www.resistenze.org - osservatorio - economia - 01-02-09 - n. 259

da Granma International (Versione in Italiano) - www.granma.cu/italiano/2009/enero/juev29/america-it.html
 
L’America Latina sarà la regione più colpita dalla crisi economica
 
29/01/09
 
Il rapporto dell’ONU “Situazione e Prospettiva dell’Economia Mondiale 2009” presentato in questi giorni, indica nell’America Latina la regione che nel 2009 sarà la più colpita del mondo a causa della crisi economica. La previsione è di una crescita del 2,3%, quasi la metà di quanto raggiunto nel 2008 (4,3%),
 
Lo ha dichiarato nel corso della conferenza Robert Vos, coautore dello studio in cui gli economisti sostengono che i paesi industrializzati, nel loro insieme, cresceranno di un 4,6%, contro il 5,9% del 2008. Secondo quello studio, l’Asia Occidentale registrerà un 2,7%, il Sud e l’Est arriveranno al 6,0%, mentre l’Africa avrà uno sviluppo economico del 4,1%.
 
«I prezzi dei prodotti di base in calo, la domanda d’esportazione più debole e un giro nei flussi di capitale, sono le cause delle deboli prospettive nella regione latinoamericana per il 2009» spiega lo studio del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali dell’ONU.
 
Sebbene questa previsione sia più ottimistica dell’1,9% previsto a dicembre dal CEPAL (Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi), organizzazione che dipende dall’ONU, Vos ha riconosciuto che «la crisi peggiore sta per arrivare».
 
Per le sottoregioni, si stima che «lo sviluppo del PIL per l’America del Sud diminuirà al 2009, dal 5,4% del 2008». Messico, America Centrale e Caraibi «hanno un’alta sensibilità all’economia degli USA» e pertanto saranno «i più colpiti e si prevede che il loro PIL (Prodotto Interno Lordo) combinato diminuirà allo 0,9%».
 
Lo studio riferisce che se le istituzioni finanziare avranno altre perdite, il Messico sarà il più colpito del mondo, con una diminuzione all’1,2%.
 
Uno delle conseguenze dirette della crisi globale in corso, é che «i flussi di capitale si stanno invertendo, cioè stanno ritornando negli USA e in Europa», ha aggiunto.
 
Con il rallentamento, «si prevede anche che la disoccupazione supererà l’8% nel 2009».
 
Il DPA avverte che ci sarà una caduta “significativa” delle rimesse degli emigranti che colpirà in particolare le famiglie nei paesi d’origine.