www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 18-05-11 - n. 364

da www.rebelion.org/noticia.php?id=128509
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Il fondatore di Blackwater crea un esercito di mercenari per gli Emirati Arabi Uniti
 
di Kim Sengupta - The Independent/Uruknet
 
Il fondatore della controversa impresa di sicurezza Blackwater, i cui dipendenti devono affrontare imputazioni per crimini per l'assassinio di civili in Iraq, sta creando una forza paramilitare di mercenari stranieri in Abu Dabi, stando a quanto si dichiara.
 
Combattenti della Colombia e del Sudafrica sono giunti in volo all'emirato, i cui governanti sunniti sono profondamente inquieti per il malcontento popolare relativo alla “primavera araba”, così come per la minaccia dell'Iran sciita.
 
Erik Prince, che ha venduto la sua partecipazione a Blackwater, aveva negoziato un accordo di 529 milioni di dollari per formare un battaglione di 800 effettivi con lo sceicco Mohammad bin Zayed, il principe erede di Abu Dabi, addestrato alla [accademia britannica] Sandhurst, governante di fatto degli Emirati Arabi Uniti.
 
Pare che alcune delle reclute del Sudafrica siano veterani di Executive Outcomes, creata negli anni novanta, tra gli altri, da Simón Mann, un ex ufficiale del SAS britannico, che più tardi fu incarcerato nella Guinea Equatoriale per la sua partecipazione al cosiddetto “golpe Wonga”, il tentativo di far cadere il dispotico dirigente del paese.
 
I documenti dettaglianti l'accordo di Abu Dabi, ottenuti da The New York Times, sembrano mostrare nei particolari come le guardie importate s’incaricherebbero di difendere oleodotti e grattacieli da attacchi terroristici e di soffocare rivolte interne.
 
La legislazione federale statunitense proibisce a cittadini degli Stati Uniti di addestrare truppe straniere, se non ottengono un permesso del Dipartimento di Stato.
 
Mark C. Toner, portavoce del Dipartimento, non ha voluto confermare se l'impresa del Sig. Prince ha ottenuto detta licenza, ma ha affermato che il Dipartimento sta indagando se l’attività di formazione viola o meno le leggi statunitensi.
 
Il Sig. Toner ha segnalato che Blackwater (che ha cambiato la sua denominazione in Xe Services) pagò l'anno scorso 42 milioni di dollari di multe per l’addestramento di truppe straniere in Giordania ed in altri paesi negli ultimi anni.
 
L'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Washington, Yusef al-Otaiba, ha rifiutato di commentare quest’articolo. Allo stesso modo si è negato un portavoce del Sig. Prince.
 
Le clausole del contratto mostrano che il governo di Abu Dabi si è impegnato a fornire armi ed equipaggiamenti alla forza mercenaria ed a provvedere a tutto, dalle carabine M-16 ai mortai, dai coltelli Leatherman alle Land Rovers. Hanno concordato l'acquisto di paracadute, moto, zaini e 24.000 paia di calzini.
 
Il nome del Sig. Prince non appare nei contratti sulla formazione del battaglione. Secondo The New York Times, membri interni dell'organizzazione hanno cercato in qualche occasione di occultare la sua identità, riferendosi a lui col nome in codice di “Kingfish”. Tre vecchi impiegati e due persone vincolate al contratto di sicurezza, hanno descritto al giornale il ruolo centrale del Sig. Prince.
 
Ex membri del SAS britannico e della Legione Straniera Francese fanno parte degli effettivi utilizzati per organizzare corsi in una base per mercenari, situata nella città militare di Zayed. Alcuni di questi istruttori svolsero incarichi in Afghanistan ed Iraq, attratti da salari di oltre 200.000 dollari l'anno.
 
Le insufficienti abilità dei colombiani, hanno fatto sì che il ruolo dei formatori sia stato modificato, diventando partecipazione attiva in future operazioni, unitamente alle loro mansioni. Allo scopo di accrescere la qualità di combattimento della forza mercenaria sono stati portati i sudafricani, compresi quelli che avevano prestato servizio in Executive Outcomes.
 
Un ex membro della Polizia Nazionale Colombiana, di 42 anni, Calixto Rincón, fece parte del primo gruppo di reclute che arrivò all'accampamento.
 
Ora è di ritorno a Bogotà, dopo un'operazione di ernia, ed afferma che il visto fornitogli ha un timbro speciale della branca dei servizi segreti militari degli Emirati Arabi Uniti, quella che sovrintende a tutto il progetto, cosa che gli ha permesso di passare attraverso dogane e posti d’immigrazione senza essere interrogato.
 
“Eravamo praticamente un esercito degli Emirati”, afferma Rincón. “Volevano gente che avesse molta esperienza in paesi di conflitti, come la Colombia”.
 
Ma hanno affrontato gravi restrizioni. “Non ci era permesso nemmeno guardare dalla porta. Eravamo autorizzati unicamente ad uscire per correre al mattino e la sola cosa che potevamo vedere era sabbia da tutte le parti”.
 
Fonte: The IndependentattraversoUruknet:http://www.uruknet.de/?s1=1&p=77733&s2=16
(Tradotto per Rebelion da Loles Oliván)
 

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