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L'ascesa degli angeli della morte: breve storia dei droni

Chris Cole | brussellstribunal.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
09/10/2014
 
Fin dal 2000/2001 droni Usa Predator hanno svolto missioni di sorveglianza senza armi sull'Iraq come parte dell'operazione "Southern Watch", missione di interdizione del volo dopo la Guerra del Golfo del 1991.



Winston Churchill osserva il lancio di un drone del tipo De Havilland Queen Bee nel 1941. Copyright Imperial War Museum

Parte 1 - I primi anni

Anche se certuni fanno risalire gli antenati degli odierni droni ai razzi V-1 (bombe volanti) della Seconda Guerra Mondiale, o anche all'utilizzo di palloni areostatici riempiti di esplosivo nella metà del diciannovesimo secolo, le reali origini dei droni di oggi risiedono nello sviluppo dei primi aeroplani radiocomandati recuperabili e riutilizzabili degli anni trenta. La Marina Britannica, in cerca di un aereo-bersaglio per le esercitazioni di tiro, sviluppò, a partire da un De Havilland Tiger Moth, un aereo radiocomandato chiamato "Queen Bee" [ape regina, ndt]. Ne furono costruiti oltre 400 esemplari che vennero utilizzati per le esercitazioni di tiro della Marina negli anni trenta e quaranta [1]. Allo stesso modo (e verosimilmente a partire da questo stesso aereo, anche se ciò è discusso) gli Stati Uniti svilupparono un drone radiocomandato per le esercitazioni dell'artiglieria contraerea nei tardi anni trenta.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti cercarono di sviluppare un nuovo drone per le esercitazioni di tiro aria-aria e terra-aria e la compagnia statunitense Teledyne Ryan vinse la gara d'appalto con il suo "Firebee UAV" [UAV: 'unmanned aerial vehicle', in italiano: 'aeromobile a pilotaggio remoto' (APR); comunemente noto come drone]. Utilizzato come drone-bersaglio sin dai primi anni sessanta, il Firebee si è lentamente evoluto, attraverso diverse modifiche, fino a quando non ha cominciato ad essere usato esclusivamente per scopi di ricognizione e raccolta di informazioni.  Un modello appositamente sviluppato per questo scopo, denominato "Bug Lightening", è stato utilizzato in Vietnam e in Asia meridionale nella metà e alla fine del 1960 [2]. Alla fine della guerra del Vietnam 33 esemplari furono consegnati ad Israele, dove sono stati utilizzati per svolgere missioni di sorveglianza durante la guerra del Kippur nel 1973.


Le Forze USA approntano un drone "Pioneer" durante la Guerra del Golfo nel 1991

La successiva generazione di UAV sarebbe, come ha sostenuto Bill Yenne autore di "Birds of Prey", storia dei droni americani,  figlia non delle iniziative americane degli anni 1960, ma delle iniziative israeliane del 1980 [3]. Nel 1970 e nel 1980, mentre gli Stati Uniti persero interesse ai droni da utilizzare per la raccolta di informazioni e per impieghi di sorveglianza (preferendo investire tempo e denaro in satelliti ad alta risoluzione di immagine) Israele divenne leader nello sviluppo dei droni, costruendo un certo numero di differenti droni-spia [4]. Israele ne ha venduti molti al Pentagono, tra cui un drone chiamato Pioneer che può essere lanciato da una nave o da una base militare. Gli Stati Uniti impiegarono subito il Pioneer durante la Prima Guerra del Golfo, dove fu utilizzato in più di 300 missioni [5].

