www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 28-01-06

da Parti du travail de Belgique - 26/01/06
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?lang=2&obid=29843


La caccia ai comunisti messa ai voti a Strasburgo


di Herwig Lerouge

26 gennaio 2006

 

Il 25 gennaio, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha adottato con 99 voti a favore, 42 contro e 12 astensioni, la mozione di Goran Lindblad, deputato svedese del Partito Popolare Europeo.

 

La risoluzione è diretta:

 

1. “Contro i regimi comunisti totalitari”. Sono definiti così tutti i paesi socialisti.

 

2. “I partiti comunisti o post-comunisti dei suoi Stati membri”, a cui viene richiesto “di riesaminare la storia del comunismo e il loro passato, di prendere chiaramente le distanze dai crimini commessi dai regimi comunisti totalitari” (articolo 13).

 

3. A criminalizzare la lotta operaia contro i padroni affermando che “i crimini sono stati giustificati in nome della teoria della lotta di classe e del principio della dittatura del proletariato” (articolo 3).

 

Mezza vittoria per la destra

 

Ciononostante la destra e l’estrema destra non hanno ottenuto che una vittoria a metà. Mancano i 2/3 dei voti necessari per votare le raccomandazioni che incitano i paesi membri a organizzare la caccia alle streghe (come quella organizzata dal senatore Mc Carthy negli Stati Uniti degli anni ’50).

 

Le raccomandazioni sono quelle:

 

1. “di organizzare urgentemente un dibattito internazionale sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari allo scopo di suscitare la compassione, la comprensione e la riconoscenza per tutti coloro che sono stati toccati da tali crimini” (articolo 2).

 

2. Agli ex paesi socialisti “di lanciare una campagna nazionale di sensibilizzazione sui crimini commessi in nome dell’ideologia comunista, di operare una revisione dei manuali scolastici, di introdurre un giorno commemorativo delle vittime del comunismo e di aprire musei (anticomunisti)” (articolo 5).

 

3. “Di chiedere al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa di allestire una sorta di tribunale anticomunista” (articolo 4.1.) e di organizzare una “conferenza internazionale sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari con la partecipazione di rappresentanti dei governi, di parlamentari, di docenti universitari, di esperti e di ONG”.

 

Ma grazie all’ampio movimento di protesta, queste raccomandazioni non sono passate nell’Assemblea. Una prima parte delle firme di resistenti, intellettuali, artisti, sindacalisti, deputati socialisti, ecologisti e addirittura conservatori dell’Europa intera, raccolte per iniziativa di n2anticommunism.org, era stata consegnata al Presidente dell’APCE, René van der Linden.

 

Traduzione a cura del

Centro di Cultura e Documentazione Popolare