Dal Partito Comunista della Grecia - http://www.kke.gr,
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Traduzione dall’inglese di Bf
Contributo
al meeting di Parigi del Partito Comunista della Grecia, 9/11/2003
21/11/2003
Cari compagni
Grazie per l’opportunità che ci avete dato di incontrarci qui a Parigi. E’
importante poter proseguire le discussioni sulle questioni dell’UE che abbiamo
già trattato in molte altre occasioni; la più recente è stata l’incontro del 5
Settembre, ad Almada, in Portogallo, che ha prodotto risultati davvero
positivi.
Il nostro partito attribuisce una grande importanza alle iniziative che
promuovono il coordinamento e l’azione comune di partiti comunisti e del
lavoro, specie di fronte ai grandi eventi internazionali; sentiamo che in
questo modo diventa più efficace il nostro sforzo di raccogliere forze più
ampie, per costruire un’unità più estesa possibile al fine di cambiare il
capitalismo e l’imperialismo.
Oggi, i segni della sfiducia popolare e della contrarietà alla politica dell’UE
e alla NATO sono più evidenti; lotte popolari e resistenze sono cresciute
fortemente. Ma allo stesso tempo, la pressione
per la manipolazione delle forze sociali e dei movimenti sta diventando
sempre più soffocante.
Queste lotte hanno luogo con il contributo significativo dei comunisti, delle
forze anti-imperialiste e dei movimenti. Possono realizzarsi solo se ci sono
forze che si oppongono alle pressioni per sottometterci, che rifiutano la
corruzione del “dialogo sociale” e la collaborazione delle classi, che non si
inchinano davanti alla realpolitik del consenso neo-liberale,
perseguito sia dai conservatori sia dai social-democratici. E’ un caso che
questo nuovo radicalismo, i movimenti e le lotte emergano al declino e alla
disfatta del governo di centro-sinistra, come risultato della sua incapacità?
L’approfondirsi della crisi economica e il prolungarsi delle recessione rendono
l’imperialismo più aggressivo. I poli imperialisti operano uniti contro i
popoli, come nel caso di Cancun, ma senza vantaggio: le contraddizioni
inter-imperialiste - violentemente venute alla superficie durante la guerra in
Iraq - portano ad una nuova fase acuta sia tra le due coste dell’Atlantico, sia
all’interno della stessa Europa. Le contraddizioni si esprimono sia nella
questione del trattato costituzionale e sia nei problemi relativi all’esercito
europeo.
I paesi dell’Unione Europea sono di fronte ad una vasta offensiva anti-sociale
con il sistematico smantellamento dei guadagni e dei diritti ottenuti in decine
di anni di dure lotte. Allo stesso tempo una nuova situazione emerge in Europa,
caratterizzata da una resistenza su larga scala contro questa offensiva. Le
lotte sindacali e popolari hanno luogo
praticamente in ogni paese del continente: scioperi generali, dimostrazioni,
riunioni e mobilitazioni nazionali su larga scala, politicamente rilevanti. La
tendenza è un crescente acutizzarsi dei conflitti sociali. Nuove forme di lotta
e coordinamento sono apparse e, più importante, queste lotte portano ad
avanzare un nuovo tipo di domande in opposizione alle politiche dominanti:
- La mobilitazione contro l’Iraq ha posto i problemi della militarizzazione,
delle basi US e NATO in Europa, in una cornice
completamente nuova; richieste come lo smantellamento della NATO, il
disimpegno dei paesi da questa e l’abolizione delle basi ha acquisito una nuova
qualità.
- Le mobilitazioni dei lavoratori hanno cominciato a passare all’offensiva,
cercando di corrispondere alle attuali necessità dei popoli. Contro la
privatizzazione della sicurezza sociale e il piano di prolungare il tempo di
vita lavorativo e chiedendo una sicurezza sociale totalmente pubblica e
gratuita; per un congruo incremento dei salari e delle pensioni (in Grecia il 53%
dei pensionati riceve meno di 400 euro al mese ), per l’abbassamento dell’età
pensionabile, la richiesta di lavoro a tempo pieno invece della precarietà, dei
rapporti di lavoro flessibili e degli impieghi part-time.
- Alcune lotte per i diritti all’istruzione
e alla salute pongono in maniera più chiara le richieste di sistemi gratuiti e
esclusivamente pubblici per la salute e l’educazione, chiedendo l’abolizione
del settore privato in questi campi.
