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Una nuova irrazionale corsa al nucleare?

Juana Carrasco Martín | juventudrebelde.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

31/01/2015

Gli Stati Uniti sono in rampa di lancio e stanno modernizzando i loro arsenali nucleari. Sembrano dimenticare gli accordi. La Russia è pronta a mantenere lo stesso ritmo. C'è per caso un'altra strada?

Due specialisti del settore, Hans M. Kristensen e Robert S. Norris, ambedue importanti esponenti della Federation of American Scientists (Federazione degli scienziati americani), hanno stimato che a metà 2014, sul nostro pianeta martoriato, erano presenti circa 16.300 ordigni nucleari dislocati in 98 siti di 14 paesi. Di questi, diecimila sono negli arsenali militari e il resto è in attesa di essere smantellato.

Dei diecimila, 4.000 hanno capacità operativa e 1.800 sono in allerta massima, armi pronte all'uso al minimo ordine.

Si parla di 14 paesi che possono scatenare un pandemonio, ma in realtà il 93% di quelle armi di distruzione di massa e gli effetti radioattivi che ucciderebbero anche l'ambiente, sono conservati in due nazioni: Stati Uniti e Russia, più o meno in parità numerica.

Kristensen e Norris affermano che le testate statunitensi sono stoccate in 18 silos - 12 in undici stati del loro territorio, 6 distribuiti in cinque paesi europei. Calcolano, ma senza certezza, che le armi russe sono dispiegate in 40 siti locali.

Lo scenario nucleare, apparentemente dimenticato nelle preoccupazioni terrestri - maggiormente occupate nelle guerre dalla fine incerta in aree geografiche lontane dai "grandi" ed in altre non convenzionali contro un nemico terrorista quasi fantomatico, ma anche mortale - , sta nuovamente alzando il sipario per ricordarci che queste armi sono presenti e schierate, malgrado nel 2009, a Mosca, Barack Obama e l'allora presidente ed attuale primo ministro russo, Dimitri Medvedev, avessero firmato un accordo sulla riduzione delle armi nucleari strategiche che chiamarono Nuovo Inizio [New Start, New STrategic Arms Reduction Treaty, ndt]

Stati Uniti sulla rampa di lancio

Appena cinque anni dopo l'incontro al Cremlino, un impianto vicino a Kansas City, stato del Missouri, nel cuore stesso degli Stati Uniti, si dedica a modernizzare le vecchie armi nordamericane, che siano le testate missilistiche o quelle per il lancio da bombardieri e sottomarini.

Sulla stampa viene definita la "rivitalizzazione dell'era atomica" e, secondo calcoli ufficiali, in 30 anni questa nuova generazione costerà mille miliardi di dollari.

A questa inversione di marcia rispetto a quella che era stata annunciata come la fine dell'uso delle armi nucleari, vengono date queste giustificazioni: accordi politici tra le due potenze dell'Est - Cina e Russia; crisi geopolitiche in Europa, specialmente nelle aree che furono parte di un Patto [di Varsavia, ndt] sciolto del tutto, nonostante continui a vivere e a rafforzarsi la controparte atlantica [Nato, ndt]; l'emergente potere economico e politico della Cina, fino all'espansione di alcuni altri arsenali in paesi non molto "amici", perché su quelli dei loro alleati contano per raggiungere i propri interessi.

Le tensioni crescono, è reale, man mano che il mondo si allontana dagli anni in cui la caduta del socialismo europeo portò ad un mondo unipolare. Ora, la multipolarità si va imponendo e questo sfiora degli interessi che erano diventati egemonici.

Analisti e consulenti politici negli Usa segnalano che questa nuova situazione ha reso politicamente impossibile ridurre gli arsenali nucleari… E se non vengono ridotti, poiché si espandono, quello che si può fare non riguarda la quantità, ma le capacità distruttive ed è ciò che avviene con la modernizzazione.

Con l'impulso e l'influenza dei falchi legati all'industria degli armamenti, abbondano nei media le argomentazioni sul motivo per cui gli Stati Uniti si mantengano in una posizione di potere ed intraprendano una nuova corsa agli armamenti, nonostante l'esistenza di un altro fattore di preoccupazione, ovvero l'altissimo costo monetario, essendo disposti a salire su un treno che a lungo termine deraglierà.

Una menzogna viene scagliata contro chi avanza delle logiche preoccupazioni: la modernizzazione dell'arsenale nucleare lo rende più piccolo, più flessibile, con maggiori capacità. Ma in verità, anche questo [arsenale più piccolo] attenta alla sicurezza reale che richiede "un mondo senza armi nucleari", come auspicava il presidente statunitense all'inizio della sua amministrazione, in un discorso a Praga, benché avesse sottolineato che "quest'obiettivo non sarà rapidamente raggiunto - forse non durante i miei anni di vita. Ciò richiederà pazienza e persistenza".

Il modesto passo fatto con la Russia, cioè tagliare le armi strategiche del 30% entro sette anni (da 2.200 a 1.550 di quelle dispiegate), è malfermo e se a quel tempo i repubblicani obiettarono, ora che controllano entrambe le camere del Congresso rendono permanente l'impianto del Kansas ed altri progetti simili.

Secondo il Monterey Institute of International Studies [Istituto di Studi Internazionali di Monterey], le spese nel 2014 del Dipartimento per l'Energia e della Commissione dell'Energia atomica per la ricerca, lo sviluppo, il collaudo e la produzione di armi nucleari, hanno raggiunto i dieci miliardi di dollari.

