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Estratti di notizie militari al 30-01-05


Il governo USA taglia i fondi alla “Difesa”.
-Il budget dello scorso anno è stato di 240 mld $ ma per il futuro si provvederà a tagli che faranno calare lo stanziamento di 60 mld $ nei prossimi sei anni.
-Stroncato il progetto del superbombardiere F/A-22, l’aereo più costoso del mondo, concepito per una battaglia campale contro un’altra forza altamente tecnologica.
-Tagli all’aeronautica e alla marina, che si vedrà privare di un nuovo cacciatorpediniere, di cui è stato rimandato l’acquisto, di mezzi anfibi e di una portaerei che sarà dimessa anzitempo.
-La bilancia commerciale USA, anche a causa delle guerre, sprofonda sempre più, lievitano vertiginosamente i debiti nei confronti di Cina e Giappone.
La strategia del “leaner and meaner” (più magri e più cattivi), voluta da Rumsfeld, che premeva per una robotizzazione sempre più incisiva dell’esercito, si rivela una risposta inadeguata alla guerra asimmetrica imposta dalla guerriglia irakena. (Il Giornale 2/1)

Ciampi, nel suo discorso di fine anno, sottolinea il vassallaggio dell’Italia nei confronti dell’imperialismo USA vagheggiando di “armi di distruzione di massa” nascoste nell’area mediorientale. (Libero 2/1)

Il numero di soldati americani in Iraq passa da 138.000 a 150.000.
Questo nuovo aumento fa fronte alla necessità di arginare la rivolta dell’area centrale del paese mentre gli USA preparano un attacco alla città ribelle di Mosul (centro urbano decine di volte più grande dell’eroica Falluja), come dimostra l’arrivo, nella base più prossima alla città, della 82° divisione aerotrasportata, punta di diamante della fanteria statunitense. (Sole 4/1)

Maremoto. Secondo il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, dietro la corsa agli aiuti per il sud-est asiatico c’è l’interesse, da parte di USA, Cina e India, di ottenere una maggiore influenza sull’area colpita dal disastro. La Cina, in particolar modo, guarda al nuovo partner Tailandese, da poco entrato nella sua sfera d’influenza mentre l’India rifiuta gli aiuti stranieri.
Gli USA decuplicano l’offerta (da 35 a 350 milioni di dollari) e spediscono 1500 marines e otto elicotteri militari. (L’Unità 4/1)

Voto Iraq. Le schede elettorali arriveranno a Bagdad attraverso un ponte aereo. In caso contrario i carri avrebbero dovuto attraversare, partendo da Sud, una zona di forte presenza ed attività guerrigliera.
-I soldati stranieri si renderanno invisibili ai votanti nel corso delle elezioni, per non suscitare sentimenti antiamericani.
-I ribelli irakeni sarebbero 40.000, appoggiati da almeno 160.000 “complici”, lo dice il capo dei servizi segreti del governo fantoccio in Iraq. (L’Unità 4/1)

Guerra civile in Israele? Coloni e soldati israeliani si sono scontrati, oltre che a Gaza, luogo del ritiro unilaterale di Sharon, anche in Cisgiordania. Tanti gli appelli di estremisti laici e religiosi per disobbedire agli ordini di “un governo cattivo”.
Il premier israeliano registra defezioni all’interno del suo stesso partito e afferma che il rischio di una crisi di governo non è scongiurato. (L’Unità 4/1)
                                  
Consiglieri militari USA in Iraq. Circa trecento addestratori USA si recano in Iraq per addestrare e motivare le truppe collaborazioniste.
Questa è una strategia che gli americani hanno utilizzato anche in passato (Vietnam) e fa fronte alla necessità di prolungare l’occupazione senza stremare le proprie forze.
Al momento il governo fantoccio può contare su 50.000 soldati e su 116.000 agenti di polizia ma la diserzione (…e l’infiltrazione. Ndr) è a livelli elevatissimi.