- Alcune vertenze ed azioni industriali
iniziano timidamente a porre questioni che nella loro essenza disturbano
la proprietà dei mezzi di produzione
- Azioni di solidarietà in difesa di lavoratori e oppositori perseguitati per
le loro attività e lotte si moltiplicano, cambiando sempre più le frontiere legali
formali; un importante rilievo specie nei casi in cui i comunisti ed i loro
partiti stanno diventando illegali.
- Alcuni movimenti sociali cambiano il disegno reazionario del “trattato
costituzionale”, ne chiedono il ritiro e chiamano anche alla lotta per la sua
reiezione. Alla base di queste richieste noi testimoniamo che la legittimità
dell’UE, delle sue procedure ed istituzioni stanno calando agli occhi del
popolo. Il secco No degli Svedesi all’euro ed al EMU- che il nostro partito
saluta - è una buona illustrazione di questo processo.
- Il recente sondaggio dell’Euro-barometro indica una volta di più l’abisso che
separa le opinioni dei popoli europei dalla direzione politica dell’UE in campo
internazionale.
L’impegno per le alternative legato agli interessi dei lavoratori con una
chiara demarcazione dalla social-democrazia, ha ora avuto un più solido, un più
avanzato punto di partenza. Così è ancor più urgente e necessario il ruolo dei
comunisti di illuminare la via al socialismo, di rendere visibile la
prospettiva socialista nella nostra azione quotidiana e le proposte del nostro
progetto politico.
Dopo tutto la questione della prospettiva non è solo posta da noi; è posta
anche dallo stesso sviluppo che assegna un posto centrale al contrasto tra lavoro
e capitale. Che si manifesta in tutti gli aspetti della lotta di classe.
Ciò si esprime nell’aumento di aggressività imperialista, nelle minacce contro
Cuba, il Nord Corea, il Laos. E’ evidente nella lotta sulle relazioni
industriali e lavorative – specialmente in condizioni di tasso di profitto in
calo. Lo osserviamo nel selvaggio anti-comunismo che accompagna la restrizione dei diritti democratici. Può essere
visto nei cambiamenti reazionari dei sistemi politici. Che hanno messo il loro
marchio nel progetto reazionario della “costituzione europea”, nella crescente
militarizzazione e militarismo. E’ evidente nel cambiamento dei partiti
borghesi, come pure lo è nelle discussioni o nei processi per creare nuovi
partiti, sia a livello nazionale che europeo.
In queste condizioni noi sentiamo il bisogno di sottolineare la nostra identità
comunista, di affermare il ruolo del partito comunista, di tenere aperta
l’opzione di una possibile rottura con l’UE. Ciò è connesso con il potenziale
rapido cambiamento nel bilanciamento delle forze in ciascun paese. L’impatto
internazionale che ogni cambiamento ha nel bilancio delle forze in campo
nazionale è stato istruttivamente illustrato nell’incontro del Wto di Cancun.
Noi abbiamo l’opinione che i processi riferiti a detto Partito della Sinistra
Europeo - che è stato impallinato anche dai provvedimenti della UE sui Partiti
Europei e i processi sul trattato costituzionale – non sia utile a ciò. In
realtà essi vogliono sempre volgersi contro i numerosi movimenti che contestano
l’UE e le sue politiche.
Uno dei punti che il nostro partito desidererebbe suscitare a questo riguardo è
che questo processo, tra le altre cose, presupponesse impegni che riguardassero
l’indipendenza e l’azione di forze radicali anti-capitaliste.
I “Partiti Europei” non sono una scelta volontaria o un’invenzione dei loro
membri potenziali, sono una decisione della UE, che impegna tutti gli stati
membri:
p.17: “Questo
regolamento sarà vincolante nella sua interezza e applicabile direttamente in
ogni Stato Membro”
Questi partiti saranno costituiti sulla base dei Trattati di Maastricht e di
Nizza per valorizzare il funzionamento dell’UE, che è anche basato su loro:
p.2: “L’articolo
191 riconosce l’importante ruolo che i partiti politici europei possono giocare
nello sviluppo del dibattito politico a livello europeo al fine di innalzare la
qualità della democrazia e incrementare
il funzionamento delle istituzioni dell’Unione”
La Commissione detta la cornice generale per la loro operatività:
p.2: “La
commissione considera essenziale stabilire uno standard minimo di condotta
democratica per ogni partito”
Questi partiti sottoscriveranno le proposte per l’UE:
p.2: “Per
essere registrato al parlamento europeo un partito deve: assicurare che lo
statuto e le attività del partito politico europeo, rispettino le proposte
fondamentali dell’Unione riguardo libertà, democrazia, diritti umani, libertà
fondamentali e norme di legge”
p.4: “è necessario prevedere uno statuto dei partiti politici europei per
assicurare che essi rispettino i diritti fondamentali ed i principi di democrazia e i fondamenti delle regole della
legge, in accordo con il Trattato e la Carta dei Diritti Fondamentali
dell’Unione Europea, e che essi abbiano i loro propri corpi dirigenti”.
