www.resistenze.org - osservatorio - economia - 25-06-15 - n. 550

Le conseguenze negative dei precedenti trattati di libero commercio

Vicenç Navarro | alainet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

16/06/2015

Questo articolo analizza i risultati del primo trattato di libero commercio, NAFTA (Trattato di Libero Commercio tra gli USA, Canada e Messico), che è il modello per la preparazione dei trattati di libero commercio attuali, come quello che si sta negoziando tra USA e Unione Europea. L'articolo mostra l'enorme incremento delle diseguaglianze che quel trattato ha creato.

L'anno scorso sono passati 20 anni dalla firma del Trattato di Libero Commercio tra USA, Canada e Messico conosciuto come NAFTA (North American Free Trade Agreement), uno dei maggiori trattati commerciali che il governo federale degli USA ha approvato negli ultimi trent'anni e che è stato il modello sul quale tutti gli altri sono stati costruiti. Gli ultimi due che si stanno cercando di approvare sono il Trattato di Libero Commercio del Pacifico e il Trans-Pacific Partnership o TPP, che presto si firmerà tra USA e Unione Europea. E', pertanto, importante analizzare cosa è successo a quei paesi - USA, Canada e Messico - che sono statI presumibilmente beneficiati da quel trattato. La retorica ufficiale, quando venne approvato, fu che tale trattato avrebbe permesso alle popolazioni di tutti questi paesi, incluso il Messico, di beneficiarne. E i dati sembrano mostrare che è stato così. L'economia messicana è cresciuta, creando grande ricchezza. Bene, ma se si analizza chi è stato beneficiato da tale crescita, il risultato è molto meno positivo. In realtà, è negativo. Vediamo.
I redditi da capitale (i super-ricchi) sono cresciuti enormemente, convertendosi nei più ricchi tra i super-ricchi del mondo. La persona più ricca del mondo, il signor Carlos Slim, ha acquisito la sua ricchezza durante gli anni di applicazione del trattato NAFTA. La sua ricchezza è passata da 6.000 milioni di dollari del 1994 (anno dell'inizio del NAFTA) a 73.000 milioni di dollari nel 2014, 20 anni dopo. E così è avvenuto per i 24 nuovi super-ricchi del Messico, che sono passati a esser i più super-ricchi del mondo. Inoltre si è generata, ovviamente, una classe media di redditi molto elevati, chiaramente relazionati e dipendenti dagli affari e dal consumo generato dai super-ricchi. Su questi fatti è stata creata l'immagine del grande successo del NAFTA.

Ma l'altra faccia della medaglia, nascosta dalla campagna ufficiale, ci mostra che il livello di povertà estrema del Messico è cresciuto rapidamente, passando da un 16% a un 28% solo nei primi cinque anni. 5 milioni di contadini hanno dovuto abbandonare le loro terre contribuendo a incrementare l'elevato numero di disoccupati nei centri urbani, deteriorando il mercato del lavoro fino a un livello mai visto prima. Oggi la povertà ha riguarda il 52% della popolazione. Questa situazione, di cui oggi pochi parlano, nonostante i dati siano più che eloquenti, si è presentata come conseguenza dell'americanizzazione dell'economia messicana. E i dati orientano in tal senso. C'è stata una colonizzazione del Messico da parte del capitale statunitense. Ma (ed è importante) è un errore vederla solo come una colonizzazione, poiché grandi settori della borghesia messicana, come quelli del sig. Carlos Slim, hanno beneficiato di questo trattato che, indebolendo il mondo del lavoro mediante la deregolamentazione del mercato del lavoro, della protezione sociale e delle politiche pubbliche che proteggevano il cittadino come lavoratore, come consumatore e come residente - maggiori obiettivi del NAFTA - ha favorito le classi dominanti dei tre paesi firmatari dell'accordo. Da qui il loro arricchimento a spese del benessere della maggioranza della cittadinanza, che ottiene i suoi redditi dal lavoro, generando maggiori diseguaglianze.

L'aumento della povertà si accompagna con l'aumento della violenza e della repressione

L'altra faccia del NAFTA è stato l'enorme aumento della repressione in nome della "guerra contro il narcotraffico". I fatti segnalati in precedenza sono già abbastanza noti. Ma ciò che è meno conosciuto è che, parallelamente a questi accordi di libero commercio, si sono realizzati una serie di accordi di tipo militare, presentati come parte della guerra contro la droga. Quest'ultima è radicata in una cultura di deregolamentazione della sicurezza e della protezione cittadina, che, nel caso del Messico, ha avuto conseguenze negative sullo Stato, trasformandolo in uno Stato corrotto dal narcotraffico e molto repressivo, con complicità tra il narcotraffico e gli apparati di sicurezza dello stesso Stato, di dimensioni sconosciute e senza precedenti.

E se questo fosse ancora poco, altra conseguenza della miseria nelle zone rurali, è stato un fenomeno di massa: le migrazioni dal Messico agli USA, che hanno spostato gran parte della popolazione rurale molto colpita dal trattato. Non c'è dubbio che componenti di questa realtà - come l'aumento della polarizzazione sociale - avverranno anche con sviluppo e con l'imposizione del Trattato di Libero Commercio USA-UE (per maggiori dettagli, vedere la presentazione del professore William Robinson nell'Università Autonoma Nazionale del Messico, il 16 aprile 2015, pubblicata in Truthout il 4 giugno con il titolo "Global Capitalist Crisis and the North American Free Trade Agreement: Reflections 21 Years On").


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