www.resistenze.org - osservatorio - economia - 28-03-09 - n. 267

da Information Clearing House - informationclearinghouse.info/article22282.htm
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La Cina chiede una nuova valuta per le riserve per sostituire il dollaro
 
di David Barboza
 
23 marzo 2009 "New York Times" - Shanghai – La proposta del governatore della Banca centrale cinese per l'eventuale creazione di una nuova moneta internazionale di riserva con il fine di sostituire il dollaro, costituisce un altro segnale della crescente preoccupazione della Cina rispetto le sue enormi riserve in dollari.
 
In un documento di lunedì scorso, Zhou Xiaochuan, governatore della Banca popolare della Cina, ha detto che una nuova valuta per il sistema delle riserve controllato dal Fondo Monetario Internazionale potrebbe rivelarsi più stabile ed economicamente sostenibile.
 
Un nuovo sistema è necessario, ha detto, perché la crisi economica mondiale ha evidenziato la "intrinseca vulnerabilità e i rischi generali esistenti nel sistema monetario internazionale."
 
In un contesto in cui già diversi analisti hanno espresso l’opinione che il dollaro è destinato ad essere sostituito come moneta di riserva e di scambio dominante a livello mondiale, la proposta lascia presagire la crescita di influenza del ruolo della Cina nel mondo. La Russia ha recentemente presentato una proposta analoga.
 
L’idea della Cina, diffusa oltre una settimana prima del vertice economico mondiale dei capi di stato del mondo a Londra, indica inoltre che Pechino è preoccupata che le sue enormi riserve in valuta estera possano perdere significativamente di valore nei prossimi anni.
 
La Cina detiene già la più grande riserva in valuta estera al mondo, del valore di circa 2 trilioni di dollari, di cui, si stima, oltre la metà è composta da titoli del Tesoro degli Stati Uniti e altri titoli espressi in dollari.
 
Il 13 marzo il Primo Ministro cinese, Wen Jiabao, si è detto preoccupato per la sicurezza di quel patrimonio, in particolare a causa degli importanti piani di stimolo economico che potrebbero far crescere l’indebitamento USA e far precipitare il valore del dollaro.
 
Se la Cina perdesse il suo interesse per i titoli del Tesoro, gli oneri finanziari degli Stati Uniti potrebbero aumentare, rendendo più costosa l’operazione di stimolo economico per Washington e più cari i mutui per gli americani.
 
Nicholas Lardy, un economista e specialista degli affari cinesi al Peterson Institute di Washington, ha detto che attraverso una tal proposta la Cina indicherebbe che il lungo dominio del dollaro che ha consentito agli Stati Uniti di sostenere un enorme deficit assumendo prestiti dall'estero, è intrinsecamente ingiusto e che i rischi per i proprietari dei titoli del Tesoro sono in crescita.
 
"I cinesi sono molto preoccupati che il deficit degli Stati Uniti possa condurre all'inflazione, cosa che comporterebbe l’erosione del potere d'acquisto del dollaro e il deprezzamento delle riserve di cui sono titolari", ha detto Lardy. "È una preoccupazione legittima."
 
La tempistica dell’annuncio cinese, sostengono d’altra parte gli analisti, potrebbe anche mirare ad accresce le capacità negoziali di Pechino presso gli Stati Uniti e le altre nazioni convenute a Londra per discutere di commercio e di come stabilizzare l'economia globale.
 
La Cina è cauta quando si tratta di acquistare o vendere titoli del Tesoro, per paura di inviare segnali che potrebbero pregiudicare significativamente i mercati valutari. Così, in un separato annuncio di lunedì, la Cina ha detto che continuerà a comprare titoli del Tesoro, cosa che gli Stati Uniti incoraggiano.
 
In un suo saggio, pubblicato in inglese e cinese sulla sito Web della Banca centrale, Zhou dice che la comunità internazionale dovrebbe prendere in considerazione l'espansione di Diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale [Unità di conto del FMI, il cui valore è ricavato da un paniere di valute nazionali, rispetto alle quali si calcola una sorta di "comune denominatore" - Wikipedia].
 
Tale proposta è stata già suggerita dai paesi in via di sviluppo. Ma gli Stati Uniti sono sempre stati accorti per le sue conseguenze inflazionistiche e per l’impatto sul ruolo di dominio del dollaro.
 
Nell’attuale sistema, una moneta viene usata per gli scambi commerciali in base a una formula che la lega al valore di diverse altre valute. Zhou sostiene che l'obiettivo di riformare il sistema monetario internazionale risiede nella necessità di "creare una valuta per le riserve internazionali scollegata da quelle delle singole nazioni, così da poter rimanere stabile nel lungo periodo".
 
Keith Bradsher contribuito da Pechino