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da Power and Interest News report

 

Le basi Militari degli Stati Uniti nella regione del Mar Nero

 

Di Federico Bordonaro

Power and Interest News Report

19 novembre 2005

 

Il 17 Novembre Romania e Stati Uniti si sono accordati per l’installazione di basi militari U.S. presso il Mar Nero. Lo stesso giorno, Washington ha iniziato un nuovo giro di consultazioni con la Bulgaria per concludere un accordo che garantisca agli U.S. l'uso di basi militari bulgare (l’aeroporto di Bezmer ed il poligono di Novo Selo).

 

Come previsto, sta continuando il trend positivo delle relazioni politiche e strategiche tra gli Stati Uniti ed i due paesi sudorientali europei della Romania e della Bulgaria. Durante la preparazione nel 2003 dell’operazione ‘Iraqi Freedom’ e nel contesto di una seria divisione diplomatica tra l’Europa e gli Stati Uniti, portata dall’intervento in Iraq, Bucarest e Sofia hanno detto apertamente a Washington di poter contare su di loro per una futura cooperazione strategica. [Si veda: "Bulgaria, Romania ed il mutamento della struttura geopolitica del Mar Nero"]

 

Nel 2005, l’avanzamento del radicarsi della presenza militare U.S. nei due paesi segna il consolidamento della nuova iniziativa geostrategica americana nella regione del Mar Nero ed avrà importanti conseguenze per l'Unione Europea, per  le relazioni tra U.S. e Russia, e sulla strategia occidentale verso il "Grande Medio Oriente". Inoltre, conferma anche che Washington, invece delle grandi installazioni permanenti, stile Guerra Fredda, cerca ora basi piccole, flessibili, per il possibile dispiegamento di forze in Europa.

 

Necessità geostrategiche U.S.

Sembra che gli U.S. stiano accelerando il loro processo di ridispiegamento militare post-Guerra Fredda, specialmente nel teatro operativo europeo. Molti predissero che tali movimenti sarebbero stati compiuti nei primi anni '90. Durante il periodo 1945-1990, la principale presenza militare U.S. in Europa era in Germania, completata da cruciali installazioni aeronautiche in Italia, Gran Bretagna e Turchia. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, questo è sembrato sempre più anacronistico.

 

Tuttavia, anche dopo la caduta del Muro di Berlino, Washington differì un maggiore cambiamento nella sua strategia di dispiegamento. La regione balcanica non fu “normalizzata” fino al 1999, quando la N.A.T.O. schiacciò l'ultimo stato-nazione comunista (Serbia e Montenegro) ed aprì una nuova era nell'ex regione jugoslava. Anche il processo di allargamento verso est della N.A.T.O. e dell'E.U. era ancora in fase di preparazione nello scorso decennio. Comunque, dopo gli attentati dell'11 Settembre, le percezioni della sicurezza di Washington sono cambiate. Non che il Medio Oriente non fosse considerato una fonte di minacce anche prima del settembre 2001, ma dopo quella data è certamente diventato la priorità gli per strateghi U.S.

 

Inoltre, l'obiettivo americano di affrontare i movimenti rivoluzionari islamici in un ampio "arco di instabilità" è connesso con la necessità di Washington di competere con successo con centri di potere emergenti, come la Cina e l'India, che stanno entrambi  aumentando la loro cooperazione con Mosca. [Si veda: "La Lunga Guerra di Washington e la sua strategia nel Corno d'Africa"] Di conseguenza, agli Stati Uniti ora necessita un nuovo appoggio logistico. Installazioni più agili, progettate per funzionare con le nuove generazioni delle tecnologie militari e tattiche (sostenute fra gli altri dal Segretario della Difesa degli U.S. Donald Rumsfeld) devono essere insediate in

collocazioni geograficamente strategiche, dove sia al potere un'élite politica amichevole ed affidabile.

 

Precisamente per questo la Romania e la Bulgaria sono considerate da Washington partner ideali. La regione del Mar Nero offre un’eccellente proiezione di potenza verso il cuore del Grande Medio Oriente (in pratica l'area dal Marocco al Pakistan). È anche la regione che connette il Mar Caspio- zona ricca petrolio e gas naturale- con il Mar Mediterraneo orientale, un'area di cruciale

importanza per le necessità energetiche dell'Unione Europea. Essendo l'orientamento geopolitico dell'Ucraina ancora incerto- dato che Mosca mantiene una considerevole influenza politica, economica e militare nel paese- e avendo la Turchia mostrato determinazione nel perseguire la propria agenda politica di sicurezza durante la crisi dell’Iraq nel 2003, la Bulgaria, la Romania e la Georgia sono i tre territori regionali più attraenti per ridispiegare le forze US. Dei tre, la Georgia è la più instabile e politicamente imprevedibile. Perciò, la Romania e la Bulgaria sembrano essere le scelte più razionali.