Il New York Times pubblicava il 21 settembre 2014 che la stima dell'Ufficio del Bilancio dei piani di ristrutturazione atomica nel prossimo decennio saranno dell'ordine di 355 miliardi di dollari, "ma questo è soltanto l'inizio", afferma, perché dopo dieci anni occorre sostituire i missili, i bombardieri e i sottomarini giunti alla fine "della loro vita utile".
"È lì che ci sono i veri soldi", commentava Ashton B.Carter, ex sottosegretario della Difesa, che è stato recentemente scelto da Obama per dirigere il dipartimento alla Difesa degli Stati Uniti rilevando il "rinunciante" Chuck Hagel - quello che, è certo, prima di assumere l'incarico di capo del Pentagono ha compiuto uno degli atti più drammatici rispetto alla riduzione di queste armi, firmando, con il generale in pensione James Cartwright, la proposta di eliminare 900 testate nucleari attive e 3.500 di quelle stoccate negli arsenali, perché "molto più grandi del necessario".

Si dice che Ashton B.Carter sia ben garantito dai senatori dell'ala conservatrice e guerrafondaia. Dunque il denaro per l'ammodernamento può fluire… di più ancora quando l'impianto atomico del Kansas si presenterà come una grande fonte d'occupazione.

Nei piani del pentagono c'erano 12 nuovi sottomarini lancia-missili, cento bombardieri e 400 missili da terra.

Esiste una sorpresa russa?

Parallelamente, c'è un rafforzamento dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico con una visione più aggressiva verso la Russia, che è circondata da navette spaziali che descrivono uno scudo antimissili e col reclutamento nella Nato dei paesi dell'Europa orientale, dell'Ucraina, alla cui frontiera comune con la Russia si è alzato in modo pericoloso il confronto. Ovviamente la possibile entrata dell'Ucraina nella Nato costituisce una minaccia nucleare contro la nazione russa.

Il panorama restituisce una corsa molto costosa alle armi nucleari, cosa che può rendere lettera morta quel Trattato di Non Proliferazione firmato 47 anni fa da Stati Uniti e Unione Sovietica.

Quando Mijail Gorbachov comunicava alcuni giorni fa all'agenzia Interfax, la sua preoccupazione che gli Stati Uniti stessero spingendo la Russia verso una nuova Guerra fredda, con il rischio di una escalation, diceva: "Tutto quello che viene detto è solo sulle sanzioni degli Stati Uniti e dell'Unione Europea verso la Russia. Hanno completamente perso la testa?" ed aggiungeva: "Gli Stati Uniti si sono completamente persi nella foresta e ci stanno trascinando dentro".

Il 25 dicembre scorso è stata pubblicata una nuova versione della dottrina militare russa che ha lasciato intatto ciò che è relativo alle armi nucleari, armi utilizzate solo in caso d'attacco con armi di distruzione di massa o nel caso di un'aggressione con armi convenzionali che "metterebbe in pericolo l'esistenza stessa dello Stato", ed ovviamente che non prevede alcun attacco preventivo da parte della Russia.

Ma alcuni media osservavano che esiste anche un ammodernamento delle armi nucleari russo per "mantenere il ritmo dell'arsenale statunitense", come scrive il giornale britannico The Guardian. Forse c'è un'altra via da percorrere?

Il giornale menziona il missile balistico Bulava, lanciato da un sottomarino e parla dell'annuncio di introdurre nuovamente i treni per missili nucleari, che rendono mobili i missili balistici intercontinentali su tutto il paese russo, e un nuovo missile da crociera, che la stampa occidentale chiama Iskander-K, la cui esistenza però è stata negata dalle autorità russe.

Anche Londra corre

Il 24 gennaio, migliaia di britannici hanno marciato per due miglia fino al Ministero della Difesa del Regno Unito per protestare contro l'imminente revisione del sistema di difesa nucleare Trident della Marina reale. Le rivendicazioni dei dimostranti erano chiare: Books Not Bombs (libri non bombe).

Soltanto 37 deputati avevano votato al Parlamento contro la modernizzazione di Trident ad un costo di 150 miliardi di dollari o di cento miliardi di sterline. Il programma è stato sostenuto da 364 parlamentari e 250 si sono astenuti.

E' l'antitesi di ciò che pensa la maggior parte degli scozzesi, perché un'indagine condotta da Survation ha provato che il 47% di questi si oppongono al rinnovamento di Trident, il 32% lo sostiene e il 21% ha risposto di non sapere. Il sottomarino portatore del Trident ha la sua base soltanto a 25 miglia ad ovest di Glasgow.

Su questa strada, che implicherebbe un ritorno alla Guerra fredda, alle sue incertezze, alle sue spese inutili a scapito del benessere delle persone nel momento in cui persiste una crisi economica intensa, le prospettive per la sicurezza mondiale non sono promettenti.

La questione è lunga e complessa: potremo un giorno dire Addio alle armi o tornerà alla ribalta l'irresponsabile e sfacciata corsa agli armamenti, senza che siano risolti i problemi dell'enorme popolazione mondiale, tanto urgenti da presentare la possibilità di incontrollabili e caotiche esplosioni sociali di violenza che possono aiutare il terrorismo?


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