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da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=67091
 
I mercenari di Blackwater in America Latina?
 
Efe 
 
08/05/2008
 
Blackwater, l’azienda statunitense che ha fatto fortuna fornendo servizi paramilitari in Irak, ha puntato il mirino sull’America Latina, quale mercato del futuro.
 
Questo è quello che sostiene il giornalista nordamericano Jeremy Scahill, autore di un libro su “l’esercito mercenario più forte del mondo”.
 
In un’intervita rilasciata ad Efe, questo giornalista di 32 anni che scrive per The Nation, dice che Blackwater ha avuto incassi record negli ultimi due trimestri, ma che ora l’obiettivo è diversificare l’affare adattandosi a nuove realtà, e la “nuova realtà” sarà in America Latina.
 
“Blackwater potrebbe finire in America latina”, dice Scahill, perché il Pentagono avrebbe affidato a Erik Prince, un ex militare che dirige quell’azienda, un piano contro la droga per Messico e Colombia, con un finanziamento di 15 milioni di dollari.
 
Attraverso questa “impresa privata”, spiega il giornalista, Washington vuole garantire la sua presenza nella regione “senza lasciare una traccia militare”, e aggiunge che le migliaia di milioni di dollari investiti dagli USA nella lotta contro la droga nell’area, sono stati usati per la lotta controguerriglia. Un esempio è la Colombia, che riceve dagli USA 630 milioni di dollari l’anno, di cui buona parte vengono usati dal governo di Bogotà per pagare i servizi ad imprese dalle stesse caratteristiche di Blackwater, come DynCorp. “Il futuro passa dall’addestramento di militari latinoamericani col fine di avere piccole squadre di paramilitari che lavoreranno per queste aziende in America Latina. Si assiste ad un incremento della loro presenza, segno che vogliono radicarsi nella regione”.
 
La logica è quella dell’affare e del mercato libero, la stessa che ha portato Blackwater e altre aziende che assumono mercenari, a puntare sulla mano d’opera a basso costo offerta da paesi come Chile, Honduras, El Salvador, Perú e Bolivia.
 
A fronte dei 10 mila dollari che può guadagnare un mercenario statunitense o di un altro paese del primo mondo prestando servizio in Iraq per un anno, i latinoamericani accettano lo stesso rischio e offrendo la stessa preparazione, per soli mille dollari. Si tratta di militari che si sono formati negli anni 80’ e 90’, nel contesto delle “guerre sporche” istigate da Washington, che hanno avuto esperienza in tecniche di controguerriglia, tiro di precisione, guerra di commandos, spionaggio e interrogatorio.
 
Circa mille cileni sono stati inviati in Irak gestiti da José Miguel Pizarro Ovalle, che l’autore descrive come “un ammiratore di Pinochet che ha lavorato come traduttore per l’esercito statunitense prima di convertirsi in un tramite con più di 12 governi latinoamericani e fabbricanti d’armi degli Stati Uniti”.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Poipolare