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La Cina vuole che gli Stati Uniti "smettano di produrre crisi" e agiscano prima di un possibile "default"

RussiaToday | rt.com
Traduzione per Resistenze.org a cura di Valerio

11/10/2013

Per la Cina la situazione di stallo politico negli Stati Uniti è "deplorevole", Pechino ha espresso preoccupazione per la questione del tetto del debito a Washington.

Il premier cinese Li Keqiang ha espresso la sua preoccupazione a John Kerry, segretario di Stato americano, durante l'incontro dei due leader mercoledì sera. In particolare gli ha comunicato che la Cina sta prestando una "grande attenzione" alla questione dell'aumento del tetto del debito, che ammonta a 16,7 miliardi di dollari.

Parallelamente, un editoriale del "China Daily" le ha definite come "lotte politiche" interne che provocano il blocco del bilancio negli Stati Uniti, tutto ciò é "deplorevole" e costituisce una "minaccia" per l'economia mondiale.

"Cinque anni dopo l'inizio della crisi finanziaria mondiale provocata dal fallimento di Lehman Brothers, è deplorevole vedere che gli Stati Uniti mettono in continuo pericolo la fragile ripresa dell'economica mondiale", dice l'editoriale del giornale, che invita i parlamentari statunitensi a "smettere di fabbricare crisi."

Mentre il tempo passa in attesa che gli Stati Uniti prendano una decisione sul progetto di legge delle spese, Hong Kong ha inviato il primo segnale: l'Asia sta creando ulteriori riserve finanziarie contro un possibile "default" in USA. Uno dei passi include uno sconto sul valore dei buoni del Tesoro statunitensi tenuti in garanzia a fronte di contratti futuri. Il tasso di interesse dei buoni con scadenza inferiore a un anno salirà dall'1% al 3%.

Una delle preoccupazione è quella di sapere se i buoni del Tesoro degli Stati Uniti possono essere sostituiti o integrati in caso di perdita di valore se si arriva al "default". Gli esperti dicono, tuttavia, che le obbligazioni rappresentano una parte relativamente bassa dei prodotti finanziari utilizzati a Hong Kong e in Asia in generale.


I 5 casi più noti di insolvenza nei pagamenti
 
RussiaToday | rt.com
Traduzione per Resistenze.org a cura di Valerio

09/10/2013

Nel mezzo della crisi di bilancio e del rischio imminente di default, gli USA riconoscono che il fallimento sarebbe un fenomeno senza precedenti. Tuttavia, la storia dimostra che non è così e che il paese ha già dovuto affrontare una serie di inadempienze.

Il Tesoro degli Stati Uniti cerca di convincere i repubblicani e i democratici a sedersi al tavolo dei negoziati e di elevare il limite di debito degli Stati Uniti che sarà raggiunto il 17 ottobre. Se non lo fanno, questo potrebbe tradursi in una catastrofe economica per tutto il mondo.

E tutto sembra indicare che la catastrofe sia realmente possibile. Nell'articolo 'A Short History of US Credit Defaults' ('Una breve storia delle insolvenze degli Stati Uniti'), pubblicato nel sito web Mises Daily, si descrivono i casi di inadempimento a livello federale negli Stati Uniti.

Gli USA hanno dichiarato un default dopo l'emissione dei loro primi titoli. Pertanto, contrariamente alle dichiarazioni dei funzionari, il precedente é avvenuto nei primi anni della storia degli Stati Uniti.

I mancati pagamenti della "valuta continentale" del 1779

La prima inadempienza degli Stati Uniti si è verificata dopo la prima emissione del debito. Nel novembre 1779, il Congresso dichiarò la svalutazione del "dollaro continentale" da 38,5 a 1.

L'inadempienza del pagamento dei prestiti interni nel 1790

Oltre l'emissione di valori in "dollari continentali", il Congresso degli Stati Uniti chiese anche prestiti, sia a livello nazionale cha all'estero, in altre valute. Nel 1790, il Congresso ha annunciato la decisione di ristrutturare i debiti. È stato proposto di convertirli in nuovi titoli con condizioni meno favorevoli. Allo stesso tempo, i pagamenti degli interessi sul debito interno sono stati posticipati per 10 anni.

Dopo la Guerra d'Indipendenza, il Congresso degli Stati Uniti limitò l'emissione di titoli e valuta, trasferendo il problema del finanziamento principalmente agli stati e alle banche private.

