fonte http://www.solidnet.org
da http://www.kke.gr , mailto:cpg@int.kke.gr
Partito Comunista di Grecia
Contro la Direttiva europea concernente i tempi di lavoro
Il gruppo del Partito Comunista di Grecia al Parlamento Europeo voterà contro la direttiva concernente il riordinamento dei tempi di lavoro, perché costituisce un attacco che esprime la volontà di rivincita dell’UE, dei governi borghesi e del capitale contro i diritti della classe operaia.
Questa direttiva costituisce il ferro di lancia delle ristrutturazioni capitaliste, che vengono elaborate dalle squadre dell’UE e del capitale e che concernono i servizi al mercato interno, i salari ineguali per lavoro eguale, l’impiego parziale e provvisorio, la commercializzazione della sicurezza sociale, della sanità, dell’assistenza sociale e dell’educazione.
L’obiettivo del nuovo attacco antipopolare dell’UE e degli altri rappresentanti politici del capitale è ottenere un adeguamento alle esigenze della competitività, cambiamenti radicali nel Diritto del Lavoro, la soppressione delle conquiste fondamentali della classe operaia, allo scopo di aumentare i profitti della plutocrazia.
Questi regolamenti legislativi per la flessibilizzazione dei tempi di lavoro rappresentano il seguito dei regolamenti anti-lavoratori inclusi nelle direttive 1993/104/CE e 2003/88/CE, che hanno avviato la cancellazione degli attuali tempi di lavoro, della giornata lavorativa di 8 ore e delle altre conquiste della classe operaia.
La proposte della Commissione Europea e del relatore A. Cercas, che stanno alla base della mediazione tra il Partito Popolare Europeo, i Socialdemocratici, i Liberali e gli altri rappresentanti del capitale a livello politico, sono estremamente pericolose per i diritti delle classe operaia e dei lavoratori più in generale.
Nella direttiva sono introdotte due nuove definizioni, che modificano a fondo i tempi di lavoro: a) “periodo attivo dei tempi di turno” e b) “periodo inattivo dei tempi di turno”
I tempi definiti come “periodo inattivo” non saranno considerati come tempi di lavoro, sebbene il lavoratore sia a disposizione dell’azienda. Così si procede alla distruzione del Diritto del Lavoro.
L’imprenditore acquisisce il diritto di negoziare direttamente con il lavoratore il riordinamento dei tempi di lavoro, annullando le Convenzioni Collettive di Lavoro.
L’imprenditore impone al lavoratore orari in conformità con i bisogni della produzione dell’impresa.
I regolamenti della direttiva permettono l’estensione della settimana lavorativa fino a 89 ore!!!
La flessibilizzazione dei tempi di lavoro è incompatibile con la sicurezza dei lavoratori.
La direttiva per la “flessibilizzazione” dei tempi di lavoro e l’estensione della giornata lavorativa è reazionaria, e costituisce una scelta politica per aumentare i profitti del capitale. Si tratta di tempi sottratti alla vita dei lavoratori.
Le conseguenze per la classe operaia sono ancora più penalizzanti:
- maggior lavoro senza ricompensa, secondo i bisogni della produzione capitalista,
- affossamento delle Convenzioni Collettive di Lavoro,
- intensificazione del lavoro,
- più incidenti del lavoro,
- limitazione grave del tempo libero per l’azione sociale,
- disorganizzazione della vita familiare.
Resistenza, Disobbedienza all’UE
Rafforziamo la lotta del movimento sindacale operaio
No alla flessibilizzazione dei tempi di lavoro
Lavoro stabile – 7 ore al giorno – 5 giorni, 35 ore settimanali con salari adeguati
Tempo libero per la famiglia, l’azione sociale, la Cultura e lo svago
Il Partito Comunista di Grecia intende contribuire all’unità del movimento operaio e al suo orientamento di classe, con l’obiettivo di cambiamenti radicali, per il soddisfacimento dei bisogni moderni della famiglia popolare-operaia.
al Parlamento Europeo
Centro di Cultura e Documentazione Popolare