www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 12-07-15 - n. 552

Nuovo manuale di guerra del Pentagono

Manuel E. Yepe | alainet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/07/2015

Proprio quando sembrava che il discorso ufficiale sulle politiche di governo degli Stati Uniti avesse raggiunto l'apice del paradosso, dell'autocompiacimento e delle incongruenze, il Pentagono ha pubblicato il suo "Manuale sulle Leggi della Guerra" ("Law of War Manual"), che stabilisce la condotta giuridica a cui deve attenersi il proprio personale di servizio, di tutti i settori, durante le operazioni militari. In un articolo valutativo di questo nuovo strumento giuridico del Pentagono, diffuso dal blog TheAntiMedia e da Anti-Media Radio, la scrittrice e giornalista Claire Bernish qualifica il Manuale come "agghiacciante".

"Anche se la voluminosa pubblicazione di 1.180 pagine a interlinea uno, è più secca del pane raffermo - dice la giornalista - contiene un gran numero di voci allarmanti che meritano più di una attenta lettura".

Bernish segnala che questo Manuale, sul quale si è lavorato per 25 anni, costituisce la prima modifica integrale delle leggi che regolavano, dal 1956, le politiche di guerra del Dipartimento della Difesa statunitense.

Uno dei cambiamenti significativi è quello relativo ai giornalisti che, "anche se di solito sono civili, spesso sono membri di forze armate o belligeranti, senza privilegi", locuzione quest'ultima che a quanto pare sostituisce - chissà con quale intenzione - quella di "combattenti illegali", utilizzata nell'era di George W. Bush per definire i sospetti terroristi che si facevano passare come giornalisti, sottolinea Bernish.

La giornalista ritiene che a livello puramente superficiale, l'esistenza di un manuale di leggi che regolino il comportamento di un paese in tempi di conflitto, indicherebbe l'adozione di una condotta rispettabile, che escluderebbe violazioni dei diritti umani, ma "in questo caso ciò si verifica solo a livello tecnico, poiché il contenuto delle istruzioni per l'uso, smentisce questa cosa e identifica il governo degli Stati Uniti come il più bellicoso e arrogante del pianeta."

Un esempio di quanto detto è ben documentato nella circostanza dell'utilizzo di uranio impoverito da parte degli Stati Uniti durante la guerra in Iraq e nel periodo immediatamente successivo, che ha lasciato per decenni una sequela di migliaia di vittime civili irachene con deformità fisiche mostruose. Questo fatto è stato categoricamente condannato in tutto il mondo, nonostante ciò il nuovo Manuale definisce l'utilizzo di armamenti a base di uranio impoverito come "legale".

Dal 2004 ad oggi il tasso di malformazioni congenite nella città irachena di Falluja ha superato quello delle bombe atomiche sganciate crudelmente dagli Stati Uniti sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki 55 anni fa, quando l'Impero nipponico aveva già annunciato la sua volontà di arrendersi.

Allo stesso modo, le bombe a grappolo vietate a livello internazionale figurano nell'elenco del Manuale come armi da usare secondo regole specifiche, poiché potrebbero risultare necessarie per l'adempimento degli obblighi che vengono dati agli USA dal diritto internazionale".

L'autrice ricorda che quanto detto sopra elude il fatto che la Convenzione sulle bombe a grappolo è stata firmata da 116 paesi e soltanto Stati Uniti e Arabia Saudita, in tutto il mondo, non hanno aderito.

L'autrice mette in evidenza il paradosso che gli Stati Uniti permettano l'esportazione di armi proibite dalla comunità internazionale, con la sola condizione che l'acquirente si impegni a utilizzarle unicamente contro obiettivi militari,  "con il minimo danno per i civili innocenti". Frequentemente, queste bombe non esplodono per mesi o anche decenni, dopo che la bomba madre è caduta. I bambini spesso vengono mutilati o uccisi quando le trovano e le confondono con giocattoli. Questa circostanza ha portato all'attenzione il problema dopo l'annuncio delle recenti vittime civili delle bombe a grappolo fornite da Washington in Yemen, in seguito al quale il Pentagono ha annunciato che avrebbe investigato sul caso e promesso che, dal 2018, sarebbe cessata l'esportazione di armi di questo tipo.

Quest'ultima affermazione contraddice, secondo Bernish, gli interessi di Washington, perché nel Manuale appaiono elencate come lecite all'uso le bombe a grappolo da parte delle forze armate degli Stati Uniti.

Le bombe di grappolo e l'uranio impoverito sono appena due esempi delle molte questioni ammesse nel Manuale che generano una gran quantità di domande invece delle risposte categoriche che ci si aspetterebbe dal suo ampio titolo. Classificati come "legali" appaiono inoltre altri dispositivi come le mine, le armi nucleari, le trappole esplosive camuffate, gli erbicidi, le armi laser (accecanti o non), le incendiarie e le armi a frammentazione, tra le altre, che meritano un chiarimento.


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