o imporre i loro clienti in
un paese, sono un mezzo per un controllo regionale generalizzato. La formazione
di forze militari dipendenti richiede una molteplicità di attività, che
comportano operazioni combinate tra esercito, avviamento ed educazione, aiuti
in tema di sicurezza e programmi di “assistenza umanitaria”. Sia nella forma
sia nei contenuti, gli ufficiali latinoamericani sono addestrati direttamente
per servire gli interessi strategici, economici e militari dell’impero. I
programmi statunitensi esigono un rafforzamento dei militari e un aumento della
loro capacità di reprimere i loro avversari, definiti in ogni regione dagli US
stessi. Nei Caraibi, America Centrale e nel resto dell’America Latina il
Comando del Sud US ha armato e indottrinato gli eserciti nazionali secondo i
suoi interessi basandosi sulla formazione di leaders locali, al fine di
risparmiare truppe nordamericane.
Il modello di Washington è dirigere gli eserciti latinoamericani mediante
“programmi congiunti” e subcontratti con compagnie private di mercenari che
offrono soldati specializzati, infiltrati da tutti gli ufficiali “ritirati”
dell’esercito statunitense. La costruzione di questa rete imperiale è descritta
con cinico linguaggio sanguinario. Ad esempio la costituzione di stati-clienti
nei Caraibi è descritta come “assistenza alla Nazione Alleata per lo sviluppo
delle sue forze di sicurezza, con un nuovo equipaggiamento difensivo”. Con
questa forma i lacchè approvarono il “Trade Winds 2000, un esercito
multinazionale di forze di mare e di terra in risposta alla crisi regionale”
La portata della partecipazione militare degli US nei Caraibi è aumentata
enormemente negli ultimi due anni. I guardacoste nordamericani dirigono operazioni di contenimento e riforniscono
di armi i militari dei Caraibi. il
Comando del Sud comprende la DEA (agenzia antidroga), il Dipartimento della
Difesa, il servizio doganale degli US, i Guardacoste statunitensi e molte altre
agenzie.
Allo stesso modo gli US intendono aumentare l’efficienza degli eserciti
nell’America Centrale, perché servano ai loro interessi strategici. Con
l’eufemismo di “mantenere la pace” il Comando
US ha organizzato seminari e operazioni per promuovere la
subordinazione ai militari americani e
ai loro obiettivi strategici ( ove mantenere la pace significa organizzare gli
eserciti dei vari stati dipendenti sotto la sua direzione per assicurare le
zone conflittuali e mantenere o restaurare regimi favorevoli). Le esercitazioni
congiunte sono considerate un’opportunità eccellente per addestrare il
personale. Gli US allenano e indottrinano truppe di terra e di aviazione
dell’America Centrale con il programma “Cieli Centrali”, apparentemente per una
campagna antidroga, in realtà si tratta di esercitazioni a scopi multipli per
consolidare il controllo US, aumentare la vigilanza aerea contro potenziali
insurrezioni antimperialiste e per campagne selettive antidroga.
La terza regione coinvolta è il “Cono Sud”, che include Cile, Argentina,
Brasile, Uruguay, Paraguay. Negli ultimi anni vi sono stati programmi intensivi
di indottrinamento (dialogo) , maggior collaborazioni militari (cooperazione
alla difesa), esercitazioni multilaterali di addestramento sotto la direzione
nordamericana. Con il forte supporto di Washington i governi cileno e
brasiliano stanno modernizzando i loro eserciti, con l’aumento delle spese per
armamenti, acquistati principalmente dai fabbricanti di armi nordamericani (il
Cile sta negoziando con la Loockhed Martin l’acquisto di caccia F16). Dato il
grande calo nel livello di vita e i forti esborsi per finanziare il debito estero
con le banche nordamericane, i paesi latinoamericani faticano a disporre di
fondi per comprare armi per difendere l’impero US.
