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- osservatorio - economia - 28-01-08 - n. 212
Capitalismo nel caos
Daphne Liddle
25/01/2008
Gli esperti presagivano che lunedì scorso sarebbe stato un lunedì grigio, probabilmente tra i peggiori dell'anno, ma il giorno successivo i quotidiano lo hanno definito un lunedì nero, poiché il lungo atteso crollo delle quotazioni azionarie era cominciato, in tutto il mondo.
E' iniziato nell'Estremo Oriente con la discesa del 4% dell'indice Nikkei, sempre soggetto a forti oscillazioni. Il panico si è diffuso in Europa e alla fine della giornata la maggior parte delle borse europee avevano perso tra il 4 e il 7%. L'FTSE di Londra ha perso il 5,5%.
Il Dow Jones americano è stato risparmiato dal primo giorno di crollo azionario, perché era festa nazionale, dedicata alla memoria di Martin Luther King.
La Federal Reserve americana, temendo che il Dow Jones precipitasse all'apertura dei mercati, ha deciso per la riduzione del tasso di interesse dello 0,75%, portandolo al 3,5%, nel tentativo di ripristinare la fiducia, incoraggiando gli scambi.
La misura ha avuto un modesto e transitorio effetto su Londra: l'indice di borsa, l'FTSE, martedì ha recuperato la metà della perdita del giorno precedente, ma solamente per ripiombare di nuovo mercoledì del 2%.
Lo stesso Dow Jones è sceso di 2 punti percentuali mostrando l'inefficacia della misura antipanico della Federal Reserve.
Lunedì ha segnato l'apice di una fase acuta ma le azioni avevano già iniziato la loro discesa e l'FTSE aveva perso dall'inizio dell'anno il 13%. Aspettative circa un globale e inesorabile crollo dei mercati si era ventilato fin dall'incidente dei sub-prime statunitensi dell'autunno scorso in cui banche di tutto il mondo hanno perso parecchi danari.
I veri sconfitti sono i due milioni di lavoratori americani con le loro famiglie che hanno perso le loro case avendo sottoscritto mutui a condizioni impossibili, vendutigli da squali capitalisti che non pensavano di rimetterci perché avrebbero comunque potuto rifarsi sulla proprietà nell'ipotesi di insolvenza.
Ma il fiume di pignoramenti ha fatto precipitare il mercato immobiliare statunitense e le banche ci hanno perso pesantemente.
Le cause
Il crollo dei sub-prime non costituisce la causa della crisi, ma è solo un esempio estremo della politica economica prevalente in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Australia e nel Canada. Sulla classe lavoratrice viene fatta pressione perché sostenga il lato della domanda globale del business indebitando gravemente i guadagni futuri.
Ciò ha costretto i lavoratori a lunghe ore di straordinario, ha limitato il loro tempo per le famiglie e causato problemi di salute fisica e psicologica.
I lavoratori hanno già speso i guadagni futuri che non possono spendere nuovamente a suon di tassi di interesse che non consentono di aumentare la capacità di consumo.
L'aumento dei prezzi del cibo e del carburante ridurranno ulteriormente il potere d'acquisto dei lavoratori tutti circa il globo.
Un capitalista americano ha ammesso che il taglio dei tassi di interesse non possono risolvere il problema, semmai posporlo di alcuni mesi.
Vi sono capitalisti che si illudono che si tratti semplicemente di una mancanza di fiducia e che se alimenteranno prospettive positive potranno evitare il disastro imminente.
Ma rapida espansione e crisi sono fattori connaturati al modo di produzione capitalista. La spesa in disavanzo, dei governi come dei consumatori, non può che rimandare solamente l'inevitabile e anzi peggiorarlo.
Altri dichiarano che gli USA sono già in recessione e la Gran Bretagna non è lontana.
Ironicamente alcuni di questi capitalisti cercano la salvezza nei legami commerciali con l'economia in espansione cinese. Questi adoratori del libero mercato stanno cercando la liberazione nell'economia pianificata di un governo comunista.
Il capitalismo è un sistema fallace, instabile e pericoloso che può solamente gettare nella miseria chi lo subisce, in special modo la classe operaia.
Il socialismo, ossia un'economia pianificata dai lavoratori e progettata per soddisfare le necessità delle persone, è l'unico sistema che può portare pace e prosperità.
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare