www.resistenze.org - osservatorio - economia - 20-11-08 - n. 251

da http://transitional.pww.org/article/view/13872/
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Marx aveva ragione
 
Editoriale del People's Weekly World
 
10/17/2008
 
Solo ieri gli ideologi del libero mercato ballavano sulla tomba di Karl Marx con grida sprezzanti: "l'avidità è buona" e "TINA, TINA" [acronimo di "There Is No Alternative" to capitalism, ossia "non vi è alcuna alternativa al capitalismo", NdT]. Quegli uomini grassi sghignazzavano sdegnosi agli ammonimenti di Marx che ci ha insegnato come il capitalismo si basa sullo sfruttamento dei salariati, come i lavoratori producono plusvalore, come si genera la "sovrapproduzione" da cui scaturiscono le crisi periodiche – alcune lunghe e profonde – risolvibili solo con il Socialismo.
 
Questi ideologi si aggrappavano all'illusione che il capitalismo fosse il "migliore dei mondi possibili", cecità espressa in epoca recente, non più di due settimane, da John McCain quando affermava che le "basi dell'economia sono salde".
 
Ma solo l'altro giorno, l'economista David Macke ha potuto osservare il crollo finanziario che si diffonde come una reazione termonucleare a catena. Invitato a suggerire le azioni necessarie per fermare la distruzione, ha risposto: "Se a fine giornata, viene socializzata una parte consistente del sistema finanziario, potrebbe funzionare." Improvvisamente il "socialismo" è necessario per evitare una catastrofe! Chi è Macke? Un economista di JPMorgan Chase, una delle maggiori banche transnazionali del mondo.
 
Ma il "socialismo" alla Macke non ha nulla a che fare con quello di Marx, in cui i lavoratori detengono i mezzi di produzione, comprese le banche, e operano nell'interesse collettivo. Macke vorrebbe "socializzare" i crediti inesigibili, costringendo i lavoratori a sopportare l'onere del salvataggio di Wall Street. I profitti continuerebbero ad affluire nelle casse dei ricchi, lasciando al palo milioni di persone che hanno perso la casa, il lavoro, l'assistenza sanitaria e gli accantonamenti pensionistici.
 
Dobbiamo rivendicare come nessun salvataggio sia utile per noi.
 
Questa posizione, riassunta nel "richiamo al senso comune", è stata assunta da una coalizione guidata dai leader dei principali sindacati. Il capitale del governo federale, proveniente dai danari delle nostre tasse, può essere stanziato solo a patto che Morgan Chase, Citigroup, ecc, accettino una moratoria sulle ipoteche e sugli sfratti. Bisogna indurre le banche ad investire in un programma per il lavoro in chiave ambientalista che rilanci l'economia e ristrutturi l'industria, l'agricoltura e le infrastrutture nazionali al fine di ridurre drasticamente l'emissione di gas a effetto serra. Occorre fare si che le banche investano nella ricostruzione della costa del Golfo, in particolare New Orleans. Questo programma non è il socialismo, ma è un passo verso il principio democratico socialista, per cui "ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo il suo lavoro".