-La resistenza alza il tiro. Ucciso da un commando il governatore sunnita di Bagdad, Alì al-Haidari.
Questa operazione non è semplicemente la dimostrazione che nessuno dei collaborazionisti è al sicuro ma rivela l’intenzione della guerriglia di tagliare i ponti per una collaborazione sunnita al voto. (Repubblica 5/1)

L’Europa allenta la morsa su Cuba. Le ambasciate europee rinunciano ad invitare ai propri ricevimenti i “dissidenti” anti-castristi. Termina così la “Guerra dei cocktails”. (Repubblica 5/1)

L’Egitto vuole l’atomica? Fonti dell’AIEA denunciano un programma egiziano per costruire la bomba atomica. Il direttore dell’agenzia, l’egiziano el-Baradei, è sgradito agli USA per le posizioni giudicate morbide sull’Iran. (La Stampa 5/1)

Pinochet imputato. Il dittatore affronterà il processo per i crimini relativi al “Piano Condor” messo in atto nel cono sud dell’America Latina nel corso degli anni del regime. (La Stampa 5/1)

Spese di Guerra. E’ di 148 mld $ il costo della guerra in Iraq. L’aggressione al paese tra i due fiumi si rivela molto più costosa del previsto. (The Guardian 5/1)

Un nuovo oleodotto collegherà Taishet, centro ricco di risorse petrolifere nella Siberia Orientale, all’Oceano Pacifico (Baia Perevoznaya). Tagliata fuori la Cina, che sperava di poter incrementare il flusso di petrolio dalla Russia che oggi soddisfa il 25% del fabbisogno del gigante asiatico.
Putin decide di non escludere altri attori regionali (Giappone e Corea del Sud) in nome dell’asse Mosca-Pechino. (Sole 5/1)

In Iraq “la popolazione appoggia in massa i ribelli” a causa del “mancato miglioramento da due anni a questa parte”, lo dice il capo dell’Intelligence “irakena”, Mohammed al-Shehewani.
(Corsera 5/1)

L’amministrazione Bush vuole sanzionare la Siria. Damasco tollererebbe che una rete di guerriglieri baathisti fornisca di armi, combattenti e denaro alla resistenza irakena.
Gli USA vogliono isolare il sistema bancario siriano.
L’Iran è stato ammonito in vista di una sua possibile influenza sul voto ma l’ importanza di Theran, anche tra le masse sciite, non è così rilevante. (Gazzetta del Sud 6/1)

-Per la prima volta è battaglia anche ad Erbil, nel Nord curdo, dove un elicottero americano ha bombardato la casa dello studente “Salah ad-Din”.
 -I nuovi arrivi alla base USA di Tall-Afar, presso Mosul, ammonta a 8000 uomini tra americani e irakeni.
-Nella base giungono anche i Carri M1A1 Abrams, nerbo dell’apparato terrestre USA.
-Bomba artigianale contro gli italiani a Nassirya. (Il Manifesto 6/1)

Ci sono perplessità riguardo la sorte della base americana “Diego Garcia”, che secondo fonti (in verità poco attendibili) avrebbe riportato gravi danni dallo Tsunami che ha colpito il Sud-Est asiatico. (Repubblica 6/1)

Fratture in seno all’imperialismo USA. Un gruppo di generali in riposo, capeggiati dall’ ex-Capo di Stato Maggiore John Shalikashvili, si sono energicamente opposti alla nomina di Gonzales, che Bush vuole nel proprio governo come ministro per la giustizia, perché ritenuto il “responsabile morale” delle torture in Iraq (ma più probabilmente è una questione razziale, essendo Gonzales un Ispanico figlio di immigrati messicani ndr). (Corsera 6/1)

