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- osservatorio - della guerra - 01-07-08 - n. 234
Estratti di notizie militari – 15/30 giugno 2008
a cura di Bf per www.resistenze.org
Afghanistan
- “A Farah da un mese sono in atto operazioni di truppe Usa alle quali non sono estranee forze italiane. Fonti alleate confermano che le operazioni nell’ultima settimana, nelle quali sono rimasti uccisi 100 talebani, sono state pianificate, coordinate e condotte dal Regional Command West, guidato dal gen. Francesco Arena e attuate dal rep.spec. di fanti della Friuli, con 5 elicotteri da attacco Mangusta” (Gaiani, Sole24, 19 giugno)
- Caveat nazionali. I ‘rules of engagement’ (Roe) agiscono a livello sia nazionale sia di coalizione. Mentre in Libano l’assetto è chiaro, la missione Unifil dell’Onu prevede che ogni iniziativa sia presa dalla difesa libanese, diversa è la situazione in Afghanistan. L’Onu ha delegato l’iniziativa all’Isaf della Nato. Partecipano 25 nazioni tutte sottoposte alle regole della coalizione. I caveat nazionali che sussistono complicano le necessità operative della coalizione. Con la giustificazione di “operare in difesa del popolo afgano”, il nuovo governo italiano sta superando gli ostacoli dei caveat: il preavviso per l’impiego di truppe fuori dall’area assegnata è stato portato a 6 ore di anticipo invece di 72; deciso l’invio di aerei per semplificare l’impegno sul terreno. (gen. Arpino, Affarinternazionali 18 giugno)
- La Gran Bretagna manderà in Afghanistan altri 230 soldati, nella provincia meridionale di Helmand, per un totale di 8.030 uomini, e i vecchi Harrier saranno sostituiti dai nuovi TornadoGR4. (manif 17 giugno)
- L’Italia manderà in Afghanistan 4 cacciabombardieri Tornado, non dietro richiesta specifica dell’Isaf ma per iniziativa del Min Dif La Russa, il quale ha però assicurato che “non bombarderanno mai”. Attualmente circa 2.750 militari italiani sono schierati tra il Comando Regionale Ovest (Herat) e il Comando Regionale Centrale (Kabul). (Corsera 19giugno )
- Il Min.Dif. tedesco Jung si è detto favorevole ad aumentare di 1.000 unità l’attuale contingente di 3.500 uomini in Afghanistan, per ‘potenziare l’aiuto alla ricostruzione civile’, su richiesta Isaf. Il parlamento si pronuncerà in autunno (manif 22 giugno). Jung precisa: le truppe non andranno a Sud (solo 40 tecnici specialisti della comunicazione che opereranno con le truppe danesi) (Sole 24, 25 giugno)
- Cresce l’offensiva degli alleati nel Sud dell’Afghanistan, consistenti bombardamenti Nato contro i miliziani a Lashkar Gah e nei pressi di Kandahar. Nella provincia di Arghandab è in corso la battaglia finora più importante (decisamente asimmetrica, contro 400 miliziani). Sotto il comando South Nato sono impegnati: l’artiglieria canadese (Isaf), truppe Usa (Enduring Freedom) e 3 battaglioni di soldati locali. Intanto centinaia di combattenti (alcuni pare evasi dal carcere di Kandahar) hanno conquistato diversi villaggi dell’area (Sole24, 20giugno)
Ministero degli Esteri
- L’Italia esclusa dal tavolo delle potenze che negoziano con l’Iran (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito + la Germania). Ritirata di Frattini, che “preferisce” non doversi impegnare (Rep 18 giugno)
- Intesa tra Francia, Germania e Inghilterra per formare una Marina Militare comune. Al Min. Esteri Frattini non “risulta affatto” e all’ennesima esclusione dell’Italia reagisce invocando “più lavoro con la Nato” ( manif, 17 giugno)
- La Francia tornerà (nel 2010) nel comando integrato Nato: fine del dogma gollista dell’indipendenza della force de frappe, che si riserva alcune eccezioni, come l’uso dell’arma nucleare. Prevista una riduzione delle strutture e degli effettivi ma anche il potenziamento l’intelligence. Le attuali forze disponibili sono: Esercito 131.000 uomini, Aeronautica 50.000, Marina 44.000. Avvicinamento di Sarkozy agli Usa (Rep 18 giugno)
- Francia. Critiche alla riforma dell’esercito da alti ufficiali, che si firmano ‘Surcouf’, come il corsaro del 700 che combattè gli inglesi. Rimproverano declassamento e resa a inglesi e Usa. (Sole24 20 giugno)
Iran
