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CP Boemia e Moravia. Conferenza delle sinistre a Roma
Fonte: PC Boemia e Moravia, 29 Ottobre 2004
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Conferenza Internazionale dei Partiti della Sinistra Europea
Discorso del compagno V. Exner, Vicepresidente del PC di Boemia e Moravia della
Repubblica Ceca. Roma, 24 Ottobre 2004.
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia ha espresso
le proprie riserve sulla “Bozza di Trattato per istituire la Costituzione
Europea” fin dall’inizio. La “Bozza di Trattato” contiene significativi
trasferimenti di competenze dai governi nazionali all’UE. Secondo alcuni
articoli, la sovranità sarebbe limitata praticamente alle aree dei servizi alla
salute, istruzione, cultura e sfere municipali. In più, gli articoli permettono
interferenze esterne nel sistema politico ed economico nazionale. Mentre
diminuisce la sovranità degli stati
nazionali, si rinforza la centralizzazione delle decisioni, facendo ricorso a
varie forme di maggioranza.
La “Bozza di Trattato”, che assicura che sia mantenuto l’attuale sistema
politico UE secondo il modello originale dei “Quindici”, crea perplessità sui
principi connessi all’orientamento sociale, agli standard del minimo sociale
comune, alla pubblica tutela per assicurare l’esistenza.
Con un rafforzamento della Sinistra perseguiamo la via del futuro sviluppo
dell’Europa e della sua organizzazione.
Nel preambolo del trattato l’UE è presentata come rappresentante dell’intera
Europa. Ma non è così, se cerca una posizione da superpotenza e il ruolo - per
noi non accettabile - di competitore degli USA nel dominio del Mondo. Nel
trattato si fa riferimento all’Europa come portatrice di civiltà, senza
menzionare altre culture. Noi sosteniamo proposte tendenti ad assicurare eguale
status a tutti i paesi membri dell’UE, includendo la loro partecipazione a
tutti i livelli comunitari, per far sì che i paesi con una bassa quantità di
popolazione non siano in minoranza nelle questioni che li riguardano.
Non concordiamo nemmeno con l’UE che si muove verso un aumento del settore
militare, verso l’unificazione della politica estera e della sicurezza,
l’esclusione del Parlamento europeo dalle decisioni riguardanti le questioni
militari. Politiche che per molti paesi membri, inclusa la Repubblica Ceca,
fanno parte delle decisioni del Parlamento Nazionale.
Ci sforziamo di completare e rendere esplicitamente obbligatoria la parte della II della Carta dei Diritti,
con i patti internazionali sui diritti civili e politici. Siamo di fronte alla
possibilità di discriminazioni per l’impegno politico. L’assunzione della Carta
dei Diritti Fondamentali è presentata come un raggiungimento, mentre questa
carta contempla meno diritti di quanti siano già compresi in molte costituzioni
borghesi degli stessi paesi membri e della Convenzione Europea dei Diritti
Umani. Sono riconosciuti soprattutto i
diritti per i proprietari e i datori di lavoro.
In breve possiamo dire che la Bozza di Trattato serve a rinforzare il possibile
adattamento delle istituzioni UE secondo gli intenti capitalistici della
globalizzazione mentre non porta alcun miglioramento per la maggioranza della
popolazione dei paesi membri dell’UE e assolutamente nessuno per i cittadini
europei. La Bozza di Trattato conferma il carattere burocratico dell’UE.
Il PC di Boemia e Moravia approva una nuova e più lucida riforma dell’UE ma non
su questa via; e potrebbe essere soddisfatto solo da cambiamenti sostanziali.
La militarizzazione dell’UE è parte integrale dell’intero trattato, e gli
stessi requisiti sono trasferiti ai paesi membri. Lo scopo è un interventismo
militare sia con la Nato, sia in modo indipendente secondo le autonome
decisione delle istituzioni europee. L’art. I-41, riferito all’organizzazione
europea della Difesa, promuove l’industria militare attraverso l’Agenzia
Europea della Difesa e illustra lo sviluppo del settore bellico.
