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Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa:

I comunisti russi contro la provocazione anticomunista


Dichiarazione di Ghennadij Zjuganov che sottolinea l’unanime protesta di tutti i partiti russi

 

Mosca, 30 dicembre 2005

 

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sta cercando di far approvare, entro la fine di gennaio 2006, la risoluzione “Sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi totalitari comunisti”. Nella risoluzione, l’Assemblea invita il comitato ministeriale del Consiglio d’Europa a creare una commissione di esperti incaricata di raccogliere informazioni sulle violazioni dei diritti umani da parte di vari regimi totalitari, in particolare quelli “Nazista, Comunista e Franchista”, ad adottare una dichiarazione ufficiale sui “crimini” perpetrati dai comunisti, ad apportare le necessarie correzioni ai testi scolastici e a convocare una conferenza internazionale per discutere di questi temi. I paesi membri del Consiglio d’Europa saranno invitati ad adottare analoghe misure a livello nazionale e a promuovere campagne anticomuniste.

 

In tal modo, l’A.P. del Consiglio d’Europa assumerà il ruolo di iniziatrice e organizzatrice di una campagna europea su vasta scala per mettere sotto accusa e perseguitare i comunisti, per sottoporre a controllo il pensiero e le opinioni degli europei e per falsificare la storia. Il Consiglio d’Europa che all’inizio aveva impresso sulle sue bandiere lo slogan della difesa dei diritti umani e delle libertà, sta assumendo il ruolo dell’Inquisizione medievale e del maccartismo. Si vuole così dare via libera all’instaurazione di regimi polizieschi in tutta l’Europa.

 

L’A.P. del Consiglio d’Europa è di fronte ad una scelta decisiva: o respingere questa idea provocatoria, ispirata da alcuni suoi membri est europei ed appoggiata dagli USA, o cessare di rappresentare un organismo collettivo di stati europei votati alla libertà e al primato della legge e della democrazia.

 

Sarà dunque il momento della verità per l’A.P. del Consiglio d’Europa. La sua decisione determinerà l’atteggiamento dell’opinione pubblica internazionale verso un’istituzione che da tempo versa in una profonda crisi e che sta sempre più scivolando nella palude dell’anticomunismo, del sostegno all’apartheid (nei paesi baltici membri dell’UE, nota del traduttore), della doppia morale e del doppio standard. E’ ovvio che l’adozione di tale risoluzione alienerebbe all’A.P. del Consiglio d’Europa non solo i comunisti, ma tutti coloro che nel mondo nutrono sentimenti progressisti. Influenzerebbe l’atteggiamento di alcuni tra i più importanti stati del mondo, come Cina, Vietnam, Cuba, India, Brasile, Venezuela e altri ancora.

 

Non è la prima volta che i portavoce dell’anticomunismo lanciano una crociata contro la democrazia, la giustizia sociale e la comprensione reciproca tra i popoli. Tutti ricordano l’Anti-Comintern fascista, gli anni oscuri in cui negli USA imperversava il maccartismo, le persecuzioni e la messa al bando di partiti comunisti, le dittature dei “colonnelli neri”, le giunte militari e i Pinochet. Tutto ciò è andato a rotoli. Così è stato e così continuerà ad essere.

 

Nessuno dovrebbe dimenticare che la più completa, cinica e criminale manifestazione dell’anticomunismo è rappresentata dal fascismo di Hitler con il suo programma di distruzione delle ideologie socialista e comunista. Con i suoi ordini di annientare tutti i commissari politici, gli ebrei e gli intellettuali sovietici, di ridurre in schiavitù interi popoli e di perpetrare il genocidio. E’ stata l’Unione Sovietica guidata dai comunisti a sconfiggere il fascismo. Il Processo di Norimberga, di cui il prossimo anno ricorrerà il 60° anniversario, è stato prima di tutto il processo all’anticomunismo, alla sua ideologia criminale, ai suoi obiettivi e metodi. Coloro che ancora cercano di mettere sullo stesso piano nazisti e comunisti, la Russia e gli stati fascisti, sono ridicoli e penosi. Coloro che pretendono di imbastire un processo spettacolare di tutta l’Europa contro i comunisti dovrebbero rammentare bene la fine ignominiosa dei loro progenitori e predecessori spirituali.

 

Noi siamo orgogliosi del nostro passato e siamo forti della nostra verità. Abbiamo salvato il mondo dal flagello fascista, di fronte al quale i pilastri della democrazia borghese hanno tremato. Con il nostro esempio abbiamo dimostrato al mondo che il destino dell’umanità non era quello di vivere sotto il giogo fascista. Abbiamo indicato la strada verso il futuro. Non ci pentiremo mai e non ci piegheremo di fronte a nessuno. Difenderemo noi stessi e i nostri compagni con determinazione e tenacia. Non ci piegheremo e vinceremo.

 

L’A.P. del Consiglio d’Europa e chi sta dietro alla sua ignobile iniziativa hanno in realtà come bersaglio la Russia, che non si è ancora rassegnata alla condizione di paese umiliato e che sta raccogliendo le forze per rimettersi in piedi e contrattaccare. L’A.P. del Consiglio d’Europa si sta unendo a coloro che recentemente hanno usato qualsiasi espediente e minaccia per impedire il riscatto della Russia. Stanno cercando di costringerci a rinunciare per sempre alla nostra gloriosa storia e alle nostre vittorie, a riconoscere la nostra “inferiorità”, a rassegnarci al ruolo di stato di seconda categoria. Le azioni dell’A.P. del Consiglio d’Europa sono una sfida nei confronti di tutti i russi, indipendentemente dal partito di appartenenza e dalle opinioni politiche, una sfida nei confronti della Russia.

 

Non è certo dovuto al caso che la delegazione dei partiti russi all’Assemblea Parlamentare abbia elevato all’unanimità la propria protesta contro questa azione ostile ed abbia richiesto che la risoluzione non venga presentata.

 

E’ venuto il momento di proclamare un risoluto “No” alle provocazioni nell’A.P. del Consiglio d’Europa, ad agire uniti in un largo fronte, che comprenda le autorità, i cittadini comuni e i patrioti russi. Per il futuro della Russia, in nome della Verità e della Giustizia.

 

Traduzione a cura del

Centro di Cultura e Documentazione Popolare