Tuttavia questa situazione cambiò presto. Nonostante il divieto costituzionale che esisteva in quel momento, nel 1861, il presidente Abraham Lincoln annunciò la necessità di una emissione per finanziare la campagna militare del Nord nella guerra civile contro gli stati del sud degli Stati Uniti. Il paese cominciò a emettere "biglietti verdi", moneta che prende il nome dall'inchiostro verde usato per stamparla. Le autorità dissero che il denaro poteva essere scambiato con oro: un "biglietto verde" per 0,048375 "oncia troy" d'oro [per il commercio dei metalli preziosi è utilizzata in tutto il mondo l'oncia troy, che deriva dall'oncia del vecchio sistema "troy" in cui la libbra corrisponde a 373,24 grammi e l'oncia valeva un dodicesimo (1/12) di libbra. L'oncia troy dunque equivale a 31,1035 grammi]. Tuttavia, dopo solo cinque mesi, nel gennaio 1862, il Tesoro degli Stati Uniti fu costretto ad ammettere che la valuta non poteva essere convertita in oro: fu dichiarata una "insolvenza".

Il mancato pagamento delle "obbligazioni della libertà" del 1934

Con l'obiettivo di finanziare le spese militari dopo l'entrata degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, il Congresso emise titoli noti come "obbligazioni della libertà" (Liberty Bonds). L'emissione iniziò nel 1917.

Gli USA accumulavano un debito enorme. Inoltre, le riserve auree erano quasi esaurite. Nel 1933 il debito totale era di 22.000 milioni di dollari. Gli USA non avevano oro sufficiente per pagare almeno gli interessi su quel debito.

In queste circostanze il presidente Roosevelt decise di smettere di pagare tutti i titoli del debito nel paese, negando agli statunitensi il cambio in oro. La svalutazione del dollaro raggiunse il 40% rispetto alle valute estere.

Il default tecnico del 1979

Nel 1979 c'è stato un default momentaneo che fu attribuito a problemi tecnici. A quel tempo c'era anche il problema di alzare il tetto del debito degli USA. E nel 1979, come oggi nel 2013, i repubblicani non erano d'accordo con le argomentazioni del presidente democratico Jimmy Carter sulla necessità di aumentare il livello del debito pubblico.

Infine, il limite fu alzato, ma il Tesoro degli Stati Uniti non riuscì a rispettare i suoi impegni finanziari per un valore di 120 milioni di dollari.

Le autorità lo giustificarono col fatto che i mezzi tecnici per il procedimento dei pagamenti erano fuori uso. Anche se il Tesoro alla fine pagò, fu presentata alla corte federale della California una "class action" contro il governo degli Stati Uniti.

Gli investitori chiesero un risarcimento per il ritardo nel pagamento dei titoli. Per evitare la pubblicità negativa, il governo degli Stati Uniti fu costretto a soddisfare le richieste dei querelanti.


Il debito degli Stati Uniti tocca il tetto: i 5 punti

RussiaToday | rt.com
Traduzione per Resistenze.org a cura di Valerio

10/10/2013

Mentre il governo degli Stati Uniti si avvicina alla scadenza per aumentare il tetto del debito, gli esperti chiariscono i punti per capire l'origine dell'indebitamento della prima economia mondiale.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha respinto una proposta dei repubblicani di estendere la capacità di indebitamento del paese per sei settimane, poiché non consente la ripresa del funzionamento.

L'esperto finanziario Chris Weafer, socio di Macro-Advisory.com, nei suoi commenti a Business RT, mette i puntini sulle "i" circa il debito degli Stati Uniti.

1 Che cosa è esattamente il "tetto del debito"?

Il tetto del debito degli Stati Uniti esiste da quasi un secolo e stabilisce la quantità massima di denaro che gli Stati Uniti possono prestare legalmente. Nel 1917 il paese ha introdotto il limite del debito. Dal 1960, il Congresso ha alzato il tetto del debito 78 volte.

2 Chi è il proprietario del debito degli Stati Uniti?

Anche se Cina, Giappone e altri paesi ne detengono notevoli quantità, sono in realtà gli Stati Uniti coloro che possiedono la maggior parte [66,5% ndt] del proprio debito.

Secondo i dati del 2012 del Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti (BEA), tra i paesi stranieri i più grandi detentori del debito del paese sono:

1. Cina (20,4% [del debito posseduto da paesi stranieri - 33,5% del totale])
2. Giappone (20,2%)
3. Regno Unito (12,4%)
4. Paesi esportatori di petrolio (5%)
5. Brasile (4,1%)
6. Centri bancari del Caribe (3,6%)
7. Hong Kong (3,2%)
8. Canada (3,1%)
9. Taiwan (3%)
10. Russia (2,4%)

3 Perché gli USA prestano denaro?

Negli Stati Uniti, noto come un paese di "grandi spese", sia i cittadini che per il governo abitualmente spendono più di quanto guadagnano. "Come accade a qualsiasi persona normale, la soluzione è quella di tagliare la spesa o prendere in prestito denaro per colmare la differenza", spiega Weafer.

