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Cambiamento climatico vs minaccia atomica. "Mancano tre minuti a mezzanotte sull'orologio dell'Apocalisse"

Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

04/07/2015
 
Sessantacinque premi Nobel si sono  incontrati  a Mainau, sul Lago di Costanza, nel sud della Germania per la conferenza annuale degli insigniti dall'onorificenza svedese, sponsorizzata dalla Fondazione Lindau.

Tra i finanziatori dell'iniziativa della Lindau e dei Nobel ci sono Lockeed Martin, Deutsche Bank, UBS, Bayer, Merck, Novartis e Microsoft.

Il cambiamento climatico era l'argomento all'ordine del giorno. L'incontro si è svolto in gran parte come riunione tra scienziati. Non c'è stata alcuna dichiarazione, nè dibattito scientifico sulle più ampie questioni della guerra e della pace. (Vedi programma)

La "Dichiarazione di Mainau del 2015 sul Cambiamento Climatico" paragona la minaccia del cambiamento del clima a quella della guerra atomica all'apice dell'era della Guerra Fredda.

Secondo i Premi Nobel, la minaccia della guerra atomica è ormai riferibile ad un'epoca passata. La guerra nucleare non è più la minaccia prinicipale, il cambiamento climatico è "una minaccia di paragonabile grandezza"

La minaccia all'esistenza del genere umano rimane, ma ha assunto una foma differente:

"Circa 60 anni fa, qui a Mainau, una simile conferenza di Premi Nobel per le scienze stilò una dichiarazione sui pericoli delle nuove scoperte tecnologiche in tema di armi nucleari - una tecnologia derivata dai progressi della scienza applicata. Sebbene abbiamo scongiurato la guerra nucleare, una minaccia rimane. Noi crediamo che il nostro mondo oggi deve affrontare un'altra minaccia di paragonabile grandezza" (1)

Mentre il Cambiamento Climatico è l'oggetto della discussione, i Premi Nobel sono silenti sulle guerre in corso degli USA e della Nato e sui crimini di guerra commessi dall'Alleanza Militare Occidentale in Africa, in Medio Oriente ed Asia centrale, per non citare gli effetti destabilizzanti della guerra economica.

Nel mentre, il Pentagono suona i tamburi di guerra. Le recenti minacce dell'Amministrazione Obama di usare le armi nucleari secondo una tattica di primo colpo preventivo non solo contro la Russia ma anche contro diversi stati privi di armi nucleari nel Medio Oriente è stata sfortunatamente ignorata dai Premi Nobel. La dislocazione di Forze USA-NATO è in corso simultaneamente in diverse regioni del mondo.

Mentre uno scenario da terza guerra mondiale con l'impiego di armi nucleari a scopo preventivo è stato sull'agenda del Pentagono per più di dieci anni, gli strateghi militari sono oggi coinvolti nella preparazione di un reale attacco contro la Russia, incluso il dislocamento di sistemi missilistici e forze di terra NATO nel territorio ucraino.

L'orologio dell'apocalisse

Il Bollettino degli Scienziati Atomici (The Bulletin of Atomic Scientists - BAS) che storicamente fu l'avvisatore dei pericoli della guerra nucleare ha mutato la sua narrativa. Secondo il BAS, la guerra nucleare è oggi meno che una minaccia in confronto all'epoca della Guerra Fredda:

"Oggi, la incalcolabile possibilità di un annientamento nucleare come effetto di un attacco deliberato di Stati Uniti o Russia ad altri paesi sembra una cosa del passato"

Il nocciolo della questione è che nessuno dei segnali di allarme dell'era della Guerra Fredda attualmente sembra prevalere. Questa impostazione non tiene però in nessun conto la dottrina USA della guerra preventiva che include l'uso di un primo attacco nucleare come strumento di immediata pacificazione, così come formulata nel 2001 nella Nuclear Posture Review.

Il cambiamento climatico e la guerra nucleare sono ora presentati fianco a fianco nell'orologio dell'Apocalisse del Bullettin of Atomic Scientists. La guerra atomica non è più la sola minaccia principale. (http://thebulletin.org/press-release/press-release-it-now-3-minutes-midnight7950 n.d.t.)

Mancano tre minuti a mezzanotte

"2015: Cambiamento climatico non controllato, evoluzione degli armamenti nucleari globali e smisurati arsenali nucleari pongono in essere una straordinaria ed evidente minaccia all'esistenza dell'umanità e i leader mondiali non hanno agito con la rapidità richiesta per proteggere i loro cittadini da una potenziale catastrofe. Questi fallimenti della leadership politica mettono in pericolo ogni persona sulla Terra"

Nonostante modesti sviluppi positivi nell'arena del cambiamento climatico, gli sforzi attuali sono assolutamente insufficienti a prevenire un catastrofico riscaldamento della Terra. Nello stesso tempo, Stati Uniti e Russia si sono imbarcati in un programma di aggiornamento delle loro armi nucleari - violando in questo modo gli esistenti trattati sulle armi nucleari.

L'orologio oggi scandisce il suo ticchettio a soli tre minuti dalla mezzanotte dell'Apocalisse perchè i leader mondiali mancano di osservare il loro dovere più importante  - assicurare e preservare la salute della civiltà umana."

Mele ed arance

Cambiamento climatico vs. Guerra Atomica, "Una minaccia di paragonabile grandezza" secondo i Premi Nobel.

La valutazione scientifica del cambiamento climatico si focalizza sull' "impatto delle attività umane" sul clima e sull'ecologia della Terra. Stiamo parlando di un processo complesso a lungo termine, che coinvolge valutazioni e misurazioni scientifiche.

