www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 25-03-05

Il 10-11 marzo 2005, l’organizzazione giovanile del Partito Comunista di Turchia (TKP) ha ospitato a Istanbul un incontro internazionale dei giovani comunisti del continente europeo dal titolo “Le prospettive strategiche della lotta antimperialista”. All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle organizzazioni dei giovani comunisti di Turchia, Repubblica Ceca, Grecia, Cipro, Portogallo, Danimarca, Spagna, Georgia, Bulgaria. In qualità di osservatori hanno partecipato l’UJC di Cuba e la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY). Al termine dei lavori è stata diffusa una “Dichiarazione Finale”, di cui proponiamo una nostra traduzione del testo.

fonte: www.solidnet.org
Da Partito Comunista di Turchia (TKP), 16 marzo 2005
http://www.tkp.org.tr , mailto:int@tkp.org.tr

Il testo della “Dichiarazione Finale”estratto da “TKP Bulletin No 86 – 14.03.2005 

“Dichiarazione Finale del Meeting delle organizzazioni giovanili comuniste europee”


Il mondo sta vivendo un momento di rilevanza storica. Negli ultimi quindici anni trascorsi dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’imperialismo si è lanciato in un’offensiva avventurosa, partendo dalla considerazione che non esiste più una potenza in grado di fermarlo. Oggi, noi siamo testimoni di una intensificazione di questa offensiva, mediante una strategia che si dispiega su diversi fronti.

I dibattiti già svolti e quelli attualmente in corso in merito agli obiettivi dell’Unione Europea, ci aiutano a capire la congiuntura in cui si trova il mondo di oggi. Una valutazione complessiva sulla fase attuale dell’imperialismo e i dibattiti in merito al ruolo dell’Unione Europea, in questo contesto, sono funzionali alla lotta dei rivoluzionari e dei comunisti europei.

L’opinione ufficiale sull’UE si basa sull’idea che, con l’integrazione tra i diversi paesi, l’UE potrà rappresentare la culla della civiltà e la garanzia di pace permanente, e che l’UE è un progetto realistico in grado di realizzare benessere e prosperità per i popoli. Anche il più semplice approccio, comunque, permette di comprendere che il nocciolo dell’unione, formato dai paesi imperialisti, produce una distorsione ideologica.

L’Unione Europea, sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando furono poste le sue basi, è stata diretta dalle grandi forze imperialiste europee, in particolare Germania e Francia, e dai monopoli, dai capitali e dalle borghesie degli stati membri.

Il processo di allargamento dell’UE è dipeso da ciò. L’allargamento avvenuto il 1° maggio 2004 include soprattutto paesi ex socialisti e il suo obiettivo è quello di stabilizzare il capitalismo e di eliminare le conquiste del sistema socialista in questi paesi, alcuni dei quali si sono già integrati alla NATO o sono in procinto di farlo.

Il processo di allargamento dell’UE mina i diritti di sovranità dei popoli a vantaggio dei monopoli e dei capitalisti. L’Unione Europea sottopone a controllo in svariate forme i paesi membri e, sovrapponendo il trattato costituzionale dell’UE a tutte le costituzioni, annulla la sovranità dei paesi, con l’obiettivo di rafforzare le politiche neo-liberali e imperialistiche.

Un altro risultato del processo è rappresentato dall’espansione dell’egemonia dei grandi monopoli imperialisti e dall’opportunità di nuovi mercati e di manodopera a basso costo. In pochi anni, negli attuali e nei potenziali paesi membri, sono state messe in pratica politiche di distruzione sociale, con attacchi seri ai diritti dei lavoratori; la disoccupazione è cresciuta, i sistemi di sicurezza sociale sono stati smantellati e le privatizzazioni si sono allargate a macchia d’olio.

Le strutture militari dell’UE sono un fattore complementare, funzionale all’aspetto economico della strategia di espansione dell’Unione. La “Sicurezza Europea”, la sua concezione strategica e il suo derivato, l’Esercito Europeo, indicano che stanno prevalendo le tendenze imperialiste dell’Unione. Il nucleo dell’unione, che ha l’autorità di intervenire nelle questioni interne degli stati membri attraverso il trattato costituzionale e i doveri che comporta l’appartenenza, utilizzerà questa autorità in ogni circostanza che possa costituire una minaccia per sé e per il sistema imperialista. Considerando il fatto che “l’economia di libero mercato” rappresenta un dovere per chi intende ottenere l’adesione, la definizione ambigua di “minaccia” fa diretto riferimento ai sistemi egualitari, libertari e alle insorgenze rivoluzionarie. Di più, ad aggravare la situazione, 13 membri dell’unione, guidati dalla Gran Bretagna, hanno partecipato direttamente all’occupazione dell’Iraq inviando proprie truppe.

