www.resistenze.org - osservatorio - economia - 08-09-13 - n. 465

Brevi cenni su impoverimento, salari e condizioni di vita della classe operaia

Mario Baltanas | tintaroja.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/08/2013

Da quando Marx sviluppò la dottrina del socialismo scientifico, gli economisti borghesi di ogni tendenza hanno inveito contro la teoria del socialismo scientifico in tutti i campi. Nell'economia politica, scienza chiaramente classista, non è stato diverso e gli attacchi ai postulati di Marx e di tutti i teorici del marxismo da parte degli economisti borghesi sono stati particolarmente virulenti. Oggi, nella situazione attuale, ricoprono particolare importanza aspetti come l'impoverimento, lo sfruttamento e il salario, intesi in senso marxista.

Iniziamo da alcuni di questi temi. Oggi possiamo vedere come la classe operaia si stia impoverendo ad un ritmo altissimo, ma questo processo non è determinato solo dalla crisi strutturale del capitalismo (anche se ciò accelera il ritmo), ma riflette sostanzialmente il fatto che il lavoro salariato, sotto il capitalismo, non è altro che una merce, anche se gli ideologi borghesi vogliono negarlo, e che sotto il capitalismo, il tenore di vita della classe operaia è subordinato alla legge del valore della forza lavoro. La progressiva povertà della classe operaia, cioè l'impoverimento della nostra classe sotto il capitalismo, inizia con la contraddizione antagonistica per cui la capacità di consumo degli operai è determinata dalla quantità di valore della forza lavoro e non dal progresso compiuto dalla società.

L' impoverimento della classe lavoratrice rivela il fatto fondamentale che per gli operai, il peggioramento delle condizioni di vita sotto il capitalismo è una costante e non un mero prodotto di questa crisi come spesso si dice. Sotto il regime del capitale ha valore solo l'accumulazione di capitali, che separa ogni volta di più la forza lavoro in relazione alle condizioni di lavoro, getta gli operai nello sfruttamento sempre maggiore da parte del capitale, fa crescere i diseredati e gli emarginati del sistema generando inoltre, su scala crescente, un esercito di disoccupati privi del lavoro, mentre coloro che ancora lo conservano ne vedono peggiorate le condizioni. Gli operai finiscono per dover vendere la propria forza lavoro a molto meno del suo valore, senza poter soddisfare i propri bisogni vitali. Il capitale, in questa sua azione cercherà di negare ai lavoratori perfino la sanità, la sicurezza sociale, le pensioni e i contratti collettivi. Oggi non stiamo forse assistendo a tutto ciò?

Il capitalismo monopolista non può dare nulla alla classe operaia. Tutto il progresso raggiunto con la socializzazione della produzione è stato rubato dai monopoli agli operai. Oggi il capitalismo tende solo, e sempre più tenderà, alla reazione. Il socialismo è più che mai una necessità storica.

Ciò nonostante, la lotta economica della classe operaia è anche un fattore importante per mantenere i risultati finora ottenuti e conseguire ulteriori miglioramenti, anche se è sempre più difficile aumentare il salario. La lotta di classe si può vedere chiaramente in questo, dal momento che il capitalista cercherà sempre di abbassare il salario ad un livello ben al di sotto del valore della forza-lavoro, diminuzione che già Marx segnalava come qualcosa di generalizzato, in quanto questo calo generale del salario dal limite superiore del valore della forza lavoro verso il limite inferiore è qualcosa di usuale, dove la lotta è sbilanciata a favore del capitalista, soprattutto oggi. Per questo, sebbene la lotta economica sia importante è anche necessario radicarla ad un approccio più ampio, vale a dire la lotta per il socialismo, che sarà il sistema economico sociale a conseguire, una volta per tutte, il soddisfacimento delle necessità di tutta la classe operaia e dei settori popolari nel modo più ampio.

Non dobbiamo dimenticare che oggi la classe operaia non ha solo la necessità di nutrirsi e riprodursi. I livelli di vita cambiano con l'avanzare della società e sorgono nuovi bisogni vitali che non possono essere coperti dal salario. Il fatto che negli ultimi tempi queste nuove necessità stanno in un certo grado trovando risposta, non dimostra, come vorrebbero farci credere i riformisti e gli economisti borghesi, che il capitalismo ha un volto umano e la situazione dei lavoratori sotto questo sistema può essere buona, ossia attraverso le riforme dello Stato o i patti sociali tra capitale e lavoro, visto che non è possibile fare una comparazione tra il consumo di un operaio oggi a quello di operaio del XIX secolo. Sono questi gli aberranti paragoni su cui si basano i riformisti e gli economisti borghesi oggi per dipingere il capitalismo con un volto umano. Il tenore di vita è qualcosa che cambia e si modifica per la normale riproduzione della forza lavoro. Per rispondere al progresso delle forze produttive è necessario che si soddisfano queste nuove necessità, ma non pienamente poiché i salari non crescono abbastanza per soddisfare queste nuove esigenze, ma in generale sono in calo. Nonostante le modifiche dei salari, è da tenere sempre in considerazione che il valore della forza-lavoro, come quello di tutte le merci e della classe operaia, dipende in ultima analisi da quanto i salari cedano sotto la pressione del capitale anno dopo anno fino al loro livello minimo. La lotta economica non è infruttuosa anche se oggi è sempre più difficile da vincere.

Oggi più che mai è necessario che noi marxisti-leninisti sottolineiamo con particolare attenzione che lo sviluppo della società ha creato nuovi bisogni, la cui soddisfazione è imprescindibile per tutti i lavoratori, per gli studenti, per i settori popolari e che i salari non sono sufficienti per rispondere a queste esigenze nel capitalismo. E' imprescindibile dare una battaglia tanto politica che ideologica. La borghesia non vuole riconoscere oggi le nuove esigenze dei lavoratori. La classe operaia deve far valere attraverso la sua lotta queste nuove necessità, resistere al capitale e far sì che queste siano soddisfatte nel modo più esteso possibile. Oggi il valore della forza lavoro è un problema teorico chiave per la classe operaia e per il movimento operaio e sindacale, che deve lottare per mantenere quanto già ottenuto e raggiungere ogni nuova concessione possibile.


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.