- Gli Usa valutano l’eventualità di bombardare Tehran. Intanto continua l’interscambio tra l’Europa e l’Iran di 24 mild €. L’Italia al 1° posto con 6 mild, l’88% dato dall’import di petrolio. L’Eni non progetta di andarsene ma da un po’ non pensa a nuovi investimenti. L’export (soprattutto di macchinari) ha un potenziale di crescita enorme (manif 15 giugno)
- “Si pensa ad un intervento Usa, sostenuto dalla Francia”, secondo l’esperto di sicurezza Uri Arad (messaggero 16 giugno)
- Esercitazioni israeliane in vista di bombardamenti sull’Iran. Il New York Times del 20/6 da notizia delle manovre segrete svoltesi fino al 6 del mese nel Mediterraneo Orientale, raggio 900 km. pari alla distanza Gerusalemme- Natanz, con un centinaio di F 15 e 16, elicotteri per rifornimento carburante e recupero soldati. Addestramento, prova generale o pressione psicologica? Intanto Tehran è in trattativa con la Russia per i terra- aria SA20 e radar avanzati (Stampa 21 giugno)
- Olmert allude all’uso di armi non convenzionali in un’intervista a le Figaro (manif 21 giugno)
- El Baradei (Aiea) si oppone all’eventualità di intervento israeliano in Iran prefigurata dalle esercitazioni attorno a Creta. Il giudizio degli analisti militari è rassicurante per Tehran: gli Usa, che già impegnano nell’area 170 000 soldati, avrebbero molti problemi di ritorno dal mondo sciita: in Iraq dove il governo fantoccio è sostenuto da partiti sciiti, in Afghanistan, che finirebbe sotto il bersaglio dei razzi iraniani, dove si troverebbero di fronte un nemico più consistente, in Israele, con Hezbollah in grado di penetrare all’interno (manif 22 giugno)
- Una delegazione dell’Aiea si è recata da Vienna in Siria, ad Al Kibar, a 90 km. dal confine con l’Iraq,per verifiche al sito bombardato il 6/9/2007 dall’Aviazione israeliana (Corsera 23 guigno)
- la Corea del Nord consegna la documentazione del proprio programma nucleare attraverso la saggia diplomazia della Cina. Come gesto simbolico convoca le principali tv mondiali a riprendere la distruzione della torre di arricchimento di Yongbyan (Corsera 28 giugno)
aziende:
- Fincantieri, colosso della difesa italiano, ha smanie di quotarsi in borsa ma manca un piano industriale verosimile. Dalla Fiom libro bianco sulle ragioni del no (manif 15 giugno)
- Scandalo alla Edas, gruppo della difesa francese. Direttore geneale e 17 dirigenti indagati dopo la vendita di azioni e stock optinons per 1,7 milioni € essendo in possesso di informazioni privilegiate sul gruppo su possibili e discrezionali ritardi nei programmi (Rep 18 giugno)
- In crisi il mercato della Beretta negli Usa, che garantiva il 50% del fatturato di 435,7 milioni €. Non comprano più pistole. Nuova attenzione della ditta verso i mercati della Russia e delle polizie internazionali, per pistole, fucili, lanciagranate (affari&finanza 16 giugno)
- Attorno ad Aermacchi ed Agusta Westland, distretto ‘cluster’ aerospaziale nel varesotto. Giro d’affari per oltre il mild. di business (Sole24, 18 giugno)
- Autorità georgiane arrestano 14 peacekeeper russi in missione in Abkhazia per aver fornito 20 missili anticarro (Sole24, 18 giugno)
- Per Tbilisi proposta una scelta atlantica “gollista”, che depotenzi il veto russo, con piena membership nell’Alleanza, ma fuori dal comando militare integrato Nato. Gli Stati Uniti sono riusciti ad imporre (con ‘ingegneria’ elettorale e con l’egemonia della “fazione familiare” del Movimento Nazionale Unito) il presidente Saakashvili, che esercita un potere forte e di profilo non democratico (repressione delle manifestazioni dell’opposizione nell’autunno 2007) L’obiettivo di allargamento della Nato“dentro” l’ex Unione Sovietica trova in Ucraina e in Georgia una situazione differente da quella dei Paesi baltici, perché i ‘voti espressi’ non corrispondono al consenso reale tra la popolazione, che rimane fortemente divisa tra l’est filo- russo e l’ovest filo- occidentale. E dopo la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo, la Russia può usare i secessionismi in Georgia (Abkhazia e Sud- Ossezia) e in Moldova (Transnistria) per “evitare l’aggregazione alla Nato della Georgia” (e di altri possibili paesi candidati). Di