Nell’ Art I-43 la dottrina della guerra preventiva è sottoposta a “clausola di
solidarietà”, espressione che suona pacifica ma che nei fatti sarà drastica e
dannosa, poiché gli stati membri saranno richiesti di azioni comuni per
prevenire minacce terroristiche e proteggere l’istituzione democratica da ogni
possibile attacco (il che può portare all’intervento armato anche su un
sospetto di terrorismo, inclusi possibili interventi negli stati membri).
L’Art.I-6 dichiara che “la Costituzione e la legge adottata dalle istituzioni
in esercizio competente dell’Unione, sanciscono che questa debba avere il
primato sulla legge degli Stati Membri” Così può intervenire in tutto ciò che
si può dire progressista o servire
potenzialmente al progresso sociale. Una maggioranza qualificata del Parlamento
Europeo può questionare la violazione dei valori europei da parte di uno stato
membro, con l’ammenda della sospensione dei diritti.
Noi pensiamo che la Bozza debba acquisire sostanziali contenuti di classe a
livello nazionale ed europeo. Pur rifiutandola nel suo assunto, sosteniamo
azioni volte allo scopo di:
*difendere i diritti democratici e dei lavoratori
*lottare contro lo stato-polizia
*opporsi alla militarizzazione, elemento dell’ordine imperialista del mondo
*difendere il diritto dei popoli ad autodeterminare il loro sviluppo e la loro
sovranità
*sostenere la socializzazione dell’Europa e lottare contro l’imperialismo in
Europa e nel Mondo
Infine una nota sull’Art. aggiuntivo 8, riferito ai simboli. Pensiamo ce la
memoria collettiva sia scippata dell’anniversario della vittoria antifascista,
del ruolo decisivo dell’URSS, dei movimenti di resistenza e del ruolo guida dei
comunisti. Chiediamo la celebrazione del 60° anniversario della vittoria sul
nazi-fascismo nella II° Guerra Mondiale.
L’allargamento dell’UE: conseguenze nazionali e internazionali della
rappresentanza ceca nell’Unione Europea
Discorso del capo Dipartimento di Relazioni Estere del PC BM, H. Charfo
L’accordo tra l’Associazione della Repubblica Ceca e
la Comunità Europea ha aperto il mercato ceco ad una competizione ineguale e le
ha tolto gli strumenti necessari a proteggere le proprie industrie e
l’agricoltura. Ciò è successo quando, con la dissoluzione del Comecon, la RC ha
perso i propri mercati negli ex paesi socialisti e, in seguito a politiche
mirate dei governi di destra, i suoi partner tradizionali nei paesi in via di
sviluppo.
La privatizzazione e la restituzione delle proprietà statali ai precedenti
proprietari ha portato al fallimento di grandi imprese agricole e industriali.
Inevitabilmente essi erano stati sostituiti in alcuni casi da unità produttive
no profit. La privatizzazione si è anche basata sul credito; tutto ciò ha
portato al collasso delle nostre tradizionali grandi imprese, e
conseguentemente ha portato alla crescita della disoccupazione, che oggi è
all’11% e in alcune regioni al 20%. Il culto miope dello strumento del mercato
che i governi di destra hanno fatto passare, hanno solo reso l’economia ceca
più arretrata e destrutturata.
Unirsi all’UE in un momento di così grande debolezza, porterà ulteriori
deformazioni alla nostra economia, distruggendo quanto è rimasto dell’industria
Ceca, trasformando i nostri impianti
manifatturieri in impianti di
assemblaggio e incrementando disoccupazione, povertà, e arretratezza. I nuovi
membri dell’UE non possono beneficiare dei fondi agricoli e di ristrutturazione
allo stesso modo dei vecchi membri.