Entra nella nostra breve storia Abraham Karem, "anticonformista"
israeliano, esperto nell'ambito aerospaziale, definito da molti come "l'uomo che ha inventato il drone Predator" [6]. Nel 1974, l'ingegnere aeronautico Karem, lasciò il colosso militare israeliano Israeli Aircraft Industries per mettersi in proprio nella produzione di UAV. Non avendo avuto fortuna nel vendere le sue idee all'esercito israeliano, Karem e la sua famiglia emigrarono negli Usa dove ha continuato a lavorare ai suoi progetti. Nei primi anni ottanta Karem mostrò un UAV costruito nel suo garage alla DARPA che finanziò prove di volo e nel 1985 firmò un contratto con la nuova società di Karem, la Leading Systems, per sviluppare un UAV di maggiore autonomia chiamato Amber [7]. Sebbene Amber abbia volato con successo, a causa di tagli di bilancio il finanziamento al progetto è stato cancellato. Ciò nonostante Karem continuò a lavorare - sviluppando tra l'altro un nuovo, più semplice, UAV basato su Amber chiamato Gnat 750 - gli oneri finanziari indussero Karem e la sua azienda ad essere acquistata e infine assorbita nel 1990 dalla General Atomics, di proprietà dei miliardari Neal e Linden Blue.


L'UAV Amber della Leading System - nonno del drone Predator

Nel 1993 il Pentagono aveva bisogno di mettere in campo rapidamente un drone di sorveglianza per sostenere le forze ONU nella ex Jugoslavia. Fu scelto lo Gnat 750 e nel 1994 i primi Gnat 750 sono stati inviati ad una base operativa della CIA in Albania per operazioni in tutti i Balcani [8].

Visto il successo dello Gnat, la General Atomics ha sviluppato un UAV più grande, basato sullo Gnat e che incorporava le comunicazioni satellitari, denominato Predator. Questo nuovo drone ha avuto il suo primo volo nel giugno 1994 ed è stato impiegato operativamente appena un anno dopo a sostegno della campagna aerea della NATO contro le forze serbo-bosniache. Nel 1999 i Predator sono stati nuovamente impiegati in Kossovo come parte dell'"Operation Allied Force" [Operazione "Forza Alleata", ndt]. Sebbene i droni riuscissero a localizzare gli obiettivi, un problema chiave era il tempo occorrente a comunicare la posizione precisa di un obiettivo ad un aeromobile armato. La soluzione era quella di aggiungere un laser al Predator consentendo in tal modo agli operatori dei droni di "illuminare" con il suo laser un bersaglio che altri velivoli armati avrebbero potuto quindi "vedere" e colpire [9].

Logicamente il passo successivo, secondo il generale John Jumper, allora comandante dell'USAF in Europa (e dopo il 9/11 Capo di Stato Maggiore della Air Force), è stato quello di equipaggiare i droni stessi con gli armamenti [10]. Sentendo che questo avrebbe richiesto cinque anni e sarebbe costato 15 milioni di dollari, Jumper ordinò di farlo in 3 mesi e ad un costo complessivo di 3 milioni di dollari.

Parte 2 - I droni armati vengono valorizzati

Il 16 febbraio 2001, ufficiali dell'aeronautica Usa seduti su un rimorchio nel campo d'aviazione di Indian Springs nel deserto del Nevada trattenevano il fiato allorché il pilota collaudatore Curt "Hawg" Hawes premeva un pulsante sul pannello di controllo [11]. Pochi istanti dopo un missile Hellfire inerte volava da un veicolo aereo senza pilota Predator sopra la loro testa e colpiva un carro armato in disuso a terra a poche centinaia di metri di distanza. Questo è stato il primo lancio in assoluto di un'arma da un aereo senza pilota Predator e gli ufficiali presenti hanno manifestato la loro soddisfazione. Secondo il maggiore Ray Pry, che sovraintendeva ai test, il missile "ha fatto un grande ammaccatura grigia nella torretta - bellissima" [12].