fatto in Sud- Ossezia e Abkhazia, così come in Transnistria, le stragrande maggioranza della popolazione ha passaporto russo, parla russo, percepisce pensioni in rubli e alle ultime presidenziali ha votato al 90% Medvedev. Queste tre regioni indipendentiste (a cui si aggiunge il Karabakh, ancora formalmente territorio azero ma “de facto” armeno) hanno avviato un coordinamento per mantenere le truppe russe sui propri territori. In effetti, con i 5 mila soldati di stanza in Abkhazia, la Russia schiera nella regione secessionista un numero pari a oltre la metà dell’intero esercito georgiano- Da parte di Tbilisi c’è naturalmente sul campo l’opzione bellica che prevede un attacco sulle regioni separatiste (Abkhazia e Sud- Ossezia) e il ripristino della sovranità sull’intero territorio nazionale: eventualità, però, che potrebbe allontanare ancor di più le possibilità di integrazione atlantica. (sintesi da Affarinternazionali 17 giugno)
- Gli Usa si stanno rivolgendo alla Lituania per lo scudo spaziale antimissile. In crisi le trattative tra Washington e Varsavia, che lo giudica più pericoloso che sicuro. I polacchi insieme agli intercettori vorrebbero delle rampe di più utilizzabili Patriot, che però contraddicono la concezione di first strike dello scudo antimissile. (manif 22 giugno)
- Nel bacino del Syr Darya, che nasce in Kirghizistan, scorre in Tagikistan e si divide in Uzbekistan e Kazakistan, ai tempi dell’URSS si scambiavano le necessarie risorse idriche (acqua e centrali idriche) con gas naturale. Ora gli scambi non sono più regolati e sorgono conflittualità. ( messaggero 24 giugno)
- Trattato sottoscritto da Iran- India- Pakistan per un gasdotto di 2.600 km. attraverso i 3 paesi. L‘India intende così garantirsi una sicura fornitura energetica Assai contrariata Washington, che spingeva per un tracciato Turkmenistan- Afghanistan- Pakistan. (messaggero 24 giugno)
- Vuoto di leadership nelle province al confine afghano- pakistano. Accordi negoziati da tribù, autorità locali ed Esercito con le milizie armate si riflettono in dispute di potere e non hanno un disegno preciso. L’ambiguità è aumentata dal ruolo dell’ISI (servizi segreti del Pakistan), accusati del fallito attentato a Karzai di aprile. Ma dalla confusione emerge un no deciso all’ingresso di truppe straniere all’interno del territorio pakistano ( manif 26 giugno)
Interni
- An si impone al Governo. Passa la proposta dell’uso dell’Esercito per sorvegliare gli italiani (anche per prevenire l’affermarsi di ‘ronde armate’ indipendenti nel nord). Incluso nel dl sicurezza il provvedimento relativo a 3.000 militari, che verranno attinti dalle unità, già addestrate, in turn over dalle missioni militari all’estero (bersaglieri della Garibaldi, alpini della Taurinense, carristi dell’Ariete), da quote di carabinieri all’interno delle Forze Armate e dai 1.500 che hanno superato il concorso per entrare nella sicurezza e sono ancora ‘parcheggiati’. L’utilizzo di tali truppe per ronde miste, perlustrazioni e presidi è ad uso del Ministero degli Interni. Critiche nell’ambito del mondo militare e dal Sap per lo snaturamento delle funzioni dell’Esercito (Rep. 16 giugno)
- Alemanno forma un’armata di 6.000 vigili urbani, dotandoli di calibro 9 semiautomatica (senza obbligo di riconsegna) e manganelli di 50/60 cm. Grato al sindaco il sindacato Ospol (manif 19 giugno)
- Alemanno utilizzerà pattuglie dell’esercito per presidiare 32 siti individuati soprattutto nella periferia di Roma (manif 27 giugno)
- Mugabue concede l’estradizione in Guinea (dove è accusato per il tentato golpe) del mercenario britannico arrestato in Zimbabwe per traffico d’armi, in cambio di forniture di petrolio. “Mugabe torna a respirare e manda avanti il suo paese ridotto al collasso grazie al petrolio che gli spedisce il presidente della Guinea, Mbasogo”, obiettivo del golpe britannico sventato (Mastrogiacomo su Rep 18 giugno)
- In Zimbabwe si ritira dal ballottaggio del 27 giugno il candidato Tsvangirai, già dato per vincitore, che ora spera che sia la comunità internazionale ad imporre un governo “democratico e legittimato”. Londra, presa in contropiede dal fallimento del duplice golpe, fa bassa propaganda alla BBC ( manif 21 giugno)