Medici USA in Iraq affermano che, grazie alla nuova concezione dell’intervento sanitario nei confronti dei soldati al fronte, basato sulla velocità di evacuazione, la percentuale di feriti che riescono a sopravvivere è del 97%. In Viet-Nam e nella guerra d’Iraq del ’91 la media è stata di ¼ di feriti deceduti.
Il bilancio della guerra, ad oggi, è di circa 1.300 morti e 10.000 feriti, di cui la metà sarebbero tornati al fronte. Sono stati inoltre evacuati circa un migliaio di soldati per problemi psichici. (Corsera 6/1)
Ipotesi:
Più che di una “rivoluzione sanitaria” si tratta di una rivoluzione mediatica:
-Solo i feriti più lievi vengono ricoverati in Iraq. La Base USA di Landstuhl, in Germania, ha registrato il ricovero di oltre 20.000 soldati provenienti da Iraq ed Afganistan e le informazioni relative al numero di deceduti, tra questi, è stata classificata come “informazione riservata”.
-Non è chiaro se siano registrate anche le perdite subite dalle truppe di stanza in Kuwait, Arabia Saudita, Quatar, Oman e Turchia distaccate in Iraq, si tratta di migliaia di soldati.
-Sono stati documentati casi di soldati morti in seguito alle ferite riportate ma “licenziati” poche ore prima del decesso per non essere passibili a imbarazzanti conteggi. Quanti ne sono stati nascosti così?
-Sono stati documentati casi di soldati che risultavano assegnati a basi negli USA che improvvisamente tornavano dall’Iraq  dentro casse. Quanti sono?
-Gli immigrati giunti negli USA possono chiedere, dal 2 Aprile 2003, la cittadinanza statunitense in cambio del servizio al fronte: Quanti di questi sono morti prima di ottenerla?
-L’8% del bilancio della Difesa USA serve a pagare mercenari (sono circa 30.000, di ogni nazionalità): Quanti di questi sono morti?
-Cosa dire dell’aumento vertiginoso dei suicidi all’interno delle forze USA?

Lilli Gruber da Bagdad afferma che “nove irakeni su dieci rimpiangono Saddam” e che “Fermo restando la differenza tra terrorismo e resistenza, in Iraq c’è una resistenza che combatte per la libertà del proprio popolo” (!).
Il responsabile per l’estero dei DS, Umberto Ranieri, precisa che se gli americani non hanno costruito nulla e non sono riusciti a portare la democrazia è colpa della guerriglia. (Corsera 6/1)

Si stringe l’asse Cina-India. Nuova Delhi ha proposto una esercitazione militare congiunta con l’esercito cinese. Fonti di Pechino informano che questa proposta sarà presa in “seria considerazione”. (Corsera 7/1)

La CIA acquista partecipazioni in società finanziarie strategiche per lo sviluppo tecnologico e informatico nella Silicon Valley. Tra le società interessate ci sono la Intelliseek e la Keyhole.
Tra i progetti più curiosi una polverina capace di raccogliere informazioni.
L’agenzia non potrà comunque avere un controllo diretto (neanche diritto di veto) sulle scelte commerciali delle aziende. (Corsera 7/1)

Cile, Uruguay, Venezuela e Argentina seguono le orme del presidente Lula. Il Brasile, ormai potenza regionale, guida la rinascita dei paesi latinoamericani puntando su una politica di sinistra senza rompere il dialogo (…e gli affari) con i capitali nazionali e stranieri.
L’America Latina è stata, negli ultimi mesi, oggetto di una forte campagna diplomatica cinese che avrebbe portato a ratificare importanti accordi economici. (Sole 7/1)

La Cina dal 2005 creerà dei propri stock strategici di petrolio. La notizia, che preoccupa non poco il governo USA, è accompagnata dalla manifesta intenzione dei paesi membri dell’OPEC a includere l’India tra i partner privilegiati. (Sole 7/1)