Poche settimane più tardi, è stato effettuato il primo test missilistico "reale". Questa volta - il che è fondamentale - il segnale di lancio dei missili era inviato dal rimorchio al drone Predator tramite un satellite orbitante sulla terra a centinaia di miglia nello spazio. Anche in questo caso i missili "hanno colpito il bersaglio" e il test è stato considerato un successo [13]. Anche se i funzionari dell'Air Force sapevano che c'era ancora del lavoro da fare - tra cui fondamentalmente trovare una soluzione per come colpire un bersaglio in movimento - erano convinti che il loro obiettivo di sviluppare una nuova arma anticarro era sulla buona strada. Pochi sapevano.
Nel periodo immediatamente successivo agli attentati dell'11 settembre 2001, le lotte intestine tra la CIA e il Pentagono su chi sarebbe stato incaricato del finanziamento del costo dei voli dei Predator armati sopra l'Afghanistan (voli non armati erano iniziati nel 2000) "cessò di essere un problema", secondo l'allora direttore della CIA, George Tenet [14]. Nei primi due mesi di operazioni in Afghanistan, alcuni obiettivi, all'incirca 525, sono stati marcati col laser dai Predator e, secondo Pete Singer, autore di Wired for War [Collegato per la guerra, ndt] "i generali che una volta non avevano tempo per tali sistemi, ora ne avrebbero voluto di più" [15].

I voli operativi di Predator armati sopra l'Afghanistan sono iniziati il 7 ottobre 2001 [16] e il primo attacco di un drone Predator ha avuto luogo ai primi di novembre del 2001. I dettagli di questo primo attacco, così come molte delle informazioni relative alle guerre dei droni, sono avvolti nel segreto e nella confusione. Notizie di stampa discordanti indicano l'obiettivo del primo attacco come Mohammed Atef, il cosiddetto capo militare di al-Qaeda (che è stato ucciso con altri 6 o 7 uomini), Mullah Omar, o Mullah Akhund, il numero tre dei talebani [17].

Il generale John Jumper, intervistato da David Kohn per la trasmissione della CBS "60 Minutes", nel 2003, ha riconosciuto che ci sono stati problemi con i missili Hellfire sparati da droni. Come ha scritto Kohn:

"La testata sul missile Hellfire è stata progettata per penetrare la spessa corazza di un carro armato prima di esplodere e non funzionava bene contro obiettivi più morbidi. Jumper dice che avrebbe trapassato l'obiettivo e fatto saltare la terra di sotto. Due mesi dopo l'inizio della guerra in Afghanistan, l'Air Force ha chiamato Chuck Vessels al Redstone Arsenal di Huntsville in Alabama, uno dei pochi ingegneri americani che progetta e costruisce testate. Il suo soprannome è Boom Boom. Vessels era di fronte a un problema difficile: l'Hellfire aveva bisogno di una nuova testata esplosiva, in fretta, per cui non aveva tempo di aprire il missile e ripartire da zero. Ha creato un manicotto esterno che avrebbe proiettato frammenti del missile nell'impatto con gli obiettivi" [18].

Matt Martin, un pilota di droni Predator ha scritto un resoconto personale di quando azionava i droni Usa sopra l'Iraq. Anche lui ha scritto circa le modifiche apportate ai missili Hellfire per il lancio da droni:

"Abbiamo chiamato il terzo [tipo] di Hellfire 'Special K', un regolare modello K con un extra anti-persona ancor più cattivo. Le due cariche, avvolte in un manicotto di acciaio fessurato, esplodendo mandano in frantumi il manicotto lungo le sue linee di fessurazione e proiettano schegge affilate come lame in tutte le direzioni per affettare e ridurre in pezzetti chiunque si trovasse entro un raggio di venti piedi (a seconda della superficie). Anche ciò che si trova fino a una cinquantina di piedi, non può sfuggire alla sua furia" [19].

Secondo Pete Singer, nel loro primo anno di operazioni armate in Afghanistan, i Predator armati hanno "fatto fuori" da soli circa 115 obiettivi [20]. Va sottolineato che sia la CIA e che l'USAF hanno azionato la flotta di Predator armati sopra l'Afghanistan (anche se "flotta" è forse eccessivo per il piccolo numero in funzione in quel momento).