- Tsvangirai ricusa anche la mediazione del presidente del Sudafrica e dell’Unione Africana Mbeki, “parziale” anche lui, e si affida alla protezione dei paesi Europei. Londra e Washington incitano l’Onu ad attivarsi perché Mugabe non sia più riconosciuto (Stampa 24 giugno)
- Tsvangirai chiede l’invio di una forza militare nel suo paese per evitare all’Mdc il ballottaggio. Sul Times si sosteneva la possibilità di un intervento militare ma ora Londra preferisce mandare avanti una eventuale‘missione africana’. Pressioni Usa su Mbeki per isolare Mugabe (Rep. 26 giugno)
- Attentati del Mend in Nigeria. Dopo la piattaforma marittima di Bonga della Shell, attaccato un oleodotto della Chevron, sempre nel Delta Niger. Ridotta di ¼ la produzione di greggio della Nigeria, ora il maggior produttore è l’Angola. (manif 22 giugno)
- Vertice sul petrolio a Gedda, tra paesi Opec e consumatori. L’Arabia Saudita offre di aumentare la propria produzione a 200.000 barili/giorno per sgonfiare la febbre dei mercati- e rispondere a un’insistente richiesta della Casa Bianca. Contrari ad aumenti dello sfruttamento Iran, Venezuela, Algeria e Qatar. Ma il prezzo è spinto in alto anche dalle crisi politico- militari: crollano le esportazioni dalla Nigeria, dopo che gli attacchi dei ribelli hanno costretto alla chiusura di impianti. Anche il conflitto Israele- Iran avrebbe conseguenze indesiderate sui mercati energetici; nonché sulla stabilità della monarchia saudita (Rep 23 giugno)
Basi Usa
- La Russa prefigura il raddoppio della base Sigonella e la candida ad accogliere il sistema di sorveglianza transatlantico Ags. Il costosissimo sistema Ags (4 mild €), prodotto da un consorzio di industrie militari, tra cui Northon Grumman, General Dynamics, Eads, Thales, Galileo Avionica, offre ai 26 membri Nato la sorveglianza dei territori fuori area e attiva le forze di intervento Nato (Nfr). Attualmente una Nfr è a Solbiate Olona, Varese. Ora viene proposta anche la base di Sigonella (manif 18 giugno)
- A Sigonella anche una delle 4 stazioni terrestri del Muos, nuovo sistema di comunicazione della Marina Usa, per connettere tutti i propri mezzi- dalle navi agli aerei senza pilota- con centri di intelligence di qualsiasi parte del mondo (mediante satelliti geosincroni e trasmissioni ad altissima frequenza). I 4 siti Muos sono: Norfolk, Hawaii, Geraldton nel deserto australiano e Sigonella. Finanziamento del Pentagono (13 milioni $); i satelliti saranno in orbita nel 2009/2011. Memorandum di intesa segreto, extra ordinem, e progetto sottratto ad ogni controllo ( Dinucci, manif 22 giugno)
- Il Tar boccia il raddoppio della base Usa vicentina Dal Molin, per via del consenso governativo dato oralmente (usuale prassi extra ordinem), senza nessuna traccia scritta; mancano altresì la consultazione dei vicentini, prevista dal memorandum Usa- Italia precedente e la valutazione ambientale (Stampa 21 giugno)
- La Russa anticipa ricorso contro l’ordinanza del Tar e garantisce gli Usa di non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di un ritardo. Al Consiglio di Stato (organismo di raccordo tra l’amministrativo e l’esecutivo) la revisione del provvedimento (messaggero 21 giugno)
- Le basi di Ghedi e di Buechel (Germania) non rispettano i livelli di sicurezza previsti dal Pentagono (che ritira dei suoi reparti). Gli Usa si starebbero accingendo a spostare le 20/40 testate nucleari di Ghedi (Brescia) ad Aviano (dove ne sono già custodite 50) (Sole24 22 giugno)
- In Europa 350 atomiche statunitensi, di tipo B61- 3; B61- 4; B61- 10, per un tonnellaggio pari a 900 volte Hiroshima, affidate a personale non adeguato agli standard Usa, in Italia, GB, Germania, Belgio, Olanda e Turchia (Rep. 22 giugno)
- Washington destina 164 mild.$ di nuovi fondi aggiuntivi per le guerre in Iraq e Afghanistan ( manif 21 giugno)
- Tutti i falsi dell’Amministrazione Bush sulla guerra all’Iraq. Edificante pagina intera sul Sole 24 Ore del 22/6…dalle 254 bugie di Powel, attraverso quelle di Rumsfel, Bush Wofowitz, Rice, Cheney, Tenet, fino alle 14 di McClellan.