Rumsfeld prepara una nuova strategia per L’Iraq. Mentre l’opposizione alle elezioni del 30 gennaio si intensifica anche all’interno dell’apparato militare USA il ministro dichiara che i trentamila uomini in più schierati in Iraq nel corso di queste ultime settimane potrebbero restare comunque al fronte anche dopo la farsa elettorale.
-Sono quattro le province di forte attività guerrigliera (con addirittura alcune piazze liberate dalla resistenza. Ndr): Ninive, Al-Anbar, Salah ad-Din e Bagdad (vengono presentate come province prevalentemente “sunnite” ma in realtà ciò e vero solo per tre di queste, essendo Ninive a maggioranza sciita . Ndr). (Il Giornale 8/1)

Continua l’offensiva USA a Falluja a un mese dal suo inizio. Attaccato il quartiere meridionale di Al-Nazal. Nella città, ancora bombardata, si comincia a morire di fame. (Il Manifesto 8/1)

Attacco aereo nel villaggio di Aaytha, poco a sud di Mosul. 14 civili uccisi. Autorità americane si scusano di aver mancato il bersaglio. La cittadine era stata in parte accerchiata da mezzi corazzati. (La Stampa 9/1)

Sottomarino nucleare USA incagliato sul fondale del Pacifico, presso Guam. Si tratta del celebre San Francisco, gigante del mare da 900 mln $, classe Los Angeles, in grado di trasportare missili Tomahawk. Stava svolgendo un’esercitazione segreta ma la US Navy ha aperto un inchiesta. Venti i marinai feriti, alcuni gravemente. (La Stampa 9/1)

Il Papa chiede il ritiro dell’embargo a Cuba. (Corsera 9/1)

Sono sette milioni i detenuti nelle galere USA. Nient’altro che il 3,5% della popolazione nazionale. Queste statistiche non comprendono le migliaia di arabi arrestati in retate di massa (!) dopo l’11/9. Il “Patriot Act” di Bush riporta il paese al 1942, quando tutti i cittadini giapponesi residenti negli USA furono confinati in campi di concentramento.
Il 44% dei detenuti sono neri (su una minoranza etnica del 12%), il 18% ispanici (popolazione anch’essa al 12%) mentre i bianchi sono il 35% (nonostante siano il 69% della popolazione).
(L’Unità 9/1)

In Palestina Abu Mazen succede ad Arafat con il 70% dei voti.
Soddisfazione da USA ed Europa mentre gli israeliani si dicono disposti al dialogo.
Hamas attende di vedere all’opera il nuovo presidente prima di emettere giudizi ma dichiara: “Per noi la guerra continua”. (Repubblica 10/1)

Rumsfeld ammette che l’esercito americano è sulla difensiva e sta perdendo. L’amministrazione USA considera l’ “Opzione Salvador”: istituire e guidare forze irregolari sul modello degli “Squadroni della morte”. Richiamati membri dei corpi speciali dell’esercito per l’addestramento.
Per formarli si guarda soprattutto a sciiti e peshmerga curdi. (Do you remember Viet-nam ? I)
Gli americani vogliono colpire la base sociale della guerriglia togliendo la “convinzione che supportare i ribelli comporti l’impunità” (Do you remember Viet-nam? II). (Repubblica 10/1)   

Cresce ancora la tensione contro le truppe italiane. I combattenti dell’Esercito del Madhi si starebbero trincerando intorno ai ponti di Nassirya con lanciagranate RPG e mitragliatrici pesanti. (Repubblica 10/1)

Hezbollah attacca le posizioni israeliane nel sud del Libano. Lo scontro, che ha provocato la morte di un ufficiale israeliano e di un combattente arabo, è costato la vita anche ad un ufficiale francese dell’ONU, colpito da proiettili israeliani. (Il Giornale 10/1)

