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- osservatorio - economia - 28-07-08 - n. 238
traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
L'ingordigia del G8 affama milioni di persone
di Daphne Liddle
I leader del G8 si sono riuniti a Hokkaido, in Giappone, la scorsa settimana (7-9 luglio 2008). All'ordine del giorno: l'aumento globale dei prezzi delle derrate alimentari e del carburante.
I grandi della terra hanno cominciato i lavori con un lauto pranzo a 6 portate, seguito qualche ora più tardi da una ancor più lauta cena di 18 portate. Nella prima sessione hanno espresso "profonda preoccupazione" per l'aumento dei prezzi degli alimenti e la necessità di ridurne la "domanda superflua". Il Primo ministro Gordon Brown aveva appena rivolto al pubblico britannico un appello a non sprecare cibo.
Alcune ore più tardi, nel primo giorno di conferenza, ai capi dell'imperialismo economico mondiale è stato servito un pasto luculliano con 24 diversi piatti.
Nel frattempo i leader di vari Paesi africani dove le carenze alimentari provocano la fame, tra cui Etiopia, Tanzania e Senegal, sono stati esclusi dai banchetti organizzati dagli ospiti giapponesi.
Si consideri che questo G8 viene tre anni dopo quello di Gleneagles in cui i ricchi si erano impegnati ad aiutare i poveri di tutto il mondo. Ma dai leader del G8 non giunge altro che la solita offerta di un generico pacchetto di aiuti: sosterranno il miglioramento delle infrastrutture agricole come l'irrigazione, il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione e il controllo di qualità, avendo cura contemporaneamente di sviluppare sistemi per la sicurezza alimentare.
Queste offerte peraltro arrivano solo dopo gli accordi commerciali della Cina popolare con diverse nazioni africane, che non aspirano certo all'ambizione imperialista di privatizzazione sfrenata e all'apertura al mercato globale delle economie più vulnerabili.
Paradossalmente la Cina, ora grande forza economica mondiale, non è stata invitata al G8 come membro effettivo, e neanche l'India. Questi paesi sono intervenuti assieme ai leader del Sudafrica, del Brasile e del Messico, per una sessione allargata del G8. Il presidente cinese Hu Jintao ha incontrato il primo ministro indiano Manmohan Singh per colloqui bilaterali sulle questioni globali. In qualità di maggiori paesi in via di sviluppo, Cina e India condividono il compito di sviluppare l'economia, migliorare le condizioni di vita, salvaguardare la pace mondiale e promuovere lo sviluppo comune, ha detto Hu Jintao.
Le due nazioni sono chiamate a fronteggiare sfide comuni, come il cambiamento climatico, l'energia e la sicurezza alimentare, le trattative sugli accordi di Doha nell'Organizzazione mondiale del commercio.
Anche il Presidente russo Dmitry Medvedev è stato escluso dal vertice del G8, dimostrando che le grandi potenze imperialiste non sono più certe della Russia come lo erano ai tempi di Eltsin.
Continuando di questo passo fra non molto le più grandi potenze economiche del pianeta saranno tutte escluse dal G8. Il potere di questa organizzazione è d'altronde già in netto declino, lo dimostra il suo appello all'ONU per invocare sanzioni nei confronti dello Zimbabwe e che troverà certamente il veto di Russia e Cina.
Né è realistico l'impegno dei leader del G8 di ridurre le emissioni di gas serra del 50%, poiché è condizionato dall'adesione, in uguali percentuali, di Cina, India e dei paesi poveri dell'Africa che non sarebbero propensi ad accettare poiché non si ritengono responsabili della situazione esistente provocata dalle economie industrializzate; inoltre non vogliono sottoscrivere impegni che impediscano di raggiungere i livelli di produzione indispensabili per sfamare, vestire e abitare le loro popolazioni affamate.
Il maggior risultato raggiunto da questo G8 è stato di dimostrare la sua crescente irrilevanza. Non è in grado di risolvere problemi globali: i prezzi degli alimenti e del carburante continueranno ad aumentare, a causa delle speculazioni più che per una reale penuria.
Non è riuscito a indirizzare la produzione delle grandi distese di terreni agricoli ora ceduti alla produzione di biocarburanti, anche se un rapporto riservato della Banca Mondiale ha stimato che ciò determinerà un aumento globale dei prezzi delle derrate agricole del 75%.
Il vertice del G8 non può fare nulla per arrestare o mitigare le prossime crisi economiche.
Sicuramente non farà nulla per il popolo della Gran Bretagna, che secondo le relazioni trimestrali della Camera di Commercio sta patendo una vera e propria recessione e dove la crisi finanziaria ha colpito tutti i settori dell'economia. Migliaia di lavoratori sono già a casa.
Fuori dai confini occidentali, Cina, India, Russia e tutti i popoli del Terzo Mondo esclusi dal vertice hanno dato vita a un incontro meno formale ma ben più proficuo del G8, che ci restituisce un raggio di speranza.