Un anno dopo, nel novembre 2002, ha avuto luogo la prima operazione letale con un drone Predator nello Yemen. Questa volta non c'erano altri aerei coinvolti, solo un Predator controllato da un pilota seduto al Camp Lemmonier a Gibuti. L'obiettivo questa volta era Qa'id Salim Sinan (Abu Ali) al-Harithi, ritenuto uno di quelli dietro l'attacco suicida contro la USS Cole nel porto di Aden nel 2000, che ha ucciso 17 americani. Secondo le informazioni riportate dai mezzi d'informazione, Harithi è stato trovato quando la CIA ha localizzato i segnali da un telefono cellulare, a cui era stato precedentemente associato. Il Predator azionato dalla CIA ha seguito una macchina in cui si trovavano Harithi e altri sei uomini per più di un'ora prima che l'autorizzazione a lanciare l'attacco venisse data dal comandante militare Usa, il tenente generale Michael DeLong. Anni dopo, in un'intervista, DeLong ha ricordato che parlava al telefono con il direttore della CIA George Tenet, mentre guardava il video fornito dal Predator:

"Tenet dice: 'Pensi di deciderti?' E io dissi: 'Mi deciderò'. Lui dice: 'Questo SUV qui è quello che ha a bordo Ali'. Ho detto, 'OK, bene'. Lo sai, 'Sparagli'. Presero la mira e spararono" [21].

Molti considerano questo attacco come la prima uccisione mirata degli Usa utilizzando un drone armato, la prima di molte.


L'equipaggio del Predator manovra i droni Usa dalla base dell'aeronautica di Creech

Dal 2000/2001 Predator disarmati sono stati fatti volare in missioni di sorveglianza sopra l'Iraq come parte dell'Operazione Southern Watch, la missione "no fly zone" in Iraq dopo la guerra del 1991. Almeno tre Predator sono stati abbattuti dal fuoco antiaereo e un altro è stato abbattuto quando un Predator ha lanciato un missile Stinger aria-aria contro un MiG iracheno [22]. Nel 2002 gli Stati Uniti hanno iniziato ad usare Predator armati in Iraq sia per attacco che per ricognizione, puntando i sistemi di difesa aerea portatili nel periodo che ha preceduto l'invasione il 20 marzo 2003. Due giorni dopo che l'invasione è iniziata, un Predator ha individuato e distrutto un sito di artiglieria antiaerea a guida radar nel sud dell'Iraq, è stato il primo attacco di Predator dell'Operazione Iraqi Freedom [23].

Forse l'uso più controverso di droni armati è iniziato nel giugno del 2004, quando c'è stato il primo attacco di un drone Usa di cui si è avuto notizia in Pakistan. Paradossalmente, anche se gli attacchi con i droni in Pakistan sono condotti dalla CIA (e fino a gennaio 2012 non erano né confermati né smentiti [24]), c'è molta più attenzione da parte dei media e informazioni su questi attacchi "segreti" di droni - per la presenza dei media locali - di quanto ce ne sia su quelli che hanno avuto luogo in Afghanistan e in Iraq. I mezzi d'informazione occidentali a volte indicano il Pakistan come il centro delle guerre dei droni, la realtà è che il numero di attacchi di droni avuti in Afghanistan è almeno il triplo di quelli in Pakistan. Nondimeno, gli attacchi di droni Usa in Pakistan sono stati molto controversi in quanto sono visti come una violazione del diritto internazionale.


Il drone israeliano Heron

Anche se Israele non ha mai ufficialmente ammesso di avere o di utilizzando droni armati, resta inteso che Israele ne ha avuto la capacità all'incirca dal 2004. Forse la prova più convincente che Israele usa droni armati viene da un cablogramma segreto dell'ambasciata Usa pubblicato da Wikileaks che dettaglia gli attacchi dei droni a Gaza durante l'operazione Piombo fuso nel 2008/09 [25]. Un cablogramma del 2009 registra i dettagli di una riunione tra funzionari statunitensi e israeliani per discutere le attività dell'esercito israeliano durante l'operazione Piombo fuso. Una sezione del cablogramma riferisce del procuratore generale militare dell'IDF, generale di brigata Avichai Mandelblit dettagliare un incidente in cui 15 persone sono state uccise e 40 ferite:

