www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 15-12-03

da Parti du travail de Belgique - http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBV&obid=22100
traduzione di Flavio Rossi

Costas Alissandrakis:"La Costituzione europea è contro i lavoratori e la pace mondiale"


 
Costas Alissandrakis:
Membro del Parlamento europeo, partecipa al comitato sull'industria, il Commercio esterno,
la Ricerca e l'energia così come al comitato sulla Cultura, la Gioventù, i Media e lo Sport.  
Membro del Comitato centrale del Partito comunista di Grecia  
Professore di astrofisica dell'università di Ioannina (Grecia)  
55 anni

Deputato europeo al servizio dei lavoratori e dei popoli oppressi.
Le sue prese di posizioni coraggiose nelle guerre della Jugoslavia, Afghanistan ed Iraq, sono esemplari. Come la sua solidarietà di principio con Cuba.
Intervista di
Jean Pestieau
10-12-2003

D. Qual’è la vostra posizione nei confronti del progetto di Costituzione della UE?

Costas Alissandrakis.
Tanto per cominciare, si è contro ogni Costituzione Europea; essendo l’UE nient’altro che l'unione del grande capitale europeo, la Costituzione non può che essere al servizio di questo. Quando mi si chiede: "Perché dunque la Costituzione non può difendere anche gli interessi di lavoratori"?, rispondo spesso: "Perché non è stata costruita per ciò". Gli argomenti secondo i quali si può avere una Costituzione con un aspetto sociale serio, non sono fondati. La lotta che la UE conduce da più di 10 anni, contro tutte le conquiste sociali che la classe operaia ha raggiunto dopo un secolo di battaglie, è là per provarlo.

D. Quali sono i vostri argomenti più importanti contro questa Costituzione?

Costas Alissandrakis.
Accelera la militarizzazione dell'Europa ed istituzionalizza il neo-liberismo.  Senza che ci sia stato alcun dibattito in merito. Il progetto di Costituzione dice esplicitamente che gli Stati dell'UE lavoreranno in cooperazione stretta con la Nato.

L'UE non fa da contrappeso agli Stati Uniti perché i due partono dallo stesso punto di vista. Sono alleati. L'UE vuole avere soltanto un ruolo più importante nella cornice imperialistica mondiale, ma sotto direzione americana. Si tratta della divisione del mondo: le risorse naturali, i mercati, la forza lavoro mondiale… Il polo imperialistico europeo vuole rinforzarsi per giocare meglio il suo ruolo a livello mondiale. Non è di una natura differente da quella degli Stati Uniti.

Non bisogna confonderlo col polo formato dall'unione sovietica che era veramente un polo differente, oppositore degli Stati Uniti. I popoli non hanno niente da guadagnare dal rafforzamento di un polo imperialistico europeo militarizzato.
Il progetto di Costituzione fissa l'obiettivo che gli Stati membri assumono la responsabilità di migliorare le loro capacità militari. Si tratta di mettere in piedi un’agenzia europea dell'armamento e di ricerca-sviluppo legato alla difesa. Si tratta di tutta la politica del mercato europeo degli armamenti e del suo coordinamento.

Nel nome della solidarietà nella lotta contro il terrorismo, la Costituzione prevede la possibilità di interventi militari preventivi.
L'UE si prepara a diventare un potere militare di proporzioni mondiali, suscettibile di intervenire nel mondo dovunque, sotto il pretesto della minaccia terroristica. Non mette in questione gli Stati Uniti, ma richiede il suo posto nell'aggressione imperialistica globale, da qui la collaborazione stretta con la NATO, esplicitamente indicata nella Costituzione. È un pericolo per la pace mondiale, una reale scalata nella corsa agli armamenti ed un regalo prezioso per il complesso militare-industriale. È anche un pericolo per i popoli dell'UE contro cui la militarizzazione si ritorcerà.
Arrivo a pensare che se ci fosse stato un esercito europeo ben formato, sarebbe stato con l'esercito americano in Iraq! 

D. Parlavate anche dell'istituzionalizzazione del neo-liberismo… 

Costas Alissandrakis.
Le sole libertà fondamentali garantite dal progetto di Costituzione si riducono alla libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e del capitale, così come la libertà di impresa.

La dichiarazione dei diritti fondamentali che appaiono nel progetto di Costituzione, è un serio passo indietro rispetto a parecchie Costituzioni dei paesi membri, e rispetto alla Dichiarazione corrispondente dell'ONU. Il diritto alla serrata per il padronato è previsto accanto al diritto di sciopero!
La Costituzione europea dà una serie di diritti che convengono al grande capitale.
Non si tratta, evidentemente del diritto di impiego! Nel nome della lotta anti-terroristica, i meccanismi repressivi sono messi in piedi nel contesto della cooperazione poliziesca e giudiziale.

La Costituzione europea non è una vera Costituzione. Non è democratica, non nasce dal popolo, ma è imposta dalla politica dell'unione europea, del grande capitale. È in effetti un trattato internazionale in continuazione dei trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza. È un rafforzamento supplementare della legge del capitale monopolista e la sua lotta contro la classe operaia. È un passo avanti per il consolidamento del polo europeo del sistema imperialistico mondiale. Un trattato internazionale non può essere una Costituzione. Quando si parla in generale di Costituzione, si hanno in testa le conquiste popolari, i diritti dei lavoratori. Qui, è tutto il contrario.


Sul futuro dell'unione europea

(brani)

Le contraddizioni in seno all'unione europea da una parte e tra le forze imperialistiche europee e gli Stati Uniti dall’altra parte, non cesseranno di esistere. Certi legami di amicizia e di cooperazione possono costruirsi tra loro, quando fanno fronte contro il loro nemico comune, cioè i popoli. Ma questi legami si strapperanno appena il loro conflitto per i nuovi mercati prenderà delle nuove dimensioni (…)

L'unificazione capitalista europea non è una via a senso unico perché, per i popoli, il capitalismo non è una via a senso unico. Non può sopravvivere eternamente. L'Europa sarà unificata o in modo capitalista o in modo socialista. Non esistono altri modi.
A breve termine, si dovrà fare fronte a parecchi problemi, mentre il fossato delle disuguaglianze si allargherà. Parecchi gruppi e sottogruppi appariranno tra i suoi Stati membri, e delle contraddizioni si svilupperanno più gravi di prima.

Aleka Papariga, Segretario generale del Partito comunista di Grecia, Salonicco, 3 maggio 2003,