Delocalizzare l'economia: Perché gli Stati Uniti sono sulla via del Terzo Mondo
Paul Craig Roberts | counterpunch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
30/10/2015
Il 6 gennaio 2004, il Senatore Charles Schumer ed io ci confrontammo sull'erronea idea che la delocalizzazione del lavoro fosse libero mercato in un'editoriale del New York Times. Il nostro articolo lasciò gli economisti così allibiti che in pochi giorni Io e Schumer fummo chiamati in una conferenza della Brookings Institution in Washington DC per spiegare la nostra eresia. In quel convegno trasmesso in TV su scala nazionale, dichiarai che la conseguenza della delocalizzazione della manodopera sarebbe stata quella che gli Stati Uniti sarebbero diventati una nazione del Terzo Mondo in 20 anni.
Questo accadde 11 anni fa, ed oggi gli Stati Uniti sono sulla via discendente per divenire una nazione del Terzo Mondo prima che i rimanenti nove anni della mia previsione siano trascorsi.
Le prove sono ovunque. Nel Settembre l'Ufficio Federale per il Censimento dei Redditi ha pubblicato il suo rapporto sul reddito delle famiglie americane per quintili. Ogni quintile, compreso il 5% più alto, ha sperimentato un declino nel reddito reale familiare, dai precedenti picchi. Il quintile più basso (il 20 per cento più basso) ha avuto un declino del 17,1% del reddito lordo dal picco del 1999 (da 14.092 dollari a 11.676 dollari). Il quarto quintile ha avuto una caduta del 10,8% del reddito reale dal 2000 (da 34.863 a 31.087 dollari). Il quintile di mezzo (il terzo n.d.r.) ha avuto un declino del 6,9% dal 2000 (da 58.058 a 54.041 dollari) Il secondo quintile ha avuto una caduta del 2,8% dal 2007 (da 90.331 a 87.834 dollari). Il quintile più alto ha avuto un calo di reddito reale dal 2006 dell'1,7% (da 197.466 a 194.053 dollari). Il 5% dei redditi più alti ha sperimentato un calo del 4,8% del reddito reale dal 2006 (da 349,215 a 332,347 dollari). Solo l'un per cento più alto o meno (prevalentemente lo 0,1 %) ha avuto un incremento di reddito e ricchezza.
L'ufficio per il censimento dei redditi utilizza i valori ufficiali di inflazione per determinare il reddito reale. Questi valori sono sottostimati. Se fossero utilizzate misurazioni più accurate dell'inflazione (come quelle disponibili da shadowstats.com), il declino del reddito reale delle famiglie sarebbe più grande e sarebbe diminuito da più tempo. Alcune misurazioni mostrano che il reddito reale mediano delle famiglie è sceso al di sotto dei livelli degli ultimi anni '60 e dei primi '70.
Si noti che questi cali si sono verificati all'interno di un asserito piano di rilancio dell'economia in sei anni dal 2009 ad oggi ed in un periodo in cui la forza lavoro si stava riducendo a causa di un declino continuo del tasso di occupazione. Il 3 aprile 2015, l'Ufficio federale per le statistiche del lavoro ha annunciato che 93.175.000 americani in età da lavoro non sono occupati, un record storico. Normalmente, un piano di rilancio dell'economia viene seguito da un incremento del tasso di occupazione. John Williams ha riferito che se i lavoratori che hanno rinunciato ad occuparsi fossero inclusi nei non occupati, il tasso di disoccupazione degli USA sarebbe oggi del 23%, non del 5,2 come viene figurativamente rapportato.
In un recente rapporto pubblicato, l'Autorità per la Sicurezza Sociale ha misurato il reddito annuale su base individuale. Siete pronti per questo?
Nel 2014, il 38% di tutti i lavoratori americani ha guadagnato meno di 20.000 dollari, il 51% ha guadagnato meno di 30.000, il 63% meno di 40.000 e il 72% ha guadagnato meno di 50.000 dollari.
La scarsità di impieghi e le paghe basse sono la diretta conseguenza della delocalizzazione del lavoro. Sotto la pressione degli "azionisti di riferimento" (Wall Street) e della grande distribuzione, la manifattura USA ha spostato all'estero le sue fasi di produzione in paesi dove il bassissimo costo della manodopera genera un aumento nei profitti societari, nei bonus per obiettivo dei managers e nel prezzo delle azioni.
La delocalizzazione di lavori ben pagati nelle manifatture USA è stata subito seguita dalla delocalizzazione del software engineering e da altri impieghi nei servizi professionali.
