Estratti di notizie militari – maggio 2005
Rassegna stampa mensile a cura del Ccdp
Due mesi dopo l’omicidio Calipari,
Silvio Berlusconi accusa gli Stati Uniti negando comunque la volontarietà del
gesto.
Il Giornale 3/5
Un’ esperto informatico svela, in maniera perfettamente legale, il rapporto USA
sulla vicenda Calipari senza
omissis.
Il Giornale 3/5
Gli americani si starebbero preparando a lasciare l’Iraq entro il 2006, secondo fonti giornalistiche USA. Bagdad
conferma. Potrebbe trattarsi comunque di un ritiro-trappola per costringere la
resistenza ad uscire allo scoperto, secondo la concezione di “guerra ripetuta”.
Il Giornale 3/5
Potrebbe essere spostato a Sigonella
il comando per le operazioni “anti-terrorismo”.
Il Giornale 3/5
Il 10% delle bombe prodotte dalla resistenza
irakena sono “brevetti” US Army. Un manuale per la preparazione di ordigni
esplosivi fu pubblicato dall’esercito USA nel 1965 e il governo irakeno ne
redasse una versione in arabo che fu capillarmente distribuita agli ufficiali dell’esercito.
La Stampa 4/5
L’Iran continua l’arricchimento
dell’uranio, nonostante i moniti di USA ed Europa.
La Stampa 4/5
Falluja città martire: Le
distruzioni e i massacri oltre ogni immaginazione, secondo quei pochi che sono
riusciti ad entrare. Utilizzate le armi chimiche.
Il Manifesto 5/5
Secondo il direttore dell’AIEA, el-Baradei, la Corea del Nord sarebbe già in possesso di almeno 6 bombe atomiche
che a breve potrebbero essere testate.Il Governo di Kim Jong Il fa di tutto per
non nasconderlo.
La Stampa 9/5
Gelo USA – Russia. Il presidente Bush rinnega gli accordi di Yalta, mentre
Putin non ripudia pubblicamente il comunismo. Reciproche accuse di ingerenza.
Il Giornale 9/5
Konstantin Zatulin, esperto Russo di Asia
Centrale, dichiara che “la partita non è ancora chiusa, le contraddizioni
restano” riferito alle ultime manovre strategiche degli USA nell’area.
Il Giornale 11/5
La Georgia si avvicina sempre più
agli USA e preme per entrare nella NATO. Bush è deciso a difendere gli
interessi americani nell’area centro-asiatica.
La Stampa 11/5
L’Italia si ritirerà dall’Iraq entro
il febbraio 2006.
La Stampa 11/5
Il generale USA in Iraq, Myres
ammette “la guerriglia attacca più di prima”, gli USA a caccia di una exit
strategy. Le attività della guerriglia interessano tutto il paese.
La Stampa 11/5
Il Mullah Omar rifiuta l’amnistia e continua a guidare la guerriglia in Afghanistan. Da notare che quando si
ha vinto una guerra e si vuole pacificare un’area, si offre l’amnistia ai
combattenti non ai capi nemici, quindi questo va interpretato come un tentativo
fallito da parte americana a raggiungere un compromesso.
Il Giornale 11/5
Le basi americane in Afghanistan
potrebbero diventare basi permanenti. Precisamente quelle al confine con Iran e
Russia. Ci sono 14 basi USA sul territorio Afgano. Al momento, però, il grosso
delle forze USA è ancora impegnata nel mantenere il controllo delle aree al
confine con il Pakistan. In quest’area impervia sono molto attive le milizie
talebane che da questa primavera hanno lanciato una nuova offensiva contro gli
occupanti.
Il Manifesto 12/5
Primo Summit economico in Sud America.
Vertice insieme ad alcuni leader arabi.
Attrito tra Brasile e Argentina. L’assenza dei rappresentanti di Libia, Siria,
Egitto ed Arabia Saudita impedisce al vertice di raggiungere l’obbiettivo (per
altro ambizioso) di riscrivere la geopolitica di queste due aree così diverse
ma con un comune percorso anti-coloniale alle spalle.
L’attenzione è stata focalizzata sulle occupazioni militari da Kirchner e
Abdelaziz Boutelfika che si riferiscono rispettivamente alle Malvinas e alla
situazione in Palestina ed Egitto.
La Stampa 12/5
Karzai è intimorito per la possibilità di un ritiro USA dall’Afghanistan.
