www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 24-03-08 - n. 220

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In che modo la CIA conduce la "guerra psicologica"
 
Michel Collon
 
Come si preparano le aggressioni di Bush - in Venezuela, Palestina, Libano, Iraq, Afghanistan, Kosovo... ? Attraverso un'intensa "guerra psicologica" basata sulla sistematica disinformazione organizzata dalla CIA.
 
Per comprende appieno questa attività della CIA, occorre conoscerne il fondamento. Cosa non facile vista la sua connaturata discrezione. Fortunatamente per noi, un militare britannico è stato molto meno discreto.
 
Estratto dall'introduzione di Eva Golinger a Codice Chavez, la CIA contro il Venezuela, pag. 24 - www.michelcollon.info/commander.php.
 
Nel 1970, dopo il "brillante lavoro" nella repressione dei movimenti anticoloniali in Kenya, in Malaysia e a Cipro, il generale britannico Kitson è chiamato in Irlanda con la missione di coordinare la repressione. Kitson esporrà la sua esperienza in un libro molto cinico, intitolato "Operazioni a bassa intensità. Sovversione, insurrezione e mantenimento della pace". Il libro pubblicato nel 1971 in cui Kitson spiega la sua dottrina sulla "guerra speciale", viene rapidamente ritirato dalla circolazione.
 
Kitson ritiene che la repressione militare e poliziesca in senso classico non sia capace di sortire i suoi effetti se non viene preceduta da una "campagna per guadagnare i cuori e gli spiriti", da lui chiamata "guerra psicologica strategica". Che cosa si nasconde dietro questa definizione? Lo si scopre subito, appena si esaminano l'insieme dei metodi esaltati e utilizzati da Kitson:
 
-        Formazione di tutti i quadri in posizioni rilevanti nei ministeri (Difesa, Affari Esteri...) alle tecniche "psy ops" ossia di manipolazioni psicologica dell'opinione.
-        Favorire la costituzione di "finte bande di opposizione" per la raccolta delle informazioni a cui affidare, soprattutto, il lavoro sporco e i colpi da attribuire al nemico per screditarlo.
-        Adoperare "forze speciali" (SAS) per realizzare degli attentati che saranno attribuiti al nemico per aumentare la tensione e giustificare la repressione.
-        Creare dei diversivi, per esempio provocando una "guerra di religione".
-        Fabbricare dei documenti falsi ("black propaganda") che saranno attribuiti al nemico per screditarlo.
-        Infiltrare agenti o reclutare traditori con il ricatto o la corruzione, in seno alle organizzazioni dell'avversario sempre per screditarlo e provocando dove possibile delle divisioni.
-        Militarizzare l'informazione dei media e censurare totalmente il punto di vista avversario.
-        Filtrare le notizie per la stampa internazionale e assicurarsene la complicità.
-        Fornire dei documenti fotografici per influenzare l'opinione.
-        Utilizzare dei giornalisti come spie sul campo.
-        Utilizzare la "cultura giovanile" in particolare la musica per attrarre i giovani con un messaggio apparentemente non politico.
-        Favorire la costituzione e la diffusione di falsi movimenti "spontanei" presentati come neutri e indipendenti, in realtà finanziati e teleguidati per dividere ed indebolire il sostegno al campo avverso.
 
Questo ultimo punto è particolarmente importante. In Irlanda, Kitson diede vita a un "Movimento per la Pace", che la stampa internazionale presentò come un'iniziativa "spontanea", ma che era in realtà finanziata da Londra e Washington. Due donne, il cui passato fu accuratamente taciuto, furono presentate come "normali cittadine" e ricevettero tutto il sostegno economico e la pubblicità necessaria per crearsi un'ampia reputazione e diminuire il sostegno all'IRA. Un anno e mezzo dopo le due donne furono smascherate e screditate in Irlanda ma non all'estero.
 
Bande e attentati pilotati, operazioni "psy ops", controllo e manipolazione dell'informazione, falsi documenti, infiltrazione di agenti, reclutamento di traditori, fabbricazione di movimenti fintamente spontanei. L'insieme di questi metodi formano la dottrina Kitson, che il suo autore riassume così:
 
"La guerra psicologica strategica insegue degli obiettivi a lungo termine, principalmente politici. Ha per scopo di distruggere la volontà del nemico o di un gruppo ostile, di combatterlo e ridurne la capacità di impegnarsi nello scontro bellico. Può essere diretta contro il partito politico in maggioranza nel paese nemico, il suo governo e/o [teniamo a sottolineare] contro l'intera popolazione o dei suoi elementi particolari. Tutto ciò è pianificato e controllato dalle più alte autorità". (pg.101)
 
Questa citazione riassume l'essenza del pensiero di Kitson:
 
  1. Il nemico non è solamente l'avversario armato. Tutta la popolazione è nemica.
  2. La guerra delle idee e dell'informazione è decisiva e per vincerla qualsiasi mezzo è lecito.
  3. Questa guerra è posta sotto il comando delle autorità politiche e militari.
 
La dottrina Kitson non si applica solo alle situazioni di occupazione militare e di resistenza, il generale avverte: "L'esercito deve prepararsi molto in anticipo per far fronte ai movimenti popolari prima che prendono la forma di una sollevazione violenta". (pag.32)
 
(...)
 
La piovra all'opera
 
Dopo i suoi successi in Irlanda, quella di Kitson è diventata la dottrina ufficiale dei servizi britannici, occidentali e della NATO. La si ritroverà applicata in tutti i grandi conflitti di questi ultimi anni. Particolarmente nei programmi che Washington chiama "cambiamenti di regime" e che bisognerebbe piuttosto chiamare "colpi di stato."
 
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare