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Cosa si nasconde dietro l'uso del fracking come arma politica?

Leonardo Buitrago | cubadebate.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

08/01/2015

Dalla fine di giugno, i prezzi del petrolio hanno registrato un calo del 40%, con effetti sull'equilibrio dei mercati e sulle relazioni tra produttori e consumatori di energia.

La causa di questa situazione va ricondotta principalmente alla maggiore produzione di gas e petrolio di scisto da parte degli Stati Uniti.

Per estrarre questo tipo di greggio non convenzionale, la nazione nordamericana impiega il metodo del fracking, o della fratturazione idraulica, che consente l'estrazione di gas e petrolio dal sottosuolo mediante la perforazione di un pozzo verticale e successivamente di uno orizzontale, al fine di eseguire iniezioni di acqua, sabbia e prodotti chimici nella roccia a grandi profondità e provocare il flusso di gas e la sua fuoriuscita all'esterno.

Anche se gli Usa hanno giustificato l'uso di questa tecnica controversa, dall'impatto ambientale negativo, sostenendo la necessità di ridurre la dipendenza dal petrolio straniero, il fracking ha lo scopo politico di inondare il mercato internazionale degli idrocarburi per provocare una caduta dei prezzi e influenzare così le economie dei paesi esportatori di petrolio.

"La produzione di petrolio di scisto è un'arma politica del capitalismo per cercare di sottomettere le nazioni che si oppongono alle sue azioni di dominio e di egemonia", ha recentemente sottolineato il presidente della compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela (PDVSA), Eulogio Del Pino.

Ha affermato che gli sforzi statunitensi per aumentare la produzione del petrolio di scisto, o shale oil, fanno parte di una strategia che include il sostegno alle azioni destabilizzanti perpetrate dalla destra in Venezuela, i piani per fomentare la crisi in Crimea come forma di attacco alla Russia e l'applicazione di sanzioni economiche contro l'Iran.

"Da fine giugno, i prezzi, che in media erano di 100 dollari al barile, sono diminuiti del 40%, il che ha avuto ripercussioni sull'utile equilibrio che si era riuscito a mantenere tra produttori e consumatori!", commentava Del Pino alcuni giorni fa durante la partecipazione ad un forum internazionale a Caracas.

Da parte sua, l'economista argentino Claudio Katz rimarcava in quella sede che "il petrolio a buon mercato è uno strumento geopolitico di offensiva imperiale", avvertendo che l'estrema destra statunitense, insieme con il presidente di quella nazione, Barack Obama, avevano lanciato un programma politico con fini egemonici.

"Si sono proposti di indebolire l'influenza economica del rublo russo e di premere su un attore chiave e determinante (Russia) nelle relazioni internazionali. Per di più, agiscono anche contro l'Iran per costringerlo a firmare le condizioni di un abbandono della sua politica nucleare a scopi pacifici", concludeva l'economista.

Quanto è redditizia la produzione di scisto?

Secondo gli analisti, i progetti del fracking richiedono investimenti che possono essere sostenuti solo con un prezzo del greggio superiore ai 60 dollari al barile.

A questo proposito, Del Pino ha osservato che tale metodologia richiede l'iniezione costante di liquidi per produrre la fratturazione e l'esplosione nella roccia, come anche una grande quantità di pozzi perforati, rispetto ai procedimenti di estrazione convenzionali.

Del Pino, esperto anche in tema di prospezioni, ha osservato che nei giacimenti della fascia petrolifera dell'Orinoco "Hugo Chávez" [zona petrolifera fra le più ricche al mondo, a nord del fiume Orinoco, in Venezuela, ndt] una quantità di 30 o 40 pozzi sono in grado di produrre 30.000 barili, mentre con i progetti legati allo scisto, per raggiungere questa produzione è necessario lo sfruttamento di 1.000 pozzi.

"È necessario perforare una grande quantità di pozzi, con una produzione che cala molto velocemente", ha rilevato, aggiungendo che il petrolio estratto è estremamente leggero, quindi si rende necessario mescolarlo con un altro più pesante, prodotto in altri paesi, per poter essere trattato nelle raffinerie statunitensi, che sono state progettate per processare greggio più pesante proveniente dal Venezuela e dal Golfo del Messico.