In Sudan, dopo una guerra civile durata 21 anni costata la vita a due milioni di persone, si è arrivati a raggiungere un accordo con gli stati ribelli del sud. Entro sei anni si dovrà avviare un referendum che sancisca la nascita di uno stato indipendente da Kartoum.
La guerra vedeva contrapporsi il Nord arabo e musulmano e il sud, di etnia “nilotica”, cristiano ed animista.
Per quanto riguarda il petrolio, pressoché unica risorsa del paese africano, si sarebbe giunti ad un compromesso (50%-50%). Il Sudan estrae 320.000 barili di greggio al giorno.
Gli USA, in questo modo, sottraggono alla Francia importanti contratti per lo sfruttamento del prezioso fossile. (La Stampa 10/1)

L’Ucraina, nonostante sia governata dal filo-occidentale Juschenko, ordina il rimpatrio delle truppe stanziate in Iraq. Il paese ha inviato uno dei più grossi contingenti (1.600 soldati). 
(Il Giornale 12/1)

Il generale USA Abizaid, comandate delle forze occupanti in Iraq, afferma che sono 34 gli esponenti del partito Baath che organizzano la resistenza.
Duri ammonimenti alla Siria, accusata di proteggere i ribelli. (La Stampa 12/1)

Bush vuole colpire la Siria con un operazione di piccola portata contro le basi dei guerriglieri poste a ridosso del confine (Do you remember Viet-nam? III). Il generale Casey sarebbe stato incaricato di effettuare l’attacco che dovrebbe poter scattare dopo il venti del mese in corso. Lo rivelano fonti vicine al Mossad.
-Barcolla ancora il voto irakeno: intere province hanno visto sciogliersi in massa i propri uffici elettorali. Allawi aumenta le spese militari.
-La Hulliburton si aggiudica lo sfruttamento di importanti riserve petrolifere nel Caspio, in territorio iraniano, con un contratto da 310 mln $. Per aggirare le sanzioni USA, la discussa compagnia utilizza una collegata, l’Oriental Kish.
-L’Italia collauda i nuovi aerei senza pilota “Predator” in Iraq. Dovrebbero servire per garantire la sicurezza nel periodo elettorale ma questi mezzi non sono da ricognizione bensì da bombardamento.
(Il Manifesto 12/1)

Nuove prospettive per l’assetto geopolitico il Asia Adamane, Birmania e Bangladesh stanno entrando sempre più nell’orbita indiana e si creano anche rapporti con l’Iran, con cui l’India vorrebbe essere collegata tramite oleodotto.
Importanti contratti sul fronte energetico anche tra Cina e Canada. Entrambi i giganti asiatici raccolgono l’eredità della Yukos. Entro 10 anni Cina e India potrebbero avere le redini del mercato petrolifero. (Il Foglio 12/1)

Si normalizzano, seppur lentamente, i rapporti tra Viet-Nam e Vaticano. Nel paese asiatico vivono circa sei milioni di cattolici.
-Gli USA “scoprono” che l’Iraq non ha armi di distruzione di massa da almeno 10 anni
-In Inghilterra cala la popolarità della guerra, scesa al 29%, mentre cresce la percentuale di chi la considera un errore arrivando al 53.
-Peugeot vuole cedere Ponhard alla Auverland. Quest’ultima ha esportato, nello scorso anno, 9500 mezzi militari, mentre la Ponhard, che produce anch’essa blindati, ha avuto nel 2003 un fatturato di 61,7 mln di euro. Potrebbero produrre un piccolo mezzo blindato. (La Stampa 13/1)

Si intensifica l’alleanza tra la Russia e la Cina. I cinesi sono i principali acquirenti delle armi russe, arrivando a spendere fino a 6 mld $. L’oleodotto che tanto ha deluso la Cina potrebbe subire delle modifiche per diramarsi anche oltre il confine russo-cinese. Intento l’esportazione di greggio, che nel 2004 ammontava a 6 mln di tonnellate, raggiungerà i 10 mln nel 2005 e i 15 mln nel 2006.
Inoltre la Yugankneftegaz, principale unità produttiva della Yukos, sarà venduta al 20% alla Cina.
(Corsera 13/1)