Contrapponendo casualmente il cambiamento climatico e la guerra atomica, gli scienziati del BAS e i Premi Nobel stanno essenzialmente "paragonando tra loro mele ed arance".  E' un fondamentale equivoco sulla natura della causa, che serve a distrarre la pubblica opinione dai pericoli imminenti di una guerra planetaria.

Mentre la decisione di lanciare un attacco nucleare contro un nemico conosciuto può essere presa nel giro di minuti, - per esempio con la decisione del Presidente degli USA e Comandante in Capo delle forze armate - le cause, le tendenze sottostanti nel tempo e le politiche che interessano il cambiamento climatico sono di tutt'altra natura.

Nell'epoca post-Guerra Fredda, la guerra nucleare divenne un affare multimiliardario che ha riempito le tasche dei committenti della Difesa degli Stati Uniti. La posta in gioco è la completa "privatizzazione della guerra atomica". Guerra e conflitto nucleare sono il risultato di decisioni politico-militari concrete in risposta a potenti interessi economici.

Dall'altro lato il riscaldamento globale non viene scatenato "spingendo un bottone" a livello politico. (Con l'eccezione della geoingegneria utilizzata come arma di guerra).

La campagna contro la guerra ed il conflitto nucleare è virtualmente morta sin dall'invasione dell'Iraq nel 2003.

La posta in gioco per il movimento pacifista è quella di avversare i processi decisionali presi ai più alti livelli di apparato del governo USA, inclusi il Dipartimento di Stato, il Pentagono e i funzionari dell'intelligence. C'è urgenza di fare ciò? Si, c'è urgenza.

Oggi, gli USA e la NATO stanno conducendo simultaneamente guerre di aggressione in diverse regioni del globo, accoppiandole con processi di destabilizzazione politica e ristrutturazione. Sotto l'influenza di potenti imprese finanziarie, le economie nazionali vengono indebolite e distrutte, larghi settori della popolazione mondiale vengono impoveriti.

Queste azioni condotte all'interno della sfera economica sono basate su un deliberato processo di manipolazione finanziaria. Il Pentagono, la NATO, il Fondo Monetario Internazionale e Wall Street lavorano in tandem. Siamo di fronte ad un processo composto di decisioni coordinate che coinvolgono sia le sfere economiche che quelle politiche e militari. La chiamano guerra e "finanza di guerra".

Al fine di distrarre l'attenzione della pubblica opinione sui reali pericoli della terza Guerra Mondiale, i mezzi di comunicazione mainstream mantengono i loro occhi unicamente incollati sul pericolo imminente del cambiamento climatico.

Benchè quella del cambiamento climatico sia di per sè un'importante questione, in questo momento della nostra storia, è essenziale che la gente comprenda la logica delle guerre di egemonia degli USA, camuffate sotto l'etichetta di operazioni antiterrorismo. Nessuna guerra può essere "umanitaria". Queste guerre sono invece guerre economiche, guerre per la conquista di un'egemonia economica.

La campagna propagandistica consiste nel presentare il riscaldamento globale come l'unico pericolo per l'umanità, con lo scopo di minimizzare la percezione dell'opinione pubblica circa i pericoli delle guerre e delle guerre nucleari, le quali sono inevitabilmente associate ad un processo globale di ristrutturazione economica neoliberista e conseguente impoverimento.

Nel suo discorso all'accademia militare di West Point, il 28 maggio 2014, il Presidente Obama ha detto: "Io credo nella primazia dell'America con ogni fibra del mio essere" Obama ha ribadito la sua linea politica per cui "l'America deve sempre rimanere alla guida dello scenario mondiale" e che "la spina dorsale di questa leadership sarà sempre la forza militare". La primazia americana basata sulla potenza, non sulla diplomazia, sul potere della violenza non su quello del convincimento è precisamente quella ubris, quell'arroganza che può condurre alla fine dell'umanità. La determinazione di Washington di impedire la crescita di Russia e Cina, così come impostata nelle dottrine di Wolfowitz e Brzezinsky, è la vera ricetta per una guerra nucleare.

C'è un bisogno disperato che i Presidenti di USA, Russia e Cina affermino davanti ad alti consessi pubblici che l'esistenza di armi nucleari crea la possibilità del loro uso, e che il loro uso in guerra può significare l'estinzione della razza umana. Dal momento che le guerre nucleari non hanno vincitori, le armi nucleari vanno bandite e distrutte prima che distruggano tutti noi. (Steven Starr, Global Research, giugno 2014).

Durante l'era della Guerra Fredda, la dottrina della "reciproca distruzione assicurtata" era prevalente. USA ed URSS capirono che l'uso delle armi nucleari poteva condurre all'irradiazione del globo ed all'olocausto nucleare.

Alla fine della Guerra Fredda, questa concezione dei pericoli della guerra nucleare terminò la sua egemonia. Anzi, il Pentagono ha di recente pubblicamente esternato la sua dottrina di un "primo colpo" nucleare contro la Federazione Russa  in risposta all'asserita aggressione russa contro l'Ucraina.

Non dovremmo allora essere preoccupati? Non è allora forse vero che una guerra nucleare è molto più pericolosa del riscaldamento globale?

Se queste aggressioni nucleari degli USA venissero poste in essere, l'umanità potrebbe venir precipitata in una Terza Guerra Mondiale che potrebbe potenzialmente essere l' "ultima guerra" sul pianeta Terra.

Note: 

(1) La dichiarazione di Mainau sui pericoli del cambiamento climatico è stata sottoscritta da 36 dei 65 Premi Nobel presenti.


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