Il Giornale 12/5
A Solbiate Olona, vicino Varese, esercitazioni per combattere la guerriglia afgana. Da Agosto l’Italia
assumerà il comando ISAF.
Il Giornale 12/5
Il prezzo della ricchezza di pochi: al mondo ci sono 12 milioni di schiavi.
Sole12/5
Secondo l’Unione Europea il leader del PKK (oggi KADEK) “Apu” Ocalan, è stato processato in modo non
equo e sottoposto a pratiche disumane.
Corsera 13/5
Rivolta nell’est dell’Uzbekistan. La
popolazione, che nell’area interessata dallo scontro e prevalentemente di
religione islamica, occupa alcuni edifici governativi. La polizia spara sui
dimostranti: decine di morti. Secondo lo specialista per l’Asia centrale della
CSI, Andrej Gronin, in questo caso non ci sarebbe una “regia” occidentale
dietro la protesta.
Corsera 14/5
Una inchiesta di RaiNews24 “scopre” che l’esercito italiano è in Iraq per il petrolio. Già sei mesi
prima della guerra gli avvoltoi si erano spartiti il bottino. L’area di
Nassirya avrebbe un sottosuolo ricco di petrolio e la grande raffineria, non
distante dalla base italiana è l’unica cosa che i soldati difendono.
Corsera 14/5
Battaglia nel Sud del Libano:
Hezbollah lancia razzi katiusha contro una postazione israeliana e i sionisti
rispondono con un bombardamento aereo. Non ci sarebbero state vittime.
Nel frattempo si profila un’alleanza elettorale tra il leader del “partito di
Dio” con il figlio del presidente ucciso a Febbraio in un controverso
attentato, Rafiq Hariri.
La Stampa 14/5
Profanato un Corano a Guantanamo.
Proteste ufficiali e di piazza in tutto il mondo islamico, decine di morti in
Afganistan.
La Stampa 14/5
Gli USA chiuderanno circa 150 basi
militari sul proprio suolo nazionale. Le eccessive spese di mantenimento
unitamente alla nuova dottrina di guerra (basata su un esercito più “magro e
cattivo”) alla base dell’iniziativa.
La Stampa 14/5
L’offensiva denominata “Matador” contro la città irakena (al confine con la Siria) di Qaim, ha incontrato una forte
resistenza da parte della guerriglia che si era attestata in un area non
prevista.
Non è solo l’intelligence della resistenza a funzionare meglio: Negli scontri
conseguenti all’offensiva USA le forze occupanti sono state messe in serie
difficoltà e costrette a ripiegare.
Il Manifesto 14/5
Da soldati a crociati. In Iraq, un
cappellano militare: “chi non è cristiano brucerà nell’inferno” (vedi
Falluja). Un Generale: “ricevo ordini direttamente dall’altissimo”. I
soldati si convertono a forme di cristianesimo sempre più fondamentaliste.
Corsera 15/5
In Palestina si celebra la Nabka (il
giorno della catastrofe, la fondazione dello stato d’Israele).
Abu Mazen: non ci sarà pace senza diritto al ritorno per i profughi.
La Stampa 16/5
Rapita a Kabul una volontaria
italiana, Clementina Cantoni, da criminali comuni.
La Stampa 17/5
Il quotidiano Maariv ha riferito che il governo israeliano ha deciso di annettere la colonia di Maaleh
Adumim.Sarebbe imminente l'inizio della costruzione di una barriera che
«salderà» di fatto l'insediamento alla vicina Gerusalemme.
Il Manifesto 17/5
Bush, nell’ambito del progetto “Global Strike” rilancia le guerre stellari. Una varietà di nuovi sistemi d’arma potrebbero
essere sviluppati dagli USA. Laser in grado di colpire missili, bombe da
lanciare direttamente dallo spazio. Colpire una struttura nemica costerebbe 100
mln di dollari contro i 600.000 di un missile Cruise.
La Stampa 19/5
Repressa nel sangue la rivolta in Uzbekistan
l’esercito controlla tutte le città interessate dagli scontri. I morti
sarebbero intorno a mille.
Sole 20/5
In Iraq, la città di Qaim è stata
sottoposta a pesanti bombardamenti (fonti della resistenza parlano di
rappresaglia visto il fallimento dell’ultima offensiva) ed ha subito
ingenti danni. Ci sarebbero già migliaia di sfollati.