La continuazione della privatizzazione, con la vendita delle società alle
corporation transnazionali porterà ad una perdita totale di ogni controllo
dello stato sui prezzi. Oggi in effetti assistiamo ad un aumento del costo di
molti servizi e prodotti, che era già cresciuto e ora cresce ancora, come risultato delle basse ‘quote’
imposte da Bruxelles e dall’aumento delle importazioni da paesi esterni
all’Europa. Con la crescita della disoccupazione e l’aumento dei prezzi, i
redditi della popolazione non possono certo migliorare, e la povertà e lo
scontento si approfondiscono.
La posizione del 5° congresso, del PC BM, Dicembre 1999, era che il partito non
rifiutava l’integrazione ma ora rifiuta l’attuale forma burocratica e non
democratica dell’UE. La forma dell’UE è peggiorata dal 1999. Anche il
presidente Klaus ha ammesso pubblicamente l’ingiustizia degli accordi
associativi dell’UE e degli stessi responsabili di questa; invece di portare la
nostra economia allo stesso piano di quella dell’UE, gli accordi hanno
contribuito a far diventare la RC economicamente e socialmente arretrata. Al
summit di Nizza, tenuto l’8-10 dicembre 2000, il sistema di voto venne
cambiato, gli stati più grandi guadagnarono maggior potere di voto nel decisivo
Consiglio dei Ministri. In seguito a questo cambiamento, la Germania e altri
degli stati più grandi, UK, Francia, Italia, possono bloccare ogni decisione
del Consiglio. Con questo sistema di votazione la RC non ha più alcuna
possibilità di influenzare o cambiare nulla. E la nuova Costituzione UE
conferma solo questa tendenza.
I termini dell’accesso all’UE firmati a
Copenhagen dalla coalizione di governo non garantiscono che la RC si svilupperà in linea con gli
altri membri europei. Se noi non ci fossimo uniti all’Europa nel 2004, il
fattore tempo sarebbe stato dalla nostra parte, dal momento che per la
contingenza di debolezza economica che viviamo, non avremmo dovuto osservare le
quote ristrette nell’agricoltura, nell’industria e nel commercio estero che
sono state fissate dall’UE. Se non ci fossimo uniti all’UE nel 2004, noi
avremmo almeno conservato la possibilità di salvare un po’ del nostro mercato
interno. Mentre l’atteso aiuto finanziario UE non compenserà le perdite
economiche e sociali che sono emerse come risultato dell’aperta competizione e
dall’osservanza delle quote ristrette.
Se il nostro partito avesse accettato di unirsi nel 2004 all’UE in questi
termini, avremmo potuto correre irresponsabilmente un rischio politico che ci
avrebbe potato a perdere la fiducia degli elettori nel partito. Nessuno può
manovrare così lontano e mostrare che la situazione economica e sociale della
repubblica Ceca si svilupperà dopo l’entrata nell’UE; quasi all’opposto, gli
sviluppi in questo breve periodo hanno mostrato che gli standard di vita della
grande maggioranza della nazione diminuiranno. Il risultato del referendum per
l’entrata della R Ceca nell’UE è una responsabilità politica di quei partiti
che hanno votato a favore dall’accesso accelerato all’UE; il fatto che il PC BM
abbia raccomandato al popolo di votare contro l’ingresso nell’UE significa che
non ha fatto questo incorreggibile errore.
Se non ci fossimo uniti all’UE nel 2004, non avrebbe voluto dire che ci saremmo
trovati isolati ma che avremmo potuto continuare la nostra cooperazione
economica con l’UE e anche con gli altri stati, e che saremmo andati a
preparare un’integrazione europea basata sull’eguaglianza e il mutuo beneficio.
Tutta la nostra strategia di accesso in UE è stata errata, perché era basata
sulla priorità della corsa della RC nell’UE. Una simile strategia non poteva
portare a giusti accordi per una partecipazione in termini soddisfacenti dei
cechi nell’Unione.