Nel 2012 il 22% della spesa pubblica totale è stata destinata alla previdenza sociale (aiuto ai poveri e ai disoccupati), mentre il 21% è stato destinato alla salute, in quanto gli americani più poveri non possono pagare un'assicurazione sanitaria privata. La terza voce più grande di spesa è la Difesa che raggiunge il 19%, che negli ultimi decenni è aumentata notevolmente, soprattutto a causa delle costose guerre in Iraq, Afghanistan e altre regioni.

La cosiddetta "guerra al terrore" ha anche contribuito in grande misura ad aumentare il debito, mentre il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, creato dopo gli attentati del settembre 2001, è costato ai contribuenti più di 800.000 milioni di dollari.

La crisi economica del 2008 ha anche contribuito ad aumentare il debito. Oltre alle centinaia di migliaia di milioni di dollari che sono stati destinati al salvataggio delle banche in fallimento di Wall Street che hanno accumulato troppi prestiti tossici, il governo degli Stati Uniti ha inoltre destinato grandi quantità di dollari ai programmi sociali per aiutare i disoccupati, il cui numero è cresciuto a causa della crisi. I tagli fiscali dell'era Bush per le grandi imprese e la riduzione sempre maggiore del ceto medio hanno incrementato il debito.

4 Perché non è sufficiente stampare più dollari e pagare il debito?

Nessuna economia al mondo può limitarsi semplicemente ad attivare le sue macchine da stampa e creare tanti soldi quanto vuole, in quanto ciò convertirebbe la sua moneta in una moneta senza valore. "Se la quantità di moneta in questione non è significativamente correlata alla forza dell'economia, i partner commerciali stranieri [...] svaluteranno rapidamente la moneta", dice Weafer.

Nell'ambito del sistema finanziario di Bretton Woods, istituito nel 1944, la quantità di moneta in circolazione era legata alle riserve d'oro. Tuttavia, nel 1971 gli Stati Uniti abbandonarono questo sistema e hanno cominciato a includere una serie di altri fattori economici, sulla base di una dimostrata capacità di rimborso del debito ed evitare l'inflazione e disciplinare il commercio con il resto del mondo.

5 Quale influenza avrebbe un default degli Stati Uniti nel mondo?

Se gli USA dichiarano un default il sistema finanziario mondiale "comincerà a congelarsi", dice Weafer, "L'economia degli Stati Uniti scivolerebbe in recessione e l'economia globale sarebbe rapidamente colpita". Il prolungarsi del default degli Stati Uniti potrebbe provocare la perdita di posti di lavoro in tutto il mondo e condizioni di finanziamento molto più dure per le imprese e le persone.

 "Un breve periodo di default potrebbe anche avere un effetto negativo, poiché danneggerebbe la fiducia nel sistema finanziario mondiale. Per i banchieri e gli investitori una soluzione a breve termine sarebbe solo una pausa prima che si ripeta la stessa situazione nel 2014. La cautela conseguente renderebbe la vita molto più difficile per tutti noi", ha sintetizzato.


9 grandi aziende hanno già più soldi che il Governo degli Stati Uniti

RussiaToday | rt.com
Traduzione per Resistenze.org a cura di Valerio

11/10/2013

Nella situazione di stallo politico negli Stati Uniti a causa della mancanza di un accordo sull'aumento del tetto del debito, pari a 16,7 miliardi di dollari, varie aziende già superano il governo degli Stati Uniti per le riserve in liquidità.

Solo sei mesi fa il Tesoro degli USA aveva 151.000 milioni di dollari da spendere, ma ora, quando gli Stati Uniti si avvicinano alla scadenza per l'aumento del tetto del debito, ha solo 32.000 milioni di dollari nei conti di esercizio. Una quantità minore di denaro di quello che hanno nove società del S&P 500 in liquidità o investimenti a breve termine.

In questo grafico, pubblicato dal sito web Quartz, vediamo che, per esempio, la General Electric ha quasi tre volte in più di denaro disponibile (circa 89.000 milioni di dollari) che il governo degli Stati Uniti. Seguono Microsoft (77,000 miliardi), Google (54.000 milioni di dollari) e altre 6 aziende.

Nel suo studio "Le società americane hanno troppa liquidità?", Laurie Simon Hodrick, professoressa presso l'Istituto di Economic Policy Research di Stanford e la Business School di Stanford, ha spiegato la scorsa estate che l'alta liquidità delle aziende è dovuta a diversi fattori che le porta ad accumulare in eccesso: così hanno uno scudo contro l'instabilità economica, non pagano imposte addizionali e la liquidità dà loro libertà di azione.


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