– ma Bolton continua ad esprimere la politica dei falchi verso l’Iran, “che, sfruttando i negoziati, accelera in segreto il suo programma nucleare….è troppo tardi per fermare la bomba. Ormai restano solo due opzioni, o si cambia regime a Tehran o ci sarà l’attacco militare” (Stampa 24 giugno)
Missione compiuta degli Usa in Iraq.
- Atto finale della consegna delle risorse del paese nelle mani degli occupanti. Spartizione del petrolio irachenotra compagnie petrolifere straniere. Le principali sono Chevron, Exxon, Total, BP, Shell ovvero il consorzio che già deteneva i pozzi prima della nazionalizzazione dei giacimenti. L’attribuzione alle compagnie è avvenuta senza asta, con ogni garanzia e facilitazione da parte del governo, pure impegnato a fornire fondi per gli investimenti (prendendoli anche dai finanziamenti Onu). Attualmente il paese è il 3° produttore mondiale, con 2,5 milioni di barili/giorno, ma sono previsti forti aumenti dello sfruttamento, con l’introduzione di rinnovati macchinari. Annullati i 20 contratti petroliferi dei capi locali curdi e riportate le trattative al governo centrale. (messaggero 24 giugno)
- Accordo per il ruolo degli Usa in Iraq dopo la fine del mandato Onu, a dicembre. Diritto a mantenere nel paese le basi; possibilità di missioni militari senza chiedere il permesso a Baghdad (messaggero 25 giugno)
- Significativo fiasco della tv di propaganda Usa Al Hurra, costata 350 milioni di $, sul modello di Radio Free Europe, ampiamente surclassata da Al Jazzera e Al Arabiya (Corsera 24 giugno)
- Dopo il vertice Fao a Roma, strascichi diplomatici per l’atteggiamento apertamente ostile verso gli ospiti, in particolare Ahmadinejad e Mugabe, da parte di diversi paesi occidentali, che hanno tradito l’ansia di cambiare i regimi. L’agenzia Fars riferisce di un complotto, fallito, per assassinare Ahmadinajad durante l’incontro (Stampa 24 giugno)
- Pacchetto di sanzioni europee contro l’Iran. Congelamento di vari istituti di credito, tra cui la Banca Melli, centrale finanziaria iraniana all’estero, con depositi stimati di 75 mild $. L’Iran, che già da qualche settimana ha deciso di ritirare 75 mild $ dall’Europa, prefigura contro- opzioni diplomatiche (Stampa 24 giugno)
dal passato (manif 27 giugno)
- Italia- Libia. Non ancora chiuso il debito coloniale per l’occupazione integrale della Libia (1911- 1932), il minamento di buona parte della Cireanaica, il massacro di un libico su 8, morto per difendere la sua patria. Oggi l’Italia offre collaborazione finanziando in parte il sistema radar per il controllo delle frontiere sud della Libia, l’allestimento di campi di concentramento a ridosso dell’Africa sub- sahariana, a Seba e nella Sirte, e fornendo navi guardacoste italiane, con equipaggi misti, per il pattugliamento delle acque libiche. Questi i risarcimenti proposti per la guerra coloniale
- Italia Balcani. Dopo la non riuscita manifestazione sulle foibe di Forza Nuova alla Sapienza, affiorano ora documenti storici. Dall’armadio con le ante rivolte verso il murodi palazzo Cesi, sede della Procura generale militare, era già emersa un’ampia documentazione sui massacri commessi da nazisti e fascisti contro la popolazione italiana (inclusa Cefalonia). Ora escono (almeno) 12 dossier sui crimini di guerra dei militari italiani nel teatro greco- albanese, jugoslavo, russo: atrocità che configurano notizie di reato e richiedono la celebrazione di processi. Gran parte dei fascicoli è secretata o ‘riservata’. Toccherà dal Min. Dif La Russa vedersela con gli ordini di Mussolini
- Discriminazione degli zingari. Alle azioni persecutorie verso i campi degli zingari seguono ora le schedature. A giudizio del consiglio d’Europa sono “iniziative che richiamano il passato”
- L’uso dei militari da parte del Viminale non risponde ad un effettiva necessità di sicurezza quanto ad alzare la ‘percezione’ di insicurezza. Il provvedimento rischia di creare conflitti istituzionali (e tocca anche ‘miserevoli’ interessi, come quelli della polizia che vede bloccati gli organici e gli straordinari e del complesso militar- industriale, che teme una penalizzazione degli investimenti ad esso destinati) (Gen. Fabio Mini su Rep 29 giugno)