Una lettera dalla Francia ci spiega perchè ha vinto il NO
Mi permetto innazitutto di far notare che cio che
dico è effettivamente frutto della mia esperienza, ma giustamente la mia esperienza
è fondata su dei fatti precisi. Mi baso inoltre su strudi e cifre verificate
dal Ministero degli Interni e dai maggiori istituti di ricerca. Non credo che
questa "esperienza" sia da considerarsi secondaria rispetto a delle
opinioni ideali.
Per quanto riguarda la destra italiana, essa puo esultare quanto vuole e
cercare di portare acqua al suo mulino su tutto quello che succede, ma questo è
l'argomento speculare di quelli che in Francia hanno cercato di dire che il No
era di estrema destra e che coloro che lo votavano lo facevano unicamente per
opporsi al governo.
E quindi questa destra italiana usa l'argomento del no per opporsi alla
sinistra italiana che ha appoggiato il SI.
Ma noi qui stiamo parlando di cose serie.. innazitutto la maggioranza del voto
del no in Francia è stato di sinistra, tra i quali il 59% degli elettori
socialisti. Quindi la stampa italiana puo dire quello che vuole è fare questa
campagna isterica e strumentale parlando di xenofobia, ma qui il voto è stato
dichiaratemente un voto antiliberale e di sinistra, in gran parte operaio e
delle classi medie. Il voto dei razzisti è stato minoritario.
Invece la maggior parte dei voti del Si è stata in larga parte il frutto dei
fautori della destra di governo e di una minoranza del PS e dei
Verdi..Ovviamente la stampa di stato ha cercato di dare piu spazio alla destra
del No per far credere che si tratti di questo ma tutto cio non è più veritiero
di quanto non lo sia la stampa berlusconiana.
Per quanto riguarda Toni Negri dice le solite cazzate per di piu pericolose.
Personalmente sono anni che cerco di spiegare che il concetto di nazione in
Francia è nato dalla rivoluzione francese. E che se si sono sviluppate due
filiazioni, una progressita e l'altra nazionalista reazionaria, cio non toglie
che esiste un attaccamento alla nazione in seno progressista ed aperto qui ed
oggi.
Questo è il quadro che molti francesi giudicano indispensabile per mantenere
saldi i diritti acquisiti e le concquiste sociali, non per chiudersi dentro ma
per portali avanti altrove, la maggioranza dei votanti del no di sinistra non
sono affato antieuropei, anzi...
Qui siamo nel paese dove i concorsi non sono truccati, nei quali anche un
povero a diritto alla salute e nel quale i sussidi di dispoccupazione ti permettono
di vivere. E anche il paese nel quale la nozione di solidarietà e ancora molto
forte, nel quale c'è un attività straordinaria di volontariato... qui la gente
vuole salvaguardare questo patrimonio, daresti loro torto ?
Ripeto qui esiste una buona parte di gente che considera la nazione in senso
progressita ed unitario. Certo che ci sono contaminazioni reciproche tra gli
uni e gli altri. Io per esempio sono critica su molte cose perché come ovunque
esistono delle realtà contraddittorie, ma quasto non illustra affatto il
fenomeno che si è prodotto qui con il referendum che è un fenomeno
straordinario nel quale spira un vento di ribellione progressista come non
l'avevamo visto da tanti anni anzi da decenni.
Toni Negri che cita Machiavelli dovrebbe ricordarsi che lo stato nazionale per
lui era anche la forma di costruzione politica che poteva salvaguardare
l'Italia dalla guerre fratricide e dalle scorribande di vari invasori. Creare
un Europa sociale e democratica si, ma un Europa infeodata alla Nato NO !
Aggiungo che l'idea progressista di nazione per molti non è assolutamente
contraddittorio con l'Europa, ma bisogna vedere quale Europa si tratta.
Per concludere faccio notare che quando abbiamo vinto siamo scesi tutti alla
Bastiglia e che spontaneamente la gente ha cominciato a cantare il "ça ira
!" questo vorra pure dire qualcosa...
Ludmila