"Questo è un fatto da prendere in considerazione, perché a causa di una proibizione del Senato, gli Stati Uniti non possono esportare greggio, ma prodotti raffinati, motivo per cui si vedono costretti a mescolare questo greggio per utilizzarlo nelle raffinerie", ha puntualizzato.

Il presidente della PDVSA ha affermato anche che il barile sotto i 60 dollari rende impossibili i progetti di scisto per le piccole e medie imprese.

"La produzione di petrolio di scisto è nelle mani delle piccole imprese che non si confrontano con le altre corporation come la Chevron. Sono società indipendenti, finanziate dalle banche e sono sensibili alla caduta dei prezzi del petrolio", ha spiegato.

Così il fracking, lungi dal condurre gli Usa all'indipendenza energetica, potrebbe convertirsi nella causa di una nuova crisi finanziaria per questa nazione.

"Il calo dei prezzi del greggio diventa una potenziale minaccia per l'esistenza di queste imprese, per le quali l'attività cesserebbe di essere vantaggiosa se la tendenza perdurasse. Quelle che hanno contratto troppi debiti per unirsi al gruppo in cerca di fortuna, dovranno probabilmente fare le valigie", ha recentemente messo in guardia l'Agenzia di stampa tedesca (DPA).

Nel suo articolo, DPA citava il caso dell'impresario Harold Hamm, fondatore della compagnia Continental Resources, apripista nello sviluppo dei progetti di scisto nel Nord Dakota (Usa) e di come, in conseguenza dei bassi prezzi del petrolio, le sue azioni abbiano subito una caduta del 55%, con una perdita di 12 miliardi di dollari in valore di mercato.

Da parte sua, il quotidiano spagnolo El Economista, nel suo articolo intitolato "La bolla dello scisto minaccia di scuotere la banca regionale degli Stati Uniti", osservava che "le esplorazioni di gas e petrolio di scisto sono diventate una particolare bomba ad orologeria, dato il loro elevato debito e le costose operazioni derivanti dal fracking".

"Il debito spazzatura del settore energetico degli Usa è pari a 210 miliardi di dollari, circa il 16 per cento di un mercato che raggiunge i 1.300 miliardi di dollari", riportava il quotidiano sul suo portale [www.eleconomista.es].

Costo ambientale

Varie associazioni e gruppi ambientalisti di tutto il mondo hanno denunciato gli Stati Uniti di voler aumentare le opere del fracking, nonostante il loro negativo impatto ecologico.

Il processo di estrazione di petrolio di scisti si realizza immettendo nel sottosuolo prodotti chimici nocivi e pericolosi che contaminano le falde acquifere e avvelenano il terreno, con potenziali effetti sulle attività sismiche.

Di recente, la città texana di Danton negli Stati Uniti, nota per le sue riserve di petrolio e gas, ha introdotto il divieto di questo metodo. Con la sua iniziativa, approvata dai cittadini nelle elezioni legislative di novembre con il 59% dei voti, Danton è la prima città a compiere un tale passo, nello Stato guida dello sfruttamento petrolifero della nazione nordamericana.

Inoltre, la scorsa settimana, il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha vietato la fratturazione idraulica a causa di "potenziali impatti sulle acque, l'aria, le risorse terrestri, i servizi comunitari e locali".

La decisione si basa su una relazione del segretario del dipartimento della salute di New York, Howard Zucker, in cui si pone l'allarme circa gli effetti nocivi sulla qualità dell'aria derivanti dal rilascio di particelle e sostanze chimiche volatili.

In questo documento viene sollevato il rischio di inquinamento idrico e di pericolo sismico, a seguito dell'introduzione di sostanze chimiche nel sottosuolo.

Il rapporto del dipartimento della salute ha riferito che ad oggi non ci sono prove o studi sufficienti per affermare che il metodo del fracking sia sicuro per l'ambiente nel lungo termine.

"Basarsi sui limitati dati disponibili a riguardo, sarebbe una negligenza da parte mia. Non possiamo permetterci di commettere errori", ha dichiarato, per poi trarre la conclusione che "i rischi potenziali sono troppo grandi e, in realtà, non ancora del tutto noti".

(Tratto da AVN)


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