"l'UAV ha sparato due missili contro gli agenti [due armati del Fronte Popolare], il primo missile ha fallito, ma il secondo ha colpito gli agenti. Il video dall'UAV dell'attacco fornisce la prova che schegge sono entrate nella moschea attraverso una porta aperta. Nonostante la moschea non fosse l'obbiettivo intenzionale, ha detto Mandelblit, le schegge dell'attacco hanno colpito i civili che si trovano all'interno" [26].

Nel 2007, con l'impiego crescente di droni per lanciare attacchi missilistici da parte dei comandanti militari Usa, è stato introdotto in servizio il fratello maggiore del Predator - il Reaper - prima in Afghanistan e poi in Iraq [27].

Il Regno Unito ha iniziato a utilizzare i suoi droni Reaper sopra l'Afghanistan nell'ottobre 2007 e il suo primo attacco ha avuto luogo alla fine di maggio 2008 [28].



Piloti della RAF avevano manovrato droni armati Predator degli Usa sopra l'Iraq dal 2004 come parte della USAF/RAF Combined Joint Predator Task Force (CJPTF) [29]. Secondo il ministero della Difesa del primo attacco armato intrapreso da un pilota della RAF assegnato a questa unità ha avuto luogo alla fine del 2004, colpendo i ribelli vicino alla città irachena di Najaf [30]. Queste operazioni congiunte hanno contribuito a decidere
il Regno Unito di acquisire la propria capacità di UAV armati. Dopo che un Reaper del Regno Unito si è schiantato nel mese di aprile del 2008, altri Reaper sono stati acquistati portando il numero dei Reaper di proprietà prima a cinque e poi nel mese di luglio 2014 a dieci [31].

Mentre al momento della stesura di questo testo si sa dell'uso di droni armati in operazioni militari solo da parte di Usa, Regno Unito e Israele, è probabile che questo cambi presto. L'Italia e la Francia, ad esempio, hanno iniziato a manovrare droni Reaper disarmati nel 2011 e nel 2013 ed è probabile che in un prossimo futuro inizino operazioni armate. Molti altri paesi stanno utilizzando ora droni grandi e piccoli per scopi di ricognizione e di intelligence militare ed è probabile che acquisiscano o sviluppino la capacità di armamenti in un prossimo futuro. Pur avendo solo una storia relativamente breve, i droni armati sembrano avere un grande futuro.

Note:

