www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 10-03-09 - n. 264

da Oltre Confine n.13 del 05/03/09 - Newsletter settimanale del Dipartimento Esteri del PdCI
 
N.A.T.O. o aborto?
 
di Marco Zoboli, Dip. Esteri PdCI
 
“La NATO e l’UE stanno ottenendo progressi nel coordinamento di capacità militari moderne. Mi sento ottimista sul fatto che possiamo estendere la nostra cooperazione in aree addizionali in cui abbiamo un interesse di sicurezza comune, dove possiamo complementarci, e rafforzare reciprocamente i nostri sforzi. E con questo mi riferisco ad aree funzionali…come il Caucaso e l’Asia Centrale” Jaap de Hoop Scheffer, Segretario Generale della NATO (31-03- 05).
 
L’Alleanza Atlantica, con la reintegrazione della Francia al comando militare della NATO dopo un’interruzione di 33 anni, che verrà formalizzata quest’anno al vertice di Strasburgo; si appresta, di fronte allo spettro del mondo multipolare che si materializza giorno dopo giorno a un rilancio in grande stile. E’ importante sottolineare che anche il processo di formazione della forza di dispiego rapido, forte di 60.000 militari, sta celermente raggiungendo il proprio traguardo in seno all’Unione Europea.
 
E’ evidente che la NATO sta trasformandosi in relazione ai nuovi equilibri che si stanno delineando al proprio interno.
 
L’Alleanza Atlantica sta divenendo sempre più in modo chiaro e lampante lo strumento militare dell’imperialismo statunitense con un nuovo ribilanciamento a favore degli alleati europei, sempre più orientati nel farsi coinvolgere nel bellicismo statunitense e sempre più militarmente addestrati a interventi di natura offensiva.
 
La guerra in Afghanistan, col suo crescendo, rappresenterà il banco di prova di questo vecchio moschetto anticomunista riammodernato e ristrutturato in chiave anti-russa e anticinese.
 
Ovviamente questo nuovo corso della NATO è stato possibile grazie al cambiamento di rotta dei principali paesi europei, travolti in questi anni da quella ondata reazionaria che tuttora sommerge la sinistra nel nostro paese e nel resto d’Europa.
 
L’asse Europa – Stati Uniti, che oggi, sotto la presidenza Obama, appare lineare e figlio di una sintonia politica e culturale, è stato viceversa mantenuto negli anni con l’utilizzo di forti pressioni e con la creazione di emergenze militari funzionali alla destabilizzazione e al controllo della nascita dell’Unione Europea.
 
D’altronde il processo di evoluzione dell’Europa verso un processo d’integrazione monetario e regionale/federale era ineludibile dopo la scomparsa del blocco socialista; l’Europa andava controllata e domata, e l’Alleanza Atlantica ha svolto anche questa funzionalità. Oggi, con il calare della crisi sulle economie occidentali, con l’aggravarsi del confronto nelle rispettive aree d’influenza e in altre che per la prima volta stanno acquistando valore strategico (artico), il blocco occidentale sta ricompattandosi attorno alla NATO, che va assumendo una valenza sempre più importante come strumento di pressione geopolitico. La storia però potrebbe velocemente cambiare…
 
I paesi dell’OSC (Organizzazione Cooperazione Shangai – Russia, Cina, Uzbek., Tajik., Kazak., Kirgh.), stanno espandendo la propria area d’influenza, recuperando il GAP militare esistente durante gli anni novanta, e determinando politiche di alleanze e economiche in grado di competere e reggere un confronto di lunga durata con i paesi occidentali oramai in pieno decadentismo.
 
La NATO con la guerra in Afghanistan si sta giocando molto sul proprio futuro; vincere significherebbe ottenere il posizionamento di una spina nel fianco dell’OSC, perdere significa viceversa la definitiva parola fine all’egemonia occidentale, e un repentino avvicinamento del tramonto imperiale statunitense.
 
Secondo stime del Ministero della Difesa Russo, che a suo tempo ebbe e conoscere bene il significato della parola “guerra in Afghanistan, le truppe necessarie per vincere il conflitto ammonterebbero a 600.000 unità, la nuova amministrazione Obama arriverà a condurne sul terreno 150.000. Presto vedremo se l’Alleanza Atlantica, in procinto di compiere i sessantanni, sopravviverà, o se, più probabilmente, affonderà in pieno Oceano Atlantico; vedremo anche quali saranno i fortunati ad avere la meglio nel braccio di ferro nell’accapparramento delle scialuppe di salvataggio.
 
“..abbiamo la necessità di una nuova forma di governo mondiale nel quale la NATO, la Unione Europea e altre importanti organizzazioni internazionali devono giocare un proprio ruolo” – Giampaolo di Paola, Presidente Comando Militare NATO