da
Cuba Socialista
http://www.cubasocialista.cu/texto/cs0221.htm
I diritti umani nell’Unione Europea
Leyla Carrillo Ramírez. Centro Studi Europei
Gli esseri umani sono ormai irrilevanti. Il cane olandese quando viaggia in
autobus ha a disposizione un sedile, i negozi europei offrono sofisticati
prodotti per animali domestici e la Convenzione per i Diritti dell’Animale non
se la passa poi tanto male.
Che significano i diritti umani? E’ ancora valida la Dichiarazione Universale
sui Diritti dell’Uomo?
Dove sono i diritti dei morti insepolti e dei civili massacrati in Irak? Come
si amministrano e si proteggono i diritti umani nel mondo sviluppato? Che sarà
dei torturati e detenuti senza processo nel carcere di Guantanamo, Abu Ghraib e
le decine di carceri segrete, visto che gli europei hanno concesso a Washington
il privilegio che i suoi soldati non possano essere giudicati dalla Corte
Penale Internazionale? Una corte, che in una sorta di messa in scena
contemporanea dell’Amleto, ha
“trascurato” la salute dell’ex presidente yugoslavo Milosevic.
Di fatto, i diritti umani sono manipolati dai computers, nelle guerre lo
sguardo su vittime e carnefici è diventato cosmico ed eterodosso, e per come va
il mondo, questi diritti potranno anche vivere situazioni peggiori o
estinguersi del tutto. Perché ormai i diritti umani sono avviati ad essere
intesi in modo unilaterale, un modo che porta sempre allo stesso obiettivo.
Basta osservare il reclamo governativo ceco, affinché l’Unione Europea
indennizzi gli imprenditori danesi che hanno subito delle perdite finanziarie
causate dalle proteste islamiche per gli sberleffi a Maometto. Il premier di
quel paese si è anche associata alle “Dame Bianche” cubane, le stesse omaggiate
negli ambienti ufficiali europei. Quello stesso politico ostenta anche la sua
alleanza con l’opposizione bielorussa.
Ma rimarrà qualche spazio per la verità? Tante convenzione sottoscritte, tanti
euro investiti e tante iniziative a sostegno del Diritto, per trovarci di
fronte alla debolezza della sviluppata società europea, che processa gli esseri
umani non comunitari e nasconde le proprie omissioni e violazioni.
Mette in dubbio la vittoria elettorale in Bielorussia, i rapporti
internazionali che deve avere il Venezuela, la dignità dei cubani di fronte
all’assedio più lungo della storia, e aderisce (o santifica) il Terrorismo di
Stato di questo secolo.
Si noti la contraddizione fra la vuota retorica europea ed il
rifiuto della vittoria elettorale di Hamas in Palestina, si noti la debolezza
segnalata persino dal Consiglio d’Europa sui voli segreti e le carceri
clandestine
A parte il sempre valido, ma solito discorso sui “due pesi e due misure”
applicati ai diritti umani, ricordiamoci delle norme più elementari che
l’Unione Europea reinventa secondo i propri interessi ed impegni
transatlantici. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha riconosciuto:
“la libertà, la pace e i diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della
famiglia umana, in un mondo in cui gli esseri umani, liberi dalla paura e dalla
miseria possono far uso della libertà di parola e credenze.. Nessuno potrà
essere arbitrariamente detenuto, arrestato o fermato .. né essere oggetto di
arbitrarie ingerenze nella sua vita privata, famigliare, domiciliare; non potrà
subire attacchi al suo onore o reputazione; in caso di persecuzione, ciascuno
ha il diritto di cercare rifugio; .. e il diritto alla protezione dalla
disoccupazione.”
Che dice la Convenzione sulla protezione dei Diritti Umani e Libertà
Fondamentali?: la proibizione della tortura, condizioni di detenzione inumane o
degradanti; l’informazione nei tempi più rapidi possibili circa i motivi della
detenzione, la non ingerenza pubblica sul diritto e il rispetto della vita
privata e famigliare; la protezione della reputazione e la proibizione della
discriminazione..”
La risoluzione 2005/2 dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani:
“condanna tutti gli Stati che permettono o tollerano il reclutamento, finanziamento,
addestramento, accumulo, transito ed uso di mercenari con finalità eversive nei
confronti di Stati membri delle Nazioni Unite, e specialmente di paesi in via
di sviluppo.”
Basterebbe confrontare la quotidianità europea – implicata nella geostrategia
globalizzatrice – con le norme più elementari sui diritti umani. Risultati
concreti? Il diritto di asilo è stato gettato via, dopo il patto con gli USA a
proposito della “guerra al terrorismo”; la Commissione Europea è inetta contro
il razzismo e la xenofobia. Giuristi, storici e politologi confermano che le
misure antiterroriste hanno avuto un impatto negativo sui diritti umani
fondamentali.
Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Belgio,
Grecia, Cipro e Ungheria discutono e approvano leggi antiterroriste o
migratorie che alzano il tempo di detenzione dei “sospetti”, i quali vengono
deportati indiscriminatamente nei loro paesi di origine.
Persino il relatore ufficiale dell’ONU contro la tortura ritiene che “la
protezione diplomatica è inefficace e si appella a tutti i governi ad osservare
i principi scrupolosamente”.
Istituzioni o organismi per nulla antieuropei denunciano la recrudescenza dei
maltrattamenti nelle prigioni spagnole, francesi, britanniche e italiane. In quelle
carceri il sovraffollamento ha spinto alla creazioni di prigioni private
costruite dal gruppo BTF (britannico), che aumenta velocemente i suoi profitti.