La loro esistenza non dipende dalla decisione dei loro membri ma
dalla decisione del Parlamento Europeo, secondo alti scopi. Il diritto
di eliminare un partito dietro decisione di un “parlamento” è un’interessante
novità nella democrazia borghese.
p.5, Articolo 2.3: “’ Partito Politico Europeo’ vuol dire un partito
politico o un’alleanza di partiti politici con uno statuto registrato nel
Parlamento Europeo”
p.6, Articolo 4.1“Se il Parlamento Europeo trova, attraverso la
maggioranza dei suoi membri, che la condizione non sia più soddisfatta, lo
statuto del partito politico europeo in questione sarà rimosso dal registro”
Essi non avranno neanche il diritto di cambiare le proprie norme da
soli:
p.6, Articolo 3.3: “Ogni emendamento ad uno statuto già registrato sarà
soggetto ad una richiesta per la registrazione indirizzata al Parlamento
Europeo”
Le loro finanze saranno soggette a controllo esterno
“Controllo
sarà anche esercitato in base alla certificazione annuale da una verifica
esterna e indipendente. La certificazione sarà trasmessa, entro sei mesi dalla
fine dell’anno finanziario concernente, al Parlamento Europeo e alla Corte dei
Revisori”.
Questi “Partiti” non hanno il diritto di usare i fondi stanziati
secondo le loro stesse decisioni:
p.7, Articolo 6: “Il finanziamento dei partiti politici europei dal budget generale
delle Comunità Europee o da ogni altra fonte non possono essere usati per un
diretto o indiretto finanziamento dei partiti politici nazionali”
p.7, Articolo 7:“I fondi ricevuti dal budget generale delle Comunità Europee
secondo il Regolamento possono essere usati solo per venire incontro a spese
direttamente connesse con gli obiettivi contenuti nello statuto”.
In altre parole, questi partiti saranno completamente legati e
dipendenti dal corpo dell’UE.
Comunque noi crediamo che specialmente nelle condizioni dell’intensificarsi di
lotte sociali e conflitti di classe, la necessità di un ruolo indipendente
delle forze radicali e dei partiti comunisti come indispensabili strumenti per
la classe lavoratrice e gli strati popolari nella loro lotta per un’Europa di
Pace, Progresso Sociale, Solidarietà e Socialismo, sia confermata come mai
prima.
Il Nostro partito crede nella presenza distinta e nella cooperazione dei
Partiti Comunisti e dei Lavoratori; ritiene aperte le prospettive socialiste, e
vuole avere un impatto positivo sull’azione comune di più ampie forze
democratiche, anti-imperialiste, anti-monopoliste, aiuterà le forze popolari ad
emanciparsi dall’influenza dell’ideologia e della politica dominanti, per
prevenire il loro assoggettamento.
Il Partito Comunista Greco cerca anche di sviluppare ulteriormente la
cooperazione tra i comunisti e i partiti della sinistra radicale in un concreto
fronte combattivo per contrastare le politiche dominanti nell’UE.
In questi anni, specialmente nell’ultimo, ci siamo trovati sullo stesso fronte
con migliaia e milioni di lavoratori e di giovani: contro la guerra, negli
scioperi e nelle lotte in difesa dei diritti dei lavoratori, in difesa dei
sistemi di sicurezza sociale, chiedendo istruzione pubblica gratuita ed un
sistema sanitario. Siamo stati dalla parte delle proteste dei giovani e degli
studenti, delle mobilitazioni degli agricoltori, abbiamo votato allo stesso
modo contro Maastricht, Amsterdam, Nizza, Euro&EMU nei referendum. Noi
possiamo votare allo stesso modo nelle prossime elezioni per il Parlamento
Europeo: promuovendo la nostra identità, proponendo il nostro progetto,
sottolineando le nostre prospettive.
(presentato al meeting organizzato dal
PC francese a Parigi, il 9 Novembre 2003)