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- osservatorio - della guerra - 28-09-08 - n. 243
Mercenari miserabili
di Emir Sader - Carta Maior
25/09/08
Ricordiamo tutti la scena in cui Michael Moore - in un esercizio di tipo brechtiano - verifica che tra i parlamentari statunitensi soltanto uno di essi aveva un figlio in servizio militare. Poi, alla domanda su chi fa la guerra al posto di quelli che l’hanno voluta, compaiono le scene della massa di neri poveri che nella guerra cercano una forma di impiego, l’unica fornita dai meccanismi della società nordamericana. Ma c’è anche un altro tipo di gente che va a fare la guerra in nome dell’Impero, di cui sono le vittime privilegiate. Questo mese un gruppo di 40 salvadoregni, la maggior parte ex- militari, partono per Irak e Afghanistan, in missioni di sicurezza dell’azienda Blackwater.
L’istruzione si è svolta nelle strutture del Centro di Appoggio alle Trasmissioni delle Forze Armate (CATFA) e l’addestramento nella base militare di Moyock, nella Carolina del Nord, un campo d’addestramento della Blackwater, impresa che offre servizi di sicurezza privata per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. I prescelti hanno ricevuto un premio di 500 dollari, gli altri sono stati rispediti a casa. Le informazioni sono state pubblicate dal giornale salvadoregno “El Diario de Hoy”, e sostengono che nonostante tali missioni siano considerate di “estremo pericolo”, i salari sono insignificanti: quelli che vanno in Afghanistan riceveranno 50 dollari al giorno, mentre quelli che vanno in Iraq solo 34.
Un maggiore salvadoregno in pensione, uno dei responsabili del reclutamento e della selezione del personale, dirigerà il gruppo di 30 che vanno in Afghanistan. I dieci che vanno in Iraq, invece, saranno diretti da una donna, un capitano in pensione che ha già svolto questo servizio due volte.
La Central America Professional Service (CAPROS), l’azienda locale responsabile del reclutamento dei salvadoregni, appartiene a un vecchio impiegato di banca, Marcos Alberto Chávez Castillo, e a un colonnello ritiratosi, Juan Emilio Velasco Alfaro. La CAPROS subappalta personale per l’azienda Greystone Ltda., filiale internazionale della Blackwater, che fornisce per contratti di milioni di dollari con il Dipartimento di Stato degli USA, migliaia di mercenari per la guerra in Iraq. I salvadoregni non firmano alcun contratto con Blackwater, chi li assume è la CAPROS.
Secondo alcuni dei mercenari, questa azienda riceve 4.600 dollari mensili ogni militare reclutato.
Le condizioni contrattuali sono terribili: liberano CAPROS da qualunque responsabilità in caso di incidenti che possano verificarsi ai militari durante le missioni, e quelli si assumono in modo “esplicito” e “volontario” tutti i rischi dei danni alla persone, inclusa la morte e l’invalidità.
In un’altra clausola, i mercenari si impegnano a non avviare nessuna azione di tipo giudiziario contro la CAPROS, e lo stesso vale nel caso lo volesse fare qualche famigliare a loro nome.
Stando ai contratti, non c’è nessun rapporto di lavoro tra i mercenari e la CAPROS, perché i primi starebbero agendo di propria iniziativa. Inoltre, nessuno di loro può rivelare alcunché sul proprio lavoro né sull’azienda con cui hanno firmato il contratto. I contratti vengono sottoposti alla firma alla vigilia della partenza dei militari, senza dare loro tempo di fare domande. Come se non bastasse, il giornale salvadoregno ha pure scoperto che quell’azienda privata al servizio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, usa fucili M 16 e strutture governative in El Salvador.
A fronte di rapporti carnali come questi - se non bastasse la dollarizzazione dell’economia del paese - aumenta l’importanza dell’elezione presidenziale dell’aprile 2009, in cui il candidato del FMLN (Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional), Mauricio Funes, risulta favorito.