Il Comando US del Sud ha gestito esercitazioni militari congiunte con i paesi
del Cono Sud (detti Cabanas) che si tennero nel 2000 in Argentina, senza che
l’opinione pubblica ne fosse messa a conoscenza e senza approvazione
legislativa, in contrasto con la Costituzione del paese. Ancora una volta le
esercitazioni sono servite a combattere un nemico interno, non invasori stranieri.
Sono state fatte per integrare gli eserciti latinoamericani sotto il comando
statunitense per la repressione delle
insorgenze interne, e per prevenire il
collasso di qualche regime neoliberale coinvolto nella crisi economica.
Nell’esercitazione, controparte marittima a Cabanas, era Unitas, analoga
multinazionale militare espressa dai paesi Occidentali, diretta sempre dagli
US. L’esercitazione era tesa ad organizzare la struttura di comando, per
consolidare il dominio e formare gli ufficiali ai procedimenti tattici
dell’esercito nordamericano e rendere più efficienti le priorità politiche
degli US.
La quarta regione è il “Sistema Andino”, che include Venezuela, Colombia,
Ecuador, Perù e Bolivia. Durante le rivolte popolari dell’Ecuador del Gennaio 2000,
i militari nordamericani istigarono i quadri superiori dell’esercito a far
cadere la giunta popolare e ad insediare il nuovo presidente Noboa. Vi è stata
una collaborazione stretta tra il Comando statunitense, l’ambasciatore
nordamericano, il governo del presidente Noboa e l’esercito ecuadoregno nella
gestione della crisi nazionale. L’appoggio al regime di Noboa è stato
assicurato dalla base aerea di Manta, sulla costa nordorientale, una
piattaforma di lancio ottimale per estendere la vigilanza aerea statunitense in
tutta la regione andina, e più specificamente per dare copertura aerea
all’esercito colombiano, comprensivo degli squadroni della morte, allenati e
diretti dagli US, coinvolti in attività controinsurrezionali.
Da Manta gli Stati Uniti hanno esteso il controllo aereo su tutta l’America del
Sud. “Manta è la chiave per riallineare la nostra zona d’influenza e per
estendere in avanti la nostra copertura aerea nella zona Fuente ( zona di
produzione della droga)”. Il nuovo impero controlla terra mare e aria anche in
Colombia e in Perù. A Quito, in Perù, operano forze speciali della Marina US,
(Seals). In Colombia gli US, coinvolti a tutti i livelli nelle operazioni
colombiane, sono intervenuti con 1.300 milioni di $ di aiuti militari,
destinati al Plan Colombia.
Sono stati costituiti tre “battaglioni antidroga” di élite, per operazioni
controinsurrezionali e si è formato un equipaggio di elicotteri armati con
missili e mitragliatori che opera con i mercenari nordamericani subappaltati
dal Pentagono. I quadri superiori delle forze speciali US partecipano
attivamente sul campo di battaglia, dirigendo e coordinando operazioni di
combattimento, offrendo collaborazione militare agli squadroni della morte,
come si è già visto nel Salvador, in Guatemala e, prima, in Vietnam. In Bolivia
le forze speciali della DEA (Drug Enforcement Agency) agiscono nel Chapare,
installando anche qui nuove basi militari.
Le attività del Comando statunitense sono interattive; le esercitazioni
multilaterali preludono a programmi di indottrinamento: “Le esercitazioni sono
il motore del nostro programma di
addestramento diretto particolarmente a quei militari latinoamericani che
dimostrano una maggior predisposizione” per servire nella rete militare
imperiale. Gli ufficiali latinoamericani che completano il programma di
indottrinamento, continuano la carriera fino a diventare quadri superiori.