 

L'élite post-comuniste rumene e  bulgare si sono dimostrate più entusiaste di altri nel sostenere la politica U.S. in Medio Oriente. Inoltre, sembra non debbano affrontare proteste interne conseguenti all'ospitare una base militare U.S., a differenza dalle dimostrazioni fatte dai movimenti e dai partiti di opposizione in Germania e in Italia. Quindi i patti con Washington sono meno influenti su una campagna elettorale in Bulgaria e in Romania di quanto lo siano nell’Europa Occidentale.

 

Gli obiettivi politici e di sicurezza di Bucarest e Sofia

 

Le necessità geostrategiche degli U.S.sembrano essere coerenti con gli obiettivi delle nuove élite in Romania e Bulgaria. Questi obiettivi comportano un rapida integrazione nell'E.U.- che è stata preceduta, nel 2004, dalla loro entrata nella N.A.T.O.- ed una duplice copertura di sicurezza (U.S./ N.A.T.O. e E.U./E.S.D.P.) contro ogni possibile tentativo di ritorno dell'egemonia russa. Inoltre, le élite dei due paesi percepiscono l'assistenza degli Stati Uniti come cruciale per migliorare la loro transizione economica, ancora difficoltosa, nel mercato capitalista. Ovviamente, essi sperano che legami strategici più forti con Washington lastricheranno loro la via per un’ulteriore cooperazione economica e finanziaria ed un aumento degli investimenti US.

 

I siti nei quali gli Stati Uniti vorrebbero mettere le basi sono: in Romania, l'aeroporto di Kogalniceanu (situato vicino alla città portuale di Costanza, sul Mar Nero) e Fetesti, che si trova a circa 200 km. ad est di Bucarest. In Bulgaria, il campo aereo di Bezmer e il poligono di Novo Selo, situato vicino al confine meridionale con la Turchia. Le basi rumene in particolare potrebbero funzionare come utile base N.A.T.O. se la situazione in Trans-Dniester (una regione separatista della Moldavia) fosse percepita da Bruxelles e Washington come bisognosa di un  intervento occidentale più sostanziale. Di fatto, le truppe rumene sono presenti in Trans-Dniester dal 2005, Bucarest vuole giocare un ruolo importante nei negoziati tra Chisinau e Tiraspol. [Si veda: "Dossier Intelligence: Moldavia"]

 

Comunque, sia la Bulgaria sia la Romania vogliono in primo luogo una piena integrazione nell'architettura della sicurezza occidentale, anche come modo per congiungersi con successo all'Unione Europea. L'E.U. il 25 ottobre rilasciò un "rapporto di accesso" riferito ai due paesi. Ma, alla luce del recente malessere nell'E.U. in seguito all'ampliamento del 2004 e ai due sorprendenti sviluppi nel 2005 (quando i cittadini francesi ed olandesi rifiutarono l’adozione del Trattato Costituzionale Europeo), l'integrazione prevista di Sofia e Bucarest nel 2007 è stata riconsiderata. È sempre più probabile che l'accesso sarà posticipato al 2008. Comunque, ancora una volta nell'Europa post-Guerra Fredda, la N.A.T.O. (e il braccio strategico di Washington) ha integrato con successo gli ex paesi comunisti prima dell'E.U.

 

Con il consolidarsi delle posizioni strategiche degli Stati Uniti in Bulgaria in Romania, la regione del Mar Nero sta muovendo rapidamente verso una nuova configurazione di potere. Essendosi inceppati i processi di integrazione dell'E.U., per l'incapacità dell'Unione di rapido adattamento alla nuova configurazione e per lo scontento della popolazione europea verso l’ampliamento stesso, gli Stati Uniti hanno rapidamente assunto la guida della penetrazione occidentale nella regione un tempo dominata dalla Russia.

Sembra che la Moldavia diventerà presto il nuovo aggancio regionale, dato che i paesi allineati agli U.S. premono per la sua inclusione nel reame geostrategico U.S.-E.U. a spese della Russia. Sofia e Bucarest si aspettano di usare il loro accresciuto ruolo nell'architettura della sicurezza basata sulla N.A.T.O. per migliorare la loro immagine al cospetto di Bruxelles.

 

Allo stesso tempo, l'Europa Occidentale diverrà presto consapevole che, continuando a integrare paesi sudorientali e balcanici, produrrà probabilmente un ulteriore avanzamento delle fazioni europee filo-atlantiche, pro-U.S. e minerà ogni tentativo costruire una potenza autonoma E.U.

 

Traduzione dall'inglese Bf