In Bolivia, a causa dell’aumento dei prezzi dei combustibili, è scoppiata una rivolta. A Santa Cruz, nell’oriente del paese, si desta la volontà secessionista. La caduta del Presidente Mesa potrebbe portare al potere l’attuale presidente del parlamento Formando Vaca Diez, che riporterebbe il paese allo stato di colonia degli USA.
-Ripresi i negoziati per l’arricchimento dell’uranio tra UE ed Iran.
-Il debito USA alle stelle. Nel 2004 un buco di 561,3 mld $.
(Il Manifesto 13/1)

Le forze straniere in Indonesia potranno restare solo per altri tre mesi. Lo afferma il governo di Giakarta. (Sole 13/1)

In Palestina presso il valico commerciale di Karni a Gaza, guerriglieri appartenenti alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa hanno messo in atto un attacco ben coordinato e complesso contro una base militare israeliana provocando 6 morti e 5 feriti. Due combattenti hanno offerto la propria vita facendo esplodere 120 Kg di esplosivo presso la posizione nemica mentre altri bloccavano l’afflusso di mezzi di soccorso e rinforzi colpendo con armi leggere un Ceck-Point. L’attacco è stato disconosciuto dal neo-presidente Mazen. (Corsera 14/1)

Nel Venezuela di Hugo Chavez la rivoluzione bolivariana continua con l’espropriazione di latifondi in nome di una riforma agraria di stampo socialista.  (Corsera 14/1)

La Russia vende alla Cina i Bombardieri Strategici TU-22 ME e TU-95. Si tratta di armi altamente avanzate che aumentano in maniera considerevole la capacità offensiva dell’esercito più numeroso del mondo. Probabili esercitazioni congiunte tra i due paesi. (Corsera 14/1)

Tensione Israele-Russia a causa della volontà di quest’ultima di vendere alla Siria i missili balistici “Iskander-E”, SS-26, praticamente una versione progredita dei celebri SCUD ma con una gittata di 280 Km, e i missili terra-aria “Igla” in grado di colpire velivoli anche ad alta quota e, cosa se possibile ancora più importante, trasportabili a spalla. L’affare spaventa israeliani ed americani in quanto la possibilità che simili strumenti di difesa aerea possano arrivare ad Hezbollah o ad altri gruppi armati è tutt’altro che remota. La transazione potrebbe fallire solo a causa di pressioni internazionali o per il mancato raggiungimento di accordi finanziari relativi al forte debito che lega la Siria alla Russia. (Il Manifesto 14/1)

In Palestina si è già spento l’entusiasmo sionista per l’elezione di Abu Mazen. Dopo l’attentato di Karni Sharon ha isolato la Striscia di Gaza e intimato al neo-presidente “che si ostina a non fare nulla contro il terrorismo” (!) di usare la forza contro i responsabili dell’attentato (le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sono il braccio armato di Al-Fatah, il patito di Mazen. Ndr). Il premier palestinese ha condannato l’attentato come  le incursioni israeliane. (Il Giornale 15/1)

Un membro delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, braccio armato di Hamas, parla della lotta armata palestinese. Le azioni di guerriglia di questo gruppo armato sono, oltre le note operazioni suicide, attacchi con colpi di mortaio e missili Qassam, risultati dalla evoluzione di semplici colpi di mortaio. Questi, già alla terza generazione, hanno una gittata che gli permette di colpire la città di Sderot, ma si parla già di una quarta generazione in grado di colpire Ashqelon a circa venti Km.
  I peggiori nemici dei combattenti arabi sono le spie Israeliane e gli strumenti di alta tecnologia per la ricognizione come gli elicotteri o il drone, un aereo radiocomandato dotato di telecamera e missili. Per evitare le rappresaglie israeliane questo gruppo lancia i missili Qassam  impostando timer di cinque minuti all’ordigno, per poi ritirarsi velocemente. (Il Giornale 15/1)