Il Manifesto 20/5
Crisi diplomatica Cuba-Italia a
causa dell’arresto di un giornalista del Corriere, Battistini. Espulsi anche
alcuni europarlamentari.
Il Giornale 21/5
“The Sun” pubblica alcune foto di Saddam
in mutande. L’imperialismo americano, incapace di piegare l’avversario si
accontenta di umiliarlo.
Il Giornale 21/5
In Afghanistan lo stesso inferno di
Abu Ghraib. “Prenderlo a calci per fargli gridare –allah- era il divertimento
di tutta la base”, lo dice un soldato USA a proposito di un detenuto (dei
tanti) morto a causa delle percosse. Ed era innocente.
Il Giornale 21/5
In Bolivia il popolo protesta contro
la privatizzazione delle risorse del paese. Gli scontri più violenti nella
capitale La Paz.
Il Manifesto 21/5
In Colombia i militari USA
consegnano armi ai terroristi di estrema destra, mentre la guerriglia delle
Farc si consolida sempre di più. Il presidente Uribe è vicino alla fine del
mandato e la sua popolarità è a terra.
Il Manifesto 22/5
Tutti i riformisti esclusi dalle liste elettorali in Iran. Perfino l’Ayatollah Khamenei irritato dalla decisione del
Consiglio. Rafsanjani, capo dell’ala più oltranzista della repubblica islamica
nonchè del consiglio supremo della rivoluzione, è il candidato favorito alle
“elezioni”.
Il Giornale 24/5
Il Presidente del Venezuela Chavez
pretende l’estradizione del terrorista anti-castrista Posada, pena la rottura
dei rapporti. Il presidente Venezuelano vuole anche dotarsi dell’energia
atomica, in collaborazione con l’Iran.
Il Manifesto 24/5
Nell’ambito della costruzione dell’oleodotto
Baku-Tbilisi-Ceyhan saranno impiantate basi USA “di guardia” in Azerbaigian. La
Russia replicherebbe con la costruzione di basi in Armenia, paese che ha una
lunga tradizione di ostilità con l’Azerbaigian.
Il Giornale 25/5
La Russia stringe accordi con l’India su settori strategici: petrolio,
armi, nucleare, spazio.
Il Giornale 25/5
La Corea del Sud cerca di rompere il
proprio isolamento facendo accordi con la Cina, anche per approfittare del boom
economico del gigante asiatico.
Sole 25/5
La resistenza irakena armata con
pistole Beretta di produzione recente. Fino ad ora gli americani ne hanno
trovate oltre 10.000. Queste armi vengono prodotte, oltre che in Italia, anche
in USA ed in Brasile, mentre si vocifera di un “clone” cinese. I numeri di
matricola risultano “inesistenti” e questo farebbe supporre un appoggio
governativo.
Corsera 25/5
Amnesty International condanna gli
USA per la situazione dei prigionieri di guerra in Iraq, Afghanistan e
Guantanamo. La superpotenza accusata di aver inventato una nuova “grammatica
della tortura”. Dure prese di posizione nei confronti di Israele (a causa del
muro) e dell’Europa (per i lager definiti “centri di prima accoglienza”). Gravi
accuse anche alla Cina.
Il Giornale 26/5
Sono state due le armi che hanno colpito la Toyota su cui viaggiava Nicola Calipari. Oltre al soldato alla
mitragliera di un mezzo blindato, ha fatto fuoco anche un soldato a terra. Il
rapporto USA si dimostra così assolutamente inattendibile.
Il Manifesto 26/5
Imponente retata di marines e di
soldati dell’esercito collaborazionista irakeno nel tentativo di controllare
almeno la città di Bagdad. Secondo fonti governative “irakene” all’interno
della città dovranno essere istituiti 674 chek point fissi ed altrettanti
mobili. Nell’operazione sono stati impegnati 50.000 uomini di cui 10.000
marines e 40.000 irakeni.
Il Manifesto 27/5
Gli USA torneranno a vendere armi
“non letali” all’Indonesia. Si
tratta di veicoli militari e sistemi di comunicazione.
Il Manifesto 27/5
Gli USA hanno aumentato
l’esportazione di armi verso regimi estremamente repressivi. Tra gli altri: Angola, Colombia, Etiopia, Israele, Pakistan, Filippine.
Nuovi paesi inoltre sono stati ammessi al programma «Foreign Military
Financing», finanziamenti militari che hanno come condizione di acquistare armi
dagli Usa.
Il Manifesto 27/5