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Le decisioni del vertice NATO di Bucarest
 
Comunicato del Partito Comunista di Grecia (KKE)
 
07/04/2008
 
La denominazione della FYROM (Ex Repubblica jugoslava di Macedonia) e non le questioni di fondo del Vertice della NATO hanno monopolizzato l’attenzione dei media in Grecia.
 
Il trionfalismo del governo sui risultati del Vertice della NATO di Bucarest non è che un’illusione e mira ad ingannare il popolo greco e la gioventù. I risultati del Vertice determinano una situazione ancora più pericolosa per i popoli dei Balcani e, più in generale, dell’Europa.
 
Nello stesso momento in cui il governo di Nuova Democrazia (ND) metteva un timido veto procedurale all’adesione della FYROM alla NATO in ragione del nome, si allineava e si dichiarava d’accordo completamente con tutte le decisioni offensive: con l’azione della NATO nei Balcani e altrove, con l’installazione del cosiddetto scudo antimissilistico, con la prosecuzione e il rafforzamento della presenza militare della NATO nel Kosovo e in Afghanistan, con la prosecuzione della cosiddetta guerra antiterrorista attraverso nuovi interventi contro i popoli e i paesi. Allo stesso tempo, il governo appoggiava l’allargamento della NATO, ad eccezione della FYROM.
 
Le contraddizioni che si sono manifestate in una certa misura nel quadro del Vertice – soprattutto tra gli Stati Uniti e la Germania-Francia – non incidono sull’orientamento offensivo dell’Alleanza, poiché su questo punto tutti sono d’accordo, ma riguardano la divisione del bottino, dei mercati e delle sfere d’influenza.
 
La decisione del vertice in merito all’installazione del cosiddetto scudo antimissilistico in Europa crea nuovi e immensi pericoli per i popoli, esacerba le contraddizioni interimperialistiche, imprime un nuovo impulso alla corsa agli armamenti. Il governo greco ha assunto delle enormi responsabilità sostenendo questa decisione e accettando che il nostro paese vi aderisca e partecipi, il che significa sottoporre quei sistemi missilistici al controllo integrale della NATO, ed imporre ai popoli dei nuovi fardelli economici per armamenti che non hanno alcun rapporto con le necessità della difesa. Il popolo greco deve denunciare questi sviluppi, condannare le posizioni del governo e lottare affinché i nuovi piani militari vadano incontro al fallimento, per mettere fine alla partecipazione della Grecia alle truppe di occupazione in Kosovo e in Afghanistan. Affinché non sia riconosciuto il Kosovo.
 
Il Partito Comunista di Grecia esige dal governo che ponga un veto globale all’estensione della NATO. Il suo allargamento nei Balcani, con l’adesione dell’Albania e della Croazia, arrecherà nuove sofferenze ai popoli di quei due paesi e creerà nuovi pericoli per la pace dei popoli della regione, soprattutto nel momento in cui è in piena evoluzione un’operazione di ridisegno delle frontiere con l’indipendenza del Kosovo promossa dagli Stati Uniti e dall’UE.
 
Per quanto concerne la denominazione della FYROM, esiste un’unica soluzione favorevole ai popoli di Grecia e FYROM: un accordo su una soluzione accettata reciprocamente con determinazione geografica, lontana da ogni nazionalismo e irredentismo, che dividono i nostri popoli.
 
La pace, frontiere stabili e la difesa della sovranità dei due paesi impongono una lotta comune dei due popoli contro gli organismi imperialisti e il capitale che dividono i popoli per sfruttarli e opprimerli.
 
Atene, 4 aprile 2008 
Ufficio Stampa del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia
 
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare