Prima che la forza tempestosa dell'uragano della Reaganomics soffiasse per tutti gli Stati Uniti negli anni '80, l'America per breve tempo adottò una consapevole politica industriale. Come in Corea del Sud e nelle nazioni Europee, il governo degli Stati Uniti avrebbe raccolto attorno a sé vincitori e perdenti dell'economia ed avrebbe distribuito i fondi secondo una concertazione.
Questa non era un'idea utopistica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, un certo numero di governi europei investì pesantemente in settori chiave - acciaio, elettricità - per ridurre il gap tecnologico con gli Stati Uniti (1). Similarmente, il governo sudcoreano diede le fondamenta alla cantieristica navale negli anni '70 e la portò dal nulla ad essere la più affermata nel mondo. Per una certa misura, il Pentagono fece qualcosa di simile per Internet (sebbene nessun americano osi chiamare ciò "socialismo").
La politica industriale non è mai veramente andata oltre. Molti governi, inclusi la Cina e gli Stati Uniti, hanno indirizzato i loro fondi sul settore dell'energia pulita (pale eoliche, pannelli solari). Ma l'ortodossia economica prevalente, fino alla distruzione creativa scatenata dalla Reaganomics, è che la mano invisibile del mercato, non lo Stato, debba determinare vincitori e vinti.
Risulta tuttavia evidente che la mano del mercato, molto spesso, non è invisibile affatto. Persone reali, con le mani molto visibili, stanno raccogliendo al loro interno vincitori e vinti del mercato. Considerate l'impatto dei venture capitalists (*).
Sebbene sia a loro attribuibile solo lo 0,3% del PIL degli Stati Uniti, l'influenza di questa élite di investitori è sproporzionata. Le loro decisioni determinano come il cittadino comunica, come compra, come organizza la sua vita. Il venture capital è stato determinante per il lancio di imprese che oggi producono oltre il 20% del PIL statunitense (2).
Con la medesima rilevanza, essi sono la principale ragione per cui l'economia traballa sempre più precariamente in favore dei mega-ricchi. James Carville ha notoriamente detto che se potesse rinascere in una nuova vita farebbe l'investitore obbligazionario. "Si può intimidire chiunque" ha osservato.
Ma in termini di potenza pura, i venture capitalists sono probabilmente la miglior scommessa se si aspira a diventare signori dell'universo nella prossima reincarnazione.
L'economia-lotteria
Ogni classe economica in America gioca alla lotteria. Ma ogni classe gioca ad una lotteria differente. L'importo del biglietto e la vincita finale sono di molto differenti in ciascun caso.
Avete sentito parlare del neoliberismo. Salutate il suo cugino più giovane e selvaggio: il "neolotterismo".
Al fondo della scala, le braccia che lavorano, giocano al Lotto o a Powerball. Puoi acquistare un biglietto per un dollaro o poco meno, e la vincita media è di 60 centesimi (3). Ma naturalmente questa è la media delle vincite. La gran parte della gente perde solamente, settimana per settimana, mentre un paio di persone arriva a vincere una somma veramente grande. Le probabilità di vincere alla California Super Lotto Jackpot sono approssimativamente 1 su 18 milioni. Si ha una probabilità migliore di essere colpiti da un fulmine nel corso della vita intera (1 su 3000) (4).
La classe media gioca ad una lotteria molto differente. Comprano biglietti ad una lotteria dell'istruzione dove il premio viene pagato nella forma di lavori ben pagati che i loro figli ottengono con la laurea. Sebbene il Lotto è studiato per spremere i portafogli di quelli che sono così ostinatamente stupidi da giocarlo, la lotteria dell'istruzione è costruita per mantenere lo status dei suoi partecipanti.
Sebbene gli americani siano legati al mito dell'ascesa dagli stracci alla ricchezza attraverso il merito, il nostro sistema educazionale generalmente perpetua le gerarchie di classe. I figli dei genitori istruiti sono meglio preparati ad aver successo a scuola. Alcuni figli della classe media abbandonano gli studi mentre alcuni figli della classe operaia decollano nella Ivy League (5). Ma queste sono eccezioni. La cosiddetta società americana "senza classi" finisce per avere meno mobilità sociale del sistema britannico considerato rigido per stereotipo (6). (Questo ridimensionamento della mobilità di classe negli USA è iniziato circa dagli anni '50). Data l'enorme quota di debito che grava sulle spalle dei nostri studenti, la loro mobilità finisce per essere più verso il basso che verso l'alto (7).
In cima, la lotteria funziona in modo molto differente. Nel regno del venture capitalism, questuanti con grandi idee, se riescono ad avere il biglietto d'oro per entrare, riescono ad avvicinare le persone con il denaro. Il venture capitalist decide se l'idea è vincente o perdente. I vincitori ricevono sufficienti finanziamenti per tradurre la loro idea in realtà ovvero far avanzare la loro impresa già esistente fino a diventare leader di mercato in un colpo solo.
Virtualmente, la storia del successo di ogni grande impresa del settore informatico-tecnologico (IT) ha beneficiato di un'iniezione di fondi proveniente dai venture capitalists (Facebook, Twitter, Snapchat e così via). Uno dei più determinanti venture capitalists, il cui profilo è raccontato in un recente articolo del New Yorker, è Marc Andressen, lui stesso un prodotto del boom del settore IT (8). Nei suoi vent'anni Andressen collaborò a creare il primo web browser grafico al mondo, Mosaic. La sua successiva impresa, Netscape, divenne il browser standard per un breve tempo, fino a che Microsoft introdusse Internet Explorer spingendo ai margini Netscape.
Oggi, Adressen è parte di quell'impresa del venturecapital che spende 48 miliardi di dollari all'anno per cercare il nuovo Andressen - molto di più dai 10 miliardi del 1997 (9) ed altrettanti di più se paragonati ai meno di 20 miliardi in prestiti provenienti dalla SmallBusinessAdministration (10). "Il venture è spesso considerato un corto circuito nell'economia" ha detto un banchiere d'impresa al giornalista del New Yorker Tad Friend. "Ma l'esplosivo successo del dollaro è enorme. E il venture è la maggior fonte di ottimismo che sostiene il mito americano".
E' lo stesso tipo di ottimismo che spinge le persone a comprare i biglietti della lotteria o ad investire centinaia di migliaia di dollari nell'educazione dei propri figli. Ma il venturecapitalism ha un impatto sproporzionato su tutta l'economia. Aiuta ad assicurare che l'innovazione tecnologica arricchisca i pochi e sostenga una crescita economica senza lavoro.
La politica industriale nelle mani dei governi teoricamente crea ricchezza per distribuirla alla società. I venture capitalists raccolgono una manciata di vincitori come parte del processo di concentrazione della ricchezza in sempre più poche mani.
Una crescita senza occupazione
Il settore IT è notorio per il suo contributo alla crescita senza occupazione. Hai bisogno di meno personale per programmare alla Apple che per raccogliere arance in Florida (si, sto veramente paragonando la Mela alle arance...). Facebook, per il suo dominio sul mercato, non impiega un gran numero di persone (meno di 10.000 (11), paragonati a quelli della Samsung Electronics (12) che ne impiega per il momento almeno trenta volte di più). Nel più estremo dei casi, vien fuori che si ha bisogno solamente di una dozzina di persone per creare un'intero universo virtuale per gazillioni di stelle (provate subito il gioco No Man's Sky al videogioco vicino a voi...).
I lavoratori costano denaro, in particolare se si deve coprire la loro assicurazione sanitaria, pagare le vacanze ed i congedi parentali e così via. Gli amministratori delegati cercano sempre di tagliare i costi del lavoro. Dopo ogni "ristrutturazione" dovuta al mercato - un eufemismo simile alla "pulizia etnica" - le economie avanzate rimbalzano ai livelli più bassi dell'occupazione. Oppure, se si tenta di ritornare ai livelli di occupazione pre-crisi, i lavoratori guadagneranno di meno, lavoreranno più ore o si destreggeranno in lavori addizionali - come negli Stati Uniti. la "distruzione creativa" non riguarda solo le imprese che chiudono ma anche quelle che si rimpiccioliscono per sopravvivere.
I venturecapitalists non sono responsabili di queste tendenze. Essi sono solo, per così dire, la punta della lancia. Gli specialisti di acquisizioni e fusioni, gli amministratori di fondi speculativi e, sì, anche il mercato obbligazionario, sono tutti parte di un sistema economico che inesorabilmente concentra il denaro verso l'alto. Il sistema fiscale è strutturato in modo tale che i ricchi possano trattenere la ricchezza presso di sé. Gli accordi commerciali facilitano la circolazione transnazionale dei fondi verso l'alto.
Un po' di capitale inevitabilmente cola verso il basso, ma non è paragonabile all'enorme quantità di liquido risucchiata verso l'alto.
Il capo di Discovery Channel, David Zaslav, ha fatto più di 150 milioni di dollari lo scorso anno. E questa è una singola persona in un solo anno. La paga media per i top manager dell'area del distretto di Washington è approssimativamente vicina ai 4 milioni (13). (A proposito, non si tratta solo di high tech o information technology. Consideriamo il caso di Kent Thiry, l'amministratore delegato di Davita, l'impresa che fornisce il servizio di dialisi. Ha guadagnato circa 14 milioni in un anno (14) - in un'impresa il cui fatturato proviene per i due terzi dai contribuenti nelle forme di Medicaid o di altri programmi governativi di assicurazione sanitaria. Si parla di uno solo tra coloro che si nutrono alla pubblica mangiatoia!)
Ma ciò che è interessante sui venture capitalists è che essi sono la faccia di una politica industriale privatizzata. Gli inventori e gli innovatori un tempo si fidavano dell'Agenzia Governativa per la Piccola Impresa (SBA) o delle banche. Se possedevano parenti ricchi o una famiglia allargata disponibile a fare sacrifici per finanziare un'impresa, potevano ottenere i finanziamenti da fonti più vicine a casa. Ora il denaro sempre più arriva da gente come Mark Andreessen.
Questi venture capitalists non sono stupidi. Conoscono una quantità enorme di informazioni sul settore della tecnologia. Ma la loro attenzione è focalizzata solamente su di una cosa: la redditività estrema.
Essi sono alla ricerca di investimenti che possano avere un ritorno di almeno mille volte l'impegno iniziale. Li arricchiscono personalmente. Aumentano la riserva di denaro da investire ulteriormente. E rafforza l'immagine dei venture capitalists come alchimisti dell'era contemporanea, che possono trasformare il software in oro. Il fatto che questi Re Mida dei nostri giorni contribuiscano ad opere caritatevoli (15) completa solo il quadro di un mondo in cui la classe media è quasi scomparsa, lasciando solo i ricchi ed i miserabili.
Si potrebbe sostenere che tutto questo è inevitabile. Non è possibile fermare il progresso della tecnologia. Si ha bisogno di un qualche meccanismo che sostenga l'innovazione. Cercare di fermare il flusso di denaro è come cercare di fare uno sbarramento sul Mississippi.
Ma è qui che un'adeguata politica industriale può entrare in scena. Operando virtuosamente, lo stato sponsorizza le innovazioni secondo una serie di criteri, dei quali la redditività è solo uno dei fattori. Quando il governo compie le sue valutazioni, esso è interessato in ulteriori questioni come l'occupazione, la sostenibilità ambientale, l'interesse pubblico o quello nazionale e così via.
Certamente si possono lasciare tutti gli Andreessens del mondo a sponsorizzare Groupon e deviare parte dei loro profitti per sfamare gli affamati. Ma c'è bisogno di un'istituzione per favorire i vincenti dell'economia che impiegano una grande numero di persone, per affrontare questioni critiche come il riscaldamento globale e la povertà, dare preferenza agli svantaggiati (minoranze, veterani) e creare le infrastrutture a beneficio dell'interesse pubblico.
Questi sono i reali vincitori, non gli amministratori delegati ed i venture capitalists che creano molta ricchezza per quei pochi che vincono alla lotteria dell'high-tech.
*) Venture capital e venture capitalism, è espressione tecnica che non ci sentiamo di tradurre con la semplice trasposizione del "capitalismo d'impresa". Venture capital - così è chiamato anche il contratto di finanziamento corrispondente - è l'apporto di capitale ad alto rischio da parte di un investitore per l'avvio di un'impresa ad alta potenzialità di sviluppo e profitto. Si chiama investimento ad alto rischio perchè assolutamente incerti sono i margini di sviluppo e profittabilità dell'idea imprenditoriale finanziata, spesso legata allo sviluppo di nuove tecnologie o procedure in grado, se funzionanti, di creare una - seppur spesso temporanea - posizione di vantaggio o monopolio in grado di procurare enormi profitti in tempi relativamente brevi. (n.d.t.). Si tratta di uno dei fenomeni che nel capitalismo fanno sì che l'innovazione tecnologica non crei un vantaggio ed una ricchezza distribuita all'intera società, ma la riservi a quelle poche mani e tasche che - possedendo il capitale - finanziano l'innovazione tecnologica concentrando nelle loro mani private ogni successivo beneficio o vantaggio.
5) La Ivy League è un'organizzazione accademica tra atenei che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli USA. Dette anche le Ancient Eight. Raggruppa la Brown University (Providence, Rhode Island), la Columbia University (NYC, New York), la Cornell University (Ithaca, New York), il Darthmouth College (Hanover, New Hampshire), la Harvard University (Cambridge, Massachussetts), Princeton University (Princeton, New Jersey), la University of Pennsylvania (Filadelfia Pennsylvania), la Yale University (New Haven, Connecticut). (n.d.t.)