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- osservatorio - della guerra - 13-09-11 - n. 376
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Gli Usa pagano un prezzo in denaro e sangue alla Guerra al terrore
di Tom Clonan
Irish Times
08/09/2011
Nel decennio successivo all'11 settembre circa un milione di persone nel mondo hanno perso la vita in quella che oggi è conosciuta come la Guerra globale al terrore. La locuzione "guerra al terrore" fu usata dal presidente George Bush il 16 settembre 2001, a Camp David quando gli Stati Uniti cominciarono a definire la risposta militare agli attacchi di Osama bin Laden a New York e al Pentagono.
Nelle settimane e nei mesi successivi, l'amministrazione Bush lanciò una serie di energici interventi militari e d'intelligence in tutto il mondo. La prima fase iniziò con l'invasione dell'Afghanistan, o Enduring Freedom, nell'ottobre 2001.
Gli obiettivi della guerra erano semplici: rimuovere la leadership talebana a Kabul e negare ad al-Qaeda un santuario fisico all'interno del paese. Gli Stati Uniti miravano a distruggere al-Qaeda e la sua capacità di organizzare operazioni internazionali dal terreno afgano. Cercarono anche di catturare o uccidere bin Laden.
Nel gennaio 2002, gli Stati Uniti diedero inizio alla meno pubblicizzata Operazione Enduring Freedom - Filippine, per distruggere i gruppi terroristici islamisti della Jemaah Islamiyah e di Abu Sayaf che coordinavano le operazioni terroristiche tra Filippine e Indonesia dall'isola di Besilan. Questi gruppi sono stati responsabili di attacchi come gli attentati di Bali del 2005 e sempre in quell'anno della decapitazione di ragazze cristiane in Indonesia.
Nell'ottobre 2002, l'esercito statunitense avviò le operazioni militari africane da Gibuti, istituendo Operation Enduring Freedom - Corno d'Africa, progettata per identificare e distruggere le cellule terroristiche islamiste legate ad al-Qaeda in Etiopia, Somalia, Ciad e Niger.
Quest'operazione venne successivamente ampliata per includere l'Operazione Enduring Freedom - Trans Sahara, che amplia il campo delle operazioni nell'Africa centrale e sub-sahariana. Questa poco conosciuta guerra al terrorismo in Africa è stata combattuta per lo più da migliaia di soldati delle forze speciali statunitensi ed è stata oscurata dalle operazioni militari Usa in Afghanistan, Iraq e Pakistan.
Nel marzo 2003, gli Stati Uniti invasero l'Iraq nell'Operazione Iraqi Freedom. Gli obiettivi di guerra degli Usa in Iraq sono stati meno chiari rispetto a quelli negli altri loro interventi. Come motivazione per attaccare l'Iraq sono stati impiegati rapporti d'intelligence errati e falsi sulle cosiddette armi di distruzione di massa.
La fase iniziale dell'invasione, coinvolgendo circa 200.000 militari della coalizione, fu capace di rovesciare il regime di Saddam Hussein. Saddam fu successivamente catturato, processato e impiccato in Iraq. Ma nessuna arma di distruzione di massa è stata scoperta e l'invasione ha avuto come conseguenza non voluta di rafforzare l'influenza iraniana nella regione.
Un decennio dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti continuano a condurre la loro guerra contro il terrorismo in vari continenti - dal Corno d'Africa e lo Yemen all'Iraq, Afghanistan e Pakistan. La locuzione "guerra al terrore" è entrata nel linguaggio come espressione generica plurivalente, per indicare il disagio dei controlli di sicurezza negli aeroporti fino agli attacchi di droni in Pakistan. Ufficialmente, comunque, la guerra globale al terrorismo è ormai finita. L'amministrazione Obama ha ribattezzato e rinominato la Guerra globale al terrore come Operazione oltremare d'emergenza (Overseas Contingency Operation).
Da marzo 2009, Pentagono e Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sono stati invitati a non utilizzare la dizione Guerra globale al terrore.
In termini di sangue e denaro, le guerre sono state costose per gli Stati Uniti e la Nato. In Iraq, gli Usa ed i loro alleati hanno perso quasi 5.000 soldati. Più di 32.000 sono stati feriti. In Afghanistan, dove la percentuale delle vittime è cresciuta di cinque volte in cinque anni, Stati Uniti e alleati hanno perso quasi 3.000 soldati a cui si aggiungono altri 13.000 feriti.
Più di 10.000 mercenari statunitensi e internazionali - eufemisticamente definiti addetti alla sicurezza (contractors) - sono stati uccisi e feriti in Iraq e Afghanistan.
Il peso di un decennio di guerra sull'esercito di volontari americano è stato grande. Secondo l'US Army Surgeon General, 66.935 soldati statunitensi soffrono di stress acuto da combattimento. Inoltre, il Congressional Research Service degli Stati Uniti ha riportato l'incredibile cifra di 178.876 veterani che hanno subito lesioni cerebrali traumatiche. Quasi 2.000 di questi veterani hanno subito amputazioni e centinaia sono anche morti per ferite autoinflitte o suicidio durante il servizio attivo in Iraq e Afghanistan.
Il tasso di suicidi tra le truppe statunitensi è più che raddoppiato dall'11 settembre 2001. Per i civili, il costo della guerra è stato particolarmente elevato. Mentre le stime variano, la rivista medica britannica The Lancet indica che almeno 655.000 civili iracheni sono stati uccisi durante l'Operazione Iraqi Freedom.
Studi simili suggeriscono che circa 4.000 civili afgani sono morti durante l'operazione Enduring Freedom. Queste cifre includono i morti causati sia dalle truppe della coalizione che dalle forze belligeranti in Iraq e in Afghanistan. La maggior parte delle vittime civili, in entrambi i paesi, sono state provocate dagli insorti.
Il Congressional Research Service degli Stati Uniti, nel suo rapporto di marzo 2011, afferma che l'Overseas Contingency Operation è costata ai contribuenti americani 1.300 miliardi dollari - 130 miliardi l'anno dall'11 settembre. Allo stato attuale, le operazioni militari statunitensi in tutto il mondo costano 386 milioni di dollari al giorno, ovvero 4.000 dollari al secondo. Secondo le stime del Congresso Usa, il conto finale sarà di 1.800 miliardi di dollari.
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