Nella carta dei programmi di addestramento degli US sono specificati i benefici
elargiti: “ il completamento IMET da opportunità di formazione professionale
para militare a candidati civili selezionati. Questi programmi elargiscono
fondi ai militari ed al personale civile della Nazione Associata per
partecipare ai corsi volti all’accesso professionale e alle istituzioni
statunitensi. Ad un costo modesto questi programmi consentono a molti degli
studenti di intraprendere la carriera per diventare alti quadri dirigenti nelle loro rispettive istituzioni militari e
governative”. Nel 2000 l’IMET gestì 9,8 milioni di $, istruì 2.684 studenti,
inclusi 474 civili. Il processo di costruzione dell’impero militare è un
processo integrato che comincia con le esercitazioni insieme alle “Nazioni
Associate”, durante le quali si selezionano gli elementi promettenti. I quali
andranno ad occupare i posti più alti e diverranno funzionali all’impero,
amministrando le basi militari in modo che le Forze Armate statunitensi possano occupare ogni spazio aereo,
terrestre, marittimo e fluviale del paese.
L’espansione dello stato imperiale nordamericano in tutta l’America Latina è
propiziata militarmente, attraverso infrastrutture di comando, controllo,
comunicazione (un’importanza particolare hanno le informazioni satellitari). Al
fine di aumentare l’efficacia dell’impero e controllare le popolazioni
latinoamericane ribelli, sono considerati prioritari gli apparati di
“intelligenza, vigilanza e riconoscimento” che danno ai militari nordamericani
e agli ufficiali latonoamericani a tutti i livelli, informazioni sulla
situazione e valutazioni per gli scontri.
Questi sistemi sofisticati di riconoscimento sono necessari alla protezione dei
militari US che dirigono nei combattimenti le forze armate dipendenti. I
generali statunitensi con ciò ammettono la partecipazione in situazioni di
combattimento reale, dirigendo forze militari contro insurrezioni popolari in
America Latina. La profondità del coinvolgimento dimostra da un lato la
ricolonizzazione degli apparati militari sugli stati clienti, dall’altro una
diretta presenza militare nel controllo delle rotte aeree, terrestri, marittime
e fluviali.
Conclusioni
Il Comando US di Miami e Porto Rico ha costruito una rete di organizzazioni
regionali (aeroporti, installazioni navali, basi militari) per controllare e
influenzare i paesi clienti
latinoamericani e caraibici. La dominazione è fondata su apparati militari che
operano attraverso un gran numero di programmi (178 solo nel 2000), combinando
esercitazioni, corsi di formazione, interscambi e finanziamenti. Soprattutto
sono state usate pretestuosamente le operazioni antidroga
Attualmente la presenza militare nordamericana ricorda gli imperi coloniali:
comandanti bianchi, ufficiali meticci, soldati dalla pelle scura nelle truppe
in prima linea. E include Forze Speciali e mercenari subappaltati, squadroni
della morte e coscritti, rilevatori elettronici aerei e paramilitari armati di
machete sul terreno. L’area di influenza si estende da Miami attraverso i
Caraibi, l’America Centrale, i paesi andini fino al Cono Sud. E’ un impero
difficile da maneggiare, con sollevamenti militari nazionalisti come in
Venezuela e in Ecuador.
Mentre gli US investono migliaia di milioni in armi e inviano migliaia di
consulenti per reclutare e addestrare i militari latinoamericani, gli ufficiali di basso rango e i soldati
semplici sono tenuti sotto pressione dalla lotta sociale di massa, mentre scade
sempre più il livello di vita del paese. E il Comando US deve intervenire
continuamente per prevenire diserzioni maggiori.
Ma se di fronte alle crisi attuali prodotte da nefandezze economiche si sollevassero
i popoli in grande scala, che tenuta avrebbero i militari latinoamericani
dipendenti? Si contrapporrebbero alle forze nazionali dirette contro l'impero?
La lezione dell'Iran del 1979 è chiara: un grande esercito moderno, armato
fortemente e addestrato dagli US e dai suoi consiglieri militari può essere
vinto.