www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 29-06-06

da il manifesto
 
24 Giugno 2006
 
L'idea d'Israele: usare Baku per colpire Tehran
 
Sempre più stretti i rapporti tra Azerbaijan e Tel Aviv. Si parla già   di basi dalle quali far decollare i caccia per attaccare gli impianti   nucleari iraniani. E gli ayatollah protestano Michele Giorgio
 
Israele e Stati uniti stanno cercando di stabilire relazioni   strategiche con i paesi confinanti con l'Iran in vista di un   possibile attacco contro Teheran? A questo interrogativo il   quotidiano israeliano Yediot Ahronot dava lo scorso 12 maggio una   risposta sostanzialmente affermativa, alla luce delle dichiarazioni   rilasciate dal ministro per le infrastrutture nazionali Benyamin Ben   Eliezer all'Israel Institute of Petroleum and Energy, al ritorno dal   suo viaggio ufficiale a Baku. «L'Azerbaijan è un paese musulmano con   una maggioranza sciita che confina con l'Iran e noi siamo interessati   a stringere rapporti con questo paese», aveva dichiarato Ben Eliezer.   «Abbiamo fatto importanti progressi sulle questioni energetiche, ma   anche su altri argomenti», aveva poi aggiunto lasciando intendere di   aver discusso temi di «scottante attualità» con il presidente Ilham   Aliev e il suo parente nonché presidente dell'ente petrolifero azero   Natig Aliev.
 
Israele mantiene da diversi anni relazioni speciali con l'Azerbaijan,   paese peraltro noto per le violazioni dei diritti umani e per il   pugno di ferro del regime contro gli oppositori. Oltre ad una   crescente cooperazione economica, società israeliane specializzate   nella sicurezza da tempo addestrano unità speciali dell'esercito   azero all'uso delle tecnologie più moderne. L'interesse di Tel Aviv,   ma anche di Washington, per l'Azerbaijan è cresciuto con l'aggravarsi   della crisi legata al programma nucleare iraniano. Ufficialmente la   questione viene affrontata ai tavoli della diplomazia internazionale,   ma dietro le quinte gli Stati uniti e Israele si preparano per un   eventuale attacco alle centrali atomiche iraniane. Baku è finita ai   primi posti nell'elenco delle priorità degli Usa e degli israeliani   da quando la Turchia si è rifiutata di concedere le sue basi aeree   per l'invasione anglo-americana dell'Iraq. Rifiuto che, con ogni   probabilità, verrebbe ribadito in caso di raid aerei contro l'Iran.   Poter utilizzare basi azere risolverebbe ogni problema ad americani   ed israeliani che potrebbero far decollare i cacciabombardieri da   località relativamente vicine all'Iran.
 
Lo Yediot Ahronot ha sottolineato nel suo servizio sulla visita di   Ben Eliezer a Baku che l'Azerbaijan, pur avendo ingenti risorse   energetiche da esportare, rimane uno Stato povero che ha bisogno di   crescenti investimenti dall'estero per potersi garantire livelli   significativi di sviluppo. La cooperazione economica quindi potrebbe   essere la chiave giusta per convincere i leader azeri ad avviare una   più intensa collaborazione militare. Come è noto uno dei corridoi   energetici più importanti al mondo è l'oleodotto e gasdotto Baku-  Tbilisi-Ceyhan (controllato dalla British Petroleum, BP). Israele è   un partner potenziale del Baku-Ceyhan che alla fine potrebbe essere   collegato con i porti e gli oleodotti dello Stato ebraico. Ceyhan e   il porto mediterraneo di Ashkelon infatti distano appena 400 km e   Israele propone che il petrolio una volta giunto ad Ashkelon potrebbe   essere pompato attraverso un oleodotto già esistente sino al porto di   Eilat sul Mar Rosso e da lì trasportato in India o in altri paesi   asiatici. Nel frattempo si stringerebbero anche importanti alleanze   militari tra i vari partner. Teheran sembra aver intuito le finalità   di questi accordi economici e militari in via di definizione e ha   reagito lanciando accuse. Qualche giorno fa l'ambasciatore iraniano   in Azerbaijan, Afshar Suleymani, ha detto che Usa e Israele «hanno   interesse» ad alimentare tensioni in Iran tra la maggioranza persiana   e la minoranza azera, in apparente riferimento alle recenti proteste   divampate a Tabriz, capoluogo dell'Azerbaijan iraniano. Teheran fa   sapere che non rimarrà a guardare di fronte al coinvolgimento di Baku   nella controversia sul nucleare.