I membri dell’UE hanno dato alle compagnie transnazionali le maggiori opportunità
di muovere i bene i loro capitali e di gestirli. Possiamo anche vedere come
queste compagnie transnazionali minaccino i lavoratori in Francia, Germania,
Spagna e ovunque siano richiesti salari più alti: “tu vuoi scioperare, così noi
ti chiudiamo gli impianti e li riapriamo da qualche altra parte”. Nei paesi
avanzati le maggiori opportunità sono state create per intensificare lo
sfruttamento e il ricatto dei lavoratori. I lavoratori dell’Ovest, al tempo del
mondo bipolare, spuntarono un miglior standard di vita e diritti sindacali
grazie a un movimento sindacale di alta qualità e ben organizzato e anche
all’esistenza di una comunità socialista europea; non per merito dell’UE .
Molto dipende da come, con quali accordi, noi entriamo nell’UE. Con eque
opportunità la Sinistra avrebbe la possibilità di rafforzare la sua posizione;
entrare alle attuali condizioni esporrebbe la Sinistra a rischi. Le conseguenze
dell’accesso del Partito Comunista di Slovacchia, che ha votato per l’adesione
all’UE, sono un chiaro esempio.
La questione è se, nella data situazione, per la Sinistra sia possibile
cambiare il carattere dell’UE dall’interno a favore dei lavoratori. La risposta
è chiara. L’idea che il carattere dell’UE possa essere cambiato dall’interno
dato l’attuale bilanciamento di forze a vantaggio dei lavoratori è un’illusione
irrealizzabile. Cito i fatti. Ci sono 732 membri nel Parlamento Europeo, ma i
parlamentari che appartengono alla Sinistra Unita Europea/ Verdi Nordici di
Sinistra sono solo 41. La Repubblica Ceca ha in Parlamento 24 membri; nelle
elezioni europee il PC BM ha
conquistato il 25% degli stati della RC. Anche se il PC BM ha aggiunto i suoi 6
parlamentari al gruppo della Sinistra europea, i rappresentanti dei gruppi di
Destra e Socialdemocratici nel Parlamento Europeo sono cresciuti di 18 con
l’apporto della RC. E’ un’illusione pensare che la Sinistra sarebbe più forte e
più influente in conseguenza
dell’entrata nell’UE. Nell’UE il quadro
delle forze politiche dei nuovi stati membri, esclusa Cipro, è sbilanciato in
favore della Destra. Nessun Partito Comunista dei nuovi paesi membri è
rappresentato nel Parlamento Europeo.
I primi paesi membri dell’UE stanno considerando di introdurre cambiamenti
amministrativi per prevenire un influsso laburista dai nuovi stati. Queste
misure devono essere percepite non solo dai partiti fratelli dei paesi che
hanno aderito per primi all’UE ma anche dai loro sindacalisti, che certamente
vogliono difendere gli interessi dei loro stessi lavoratori. E’ difficile sollevarsi
quando il periodo di preparazione dei rappresentanti UE non è usato per
assicurare che il livello sociale e economico dei nuovi membri sia sollevato a
quello dei vecchi membri.
Un’altra illusione è pensare che l’Europa possa essere un contrappeso
all’egemonia US, se la Nato è controllata dagli USA e dai membri dell’UE che
sono membri della Nato. E’ necessario notare l’approfondimento del processo di
militarizzazione dell’UE: si stanno creando forze di rapido intervento europee,
capaci di intervenite dove, per motivi tattici o politici, la Nato non può
esporsi direttamente. Solana ha sottolineato più volte la compatibilità
politica e operativa di queste unità con la Nato. L’indipendenza dell’Europa
dalla politica egemonica US può essere assicurata solo se si archivia questo
patto militare come un residuato del mondo bipolare, o se i membri europei si
ritirano dalle strutture militari Nato. Questo è il requisito prioritario per
l’indipendenza e la sicurezza europea e anche una fondamentale necessità per
assicurare la pace nel mondo.
Traduzione dall'inglese di Bf