www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 30-11-10 - n. 342

da www.rebelion.org/noticia.php?id=117494
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La decisione logica e strategica della Corea del Nord
 
di Ernesto Wong Mestre - Barometro Internacional
 
27/11/2010
 
L’attuale conflitto nella penisola coreana tende ad aumentare a causa delle continue provocazioni sudcoreane condotte con l’appoggio degli Stati Uniti contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC).
 
Nelle ultime manovre militari sudcoreane nel Mar Giallo, partecipano circa 70.000 uomini armati ed equipaggiati con i più sofisticati sistemi bellici. A fronte dell’assenza di questo tipo di manovre militari da parte nordcoreana e delle sue proposte di colloqui bilaterali, la Corea del Sud ha seguito la via delle provocazioni richieste da Washington, proprio quando il governo di Seul si trova in difficoltà politiche riflesse nelle ultime elezioni. A differenza delle manovre precedenti, in quest’ultima occasione sono stati sparati colpi di cannone contro il territorio marittimo della RPDC, il che ha scatenato la risposta dei cannoni nordcoreani contro l’isola militarizzata Yeonpyeong.
 
Vari analisti, citati anche dal leader cubano Fidel Castro nelle sue recenti riflessioni, sostengono che gli USA sarebbero disposti a scatenare una guerra contro l’Iran o la Corea del Nord.
 
Gli obiettivi sarebbero chiari considerando gli interessi del Club Bilderberg, cupola del potere globale imperiale, e le intenzioni manifestate dai falchi di Washington. Gli obiettivi strategici dell’imperialismo yankee sarebbero: fermare i progressi nucleari nordcoreani e lo sviluppo economico cinese. La Cina, infatti, sarebbe coinvolta nell’appoggio alla RPDC (come fece nel 1953) indebolendo l’alleanza sino-russa, tanto nella forza dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), quanto nella stabilità economica e politica raggiunta dall'Associazione degli Stati del Sud-Est Asiatico (ASEAN), cioè i principali competitori economici di Europa e Stati Uniti.
 
In questo quadro strategico c’è anche il tentativo statunitense di riaffermare la propria egemonia nei confronti di Giappone e Corea del Sud, oltre che nei confronti dell’Europa occidentale che per superare la sua crisi si è lentamente vincolata al mondo asiatico.
 
Quanto è successo alla nave da guerra sudcoreana Cheonan, silurata e affondata durante un’esercitazione militare cui partecipavano gli USA, è stata una probabile operazione coperta di auto-aggressione per scatenare una guerra fra le due Coree. Il conflitto è stato evitato grazie alla sapienza millenaria asiatica, la politica cinese e gli allarmi di Fidel Castro.
 
Pertanto, la risposta militare nordcoreana alle provocazioni sempre più pericolose di Corea del Sud e Stati Uniti, è una dimostrazione della determinazione nordcoreana nell'affrontare una guerra in difesa del proprio territorio, inducendo l'abbandono dell’escalation militare.
 
 

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