Questo tipo di prigioni proliferano in Francia, a Eiffage, Roanne – Lyon,
Bèziers; in Germania, a Essen; Gran Bretagna, a Doncester, Dovegate, Lowdham
Ganget e Kidmannrock.
Prima, la protezione dei diritti umani veniva elogiata nel Regno Unito, Svezia
e Danimarca. Per gli europei, senza ombra di dubbio, le guerre volute dagli
Stati Uniti costituiscono uno dei lati più sensibili nella trasgressione e
oblio di questi diritti. Ciò conduce al genocidio, alla violenza contro civili
per “danni collaterali”, la facilitazione di sedi e corridoi aerei per la
tortura, l’occupazione e il trasporto illegale di beni patrimoniali. Le truppe
britanniche e italiane hanno poi aumentato i mercenari negli scenari afgano e
iracheno.
E’ possibile assimilare l’ottica europea sui diritti umani nei paesi
sottosviluppati? E’ possibile assimilare le condanne del Parlamento Europeo a
Bielorussia, Zimbabwe, Congo, Sudan, Palestina o Cuba?
Il parziale resoconto sui diritti umani secondo la “nuova moda” non è meno
pesante per i cittadini degli Stati Uniti. Basta ricordare il microbiologo
britannico David Terry ,“suicidato” dopo giorni di interrogatori, solo per una
fuga di notizie alla stampa britannica che contraddiceva i pretesti per
l’aggressione all’Irak. E le prove circa i maltrattamenti sui malati
psichiatrici nei centri ospedalieri ungheresi. Come nascondere il rifiuto madrileno
di giudizio nei confronti degli assassini del giornalista spagnolo Couso? Come
ignorare la morte “per sbaglio” del brasiliano a Londra, quello confuso con un
terrorista islamico?
La recrudescenza della guerra contro il terrorismo lanciata da Washington fa
eco nella limitazione dei diritti civili negli stati membri della UE. Per
esempio: in Spagna, dove le manifestazioni per le rivendicazioni
socio-economiche possono essere proibite classificandole come “attività
terroristiche”. O la proliferazione del servizio di spionaggio telefonico ed
informatico senza bisogno di un ordine giudiziario. Dagli anni sessanta, la
Gendarmeria francese appoggia la polizia con la violenza, gli armamenti e
l’operatività caratteristica degli eserciti impegnati in combattimento
urbano.Ora si sta discutendo la decisione tedesca di usare i soldati nella
prossima edizione della Coppa del Mondo di calcio, che di fatto sarebbe una
modifica costituzionale, visto che quella “proibisce l’uso dell’esercito in
territorio nazionale, tranne in caso di crisi speciale o di catastrofe
naturale.”
Con questi nuovi concetti, i diritti umani esistono solo per giudicare degli
Stati terzi o garantire i dogmi “democratici, di libertà d’espressione o di
uguaglianza nella diversità” all’europea.
Ingiuriare Maometto è rispettare la libertà di stampa, anche se rappresenta una
fascistizzazione ed un attacco alla religione; reggere il gioco a politici
corrotti “conferma la democrazia elettorale”; ignorare ciò che conduce a nuovi
conflitti bellici o ad “interventi” in Stati antidemocratici integra
l’esercizio dei diritti umani.
D’altra parte, conviene rassegnarsi al fatto che per la UE, le sue istituzioni
ed il progetto del TCE, il diritto all’educazione, il diritto al lavoro, il
diritto alla casa e a decenti condizioni di vita, non sono diritti umani
imprescindibili.
Ci sono stati vari movimenti studenteschi in Francia, a favore o contro la
privatizzazione dell’insegnamento, la riforma universitaria o il laicismo:
1964, 1984, 1986. Ma il Contratto di Primo Impiego presentato dal primo
Ministro “come soluzione per ridurre la disoccupazione giovanile” non ha mai
mobilitato così tanti settori sociali francesi. La protesta è cominciata
nell’università francese più elitaria: la Sorbonne. E si è estesa all’infinità
di settori operai e di servizio, perché colpisce tutti i minori di 26 anni di
età, con un saldo finale di un sindacalista morto, uno studente ferito e
centinaia di detenuti.
A Londra lo sciopero si estende a più di un milione di impiegati pubblici contrari
alla riduzione delle pensioni. In Germania il Ministro del lavoro pretende di
rimettere in servizio i pensionati e di allungare l’età pensionabile a 67 anni.
A Cipro gli immigrati, anche se hanno già la cittadinanza, sono impiegati solo
in agricoltura. In Belgio, Paesi Bassi e Danimarca pretendono di ridurre gli
stranieri nelle università e in Austria costoro non possono superare il 20%
delle matricole, anche se si pagano da sé gli studi.
Il problema della casa e la precarietà delle condizioni di vita avevano
riempito la periferia parigina. Come risolvere il problema degli esorbitanti
affitti di Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna o Madrid? Come risolvere il
problema dei senzatetto che vivono sotto i ponti della Senna e del Tamigi,
nella metropolitana o nelle chiese delle città europee? A quanto sembra i loro
diritti sono irrilevanti.
La Commissione dei Diritti Umani di Ginevra è finita il 27 Marzo. E’ stato
approvato il nuovo Consiglio di New York, che purtroppo erediterà limiti e
disuguaglianze. L’Europa, anche se lo nasconde, ha delle questioni pendenti sui
diritti umani sull’oblio crescente circa i principi di umanità, uguaglianza e
fraternità nei suoi stessi paesi.
Come affrontare la sfida contemporanea?
Perché è chiaro che i diritti umani stanno scivolando per una china aberrante.
Traduzione dallo spagnolo di FR