Per quanto riguarda le relazioni tra UE e USA, affermare che ciò rappresenti un bilanciamento del dominio USA nelle politiche mondiali non risponde a verità. Le reazioni da parte dell’UE alle mosse militari degli USA non sono provocate da un desiderio di pace, ma dalla necessità di ottenere una fetta più grossa della torta, e sono parte delle contraddizioni interimperialistiche.

La natura antidemocratica dell’Unione si è ancora una volta manifestata nel corso dei dibattiti sulla costituzione per l’Europa e nella fasi di discussione e approvazione; la costituzione è stata approvata senza la partecipazione dei popoli. La costituzione sarà sottoposta all’opinione pubblica solo in pochi paesi membri, mentre negli altri sarà approvata dai parlamenti.

E’ dubbio che l’attuale UE sia dotata realmente di una visione democratica. La democrazia nell’UE ci offre esempi sorprendenti: in Lettonia, membro dell’UE, esiste ancora la proibizione alla costituzione di un partito comunista. Per i rifugiati che vivono nei paesi membri, sono stati creati campi in Nord Africa. Durante l’ultimo decennio, il tasso di sindacalizzazione è considerevolmente diminuito.

Oltre a tutto ciò, tendenze razziste e reazionarie crescono dappertutto. In Estonia e Lettonia, popoli di differente etnia, a cominciare da quello Russo, nonostante siano nati in questi paesi, vengono privati della cittadinanza. In Germania, il centro dell’Unione Europea, specialmente nelle regioni in cui vive un gran numero di migranti, i voti neo-nazisti sono incredibilmente cresciuti.

Per quanto riguarda le questioni dell’educazione, il processo avviato dalla dichiarazione di Bologna ha il significato di presentare università al servizio dei capitalisti. In alcuni paesi come la Grecia e il Portogallo, l’istruzione viene gradualmente impoverita. I diplomi perdono di valore, mentre aumenta il numero dei disoccupati tra i diplomati. Le politiche dell’educazione dell’UE creano una generazione alienata rispetto alle prospettive della propria vita e alla società nel suo complesso.

Occorre dire che le lotte contro le politiche dell’Unione Europea crescono giorno dopo giorno. In tale contesto, oltre alle opposizioni presenti nei paesi scandinavi, esiste un alto numero di persone insoddisfatte delle misure distruttive della sicurezza sociale, dell’educazione, della sanità. Un’importanza rilevante assumono anche le reazioni contro la costituzione UE, in quanto esprimono la tendenza a contrastare il ruolo imperialista dell’UE.

A  tal riguardo, ci battiamo

- Per un Europa di cooperazione tra nazioni sovrane, eguali nei diritti, che rispetti gli interessi e la volontà dei popoli, con il diritto di ogni paese a scegliere il proprio destino.

- Per un Europa con migliori condizioni di vita, con il lavoro insieme a diritti, uguaglianza, solidarietà e sviluppo per ogni paese.

- Per un’Europa di pace, che promuova la smilitarizzazione, contro ogni velleità egemonica.

- Per un’Europa aperta al mondo, che rappresenti un fattore di progresso sociale, sviluppo, cooperazione, solidarietà con tutti i popoli.

- Per un’Europa che affermi la ricchezza delle differenze, delle identità e delle culture nazionali, che promuova gli scambi culturali, scientifici e artistici, il rispetto per tutti gli idiomi.

- Per un altro tipo di Europa, con altre politiche antimonopoliste e antimperialiste.

L’avvio di un dibattito produttivo sull’UE, l’organizzazione di azioni che denuncino le politiche dell’UE, lo scambio di informazioni critiche sulle conseguenze delle politiche dell’UE nei paesi che ne fanno parte, sono di importanza fondamentale. Deve essere denunciato da potenti e massicce lotte antimperialiste nei singoli paesi anche il carattere militarista dell’UE. L’avvio di un’azione comune di lotta della gioventù deve essere posto all’ordine del giorno.

Con le lotte delle forze progressiste e democratiche e, in particolare, con l’impegno dei partiti e delle organizzazioni giovanili dei comunisti nella costruzione di un vasto fronte antimperialista, in grado di unire le azioni delle forze progressiste, democratiche e di liberazione nazionale, potremo affermare il socialismo quale alternativa attuale in ogni paese e nell’intera Europa.

Traduzione a cura del
Centro di Cultura e Documentazione Popolare