Il governo italiano ha deciso che i militari di stanza in Iraq non si ritireranno prima del 30 giugno.
(Il Manifesto 15/1)

Ripresi i voli diretti tra Cina e Taiwan. Erano stati interrotti nel 1949. (Il Giornale 16/1)

Secondo il Mossad, Hezbollah controllerebbe le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. (Il Giornale 16/1)

Olanda e Portogallo annunciano il prossimo ritiro dal teatro irakeno, mentre cresce il numero di province a rischio per il voto del 30: da quattro a sei. Il comando americano non specifica però quali sono. (Il Manifesto 16/1)

Gli abitanti di Sderot “minacciano” la fuga di massa se non saranno interrotti i lanci di missili Qassam. La città è allo stremo anche economicamente a causa degli attacchi palestinesi.
(Il Giornale 17/1)

Gli USA starebbero preparando un Raid contro le installazioni nucleari iraniane. Una task-force sarebbe già penetrata dal confine orientale per individuare i bersagli. (L’Unità 17/1)

Possibile il dialogo tra l’ETA ed il governo spagnolo. Il premier Zapatero tenta la “strada irlandese” per concludere il conflitto con la minoranza basca. (L’Unità 17/1)

Abu Mazen lancia la proposta di integrare le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa all’interno delle forze di sicurezza palestinesi. (Il Manifesto 18/1)

Bombardieri e artiglieria israeliani colpiscono il sud del Libano in risposta al lancio di una granata anticarro contro un bulldozer. Due feriti lievi. (Il Manifesto 18/1)

Gli USA sanzionano Belgrado. La Serbia sarebbe colpevole di non collaborare completamente con il tribunale dell’Aja. (Il Manifesto 18/1)

In Iraq rapiti otto operai cinesi che lavoravano per USA, i sequestratori vogliono che la Cina chiarisca la sua posizione sull’occupazione militare americana. (Corsera 19/1)

Agli onori della cronaca anche le torture inflitte dai soldati britannici. Tre fucilieri di Sua Maestà incriminati, ma “pare” che l’ufficiale che ordinò le torture sia rimesto fuori dall’inchiesta.
(Corsera 19/1)

Un missile Qassam colpisce una base militare israeliana in cui si trovava Sharon: Illeso.
(Il Domani 19/1)

L’Iran replica alle minacce USA: “siamo pronti a combattere”. Il Ministro della Difesa iraniano sottolinea la preparazione bellica dell’esercito e ammonisce gli americani: “Sanno che la Repubblica Islamica non è un posto per avventurismi”. (Il Domani 19/1)

Londra preme per il ritiro delle proprie truppe in disaccordo con gli USA.
A Nassirya arrivano i blindati Dardo e Ariete. (Repubblica 21/1)

Mitragliere italiano ucciso a Nassirya mentre si trovava a bordo dell’elicottero durante un operazione di soccorso ad una pattuglia portoghese attaccata nei pressi della città.
Questo episodio potrebbe portare all’interruzione dei pattugliamenti aerei e al dispiegamento degli  elicotteri da combattimento Mangusta. (Repubblica 22/1)

Secondo fonti dei Servizi Segreti italiani l’assedio di Falluja avrebbe spinto le forze della resistenza a spargersi per l’intero territorio nazionale. (Corsera 22/1)

Hamas potrebbe riconoscere i confini del 1967. Il documento, non ancora adottato, è il risultato di due anni di dialogo all’interno dell’opposizione palestinese. (Il Manifesto 22/1)

