www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 28-04-06

da Cuba Socialista
http://www.cubasocialista.cu/texto/cs0221.htm

I diritti umani nell’Unione Europea


Leyla Carrillo Ramírez. Centro Studi Europei

Gli esseri umani sono ormai irrilevanti. Il cane olandese quando viaggia in autobus ha a disposizione un sedile, i negozi europei offrono sofisticati prodotti per animali domestici e la Convenzione per i Diritti dell’Animale non se la passa poi tanto male.

Che significano i diritti umani? E’ ancora valida la Dichiarazione Universale sui Diritti dell’Uomo?
Dove sono i diritti dei morti insepolti e dei civili massacrati in Irak? Come si amministrano e si proteggono i diritti umani nel mondo sviluppato? Che sarà dei torturati e detenuti senza processo nel carcere di Guantanamo, Abu Ghraib e le decine di carceri segrete, visto che gli europei hanno concesso a Washington il privilegio che i suoi soldati non possano essere giudicati dalla Corte Penale Internazionale? Una corte, che in una sorta di messa in scena contemporanea dell’Amleto,  ha “trascurato” la salute dell’ex presidente yugoslavo Milosevic.

Di fatto, i diritti umani sono manipolati dai computers, nelle guerre lo sguardo su vittime e carnefici è diventato cosmico ed eterodosso, e per come va il mondo, questi diritti potranno anche vivere situazioni peggiori o estinguersi del tutto. Perché ormai i diritti umani sono avviati ad essere intesi in modo unilaterale, un modo che porta sempre allo stesso obiettivo. Basta osservare il reclamo governativo ceco, affinché l’Unione Europea indennizzi gli imprenditori danesi che hanno subito delle perdite finanziarie causate dalle proteste islamiche per gli sberleffi a Maometto. Il premier di quel paese si è anche associata alle “Dame Bianche” cubane, le stesse omaggiate negli ambienti ufficiali europei. Quello stesso politico ostenta anche la sua alleanza con l’opposizione bielorussa.

Ma rimarrà qualche spazio per la verità? Tante convenzione sottoscritte, tanti euro investiti e tante iniziative a sostegno del Diritto, per trovarci di fronte alla debolezza della sviluppata società europea, che processa gli esseri umani non comunitari e nasconde le proprie omissioni e violazioni.
Mette in dubbio la vittoria elettorale in Bielorussia, i rapporti internazionali che deve avere il Venezuela, la dignità dei cubani di fronte all’assedio più lungo della storia, e aderisce (o santifica) il Terrorismo di Stato di questo secolo.

Si noti la contraddizione fra la vuota retorica europea ed il rifiuto della vittoria elettorale di Hamas in Palestina, si noti la debolezza segnalata persino dal Consiglio d’Europa sui voli segreti e le carceri clandestine

A parte il sempre valido, ma solito discorso sui “due pesi e due misure” applicati ai diritti umani, ricordiamoci delle norme più elementari che l’Unione Europea reinventa secondo i propri interessi ed impegni transatlantici. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha riconosciuto: “la libertà, la pace e i diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana, in un mondo in cui gli esseri umani, liberi dalla paura e dalla miseria possono far uso della libertà di parola e credenze.. Nessuno potrà essere arbitrariamente detenuto, arrestato o fermato .. né essere oggetto di arbitrarie ingerenze nella sua vita privata, famigliare, domiciliare; non potrà subire attacchi al suo onore o reputazione; in caso di persecuzione, ciascuno ha il diritto di cercare rifugio; .. e il diritto alla protezione dalla disoccupazione.”

Che dice la Convenzione sulla protezione dei Diritti Umani e Libertà Fondamentali?: la proibizione della tortura, condizioni di detenzione inumane o degradanti; l’informazione nei tempi più rapidi possibili circa i motivi della detenzione, la non ingerenza pubblica sul diritto e il rispetto della vita privata e famigliare; la protezione della reputazione e la proibizione della discriminazione..”

La risoluzione 2005/2 dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani: “condanna tutti gli Stati che permettono o tollerano il reclutamento, finanziamento, addestramento, accumulo, transito ed uso di mercenari con finalità eversive nei confronti di Stati membri delle Nazioni Unite, e specialmente di paesi in via di sviluppo.”

Basterebbe confrontare la quotidianità europea – implicata nella geostrategia globalizzatrice – con le norme più elementari sui diritti umani. Risultati concreti? Il diritto di asilo è stato gettato via, dopo il patto con gli USA a proposito della “guerra al terrorismo”; la Commissione Europea è inetta contro il razzismo e la xenofobia. Giuristi, storici e politologi confermano che le misure antiterroriste hanno avuto un impatto negativo sui diritti umani fondamentali.

Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Belgio, Grecia, Cipro e Ungheria discutono e approvano leggi antiterroriste o migratorie che alzano il tempo di detenzione dei “sospetti”, i quali vengono deportati indiscriminatamente nei loro paesi di origine.

Persino il relatore ufficiale dell’ONU contro la tortura ritiene che “la protezione diplomatica è inefficace e si appella a tutti i governi ad osservare i principi scrupolosamente”.
Istituzioni o organismi per nulla antieuropei denunciano la recrudescenza dei maltrattamenti nelle prigioni spagnole, francesi, britanniche e italiane. In quelle carceri il sovraffollamento ha spinto alla creazioni di prigioni private costruite dal gruppo BTF (britannico), che aumenta velocemente i suoi profitti. Questo tipo di prigioni proliferano in Francia, a Eiffage, Roanne – Lyon, Bèziers; in Germania, a Essen; Gran Bretagna, a Doncester, Dovegate, Lowdham Ganget e Kidmannrock.

