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- osservatorio - economia - 06-11-08 - n. 249
da New Workeron-line- http://www.newworker.org
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
06 Novembre 2008
Cattive notizie per il capitalismo
di Daphne Liddle
Il governo ungherese questa settimana è andato a supplicare il Fondo di crisi dell'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale per ottenere dei prestiti di salvataggio volti a scongiurare un crollo finanziario. Non sono i primi e non saranno gli ultimi, in un momento in cui la crisi capitalista si diffonde in tutto il mondo. L'Islanda è stata la prima. Ora le ex repubbliche sovietiche del Baltico e l'Ucraina sono sull'orlo del collasso finanziario. Il Pakistan chiede all'Arabia Saudita di differire i pagamenti del petrolio per evitare al paese di essere inadempiente nella restituzione degli attuali prestiti internazionali.
Coloro che hanno sostenuto che il capitalismo è l'unica via, non sono capaci di indicare nemmeno un paese in cui funzioni il sistema capitalista, che è invece sfruttamento e oppressione. I guru nel campo dell'economia che predicavano il "libero mercato", cantando inni di lode ai ricchi, ora predicano le virtù di John Maynard Keynes e la bontà dell'intervento del governo per salvare il sistema bancario internazionale e preservare gli sproporzionati patrimoni dei ricchi capitalisti, industriali e proprietari terrieri del mondo imperialista.
La loro chiara intenzione è quella di far pesare l'intero onere della crisi globale sui lavoratori. I lavoratori dell'industria, dei servizi e dell'agricoltura che producono l'intera ricchezza del mondo, saranno dissanguati per continuare a garantire una vita parassitaria di ozio e di svago ai ricchi. Ma solo se noi lo permetteremo.
Il Socialismo è l'unica via d'uscita dalla crisi, perché la crisi può essere risolta solo se mettiamo fine una volta per sempre all'intero sistema di sfruttamento. Ciò che scrissero Marx e Engels, per cui lottarono più di 100 anni fa, è tutt'ora valido. I lavoratori nelle fabbriche, nel terziario e nell'agricoltura producono l'intera ricchezza del mondo, ma al di fuori dei paesi socialisti ricevono solo una frazione di questa ricchezza. Il sistema capitalista è moribondo e in bancarotta ma non se ne andrà senza una massiccia pressione rivoluzionaria per il cambiamento. Costruire il movimento comunista in Gran Bretagna e nel resto del mondo accelererà l'arrivo di quel giorno.