www.resistenze.org - osservatorio - economia - 20-03-08 - n. 220

Banche, mutui e ipoteche sul futuro
 
di Davide Rossi
 
A novembre ’07 Giovanni Colombo ha scritto egregiamente per “aurora” (www.aurorarivista.it) sulla casta dei banchieri. L’insuperabile Bertolt Brecht si domandava: “Che cos’è rapinare una banca, al confronto con il fondarne una?”, mai domanda è stata meglio posta. Il collasso di parte del sistema bancario statunitense sta portandosi dietro nel gioco dei gorghi concentrici il sistema bancario, speculativo e finanziario dell’intero Occidente, rendendo ogni giorno più evidente il drammatico declino anche dell’Europa.
 
Zapatero, che ha ridotto i diritti dei lavoratori, che ha promosso edilizia e grandi opere fondando su questi due settori il presunto “miracolo” economico spagnolo, da serafico vincitore delle elezioni cerca di regalare nuovi sogni, ma dovrebbe ben sapere che case, ferrovie e autostrade non si possono costruire all’infinito e il risvolto sarà la crisi dell’edilizia e la disoccupazione per operai dei cantieri e del settore delle costruzioni, in più i cittadini iberici hanno sottoscritto mutui di 50 anni, i primi nel vecchio continente, onorabili a duro prezzo in un contesto di crisi. La Spagna rischia quindi di raccogliere l’amarezza della disillusione da un sogno troppo allegramente sognato.
 
La questione delle banche e dei banchieri pesa su tutta l’Europa. Agghiaccianti e sempre attuali le parole della “USA Banker's Magazine”, ovvero la “Rivista dei banchieri americani” in data 25 agosto 1924: “Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
 
Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.” Poco da aggiungere, se non che quella divisione artefatta tra partiti simili già esistente gli USA è ora di casa pure in Europa, la grande coalizione è l’orizzonte di un bipolarismo monocefalo, intanto in pochi centri di potere, multinazionali e militari si prendono le decisioni più importanti, gli stati nazioni hanno sempre meno capacità di manovra, le nubi continuano a correre sopra il nostro cielo.