Prima, la protezione dei diritti umani veniva elogiata nel Regno Unito, Svezia e Danimarca. Per gli europei, senza ombra di dubbio, le guerre volute dagli Stati Uniti costituiscono uno dei lati più sensibili nella trasgressione e oblio di questi diritti. Ciò conduce al genocidio, alla violenza contro civili per “danni collaterali”, la facilitazione di sedi e corridoi aerei per la tortura, l’occupazione e il trasporto illegale di beni patrimoniali. Le truppe britanniche e italiane hanno poi aumentato i mercenari negli scenari afgano e iracheno.

E’ possibile assimilare l’ottica europea sui diritti umani nei paesi sottosviluppati? E’ possibile assimilare le condanne del Parlamento Europeo a Bielorussia, Zimbabwe, Congo, Sudan, Palestina o Cuba?
Il parziale resoconto sui diritti umani secondo la “nuova moda” non è meno pesante per i cittadini degli Stati Uniti. Basta ricordare il microbiologo britannico David Terry ,“suicidato” dopo giorni di interrogatori, solo per una fuga di notizie alla stampa britannica che contraddiceva i pretesti per l’aggressione all’Irak. E le prove circa i maltrattamenti sui malati psichiatrici nei centri ospedalieri ungheresi. Come nascondere il rifiuto madrileno di giudizio nei confronti degli assassini del giornalista spagnolo Couso? Come ignorare la morte “per sbaglio” del brasiliano a Londra, quello confuso con un terrorista islamico?

La recrudescenza della guerra contro il terrorismo lanciata da Washington fa eco nella limitazione dei diritti civili negli stati membri della UE. Per esempio: in Spagna, dove le manifestazioni per le rivendicazioni socio-economiche possono essere proibite classificandole come “attività terroristiche”. O la proliferazione del servizio di spionaggio telefonico ed informatico senza bisogno di un ordine giudiziario. Dagli anni sessanta, la Gendarmeria francese appoggia la polizia con la violenza, gli armamenti e l’operatività caratteristica degli eserciti impegnati in combattimento urbano.Ora si sta discutendo la decisione tedesca di usare i soldati nella prossima edizione della Coppa del Mondo di calcio, che di fatto sarebbe una modifica costituzionale, visto che quella “proibisce l’uso dell’esercito in territorio nazionale, tranne in caso di crisi speciale o di catastrofe naturale.”

Con questi nuovi concetti, i diritti umani esistono solo per giudicare degli Stati terzi o garantire i dogmi “democratici, di libertà d’espressione o di uguaglianza nella diversità” all’europea.
Ingiuriare Maometto è rispettare la libertà di stampa, anche se rappresenta una fascistizzazione ed un attacco alla religione; reggere il gioco a politici corrotti “conferma la democrazia elettorale”; ignorare ciò che conduce a nuovi conflitti bellici o ad “interventi” in Stati antidemocratici integra l’esercizio dei diritti umani.
D’altra parte, conviene rassegnarsi al fatto che per la UE, le sue istituzioni ed il progetto del TCE, il diritto all’educazione, il diritto al lavoro, il diritto alla casa e a decenti condizioni di vita, non sono diritti umani imprescindibili.

Ci sono stati vari movimenti studenteschi in Francia, a favore o contro la privatizzazione dell’insegnamento, la riforma universitaria o il laicismo: 1964, 1984, 1986. Ma il Contratto di Primo Impiego presentato dal primo Ministro “come soluzione per ridurre la disoccupazione giovanile” non ha mai mobilitato così tanti settori sociali francesi. La protesta è cominciata nell’università francese più elitaria: la Sorbonne. E si è estesa all’infinità di settori operai e di servizio, perché colpisce tutti i minori di 26 anni di età, con un saldo finale di un sindacalista morto, uno studente ferito e centinaia di detenuti.

A Londra lo sciopero si estende a più di un milione di impiegati pubblici contrari alla riduzione delle pensioni. In Germania il Ministro del lavoro pretende di rimettere in servizio i pensionati e di allungare l’età pensionabile a 67 anni. A Cipro gli immigrati, anche se hanno già la cittadinanza, sono impiegati solo in agricoltura. In Belgio, Paesi Bassi e Danimarca pretendono di ridurre gli stranieri nelle università e in Austria costoro non possono superare il 20% delle matricole, anche se si pagano da sé gli studi.

Il problema della casa e la precarietà delle condizioni di vita avevano riempito la periferia parigina. Come risolvere il problema degli esorbitanti affitti di Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna o Madrid? Come risolvere il problema dei senzatetto che vivono sotto i ponti della Senna e del Tamigi, nella metropolitana o nelle chiese delle città europee? A quanto sembra i loro diritti sono irrilevanti.

La Commissione dei Diritti Umani di Ginevra è finita il 27 Marzo. E’ stato approvato il nuovo Consiglio di New York, che purtroppo erediterà limiti e disuguaglianze. L’Europa, anche se lo nasconde, ha delle questioni pendenti sui diritti umani sull’oblio crescente circa i principi di umanità, uguaglianza e fraternità nei suoi stessi paesi.
Come affrontare la sfida contemporanea?
Perché è chiaro che i diritti umani stanno scivolando per una china aberrante.


Traduzione dallo spagnolo di FR