Studi economici viziati da scarsa competenza e curati da economisti senza scrupoli come Michael Porter ad Harvard e Matthew Slaughter a Dartmouth hanno concluso che l'emorragia di grandi numeri della produttività USA e di lavori ad alto valore aggiunto in paesi stranieri è stato un grande vantaggio per l'economia USA.
Ho confutato in articoli e libri queste assurde conclusioni, dove tutte le evidenze economiche provano la correttezza della mia analisi. I promessi impieghi migliori che la "new economy" avrebbe dovuto creare per rimpiazzare i lavori delocalizzati all'estero non sono mai comparsi. Al contrario, l'economia ha creato impieghi a tempo parziale pagati poco come camerieri, baristi, addetti vendita dei supermercati e servizi ambulatoriali mentre i lavori a tempo pieno con garanzie si sono ridotti ad una percentuale sempre più piccola degli impieghi totali.
Questi lavori a tempo parziale non forniscono reddito sufficiente per formare una famiglia. Di conseguenza, come riferisce uno studio della Federal Reserve, "A livello nazionale, quasi la metà dei venticinquenni vive con i genitori nel biennio 2012-2013, molto di più dello scarso 25% del 1999.
Quando la metà dei venticinquenni non riesce a formare una famiglia, il mercato delle case e dell'arredamento crolla.
La finanza è l'unico settore in crescita dell'economia americana. La quota del PIL riferita alla finanza è aumentata da meno del 4% nel 1960 all'8% di oggi. Come ha dimostrato Michael Hudson, la finanza non è un'attività produttiva. E' un'attività di saccheggio (Killing The Host).
Oltretutto, una straordinaria concentrazione di capitali, gli investimenti azzardati e la cartolarizzazione dei debiti hanno fatto del settore finanziario una grave minaccia per l'economia.
L'assenza di crescita nel reddito reale dei consumatori significa che non c'è crescita nella domanda aggregata che possa spingere l'economia. I limiti all'indebitamento dei consumatori limita la loro capacità di spesa a credito. Questi limiti di spesa sui consumatori comporta che i nuovi investimenti abbiano scarsa appetibilità sul mercato. L'economia non può andare ovunque, soprattutto se gli imprenditori continuano ad abbassare i loro costi sostituendo lavori a tempo pieno con lavori part-time e impiegando lavoratori all'estero anziché in patria. Il governo è ultraindebitato ad ogni livello e le pratiche di quantitative easing hanno inflazionato l'offerta di valuta sovrana.
Questa non è la fine della storia. Quando gli impieghi nella manifattura vengono delocalizzati all'estero, la ricerca, lo sviluppo, il design e l'innovazione li seguono. Un'economia che non fabbrica le cose non innova. L'intera economia viene così perduta, non solo le catene di fornitura.
L'infrastruttura economica e sociale è al collasso, comprese le stesse famiglie, il ruolo della legge e dell'affidabilità finanziaria del governo.
Quando i laureati del college non trovano lavoro perché i loro impieghi sono stati delocalizzati o affidati a stranieri con visto per lavoro, la domanda per l'educazione superiore crolla. Indebitarsi solo per trovare lavori che non possano ripagare i prestiti d'onore diventa una cattiva scelta economica.
Noi abbiamo già una situazione in cui le amministrazioni delle Università e dei colleges spendono il 75% del budget per assumere supplenti che tengono corsi alle classi per poche migliaia di dollari. La domanda per corsi a tempo pieno con la carriera come obiettivo è collassata. Prima che le conseguenze di preferire i profitti a breve termine abbiano investito in pieno gli Americani, la domanda per l'educazione universitaria sarà già collassata, e con essa anche la scienza e la tecnologia degli Stati Uniti.
Il crollo dell'Unione Sovietica è la cosa peggiore che è capitata agli Stati Uniti. Le due principali conseguenze del crollo dell'URSS sono state devastanti. Una è stata l'ascesa dell'arroganza neoconservatrice che vuole l'egemonia degli USA sul globo, che ha provocato 14 anni di guerre costate 6 bilioni di dollari. L'altra conseguenza è stato il cambiamento di mentalità nell'India socialista e nella Cina comunista, grandi paesi che hanno risposto alla "fine della storia" aprendo le proprie masse di forza lavoro sottoutilizzate al capitale occidentale, cosa che ha provocato il declino economico americano così come descritto in questo articolo, lasciando un'economia in difficoltà a ripagare l'enorme debito di guerra.
E' pertanto ragionevole concludere che un sistema economico e sociale così incompetente ed irresponsabile stia correndo a forte velocità verso il Terzo Mondo.