Il Pentagono presenta i Soldati-Robot. Saranno schierati intorno ad aprile 18 SWORDS (Special Weapon Reconnaissance Detection System), nuovi mezzi automatizzati comandati a distanza (fino ad 1Km) dotati di mitragliatrice, Cingoli, Corazza antiproiettile e lanciagranate. Costo unitario 200.000 $, prodotti da una piccola azienda americana. Questi mezzi sono concepiti per operare in condizioni estreme.
-I mezzi del progetto FCS (Future Combat System), che dovrebbero apparire nei prossimi anni,  sono prodotti dalla Lockeed Martin e dalla General Dynamics. Il costo dell’intero progetto è di 120 mld $.  (Il Messaggero 24/1)

Un eventuale attacco all’Iran non sarebbe appoggiato dalla gran Bretagna, secondo fonti del governo di Londra. Israele invece preme per un opzione militare contro la repubblica islamica.
(Corsera 25/1)

Il conflitto in Iraq fa spendere altri 80 mld $ al governo americano. Bush  richiede al Congresso altri finanziamenti per la guerra al terrorismo.
In totale sono 300 mld $ spesi per le avventure militari del presidente USA.
-La tortura è una prassi quotidiana anche da parte delle “autorità” irakene “democratiche”. Lo denuncia Human Rights Watch.  (Giornale 25/1)

La tabella delle spese americane per la sicurezza (In mld $):
Iraq:
2003-            42,4
2004-            93,7
Afganistan:
2002-            11
2003-            12,3
2004-            31,8
(La Stampa 26/1)

Un comunicato reso noto dal Comando dei Mujaheddin di Falluja informa che la resistenza ha deciso di abbandonare i quartieri meridionali della città per ridispiegarsi in altre località.
La città è stata oggetto di lanci di armi chimiche e la guerriglia vuole evitare lo scontro campale.
(Il Manifesto 26/1)

Nella città irakena di Kirkuk sono stati assegnati 100.000 voti in più ai Curdi.
I quartieri arabi e turcomanni si stanno preparando alla guerra civile.
(Il Manifesto 26/1)

Un elicottero CH-53 Stallion, appartenente alla flotta aerea dei Marines, è stato abbattuto nella provincia di Al-Anbar. 31 soldati USA morti. È il giorno di maggiori perdite umane da parte dell’esercito di Bush. Il totale degli elicotteri distrutti sale così a 33 (Probabilmente, come al solito, le perdite sono state ridimensionate nei bollettini ufficiali, dovrebbe far riflettere l’immagine di tutti i rottami abbrustoliti di elicotteri che “avevano dovuto affrontare un atterraggio di emergenza per problemi tecnici”.Ndr)
-Altri marines sono stati uccisi durante combattimenti nella stessa zona e a Bagdad, portando a 37 il bilancio di vittime occupanti della giornata.
-L’unico modo per uscire dalla Zona Verde della capitale è volare a quota molto bassa per non dare il tempo ai guerriglieri di prendere la mira, lo confermano fonti dell’esercito USA.
(Il Manifesto 27/1)

L’esercito Israeliano irrompe nel fragile momento di dialogo tra le milizie e il neo-eletto presidente Abu Mazen con violenze e attacchi. Uccisa una bimba di 6 anni. Colpita “per sbaglio” dai soldati Israeliani. Adesso le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa minacciano di riprendere le ostilità appena interrotte. (Il Manifesto 27/1)

Accordo fra Finmeccanica e l’Inglese BAE per la costituzione di Eurosystem, una società specializzata nella costruzione di velivoli da guerra. Accordi anche con i francesi della Alcatel per le attività satellitari.
La Finmeccanica acquisirà importanti asset per l’avionica e le comunicazioni militari.
Eurosystem si avvia a diventare leader europeo nel settore elettronica per la difesa.
(Il Giornale 28/1)

Hamas stravince le elezioni a Gaza. Il gruppo islamico ottiene la stragrande maggioranza dei seggi.
(ANSA  29/1)

La Russia non fa marcia indietro sui missili “Iskander-E” alla Siria. Putin si è detto favorevole ad un equilibrio di forze nel medioriente.
(ANSA 29/1)


A cura di Loiacono Antonio Maurizio.