1) Per maggiori informazioni sul primo sviluppo di droni vedere Dr. Christina Goulter, "The Development of UAV's and UCAV's: The Early Years", in Owen Barnes (Ed.), Air Power - UAVs: The Wider Context, RAF Directorate of Doctrine Studies, 2009.
2) Bill Yenne, Birds of Prey: Predators, Reapers and America's Newest UAVs in Combat, Specialty Press, 2010, p.14
3) Ibid. p, 23
4) Ibid. p.22
5) Michael Hastings, The Rise of the Killer Drones: How America Goes to War in Secret [L'ascesa dei droni killer: come l'America va alla guerra in segreto], Rolling Stone, 16.04.2012.
6) Richard Whittle, The Man Who Invented the Predator, Air & Space magazine, April 2013.
7) JP Santiago, Genesis of the Predator UAV, Tails Through Time, 26/02/2011.
8) Ibid.
9) Dr David Jordan and Ben Wilkins, Unmanned Aerial Vehcile Operations since the 1980s, in Air Power: UAVS: The Wider Context, RAF Directorate of Defence Studies, p.37.
10) David Kohn, The Predator: The Most Valuable Weapon In The American Arsenal?, CBS News, 07.01.2003.
11) Matt j. Martin con Charles W. Sasser, Predator: Il telecomando War Air Control sull'Iraq e Afgahnistan: Una storia del pilota, Zenith Press, 2010, p.20.
12) Sue Baker, Predator Missile Launch Test Totally Successful, Ai Force News Service, 27.02.01.
13) Nella sua testimonianza davanti alla Commissione nazionale sugli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti, il direttore della CIA George Tenet ha affermato che le armi che sparano i test di Predator nel maggio e nel giugno 2001 hanno dato "risultati contrastanti" dichiarando "Mentre la precisione dei missili era eccellente, ci sono stati alcuni problemi con la fusione del missile che ha sollevato interrogativi circa la sua idoneità nei confronti di alcuni obiettivi". Vedere 'Written Statement for the Record of the Director of Central Intelligence Before the National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, March 24, 2004' p.16.
14) Ibid.
15) P.W. Singer, Wired for War: The Robotics Revolution and Conflict in the 21st Century, Penguin: New York, 2009, p.34.
16) Dichiarazione di Tenet. Notare che missioni di sorveglianza non armata avevano avuto luogo sopra l'Afghanistan dal 2000.
17) Stephen Grey, U.S. Kills Al Qaeda Leaders by Remote Control, The Sunday Times, 18.11.2001. Disponibile in http://www.foxnews.com/story/2001/11/19/us-kills-al-qaeda-leaders-by-remote-control.  Vedere anche Chris Woods, Ten years since first deadly drone strike, industry gathers in London, TBIJ, 21/11/2011 and Richard Whittle, How We Missed Mullah Omar, Politico, 16.09.2014.  Altri suggeriscono che il primo attacco di un drone della CIA ha avuto luogo nel febbraio 2002 quando è stato preso di mira un 'uomo alto' che si credeva fosse Bin Laden. Vedere John Sifton, A Brief History of Drones, The Nation, 27/02/2012;
18) David Kohn, The Predator: The Most Valuable Weapon In The American Arsenal?, CBS News, 07.01.2003.
19) Matt j. Martin with Charles W. Sasser, Predator: The Remote Control Air War over Iraq and Afgahnistan: A Pilot's Story, Zenith Press, 2010, p.20.
20) P.W. Singer, Wired for War: The Robotics Revolution and Conflict in the 21st Century, Penguin: New York, 2009, p.35.
21) Chris Woods, 'OK, fine. Shoot him.' Four words that heralded a decade of secret US drone killings ['OK, bene. Sparagli.' Quattro parole che annunciavano un decennio di segreti omicidi dei droni americani], The Bureau of Investigative Journalism, 03.11.2012. . See also Yenne, p.47/48.
22) Cfr Yenne, P48 e Martin, p 21
23) Dr. Daniel L. Haulman, US Unmanned Aerial Vehicles in Combat, 1991-2003; Air Force Historical Research Agency, 09.06.2003.  Vedere anche Keith Somerville, US drones take combat role, BBC News, 05.11.2002:
24) Barack Obama admits US drone strikes on Pakistan, The Telegraph, 31.01.2012
25) Mary Dobbing, Israel and the Drone Wars: Examining Israel's production, use and proliferation of UAVs, Drone Wars UK, January 2014.
26) Vedere A/S POSNER DISCUSSES CAST LEAD INVESTIGATIONS WITH IDF, Wilkileaks.
27) Tom Vanden Brook, Drone attacks hit high in Iraq, USA Today, 29.04.2008;   David Axe, Killer Drone's Iraq Debut, Wired, 25.07.2008.
28) Craig Hoyle, UK cheers the Reaper UAV, Flight International, 16.06.08 www.flightglobal.com/articles/2008/06/16/224622/uk,-cheers-the-reaper-uav.html
29) Barnes, Owen (ed.). Air Power: UAVs: the wider context, Royal Air Force Directorate of Defence Studies, 2009, (p.51).
30)  Craig Hoyle, RAF strikes in Iraq with Predator, Flight International, 08.02.2005.
31) 'MoD: More RAF Reapers Take To The Skies': Ministry of Defence Press Release 03.07.2014


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